Arch Enemy a Milano: foto-report dal concerto all’Alcatraz, 17 Gennaio 2018

Sono passati esattamente 10 anni da quando gli Arch Enemy suonarono all’Alcatraz – il 10 Dicembre 2007, come quasi-opener del Black Crusade Tour. L’unica altra volta che la band suonò a Milano, come headliner, fu nel 1999.
Statisticamente, visto che “tutte le band passano da Milano”, è una cosa impressionante. Nelle orecchie risuonano le parole di Sharlee D’Angelo, durante l’intervista pubblicata all’uscita di Will To Power: “In Italia sembra che siamo sempre allo stesso livello, mentre nel resto del mondo siamo in continua crescita, tour dopo tour. Non è un problema per noi, a me piace suonare in piccoli club a contatto con il sudore del pubblico, ma ti dico che è una cosa stranissima essere in tour in Europa, arrivare da uno show in un palazzetto dello sport in Francia, suonare in piccolo club in Italia, e la sera dopo trovarsi un piccolo stadio in Germania. I camion con le scenografie viaggiano con noi, ma quando arriviamo in Italia, non apriamo nemmeno le porte di quei camion, visto che non c’è spazio per tutto quello che ci portiamo dietro!”

Arch Enemy e Wintersun: live-report dall’Alcatraz di Milano

Ebbene, ora gli Arch Enemy tornano da headliner a Milano, con delle band di supporto veramente valide… e finalmente riescono a far registrare il soldout. E’ una vittoria di Pirro, però: il palco su cui hanno suonato all’Alcatraz è quello “B”, il più piccolo. Un passo avanti, ma sicuramente ha fatto strano vederli su un palco del genere.
Meglio per gli appassionati, comunque: si è stati a più stretto contatto con la band, e soprattutto con Alissa. Le prime file avranno potuto notare come negli occhi della “nuova cantante” bruciasse un fuoco, la fiamma di chi è carico ed è pronto a conquistarsi il mondo, con questo nuovo tour e con il nuovo disco. Siamo solo alla quinta tappa del “Will To Power Tour”, e l’energia sprigionata è impressionante. Si parte, appunto, con “The World Is Yours”, grandissimo inno per dare la carica ad uno show, e raramente il ritmo scende – piuttosto, il ritmo cambia nelle canzoni in cui Michael Amott prende posto al microfono, con il suo growl interessante e diverso da quello di Alissa.
Lo show procede sempre tirato, e anche quando un problema tecnico costringe la band ad un minuto di silenzio, dal pubblico si levano cori di “Alè-Alè-Alè-ArchE-nemy”; nemmeno la “ballad” Reason To Believe spezza il ritmo, perchè dal vivo rende veramente bene.
Alissa sa decisamente il fatto suo, e anche i commenti raccolti fra il pubblico sembrano ormai pendere dalla sua parte – dopotutto, a Marzo saranno già quattro anni da quando si ha preso il posto di Angela, ed il suo ruolo se lo è meritato. Ma tenendo conto che in giro ci sono ancora nostalgici di Johan Liiva, immagino che la nostalgia sia veramente canaglia, per certi fan della prima ora.
Notevole anche il contributo di Jeff Loomis – non avrà scritto niente in studio, ma dal vivo è padrone della sua metà di palco, e spesso va comunque a cercare Amott per accoppiate di assoli.
Non rimane che sperare, per la prossima calata italica degli Arch Enemy, che la loro bandiera nera svetti su palchi ancora più grandi.

In apertura di serata si trovavano i Jinjer e i Tribulation, che purtroppo mi sono perso, ed i Wintersun – anche loro, li avevi visti l’ultima volta all’Alcatraz nel 2006 prima degli Amon Amarth, e all’epoca un loro concerto era quasi un avvenimento speciale. Nell’ultimo anno sono passati in varie tappe italiane, e questa sera come ultima band prima degli headliner hanno potuto raggiungere un nuovo pubblico. Hanno a disposizione un’ora intera di tempo, il che vuol dire poter suonare cinque canzoni in totale, vista la complessità e la lunghezza dei loro brani. La prestazione è ottima, anche se sembrano avere più presa i momenti anthemici, con i cori cantati a più voci, rispetto ai passaggi più complessi, e alla fine il pubblico applaude con entusiasmo. Peccato che, per qualche ragione oscura, stando sotto al palco non si sentisse praticamente niente della voce di Jari Mäenpää – non esattamente il miglior premio, per chi si era conquistata la transenna per stare più vicino possibile ai musicisti…

Arch Enemy e Wintersun: le foto dal concerto all’Alcatraz di Milano

Arch Enemy

Wintersun

Arch Enemy e Wintersun all’Alcatraz di Milano: la diretta sui social

Oltre ad aver postato la classica foto seguita da commenti in diretta sulla pagina Facebook di MusicaMetal/AltroSpettacolo (sulla quale potete anche lasciare le vostre opinioni al concerto, o a questa recensione!), questa volta ho anche usato le Instagram Stories per postare qualche foto con commento direttamente dall’Alcatraz: nel caso vogliate seguirmi su Instagram, mi trovate come @mister_metallo, e questo è quello che ho postato ieri – lo salvo qui, compreso di emoji, hashtag stupidi e tutto il resto, prima che le stories lo spazzino via scadute le 24 ore.

Arch Enemy @ Alcatraz Milano, 17 Gennaio 2018: la setlist

The World Is Yours
Ravenous
Stolen Life
The Race
War Eternal
My Apocalypse
Blood in the Water
No More Regrets
You Will Know My Name
Bloodstained Cross
The Eagle Flies Alone
Reason to Believe
As the Pages Burn
Intermezzo Liberté
Dead Bury Their Dead
We Will Rise
—-
Avalanche
Snow Bound
Nemesis
Fields of Desolation

Wintersun @ Alcatraz Milano, 17 Gennaio 2018: la setlist

Awaken From The Dark Slumber (Spring)
Winter Madness
Sons of Winter and Stars
Loneliness (Winter)
Battle Against Time
Time

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