Behemoth e At The Gates all’Alcatraz: foto-report dal concerto di Milano, 16 Gennaio 2019

La storia dei Behemoth in Italia è sempre stata bizzarra: partiti come band di culto, nel tempo sono stati apprezzati da moltissimi, raffigurati sulle copertine di molte riviste metal nostrane, ed il personaggio di Nergal è preso ad esempio da molti. Eppure, ai concerti, non si schiodano da una quantità di pubblico sempre più o meno uguale. Anzi, forse (incredibilmente) per questo Ecclesia Diabolica Evropa Tour 2019, fanno un passo indietro rispetto al Live Club in cui suonarono a Trezzo nel 2017 (senza considerare che nel 2015 erano al Rock’N’Roll club di Romagnano Sesia).
Infatti, nonostante nel resto d’Europa i Behemoth suonino ormai in piccole arene (o grandi club), le aspettative per la data di Milano erano per un palco maestoso e molta gente: entrati all’Alcatraz, però, ci si trova davanti a tanta gente, sì, ma che riempie lo spazio davanti al Palco B, quello più piccolo. Una vera marea di gente ha affollato il locale, e rimane il mistero sul perchè non si sia concesso lo spazio principale, visto il soldout quasi sfiorato su quello piccolo.

Behemoth e At The Gates a Milano: live report dell’Ecclesia Diabolica Evropa

Con mille scuse verso i Wolves In The Throne Room, che hanno iniziato a suonare mentre molte persone erano ancora in fila per entrare (oppure, come il sottoscritto, ancora al lavoro!), passiamo a parlare direttamente degli opener d’eccezione, gli At The Gates. Visto il calore con cui sono stati accolti, si può dire che l’accoppiata con gli headliner è azzeccata, e Tompa e soci stasera sembrano aver proprio voglia di suonare e spaccare tutto, nonostante il palco talmente ridotto da costringere Lindberg a stare praticamente fermo sui due piedi, perchè la batteria gli tagliava la strada per andare dall’altra parte. Praticamente, un ritorno alle origini dei club minuscoli, per il gruppo svedese!
La cosa fantastica sono i suoni, ben puliti e calibrati sia per gli strumenti che per la voce, per permettere a tutti di godersi il massacro dell’anima quasi come su disco. Poche parole, molta musica, con dodici pezzi infilati in meno di un’ora di concerto, lasciando tutti molto soddisfatti.

Quando i Behemoth mostrano la loro scenografia, si capisce perchè gli At The Gates avevano poco spazio sul palco: fra generatori di scintille, macchine del fumo, proiettori di immagini, mega-impalcature esoteriche per le luci, lo spazio è completamente occupato. I protagonisti, però, sono i membri della band: glaciali con il loro facepaint, macchine da guerra con gli strumenti. Peccato che i suoni non siano puliti come per la band che li ha preceduti, la voce di Nergal avrebbe giovato di un volume più alto, per meglio apprezzare il growling. Anche qui, poche parole (principalmente, due apprezzamenti per l’Italia e una confusa introduzione per G0d=D0g, nella quale Nergal risponde alle bestemmie del pubblico dicendo che alla fin fine Di0 non prenderebbe mai le sembianze di un cane, perchè vuole vivere dentro di noi), e molta musica. Molta, ma non troppa: alla fine dei conti il concerto dura solo 75 minuti. Intensi ed emozionanti, ma rimangono un’ora e un quarto.

Ecclesia Diabolica Europa 2019: le foto dei concerti

Behemoth: foto concerto Milano Alcatraz 2019

At The Gates: foto concerto Milano Alcatraz 2019

Behemoth: setlist concerto Milano Alcatraz 2019

Wolves ov Siberia
Daimonos
Ora Pro Nobis Lucifer
Bartzabel
Ov Fire and the Void
God = Dog
Conquer All
Ecclesia Diabolica Catholica
Decade of Therion
Blow Your Trumpets Gabriel
Slaves Shall Serve
Chant for Eschaton 2000
—–
Lucifer
We Are the Next 1000 Years

At The Gates: setlist concerto Milano Alcatraz 2019

To Drink From the Night Itself
Slaughter of the Soul
At War With Reality
A Stare Bound in Stone
Cold
Daggers of Black Haze
Death and the Labyrinth
Heroes and Tombs
Suicide Nation
The Book of Sand (The Abomination)
Blinded by Fear
The Night Eternal

2 Commenti

  1. Fin troppo buoni nel definire il suono “non pulito” . Nergal inesistente, mentre il microfono di Orion era sparatissimo. Nei momenti in cui inferno ci dava dentro praticamente sovrastava tutto e le chitarre erano fin troppo ovattate. Il suond migliora, ma rimane comunque mediocre da metà scaletta in poi. Concordo con scaletta fin troppo corta, il minimo sindacale praticamente. In passate edizioni superavano tranquillamente i 90 minuti, oltre ad avere scenografie di fattura superiore. Tirando le somme sono rimasto deluso dalla serata, un deciso passo indietro rispetto ai tour tenuti in passato.

    • Stando alla sinistra del palco il suono era “ok”, solo Nergal si sentiva poco. Assurdamente, quando tu dici che è migliorato (nella seconda metà), dalla mia posizione è un po’ peggiorato – Slaves Shall Serve si faceva fatica a seguirla, ad esempio. E dire che ero rimasto colpito dai suoni degli At The Gates…

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