90 Special, il meglio di un decennio per Altro Spettacolo

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Sono stati il decennio del boom della musica pop, del grande cinema blockbuster (e dell’omonima catena di videonoleggio film -sì, ragazzi dei Duemila: non è sempre stato “Netflix & Chill”), della televisione sempre più popolare e delle fiction che hanno consacrato personaggi oggi diventati delle star del piccolo schermo. Sono gli anni Novanta, che Nicola Savino ha ben pensato di celebrare con un programma dedicato interamente a loro: 90 Special, in onda da questa sera alle 21:25 su Italia 1.

Un vero e proprio viaggio in cinque puntate lungo un decennio che i trentenni di oggi ricorderanno con affetto ed un pizzico di nostalgia, e che non mancherà (stando alle prime anticipazioni) di riportare sul piccolo schermo personaggi che hanno reso quegli anni ancora più cult.

Qui ad Altro Spettacolo abbiamo preso a cuore tutto quel decennio sotto ogni aspetto legato al mondo dell’intrattenimento. Ecco perché, proprio in occasione del debutto di 90 Special, abbiamo deciso di riunirci e preparare un pezzo dedicato a quelli che, secondo noi (e ci perdonerete se lo spazio non è stato sufficiente ad includere tutto), sono state le fiction, i telefilm, le canzoni, gli eventi, i programmi ed i film che hanno segnato un intero decennio.

Potrete trovare di tutto: dalla fiction di cui ancora oggi ricordate la sigla, a quella canzone che vi riporterà con la mente a quell’estate spensierata in cui pensavate solo a giocare o alle vacanze, fino a quell’episodio che avete visto in tv e di cui tutti parlavano. Oppure, quei film che avrete visto più di una volta e quelle trasmissioni a cui siamo così legati da pensare “Peccato che non lo facciano più…”. Insomma, gli anni Novanta ci hanno regalato di tutto. E noi vogliamo ricordarli così.

90 Special, le FICTION cult anni Novanta per Altro Spettacolo

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Di Paolino.

Caro Maestro (1996-1997)

Chi negli anni Novanta frequentava le elementari, non può non aver seguito almeno una puntata di questa storica fiction di Canale 5 con Marco Columbro nei panni di un maestro comprensivo e simpatico, che ottiene una supplenza nella scuola in cui ha studiato, a Forte dei Marmi, ora diretta dalla sua ex Elisa (Elena Sofia Ricci), con tanto di sigla che ancora oggi ci fa canticchiare. Nel cast, oltre a Francesca Reggiani e le superbe Sandra Mondaini e Franca Valeri, anche alcuni piccoli attori che, da grandi, proseguiranno la loro carriera nella recitazione, come Margot Sikabonyi (Maria in Un medico in Famiglia), Roberta Scardola (Carlotta ne I Cesaroni) e Matteo Ripaldi (presente in numerose fiction successive). Un peccato che Mediaset non abbia deciso di proseguire oltre le due stagioni, preferendo, negli anni Duemila, proporre una fiction simile, Sei forte maestro, con un cast totalmente differente (il protagonisti erano Emilio Solfrizzi e Gaia De Laurentis).

Classe di Ferro (1989-1991)

Questa serie in due stagioni ha debuttato su Italia 1 nel 1989 e si è conclusa nel 1991, e racconta ciò che per molti dei giovani nati negli anni Duemila è assolutamente ignoto: la naia, con tutte le sue difficoltà, gli imprevisti, gli approcci con le ragazze, ma soprattutto lo spirito di cameratismo che nasce tra i protagonisti, tutti alle prese con un periodo della loro vita che, in futuro, ricorderanno come uno dei migliori. Il cast annovera dei giovanissimi nomi diventati, in seguito, attori doc della fiction, cinema e teatro italiani, come Giampiero Ingrassia, Paolo Sassanelli, Cesare Bocci e Rocco Papaleo. La sigla della prima stagione della serie, invece, era cantata da Jovanotti.

Amico Mio (1993 e 1998)

Le vicende del Dr. Paolo Magri (Massimo Dapporto) all’interno del reparto di pediatria dell’ospedale San Carlo di Nancy a Roma portano in tv quello che, anni dopo, avrebbe portare Shonda Rhimes con Grey’s anatomy, ovvero l’importanza di ascoltare il paziente e non solo di curarlo. A fare da collante alle varie storie raccontare un giovane Adriano Pantaleo (diventato poi testimonial di Telefono Azzurro) nei panni di Spillo, paziente che non vuole saperne di tornare nell’istituto in cui viveva, e che viene adottato dal protagonista. Tra i giovani attori che vediamo nelle due stagioni (la prima, del 1993, andò in onda su Raidue; la seconda, nel 1998, su Canale 5), anche Cristiana Capotondi, Karin Proia, Michael Cadeddu e Pierfrancesco Favino. D’eccezione la colonna sonora, firmata da Nicola Piovani, futuro premio Oscar per “La vita è bella”.

Casa Vianello (1988-2007)

Non si può pensare agli anni Novanta senza pensare a Casa Vianello, la mitica sit-com che dal 1988 al 2007 ci ha portato tra le mura della (seppur fittizia) casa di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello. I loro battibecchi, le gaffes, le liti tra Raimondo e la Tata (Giorgia Trasselli), le avances di lui verso la vicina di casa e l’immancabile scena finale: “Che barba, che noia, che noia, che barba… Buonanotte!”. Indimenticabile.

College (1990)

Seppur sia andata in onda per solo una stagione, nel 1990, questa fiction è rimasta nel cuore di tanti, per l’ironia che ha raccontato nel rapporto tra uomini -i cadetti di un’Accademia Navale- e donne -le allieve del Victoria College-, con le seconde spesso e volentieri con un carattere più deciso ed autorevole rispetto ai secondi. Una serie che anticipa di gran lunga i tempi moderni: è infatti remake di un film del 1984, con Federica Moro (Miss Italia 1982) protagonista di entrambi. Nel cast della serie troviamo anche Fabio Ferrari e Fabrizio Bracconeri, storici protagonisti de I Ragazzi della 3^ C.

Un medico in famiglia (1998-?)

Era il 1998 quando Raiuno mandò in onda, un po’ in sordina, la prima puntata di quella che sarebbe diventata una delle sue serie tv più seguite (la prima stagione ebbe una share del 32%), con protagonista Giulio Scarpati, Claudia Pandolfi (che avrebbe lasciato dopo la seconda stagione) e Lino Banfi, il cui nonno Libero gli ha permesso di crearsi una seconda carriera televisiva. Format spagnolo, Un Medico in Famiglia è riuscito a portare in Italia generi come il family drama, la comedy ed il medical drama, tutto in un’unica serie.

Il Maresciallo Rocca (1996-2008)

Prima ancora de Il Commissario Montalbano (che debuttò nel 1999), Raidue si trovò tra le mani un altro grande successo seriale, la fiction poliziesca ideata da Laura Toscano e con protagonista Gigi Proietti, nei panni del Maresciallo Giovanni Rocca, alle prese con i crimini della città di Viterbo ed i tre figli da crescere da solo. Rocca divenne un successo non solo per i casi narrati, ma anche per la capacità di mischiare al genere poliziesco quello della commedia familiare e sentimentale. La storia tra il protagonista e Margherita (Stefania Sandrelli) ha fatto sognare ed, allo stesso tempo, arrabbiare i telespettatori, quando alla fine della terza stagione lei esce di scena, vittima di un attentato. Al suo posto, dalla quarta stagione, arriva Veronica Pivetti nei panni della maestra Francesca.

La Dottoressa Giò (1995-1998)

Prima che si dedicasse alla conduzione televisiva, Barbara D’urso è stata protagonista prima di un film-tv e poi di due stagioni di questo medical drama che la vede protagonista, nei panni della ginecologa Giorgia Basile, il cui sogno è quello di avere un figlio. Si dedica anima e corpo alle sue pazienti, aiutandole non solo alla preparazione al parto, ma ascoltando anche le loro storie private, mettendo in risalto temi come la solidarietà femminile e l’indipendenza dall’universo maschile.

Incantesimo (1998-2008)

Una delle prime soap da prima serata per la Rai, che andò in onda per la prima volta nell’estate 1998 su Raidue. Un successo quasi inaspettato, che ha trovato conferme anche con il cambio di cast di stagione in stagione ed il trasferimento su Raiuno. Numerosi i temi affrontati all’interno della clinica Life, dai più attuali a quelli più romantici, sempre nel mondo creato da Maria Venturi. La nona e la decima stagione abbracciano totalmente il genere soap, diventano una telenovela vera e propria, con tanto di collocazione pomeridiana.

Commesse (1999-2002)

Gli anni Novanta si chiudono con quella che si potrebbe definire la prima fiction con un cast principale formato quasi interamente da personaggi femminili: Sabrina Ferilli, Veronica Pivetti ed Anna Valle diventano dipendenti di una boutique romana che rischia di chiudere. Per questo, la rilevano e ne diventano proprietarie, non dimenticandosi delle loro traversie sentimentali, tra famiglie da accudire e uomini che spesso le deludono. La fiction è passata alla storia anche per avere, tra i comprimari, un personaggio, Romeo (Franco Castellano), dichiaratamente omosessuale, il tutto in prima serata su Raiuno.

90 Special, i TELEFILM cult anni Novanta per Altro Spettacolo

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Di Riccardo Cristilli.

Beverly Hills 90210 – 1990/2000

90 Special Beverly Hills

Le avventure degli adolescenti di Beverly Hills 90210 accompagnano i telespettatori di tutto il mondo per l’intero decennio: 10 stagioni in onda negli USA su Fox tra il 1990 e il 2000 (in Italia la serie arriverà su Italia 1 nel 1992). I gemelli Brandon e Brenda Walsh, Kelly, Donna, Dylan, Steve hanno raccontato la vita, gli amori, le difficoltà dei ragazzi degli anni ’90 seppur limitati al dorato mondo di Beverly Hills, dei suoi abitanti, dei suoi ricchi e privilegiati adolescenti. Beverly Hills ha aperto il filone dei drama adolescenziali con ricchi e privilegiati protagonisti, ma ha avuto il merito anche di affrontare temi come droga, AIDS, sessualità e di portarli all’attenzione degli spettatori più giovani.

Twin Peaks – 1990/91

90 special Twin Peaks

Due stagioni, trenta episodi sono bastati a Twin Peaks per entrare nella storia della tv (e non solo) al punto che a 25 anni di distanza i suoi autori David Lynch e Mark Frost sono tornati con una terza stagione acclamata dal pubblico e dalla critica. In onda tra il 1990 e il 1991 su ABC (in Italia su Canale 5 nel 1991). Il misterioso omicidio di Laura Palmer nella tranquilla fittizia cittadina di Twin Peaks al confine tra Canada e Stati Uniti, dà il via ad un racconto rivoluzionario, surreale, che unisce il thriller al drama, cambiando per sempre il racconto televisivo.

E.R. – 1994/2009

90 special E.R.

Gli anni ’90 sono scossi dallo sbarco in tv del medical drama E.R. una serie tv che ha accompagnato lo spettatore lungo 15 stagioni sulla NBC, in onda in Italia tra il 1996 e il 2009 su Rai 2. Creata da Michael Crichton sulla base dei suoi racconti, prodotta da Steven Spielberg E.R. Porta lo spettatore dentro l’ospedale raccontando il lavoro quotidiano dei medici chiamti a rispondere alle emergenze del pronto soccorso ma raccontando anche la loro vita personale, i loro amori, le loro sofferenze. E.R. è stata anche una fucina di talenti da cui sono emersi attori come George Clooney, Noah Wyle, Julianna Margulies, Maria Bello, Maura Tierney e tanti altri ancora.

X-Files – 1993/2002

90 special x files

Alieni, mostri, complotti sono al centro di The X-Files in onda tra il 1993 e il 2002 su Fox (in Italia dal 1994 su Canale 5 e Italia 1) creata da Chris Carter con Gillian Anderson e David Duchovny come protagonisti nei panni degli agenti incaricati di guidare la sezione FBI dedicata ai casi più insoliti. Serie di culto degli anni ’90 X-Files ha costruito la sua forza sull’unione di episodi autoconclusivi incentrati su temi soprannaturali, affiancati da una grossa mitologia lunga più stagioni capace di affascinare il pubblico.

Baywatch – 1989/2001

90 Special Baywatch

Le corse in costume rosso sulle spiagge di Los Angeles dei protagonisti di Baywatch hanno sicuramente segnato gli adolescenti degli anni ’90 portando al successo personaggi come David Hasselhoff e Pamela Anderson. Al centro di Baywatch c’era una squadra di bagnini di Los Angeles alle prese con salvataggi e le immancabili storie personali. La serie è stata un successo internazionale al punto di entrare nel libro dei record come serie tv più vista al mondo con 1,1 miliardi di spettatori.

Buffy – L’ammazzavampiri – 1997/2003

90 Special Buffy

Gli ultimi anni ’90 sono segnati dall’arrivo negli Stati Uniti di Buffy – L’ammazzavampiri, partita su The WB nel 1997 e conclusasi su UPN nel 2003. Il pubblico italiano di Italia 1 conobbe il personaggio di Buffy solo con ben tre anni di distanza nel 2000, quasi un simbolo di un’altra era televisiva. Creata da Joshn Whedon con Sarah Michelle Gellar come protagonista Buffy racconta la storia di una semplice ragazza americana, la tipica cheerleader bella e popolare, il cui destino è quello di diventare una cacciatrice e combattere vampiri e demoni. Buffy fonde le tematiche adolescenziali da teen drama con quelle soprannaturali e forse proprio in questo si nasconde il segreto del suo successo.

Willy – Il principe di Bel Air – 1990/96

90 Special Willy il principe di Bel Air

E’ il settembre del 1990 quando un ragazzo di un quartiere povero di Philadelphia viene mandato dalla madre a Bel-Air a vivere con il ricco zio e la sua famiglia. Willy il Principe di Bel-Air in onda per 6 stagioni su NBC e in Italia su Italia 1 dal 1993 al 1997 ha portato al successo il suo protagonista Will Smith capace di dar vita ad un personaggio divertente e a tratti vicino ad un cartone animato con le sue smorfie e le sue espressioni indimenticabili. Lo scontro tra l’anima popolare e cialtrona di Willy e quella compita ed educata dei suoi cugini sarà al centro della serie.

Friends – 1994/2004

90 special friends

Rachel, Monica, Joey, Chandler, Ross e Phoebe i sei amici più famosi della tv sbarcano in tv nel 1994 su NBC con Friends (arrivato in Italia su Rai 3 e Rai 2 tra il 1997 e il 2005). 52,5 milioni di spettatori hanno visto il 6 maggio del 2004 negli Stati Uniti l’ultima puntata di Friends capace di portare in tv le storie semplici e quotidiane di un gruppo di amici di New York.

Roseanne – Pappa e Ciccia 1988/1997
La Tata 1993/99

90 Special Pappa e Ciccia ROseanne

Roseanne (o Pappa e Ciccia nella versione italiana) e La Tata sono due serie tv molto diverse ma rappresentative di un’idea di adattamento italiano che negli anni ’90 stravolgeva il contenuto della serie per avvicinare le storie e le tematiche al pubblico. Iniziata nel 1988 su ABC e in Italia su Canale 5 nel 1990 Roseanne racconta la storia di una semplice famiglia di lavoratori americani di classe medio bassa, in contrasto con l’immagine tipica delle sit-com di quegli anni che si concentravano su famiglie ricche. Povertà, obesità, femminismo, omosessualità sono tutti temi trattati all’interno di una comedy scorretta e imprevedibile. In Italia la serie diventa Pappa e Ciccia caratterizzata da un doppiaggio con forte accento dialettale e forti riferimenti regionali.

La Tata va invece in onda tra il 1993 e il 1999 su CBS, in Italia arriva tra il 1995 e il 2000 su Canale 5 e Italia 1 e racconta di una ragazza semplice che arriva a stravolgere la vita di una famiglia ricca. Nella versione italiana la protagonista e la sua famiglia vengono trasformati in italo-americani originari della ciociaria.

Oz – 1997/2003

90 Special oz

Il 1997 segna l’arrivo negli Stati Uniti di Oz una serie tv destinata ad aprire l’era delle serie tv di qualità dei canali cable. Oz è infatti la prima serie tv drama di un’ora di HBO (in Italia arriverà nel 1999 su Tele+, con le ultime due stagioni rimaste inedite fino al 2017). In modo crudo e diretto la serie racconta la vita dei detenuti della prigione Oswald, chiamato appunto Oz. Negli anni successivi HBO lancerà altre serie diventate in breve di culto come Sex and the City nel 1998 e I Soprano nel 1999.

90 Special, le CANZONI cult anni Novanta per Altro Spettacolo

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Di Bianca Chiriatti.

“La solitudine” – Laura Pausini – 1993

Oggi riempie gli stadi, ha collezionato dischi di platino (è a quota 255) ed è conosciuta in tutto il mondo. Ma se Laura Pausini è entrata nei cuori di milioni di fan è soprattutto grazie a questa canzone, che venticinque anni fa le ha fatto guadagnare la vittoria al Festival di Sanremo, nella sezione Novità. Tutti la conoscono, tutti la cantano, ma a distanza di un quarto di secolo la domanda rimane sempre la stessa: Laura, ma alla fine Marco è mai ritornato?

“Mmmbop” – Hanson – 1997

Metti tre bei fratelli americani con i capelli lunghi e biondi, le facce angeliche, un ritornello orecchiabile da cantare ed ecco gli ingredienti per la perfetta hit anni ’90. L’abbiamo cantato tutti lo scioglilingua incomprensibile, che ha regalato un successo planetario a Taylor, Isaac e Zack Hanson. Poi di loro si sono completamente perse le tracce (oggi hanno quasi quarant’anni!), ma in fondo ci piace ricordarli così…

“50 special” – Lunapop – 1999

A cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio Cesare, Ballo, Lillo, Momo, Mike e Gabriele, meglio noti come i Lunapop, erano sei amici bolognesi che decisero di pubblicare un album, “Squerez!“, il cui titolo si può tradurre con un’espressione benaugurante utilizzata spesso in ambito teatrale: “M***a!“. E di fortuna quell’album, e il suo singolo di lancio “50 special“, ne ha portata tanta ai ragazzi, specialmente al loro frontman, Cesare Cremonini. E anche se sono passati quasi vent’anni, per noi è ancora “bello andare in giro con le ali sotto i piedi“!

“Blue (Da Ba Dee)” – Eiffel 65 – 1999

Se si parla di canzoni anni ’90 non si può non dedicare spazio alla musica dance, che in quegli anni riscuoteva tantissimo successo, sia in radio che nelle discoteche. L’Italia da questo punto di vista riuscì ad affermarsi molto bene, esportando hit e artisti di fama mondiale. Come gli Eiffel 65 (Gabry Ponte, Maurizio Lobina e Jeffrey Jey), che con questa “Blue (Da Ba Dee)” sono arrivati in vetta alle classifiche di tutto il pianeta. E dite la verità, non la state canticchiando già solo leggendo il titolo?

“I don’t wanna miss a thing” -Aerosmith – 1998

Compie vent’anni una delle ballad più famose di tutti i tempi. Nel 1998 Steven Tyler e i suoi Aerosmith composero la colonna sonora del film Armageddon, destinata a diventare una delle canzoni d’amore più belle di sempre. E diciamocelo: come può passare di moda un brano che comincia dicendo “Potrei rimanere sveglio solo per sentirti respirare?

“Barbie Girl” – Aqua – 1997

Scanzonati, senza pensieri, così eravamo negli anni Novanta, e la ‘nostra’ musica rispecchiava perfettamente questa voglia di divertimento, quasi un mondo delle favole. Come il mondo di Barbie, cantato dagli scandinavi Aqua. Spensieratezza che durò ben poco, fino a che la Mattel, casa di produzione della bambola più famosa del pianeta, non querelò la band, colpevole di danneggiare l’immagine di Barbie. Il tutto, per fortuna, si risolse considerando il brano una parodia, così ancora oggi possiamo continuare a ballarla, fantasticando di trovare il nostro Ken…

“Hanno ucciso l’uomo ragno” – 883 – 1992

Non si può parlare di musica anni ’90 in Italia senza citare gli 883, che in questo decennio hanno trovato il successo. Max Pezzali e Mauro Repetto, non particolarmente belli, ma che incarnano gli ideali di semplicità e ‘normalità’: nel 1992 raccontavano la gioventù che si scontra con i problemi della vita dal punto di vista di un personaggio famosissimo dei fumetti, l’Uomo Ragno. E come per Laura Pausini, anche in questo caso rimarrà un quesito irrisolto: chi sia stato a ucciderlo, non si sa!

“My heart will go on” – Celine Dion – 1997

Pensavate di poter parlare di canzoni anni Novanta senza citare IL successo planetario che accompagnò quello da record di Titanic? Celine Dion, “l’usignolo del Quebec”, con la straordinaria e potente intepretazione di “My heart will go on” è riuscita a entrare nei cuori di tutti. Lei ha conquistato le classifiche del mondo intero, il film ha vinto 11 oscar, Rose si è salvata… insomma, l’unico che non ne è uscito bene, povero Jack, sei proprio tu!

“Baby one more time” – Britney Spears – 1998

Nessuna come lei: la canzone che ha consacrato Britney Spears come la reginetta del pop è ancora oggi, a quasi vent’anni di distanza, il singolo di maggior successo venduto da una teenager. Il resto è storia!

“Wannabe” – Spice Girls – 1996

E in un’ipotetica classifica delle canzoni che hanno segnato di più gli anni Novanta, non ci sono dubbi che questa sarebbe al primo posto. La carriera di Emma, Geri, Victoria, Mel B e Mel C è iniziata così: cinque ragazze, ognuna col suo stile e la sua personalità, destinate a cambiare la storia del pop (e forse anche un po’ la nostra). Che fine abbiano fatto oggi importa poco: quando una ragazza cresciuta negli anni ’90 sente le prime note di Wannabe, qualsiasi oggetto diventa microfono e si ritorna bambine, con la propria Spice preferita e tanta voglia di ritornare a quei tempi…

90 Special, i 10 EVENTI cult televisivi per Altro Spettacolo

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Di Marco Salaris.

La telefonata choc per Sandra Milo e lo storico “Ciro!” – 1990

E’ il pomeriggio dell’8 Gennaio 1990, siamo all’interno del talk show L’amore è una cosa meravigliosa condotto da Sandra Milo su Rai 2. La trasmissione che trattava di sentimenti e di tutte le sue sfaccettature, prevedeva anche l’intervento telefonico del pubblico da casa. Durante una normale puntata, la Milo è stata vittima di un crudele scherzo da parte di una telespettatrice che avvisò la conduttrice di un incidente stradale in cui il figlio Ciro era stato coinvolto, aggiungendo che era stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale. La reazione della Milo fu talmente disperata da fuggire dallo studio con la trasmissione in corso, urlando “Ciro! Oddio!”.
La notizia però, si ritenne priva di fondamento.

La truffa del cruciverbone a Non è la Rai – 1991

31 Dicembre 1991, l’anno televisivo si concluse col botto. Durante la prima edizione di Non è la Rai, condotta da Enrica Bonaccorti su Canale 5, la conduttrice si era resa involontariamente protagonista di quella che sarebbe stata una pagina di storia televisiva, nel bene e nel male.
Durante lo storico gioco del cruciverbone, una concorrente da casa, scegliendo la parte del tabellone da indovinare (la 96 ‘orizzontali’) sparò la risposta di una definizione che doveva ancora essere letta. La Bonaccorti, indignata dal fatto, interruppe bruscamente il gioco scontrandosi con la concorrente, cui le chiese di chi fosse parente.

La truffa delle ‘chiamate al buio’ a Domenica IN – 1997

14 Aprile 1997, un’altra storica truffa televisiva si verificò a Domenica IN. Mara Venier, conduttrice del contenitore domenicale, come ogni settimana compone alcuni numeri di telefono scelti casualmente per il gioco finale chiamato “Telefonate al buio” in cui venivano poste delle domande riferite a fatti accaduti durante la puntata, passo dopo passo si potevano vincere fino a 100 milioni di lire. E’ Marco di Roma ad essere scelto per giocare, dopo la prima domanda a cui risponde correttamente, la seconda diventa fatale, infatti, il concorrente da una risposta (‘Juliette Mayniel” madre di Alessandro Gassman) che era riferita ad un’altra domanda, sostituita pochi istanti prima dagli autori che da tempo avevano sospetti sulla trasparenza del gioco.
La Venier furiosa prova a chiedere spiegazioni, ma le risposte di Marco sono incerte, fumose. Si scoprì che fu proprio il notaio della trasmissione ad aver suggerito le risposte del gioco al concorrente.

L’esordio di Carramba! che sorpresa – 1995

21 Dicembre 1995, per la Rai è il momento di giocarsi la carta dell’emozione. Dopo 4 anni di assenza dai teleschermi Italiani, torna Raffaella Carrà con Carramba! Che sorpresa.
Il pubblico così rimane ipnotizzato dal successo dell’emo-tainment e dai sogni realizzati da Raffaella degli ospiti in studio.
Rivedere un parente di cui si erano perse le tracce, conoscere il proprio mito e condividere le occasioni speciali sono le cosiddette ‘Carrambate’. Gli ascolti sono stati eccellenti, superando costantemente i 10 milioni di telespettatori.

Pippo Baudo salva l’aspirante suicida a Sanremo – 1995

23 Febbraio 1995, è il 45° Festival di Sanremo, per la cronaca vinto da Giorgia con “Come Saprei”.
Pippo Baudo, che nel frattempo conduceva la kermesse più vista della storia, venne interrotto da un uomo con un maglione da sci a losanghe che apparve sulla balconata di fronte al palco, minacciando di buttarsi di sotto. Si chiamava Pino Pagano, aveva 40 anni ed era disoccupato. La gente in sala pensò dapprima a uno scherzo ma la vicenda, a poco a poco, prese (almeno apparenti) le orme più serie. Pippo nazionale provò a instaurare un dialogo, poi non vedendo una risoluzione della situazione, salì personalmente sulla balconata per salvare Pagano. Finì tra lacrime, abbracci, applausi… e polemiche sulla veridicità dell’evento.

Il rigore sbagliato di Roberto Baggio ai Mondiali di Calcio – 1994

17 Luglio 1994, la roulette dei rigori alla finale dei Mondiali di Calcio in USA tra Italia e Brasile, inizia male e finisce peggio. Sul 3-2 per il Brasile è il turno di Roberto Baggio, fino a quella gara il trascinatore del gruppo scelto dall’allora allenatore Arrigo Sacchi. Sono secondi, ma sembrano ore e l’attesa si fa angoscia. Poi, succede. Il numero 10 prende la rincorsa e tira. Alto. Il ‘Divin Codino’ del calcio fissa il terreno. Fine della storia.

L’ultima puntata della storia di Non è la Rai – 1995

Frammento Finale dell’Ultima Puntata di “Non è La Rai” (I1 – 30.6.1995) from Very Normal TRASH on Vimeo.

30 Giugno 1995, Su Italia 1 va in onda l’ultima puntata di Non è La Rai diretto da Gianni Boncompagni e condotto da Ambra Angiolini, dove fece il suo esordio.
Oltre lei, le ragazze protagoniste del programma cult degli anni 90, salutano il loro pubblico tra canzoni, giochi e tante, tantissime lacrime sulla base della canzone di Ambra “T’appartengo”. Al momento dei saluti, però, l’emozione e le lacrime impediscono ad Ambra di parlare e così dalla regia rimandano in diffusione il brano che ha reso celebre l’ex ragazza di Non è la Rai, ora affermata attrice. E’ così che molte delle ragazze in studio salgono sul palco a formare un abbraccio collettivo con Ambra al centro e la scritta “The End” in sovraimpressione.

La spettacolare ospitata di Roberto Benigni a Fantastico 12 – 1991

19 Ottobre 1991, Roberto Benigni, ospite della dodicesima edizione di Fantastico con Raffaella Carrà, si è reso protagonista di uno degli sketch memorabili e indimenticabili. L’imprevedibile comico toscano si lanciò sulla conduttrice Raffaella Carrà provando ad alzarle il vestito per scoprire cosa ci sia sotto. Ma non è tutto, Benigni inizia poi a elencare una serie di nomignoli per indicare l’organo genitale femminile, tra cui il famosissimo ‘patonza’, e maschile. Momento storico di cui si parlò per parecchio tempo.

Micheal Jackson ospite ai Telegatti – 1997

6 Maggio 1997, al Teatro nazionale di Milano, il Gran Galà dei Telegatti è sconvolto dalla presenza prestigiosa del Re del Pop, Micheal Jackson, che viene accolto sul palco da Luciano Pavarotti, con la quale si scambia un lungo e affettuoso abbraccio, e dai due conduttori di quell’edizione, Milly Carlucci e Pippo Baudo. Durante la sua ospitata, stravolge persino la scaletta della serata, e nonostante le proteste di Baudo invita due giovani fans sul palco per un breve incontro. Uno dei due è una giovanissima Gabriella Pession.

L’esordio movimentato del Tg5 – 1992

13 Gennaio 1992, è l’esordio di una nuova voce dell’informazione, va in onda la prima edizione del TG5 che vede la luce grazie alla possibilità di trasmettere in diretta.
Enrico Mentana direttore, Clemente Mimun vicedirettore. Con loro c’erano, tra gli altri, Lamberto Sposini, Cesara Buonamici, Cristina Parodi ed Emilio Carelli.
Tutti i primi sei servizi annunciati da Mentana non partirono, non erano pronti. Mentana fece uno slalom colossale affinché il settimo, uno dei meno importanti, riuscisse ad andare in onda. Sembrava l’inizio della fine ma il giorno dopo, alla pubblicazione dei dati auditel, battè in ascolti il Tg1, diretto allora da Bruno Vespa.

 

90 Special, i PROGRAMMI TV di prime time cult anni novanta per Altro Spettacolo

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Di Giorgia Iovane.

Galagoal (1990-2001, TMC)

La bionda Alba Parietti sullo sgabello di Galagoal

Il 1990 fu l’anno dei Mondiali in Italia e l’evento divenne uno spartiacque nel racconto del calcio in tv. Lo sgabello di Alba Parietti, che sfoggiava uno degli stacchi di coscia più invidiati della tv, unito anche a uno spazio di parola altrove non particolarmente generoso, rese questo programma rapidamente un cult.

Paperissima (1990 – 2013, Italia 1 – Canale 5)

Nonostante le edizioni millennials e l’immancabile striscia Sprint dell’access prime time estivo, Paperissima resta ancorato all’immaginario anni ’90. La raccolta di filmati amatoriali con il ‘peggio’ delle figuracce familiari ha segnato l’epoca delle videocamere sempre accese, decenni prima dell’arrivo degli smartphone. Debuttò su Italia 1 per poi diventare dal 1991 uno dei grandi successi di Canale 5.

Scommettiamo che…? (1991-1996, quindi dal 1999 al 2008, con molte pause, Rai 1 – Rai 2)

Dieci stagioni per un format che la Rai ha cercato di riutilizzare, ma che resta ancorato al successo della prima metà degli anni ’90. Ispirato al programma tedesco Wetten, dass..? vedeva persone comuni mettersi alla prova su missioni apparentemente impossibili sulle quali gli sopiti vip erano chiamati a scommettere. In tutto 10 edizioni (alle prime sei si aggiungono quelle del 1999, 2001 e 2003 sempre su Rai 1 e quella del 2008 su Rai 2), di cui rimane nel cuore soprattutto le prime, nelle quali si chiedeva al pubblico a casa di partecipare raggiungendo il Teatro delle Vittorie con quanto richiesto dalla regia.

La sai l’ultima? (1992-2008, con varie pause, Canale 5)

Possibile che un programma fatto di barzellette, spesso già sentite, possa avere successo? Sì, a vedere i risultati de La Sai l’ultima?, in onda per 13 edizioni e ora tra i più replicati da Mediaset Extra. La formula era semplice: una gara tra barzellettieri votata dal pubblico in studio tramite applausometro. Non mancavano ospiti ed esibizioni delle showgirl co-conduttrici. Tra le principali coppie di conduttori ricordiamo Pippo Franco e Pamela Prati e Gerry Scotti con Natalia Estrada.

Scherzi a parte (1992- 2009, Italia 1 – Canale 5)

Ma che è, Scherzi a parte?”: chi di noi non l’ha pensato almeno una volta nella vita di fronte a situazioni assurde o paradossali, ma non prima del febbraio 1992, quando fu trasmessa la prima puntata di questo show, destinato a segnare l’immaginario collettivo nazionale. Cinque edizioni successive (dal 1992 al 1999), quindi settima e ottava edizione a stretto giro (2002-2003), prima di un andamento biennale (2005-2007-2009) culminato nella trasformazione nel 2012 in Scherzi a Parte Varietà (con Luca e Paolo) e un ultimo tentativo nel 2015 con Bonolis e Le Iene per un doppio speciale. Ma il succo del programma è tutto negli anni ’90, con gli storici scherzi a Claudio Amendola, Enrico Mentana (vittima e gancio per Cristina Parodi), ma anche a Giorgio Faletti e al suo taxi acrobatico, il primo ad essere trasmesso.

Alta Classe – Voglio vivere così (1992, Rai 1)

12 puntate e una storica ospitata di Pino Daniele e Massimo Troisi sono bastati al programma per diventare un imperdibile degli anni ’90. E’ anche uno dei pochi ‘show’ condotti in prime time da Gianni Minà. Esibizioni musicali, interviste, duetti e ospiti speciali, come Ray Charles, Vittorio Gassman, Gino Paoli, Zucchero Paolo Villaggio, furono tra i principali ingredienti di questo show, ricordato come un evento tv.

Ultimo Minuto (1993-1997, Rai 3)

A vederlo oggi sembra la parodia della parodia di Aldo Giovanni e Giacomo, che si ispirarono a questo programma per il famoso ciclo di gag sulla Tv Svizzera (“Potevo rimanere offeso” dovrebbe ricordarvi qualcosa). E invece era un serissimo format di prima serata condotto da Maurizio Mannoni e Simonetta Martone. Roba di peso, insomma, che si infilava in un filone fortunatissimo degli anni ’90, la Real Tv, che ebbe programmi dedicati anche su Mediaset. Tra questi ricordiamo una striscia pomeridiana di video ‘al limite’ provenienti da tutto il mondo e commentati da Guido Bagatta, prima di arrivare a Real Tv – Eroe per caso, sulla falsariga di Ultimo Minuto: era il 1998 e alla conduzione c’era Marco Liorni. Ma questa è un’altra storia.

Stranamore (1994-1997, Canale 5; 2001-2004 e 2006-2009, Rete 4)

Ha segnato il modo di raccontare amore, corna, tradimenti, perdoni in tv: gli occhi blu di Alberto Castagna, il camper bianco, la musica dei Beatles hanno creato un mix rimasto nella storia del mezzo, che bloccava milioni di telespettatori sul divano la domenica sera. Talmente fenomeno da aver creato un merchandising anche per bambini (cfr. l’agendina proto-smartphone del 1995). A cavallo degli anni Duemila, però, la formula aveva smesso di affascinare il pubblico e con la morte di Castagna, nel 2005, il programma cessò di fatto di esistere, nonostante le edizioni successive.

Carràmba! (dal 1995 al 2009, con diverse edizioni e molte pause, Rai 1)

In principio fu Carramba che sorpresa!, con 4 edizioni all’attivo – dal 1995 al 1998, con una ripresa nel 2002, quindi divenne Che Fortuna! per le quattro stagioni abbinate alla Lotteria Italia – dal 1998 al 2001, quindi nel 2008-2009): in totale otto edizioni di sorprese strappalacrime che riunivano famiglie divise dall’emigrazione, amori separati dalle vicissitudini della vita, in una parola “carràmbate”, ormai registrato anche dai dizionari. Una grandissima Raffaella Carrà per un format sostanzialmente inesauribile.

Anima mia (1997, Rai 2)

Se Claudio Baglioni oggi è direttore artistico e conduttore di Sanremo 2018 è anche un po’ ‘colpa’ di questo programma, ideato da Fabio Fazio – all’epoca all’apice del successo con il suo Quelli che il calcio – co,n tra gli altri, Pietro Galeotti, inviato speciale, e Tommaso Labranca, ospite fisso in studio con i Cugini di Campagna. L’idea centrale era la celebrazione, scanzonata, degli anni ’70, con la partecipazione davvero speciale di Baglioni, fino ad allora piuttosto allergico (e timido) di fronte alle telecamere. Le quattro puntate previste divennero sei sull’onda del successo: l’ultima puntata ottenne oltre 7,5 milioni di telespettatori per uno share del 30%.

Menzione speciale (a gran richiesta) a quel che più che un programma fu un intero palinsesto: mi riferisco a Roxy Bar di Red Ronnie, in onda dal 1992 prima su Videomusic, quindi su TMC 2 per la stagione finale, 2001-2002. Da lui è passata tutta la grande musica del decennio e ha fatto scuola. E continua sul web.

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Di Giorgia Iovane.

Scene da un matrimonio (1990-1991 Canale 5, 1991-1996 Rete 4)

Davide Mengacci conduce Scene da un matrimonio

Ha debuttato in seconda serata con gran successo, ma è stato consacrato dalla striscia feriale nel daytime di Rete 4: Davide Mengacci e il suo microfono sparato davanti ai fratelli delle zie dei cugini dello sposo sono diventati in poco tempo gli eroi, e il terrore, delle cerimonie di nozze. Enzo Miccio era in fasce mentre Il Boss delle Cerimonie già dispensava poni e carrozze, ma all’epoca vestiti da sposa e mise degli ospiti erano esclusiva tv di Mengacci. A rivedere le puntate – e alcune sono disponibili sul portale Mediaset – si fa un vero e proprio viaggio nel tempo, non solo nella moda, ma nel rapporto del pubblico con la tv. Altre due edizioni ci sono state nel 2012 e nel 2015: in quest’ultima sono state intervistate anche coppie ‘sopravvissute’ e vale la pena di sentirle.

A pranzo da Wilma (1990 – 1993, TMC)

Prima di Antonella Clerici, Benedetta Parodi, Tessa Gelisio (ma dopo Ave Ninchi), ai fornelli tv c’era lei, Wilma De Angelis. Era lei la regina del mezzogiorno televisivo con la sua striscia quotidiana su Telemontecarlo. Ricette, menu, piatti della tradizione, prodotti tipici: c’era tutto nella cucina di Wilma, che chiamava amici vip ai suoi fornelli e li invitava a pranzo nel suo salotto, con tanto di colf. Chiacchiere in cucina, non solo tra donne: in alto una puntata (a quanto pare) mai andata in onda con Walter Chiari.

Urka! (1991, Italia 1)

Con una sola stagione è rimasto nel cuore di chi ebbe la fortuna di sequire questo quiz un po’ folle, infilato nel primo pomeriggio di Italia 1 e condotto da un volto amato dalla generazione Bim Bum Bam, Paolo Bonolis. Fu accompagnato per la prima volta da un tipo dalle espressioni strane, dalla voce nasale e dal canto potente, tale Luca Laurenti. La loro coppia è nata qui e quel quiz, con le poltrone capovolte e i colori pastello, ha fatto a suo modo epoca.

Amici (1992 – 1996, Canale 5; 1996-1997, 2000-2001 Italia 1)

Non cantavano, non ballavano, non si lamentavano ma parlavano: i primi Amici di Maria De Filippi erano adolescenti/ventenni provenienti da tutta Italia che ragionavano di temi comuni, dalla Mafia alla droga, dalla società ai rapporti di coppia. La prima edizione fu condotta da Lella Costa, quindi passò nelle mani di Maria De Filippi. Alcuni dei ragazzi sono rimasti poi nella squadra di Maria, come autori dei programmi successivi. Erano tempi in cui i ragazzi usavano termini come ‘apologia’. Un’era geologica fa.

Sgarbi quotidiani (1992-1999, Canale 5)

Ci fu un tempo in cui Vittorio Sgarbi aveva uno spazio quotidiano, dopo il Tg5 in diretta tv, in cui commentava liberamente i fatti del giorno, spaziando tra politica e Mafia, cronaca e società. Riusciva a polemizzare anche da solo, ma all’epoca non (si) dava della capra. Oggi un programma de genere è praticamente impensabile. O no?

Tappeto Volante (1993-2000, TMC)

E’ stato il primo contenitore dei pomeriggi feriali, l’unico a essere sempre costruito e gestito all’insegna della grazia e della signorilità: il Tappeto Volante di Luciano Rispoli è stato l’antesignano di un modo di riempire i pomeriggi tv, tra ospiti e rubriche, chiacchiere e racconti, in un salotto vero in cui non ci si occupava di cronaca nera, né si litigava per audience, ma si passava il tempo, comme il-faut nella buona borghesia. La bellissima Melba Ruffo di Calabria padrona di casa, Rita Forte al piano e tanti ospiti per occupare la fascia 12.45/18.00 nella prima edizione (fiume), prima di attestarsi a un più congruo 16.00-18.00. Indimenticabile.

The Lion Trophy Show (1994-1996 TMC, 1996-2000 TMC 2)

Primo esempio di gioco interattivo in diretta, The Lion Trophy Show è rimasto nella mente dei primi social gamers (nerd) della tv che approfittarono dell’introduzione dei telefono Sirio per giocare live con Emily De Cesare e poi con Adriana Volpe, mora. Si giocava da casa grazie alla tastiera del telefono (che stava soppiantando l’amato disco) usato a mo’ di joystick per far avanzare il proprio personaggio nel videogame di Lion, oggetto della gara. Un primo esempio anche di branded content, va detto.

Colpo di fulmine (1995-1999, Italia 1)

Il pomeriggio ci si nascondeva dietro i palazzi e si spiava l’incontro tra due potenziali fidanzati: Colpo di Fulmine è stato un primo esempio di dating show per ragazzi (Agenzia Matrimoniale guardava ad altri target) che consacrò due volti ancora popolari oggi come Alessia Marcuzzi e Michelle Hunziker (accompagnata poi da Walter Nudo, che poi condusse l’ultima stagione con Rebecca Ream). Dalle 16 del sabato ci si spostò alle 14.30 dei giorni feriali, orario perfetto per ‘la soap’: tutto era nelle mani degli autori che selezionavano a caso un ragazzo/ragazza che a propria volta sceglieva a caso qualcuno per la strada da conoscere. Se fossero state rose sarebbero fiorite. Tinder era lontano.

Ci vediamo in tv (1996-1998 Rai 2, 1999-2004, Rai 1)

Tanti nomi un solo protagonista: Paolo Limiti (anzi due, considerando anche l’immancabile Floradora). Il programma ha avuto tanti titoli e alterne vicende, soffrendo spostamenti e rimodulazioni, ma approdando poi nel pomeriggio di Rai 1. La formula è quella, vincente, del racconto vintage, con ospiti cari al pubblico più agée ma anche ai giovani curiosi (o appassionati) di storia dello spettacolo. E Limiti era una vera e propria enciclopedia. Spezzoni dal passato, aneddoti inediti, esibizioni live: un ponte tra passato e presente che ha segnato il daytime Rai e ha superato critiche e pregiudizi.

L’Albero Azzurro (1990 -2013, Rai 2) e Solletico (1994-2000)

Se gli anni ’80 sono Bim Bum Bam, gli anni 90 per i bambini portano il nome de L’Albero Azzurro e di Solletico. Il primo, ancora in onda, è stato il primo esperimento italiano di prodotto tarato per la fascia prescolare, quindi per i bambini dai 3 ai 6 anni: il simbolo resta Dodò (Dudù doveva ancora venire). Solletico, invece, guardava ai più grandicelli con i suoi giochi interattivi (rigorosamente via telefono) e la sua struttura di contenitore con serie e cartoni animati.

Enza Sampò ne I suoi primi 40 anni, 1993-1994.

PS. C’è anche un ‘extra’, una menzione speciale: non potevo non segnalare un programma delizioso, andato in onda nel primo pomeriggio di Rai 2 dal novembre 1993 al luglio 1994: si tratta de “I suoi primi 40 anni“, dedicato al quarantennale delle trasmissioni Rai. Lo conduceva Enza Sampò, con la partecipazione di Serena Dandini. Ecco, tanto garbo nel racconto tv io non l’ho più trovato. Un estratto lo si può vedere grazie a Rai Teche.

90 Special, i PROGRAMMI TV di preserale, access e seconda serata cult anni novanta per Altro Spettacolo

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Di Giorgia Iovane.

Cartolina (1989-1994)  – Il Portalettere (1991-1992)

Ci sia concessa una piccola ‘forzatura’ per inserire le Cartoline di Andrea Barbato, che hanno debuttato il 2 ottobre 1989 e sono andate fuori corso nel giugno del 1994. 827 puntate da 10 minuti ognuna, in onda nel preserale di Rai 3, in cui Barbato ha regalato altrettanti editoriali, – secchi, puliti – sui fatti della politica nazionale in un periodo difficilissimo e complicato della nostra storia. Il programma ha debuttato poco prima della caduta del Muro di Berlino ed è durato fino a un mese dopo l’insediamento del primo Governo Berlusconi. L’ultima cartolina, rivolta ai telespettatori, la potete rivedere qui. L’antitesi, o il complemento a seconda dei punti di vista, fu Piero Chiambretti, che anticipando i postini di C’è posta per te, consegnava missive pepate ai protagonisti della politica pentapartitica della Prima Repubblica, da Andreotti a Occhetto, da Craxi a Bossi, arrivando persino al Capo dello Stato Cossiga e a Mario Merola. Su RaiPlay ne trovate le tracce.

Mai dire Gol (1990 – 2001, Italia 1)

Come rivoluzionare il modo di commentare il calcio: la Gialappa’s Band c’è riuscita con questo programma, fucina di talenti e di tormentoni. In onda dal novembre 1990 al febbraio 2001, Mai Dire Gol ha raccolto intorno a sé il meglio del cabaret di quegli anni. E’ diventato in breve tempo un marchio: nato sull’esperienza di Mai dire Banzai e Mai dire Mundial, la formula di Mai dire gol si è moltiplicata in Mai Dire Tv, mai Dire Grande Fratello, Mai dire Mike. Un caposaldo della tv anni ’90.

Avanzi (1991 – 1993, Rai 3) – Su la testa! (1992, Rai 3)

In principio furono La Tv delle Ragazze (1988-1989) e Scusate l’interruzione (1990), ma Avanzi segna un ulteriore passo in avanti nel racconto satirico della società e della politica degli anni ’90. Creato da Valentina Amurri, Linda Brunetta e Serena Dandini, il programma crebbe nella seconda serata di Rai 3, ma ha funto da apripista per l’approdo in prima serata di Tunnel (Rai 3, 1994), Pippo Chennedy Show (Rai 2, 1997), Ottavo Nano (Rai 2, 2000). Ad animare il programma di ‘avanzi’ della tv: spot bocciati, personaggi senza contratto, tv locali chiuse dalla Legge Mammì. Una satira sulla tv, che conquistò la tv e che ora si può rivedere su Raiplay.

Se Roma ‘spara’, Milano risponde. A testimonianza della vitalità della satira nei primi anni ’90 c’è anche Su la testa!, chicca in 10 puntate da seconda serata ideata da Gino e Michele (pre-Zelig) con Paolo Rossi, mattatore del teatro tenda montato alla periferia di Milano. E dalla Milano in piena Tangentopoli arriva una ventata di nuovi nomi, tra cui i neonati Aldo Giovanni e Giacomo, ma anche Albanese, Cornacchione, oltre a una leggenda come Cochi, tornato in tv proprio in questa occasione. E le puntate si possono rivedere su RaiPlay.

Karaoke (1992-1995, Italia 1)

Sono bastate due stagioni a Fiorello per diventare un mito assoluto: gli anni ’90 in tv hanno la sua coda e i suoi cappotti sgargianti, portati in giro per l’Italia nel delirio collettivo. Tra le migliaia di persone scelte da Fiore spuntarono anche dei giovanissimi Tiziano Ferro, Elisa, Laura Chiatti. Dopo due stagioni da record, Fiorello lascia al fratello Beppe (all’epoca ancora Fiorellino). Poi qualcuno ha la malsana idea di farne un remake nel 2015. Inutile.

Cinico TV (1992-1996, Rai 3)

Abituata alla tv di oggi, mi sembra quasi impossibile che Cinico Tv abbia resistito per 4 anni circa. Ma era una tv diversa e una Rai 3 che non aveva paura di nulla. O quasi. Tra flatulenze e meteorismo, il racconto di Daniele Ciprì e Franco Maresco restituiva un panorama squallido e desolante, in una Sicilia arsa in un bianco e nero senza pietà e piena di personaggi assurdi e non-sense.

Magazine 3 (1992-1993)

Più che un programma, qui ricordo una coppia che ha segnato col proprio stile ironico e intelligente un modo di fare tv che può sintetizzare, o ben rappresentare, la Rai 3 di Angelo Guglielmi [cui si devono i migliori programmi del decennio, o meglio del trentennio, in Rai]: mi riferisco a Gloria De Antoni e Oreste De Fornari che regalarono delle chicche che magari diranno poco ai più, ma molto a chi la tv la ama e la studia.Con Magazine 3, destinato alla seconda serata del sabato, siamo in un tinello di casa con un giovane Daniele Luttazzi nei panni del pargolo di famiglia. Ma ancor prima la coppia aveva firmato Schegge di radio a colori e subito dopo Letti Gemelli (1995, Rai 3), Perdenti- La seconda opportunità (1995, Rai 2, con Claudio G. Fava – e vale la pena rileggere la presentazione del programma), Le Infedeli (1997, Rai 3, sempre con Fava), Pacem in terris (1999, Rai 3) presentato come il “primo programma multietnico della tv italiana“. Una tale creatività autoriale, di scrittura e di trattamento faccio fatica a ricordarla altrove.

Luna Park (1994-1997, Rai 1) e Tira & Molla (1996-1998, Canale 5)

Il quiz preserale diventa un fenomeno sulle reti Rai con il Luna Park guidato dal gotha della tv dell’epoca: si alternano alla conduzione nei diversi giorni della settimana (nella prima stagione) Fabrizio Frizzi. Milly Carlucci, Mara Venier, Rosanna Lambertucci e Pippo Baudo, che aveva ideato e voluto questo gioco. Rimasta storica “La Luna Nera“, la peggiore carta che la Zingara (interpretata da Cloris Brosca) potesse mai pescare dai tarocchi. E quella ‘Luna Nera’ è rimasta nella mente del pubblico, tanto da regalare a “La Zingara” un proprio spin-off. Per un breve periodo è toccato a Paolo Bonolis scontrarsi con il Luna Park di Rai 1 del quale pure aveva fatto parte: passato a Mediaset (con Baudo), Bonolis puntò su Tira & Molla che piacque al pubblico, anche e soprattutto per le sue telefonate folli con il pubblico a casa (e quella con i fratelli Capone resta mitica). Tira & Molla spianò la strada al Passaparola di Gerry Scotti, al via nel gennaio 1999.

Misteri (1994-1995, Rai 2)

Mistero era lontano, Voyager anche di più, ma c’era chi raccontava di alieni e ufo, anche se in seconda serata. L’idea venne all’allora direttore di Rai 2, Giovanni Minoli, che affidò la conduzione del programma a Lorenza Foschini. Casi paranormali, storie di fantasmi, pranoterapia, Nostradamus: c’era di tutto, ospiti inclusi.

Sarabanda (1997-2004, Italia 1)

Il gioco musicale a premi più famoso della tv dopo Il Musichiere, col quale condivideva il format originale (Name That Tune della NBC), ha consacrato ‘uomini gatto’ e ‘coccinelle’ e ha trasformato tutti in aspiranti Shazam ante-litteram, inchiodando il pubblico al 7×30 (e mettendo in difficoltà anche programmi più titolati sull’ammiraglia Mediaset, che soffrì la concorrenza). Al di là delle edizioni speciali del 2004, 2005 e 2009 (con Teo Mammucari), il programma ha avuto un remake celebrativo nel 2017. Ma le prime edizioni restano le migliori.

Davvero (1995, Rai 2)

Cinque anni prima del debutto del Grande Fratello, Giovanni Minoli portò nella seconda serata di Rai 2 questo prototipo di docu-reality-soap, che prende spunto da The Real World, reality di MTV che debuttò negli USA nel 1992. In Davvero si raccontavano le vite di 7 studenti universitari di età compresa tra i 18 e i 25 anni, conviventi in un appartamento a Bologna, riempito di telecamere. Non c’era diretta, ma un impegnativo lavoro di montaggio per creare un filo narrativo appetibile per raccontare 6 mesi di vita in comune. Prodotto da Carlo Degli Esposti, il programma è stato senza dubbio una novità nel panorama tv italiano. Poco dopo Minoli avrebbe dato vita all’esperienza di Un Posto al Sole. PS. Riconoscete la voce narrante?

Syusy Baldi e Patrizio Roversi ai tempi di Turisti per Caso.

PS. Menzione speciale anche qui: tocca a Turisti per caso che, grazie a Patrizio Roversi e Syusy Blady, ha stravolto il modo di raccontare i viaggi in tv. In onda, con diverse pause, tra il 1991 e il 2006, Turisti per caso è entrato nell’immaginario collettivo ed è diventato un vero e proprio marchio. Se ne possono vedere alcune puntate su RaiPlay.

90 Special, i FILM cult anni novanta per Altro Spettacolo

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Di Federico Boni.

Titanic – James Cameron – 1997

Il transatlantico dei kolossal. Record nel numero di Oscar vinti e record negli incassi, lanciando nell’Olimpo due attori all’epoca giovanissimi e ora tra i migliori su piazza. Se non i migliori.

Febbre a 90 – David Evans – 1997

Per chiunque ami il calcio, la miglior pellicola mai vista in sala, nonché il folgorante debutto cinematografico di un romanzo targato Nick Hornby.

Trainspotting – Danny Boyle – 1996

Irvine Welsh, Danny Boyle, Ewan McGregor, lisergico. Semplicemente iconico.

Pulp Fiction – Quentin Tarantino – 1994

Ancora oggi, dopo quasi 25 anni, testo irrinunciabile per chiunque voglia intraprendere la strada dello sceneggiatore. Indiscutibile capolavoro.

La vita e’ bella – Roberto Benigni – 1998

3 premi Oscar vinti, tra i quali quello epocale a Roberto Benigni (primo attore non in lingua inglese a riuscire nell’impresa), incassi eccezionali e la doverosa consacrazione internazionale di un giullare diventato autore.

Pretty Woman – Garry Marshall – 1990

La più celebre e amata storia d’amore di un decennio intero. E oltre.

Terminator 2 – James Cameron – 1992

Uno dei pochi sequel della storia del Cinema a superare il già grandioso capitolo originale. Punto di svolta dal punto di vista della CG. Nel mondo degli effetti speciali nulla, dopo Terminator 2, è stato più come prima.

Toy Story – John Lasseter – 1995

La computer grafica abbraccia l’animazione tradizionale, dando vita a quella Pixar che nei 22 anni successivi ha seminato capolavori in lungo e in largo. Ma senza i giocattoli di John Lasseter, probabilmente, nulla di tutto questo sarebbe diventato reale.

Il silenzio degli innocenti – Jonathan Demme – 1991

La più spaventosa maschera horror del decennio. Terzo film in assoluto, dopo Accadde una notte e Qualcuno volò sul nido del cuculo, a vincere i 5 premi Oscar più importanti: miglior film, miglior regia (Jonathan Demme), miglior attore (Anthony Hopkins), miglior attrice (Jodie Foster) e sceneggiatura (Ted Tally).

Jurassic Park – Steven Spielberg – 1993

I dinosauri che si fanno blockbuster, con l’iniziale ipotesi dell’animazione a passo uno presto accantonata in favore della grafica computerizzata. Con risultati ancora oggi sbalorditivi.

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About Paolino 27 Articles
Bresciano, da sempre appassionato di piccolo schermo ed a suo agio nel vortice delle serie tv: datemi un episodio dei Simpson, fatemi rivedere il finale di Lost, divertitemi con The Big Bang Theory, regalatemi qualche mese di abbonamento a Netflix o Amazon e nessuno si farà male.

4 Commenti

  1. Non ho vissuto questo decennio, ma dagli anni Novanta sono usciti alcuni dei migliori film, serie tv e album musicali della storia.
    Credo che seguirò il programma.
    PS: nel paragrafo di Twin Peaks avrei parlato anche di Fuoco cammina con me, film bellissimo, ma a mio avviso sottovalutato, che narra gli ultimi giorni di vita di Laura Palmer.

  2. Avete riassunto la mia infanzia in questo articolo. Ho vissuto il 90% delle cose elencate e il resto l’ho vissuto negli anni 2000. Il tempo in cui tv, cinema e musica avevano veramente motivi e idee. A me mette si nostalgia ma anche molta tristezza.

  3. Come ho consigliato nell’altro Post, non è una buona idea postare in un’unica pagina tanti video embeddati da Youtube. E’ pesantissimo da caricare perchè aumenta l’utilizzo della Cpu del browser.

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