Amon Amarth a Milano: lo spettacolo epico che il metal si merita. Live report dall’Alcatraz, 20 Novembre 2019.

Per chi segue gli Amon Amarth da anni, è interessante analizzare la loro precisa volontà di investire tantissimo nel lato scenografico dei loro concerti.
Nel 2006 suonavano sul Palco B dell’Alcatraz, con una semplice stampa della copertina di “With Oden On Our Side” alle loro spalle, un paio di anni fa presentarono dei combattimenti vichinghi sul palco, nell’Estate 2019 li abbiamo visti coperti di vero fuoco al Bologna Sonic Park, e stasera arrivano headliner sul palco principale dell’Alcatraz, portandosi dietro una colossale testa di vichingo con tanto di schermi led al posto degli occhi (una delle cose più belle e tamarre mai viste), delle statue gonfiabili talmente alte da toccare il soffitto del locale, due fari puntati costantemente sulla band, ed una esplosione di coriandoli dorati. La volontà di investire su sè stessi e sul proprio spettacolo è ammirevole, andando a rendere un loro concerto qualcosa di imperdibile e di difficile da descrivere.

È in questo momento che lasciamo il freddo campo del music business, ed entriamo nel campo della magia del metal. In questo campo, diventa un esercizio inutile cercare di raccontare il concerto a chi è diffidente, a chi ha scelto di non venire perchè dubbioso, e ora cerca di capire com’è andato tramite filmati su YouTube. Seduti davanti ad un computer, con una resa audio di dubbia qualità, si potrebbe solo assistere cinicamente allo spettacolo di un signore svedese che, quando è a casa, porta in giro i suoi cagnolini e indossa i fuseaux per fare yoga con la moglie, e che sul palco prende un martello chiaramente di gommapiuma per picchiare un pupazzone che abbiamo visto gonfiarsi davanti ai nostri occhi.
Ma se siete stati al concerto, per Odino, in quel momento il signor vichingo svedese Johan Hegg era il più berserker fra i berserker, e quel Mjöllnir era l’unica arma possibile per sconfiggere un colossale serpente che minaccia la “Ricerca dei vichinghi” (Pursuit of Vikings). Se siete stati al concerto, cantando le gesta dei Guardiani di Asgard con più di mille altri fratelli, quello che avete ammirato vi avrà fatto la voglia di tornare a casa, prendere il vostro spadone e farvi un bagno nel sangue del vostro capoufficio coglione, del vostro bullo scolastico, dell’impiegato burocrate che vi mette i bastoni fra le ruote, e sconfiggere tutto quello che non va nella vita.
Ecco, magari la sensazione di potenza post-concerto non trasformiamola in un letterale bagno di sangue, ma il concetto è chiaro: il metal fa sentire bene, la musica fa sentire potenti, e se è accompagnata da uno spettacolo epico, il prezzo del biglietto è sicuramente speso bene.

A rendere ancora migliore la serata, è stata la presenza, in apertura, di altre due band svedesi che normalmente fanno da headliner in altre serate: gli Hypocrisy e gli Arch Enemy. Sui primi (che hanno suonato fin troppo presto!) c’è poco da dire: il classico muro di suono messo in piedi da Peter Tägtgren ha steso al suolo i presenti, mentre gli Arch Enemy hanno brillato, con una scenografia enorme e con una scaletta ben bilanciata, improntata tutta verso l’aggressività e per mettere in luce le qualità da growler di Alyssa White-Gluz, che non sfigura nemmeno sui pezzi tratti da Wages Of Sin o Doomsday Machine. Accanto a lei, delle vere e proprie macchine da riff, con un sound ed una tecnica pulitissimi – ormai gli Arch Enemy sono più un “super-gruppo”, ma l’aggiunta di Jeff Loomis è stata un tassello importante per il loro sviluppo.

Amon Amarth a Milano: foto del concerto all’Alcatraz

Arch Enemy a Milano: foto del concerto all’Alcatraz

Amon Amarth a Milano: la scaletta del concerto all’Alcatraz

Raven’s Flight
Runes to My Memory
Death In Fire
Deceiver of the Gods
First Kill
Fafner’s Gold
Crack the Sky
The Way of Vikings
Shield Wall
Guardians Of Asgaard
Raise Your Horns
—–
The Pursuit of Vikings
Twilight Of The Thunder God

Arch Enemy a Milano: la scaletta del concerto all’Alcatraz

The World Is Yours
War Eternal
My Apocalypse
Ravenous
Under Black Flags We March
The Eagle Flies Alone
First Day in Hell
As the Pages Burn
No Gods, No Masters
Dead Bury Their Dead
Nemesis

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