Bad Religion al Magnolia: foto e commenti dal concerto di Milano, 11 Giugno 2018

Bad Religion Suffer tour 2018

I Bad Religion hanno spaccato ancora una volta, a Milano.
Non c’è molto altro da dire: la band di Greg Graffin ha ormai trovato il suo spazio ed i suoi ritmi, e riesce a suonare con la giusta carica 35 canzoni in 90 minuti, compreso tutto Suffer durante i bis (14 pezzi e 26 minuti per un album fondamentale dell’hardcore melodico, che nel 2018 compie 30 anni). Per chi non fosse stato presente, guardatevi qui sotto la scaletta e ammettete il vostro errore – perderseli è sempre uno sbaglio. Non sbagliano un tono, non perdono il ritmo, non cazzeggiano: suonano, suonano, suonano, e davanti a loro c’è il macello.
Ecco, se c’è una cosa di cui valga la pena parlare un po’ più approfonditamente, è il tipo di macello scatenato ed il tipo di pubblico dei Bad Religion di oggi. Il Magnolia era bello pieno, un paio di migliaia di persone assiepate sotto al palco esterno. Tutti molto felici, con le primissime file conquistate da giovani fan, ma il pogo e dil crowdsurfing a totale dominio di persone oltre il 35 anni. Perchè i giovanissimi non si sono fatti prendere dalla furia del farsi gettare sulle teste di altra gente? Sono tutti ormai troppo educati, troppo preoccupati di non perdere il cellulare o di farsi male? Stando accanto alla transenna, non ho proprio visto “sangue nuovo” farsi largo nel pit, mentre invece moltissimi capelli grigi non si facevano problemi per le contusioni sugli altri e per gli atterraggi sul duro cemento. Quando dal pubblico è saltato su Paletta dei Punkreas, godendosi l’istante in cui, ha guardato Greg negli occhi e ha condiviso con lui un frammento di una canzone mentre veniva trasportato sulla testa della folla, ho capito che le nuove generazioni devono darsi una mossa e sporcarsi un po’, anche grazie a questi anziani dei Bad Religion.
Invece, sembra che la massa si sia mobilitata principalmente per “American Jesus”: appena partito il riff, tutti si sono illuminati e spostati verso il pogo, come se fosse una programmazione subconscia a costringere a far casino solo su quel pezzo.
La programmazione subconscia di “non fare troppo casino”, invece, potrebbe spiegare anche l’accoglienza dei Ros, in apertura: negli anni ottanta del punk-rock un gruppo del genere, con un background a X-Factor 11, sarebbe stato accolto da urla e sassi; negli anni novanta ci sarebbe stato almeno un (fastidioso) corso maschilista rivolto verso la cantante, Camilla; oggi, si rimane ammaliati dai colori fuxia che hanno invaso il palco, e si applaude educatamente. Merito della band, che ha fatto di tutto per tenere il palco, ma merito anche di una educazione concertistica diversa rispetto a quando uscì Suffer.

Bad Religion e Ros a Milano, 11 Giugno 2018: le foto del concerto

Bad Religion

Ros

Bad Religion al Magnolia di Milano: scaletta delle canzoni suonate

Overture
Sinister Rouge
Fuck You
Change of Ideas
21st Century (Digital Boy)
Wrong Way Kids
I Want to Conquer the World
The Handshake
Recipe for Hate
Anesthesia
Generator
Supersonic
Prove It
Can’t Stop It
Infected
Dearly Beloved
Fuck Armageddon… This Is Hell
You
Sorrow
American Jesus
—–
You Are (The Government)
1000 More Fools
How Much Is Enough?
When?
Give You Nothing
Land of Competition
Forbidden Beat
Best for You
Suffer
Delirium of Disorder
Part II (The Numbers Game)
What Can You Do?
Do What You Want
Part IV (The Index Fossil)
Pessimistic Lines

2 Commenti

  1. Concordo con quanto hai scritto e credo che abbiamo suonato meglio che in passato. Ti segnalo solamente lo scambio di nomi dei chitarristi nelle foto 😉

  2. Educazione del pubblico o no, è stata ancora una volta imbarazzante la scelta del gruppo spalla.
    X-factor? Pezzi mezzi indie e mezzi rap con meno tiro del liscio che ascolta mia nonna? Più lacca e gel che chitarre?
    Oh my god, no. Peggio dei Vanilla Sky nel 2008.

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