Benedetta Follia, Carlo Verdone tra dimenticata malinconia e salvifica Ilenia Pastorelli

Benedetta Follia
Benedetta Follia, la locandina del film.
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‘Folle è l’uomo che parla alla luna. Stolto chi non le presta ascolto’. Citando William Shakespeare, Carlo Verdone torna nei cinema d’Italia con Benedetta Follia, due anni dopo il non esaltante L’abbiamo fatta grossa, commedia che l’aveva visto stranamente abbandonare l’immancabile partner femminile in favore di Antonio Albanese. Al suo fianco, in questo 26esimo film da regista, troviamo invece quella Ilenia Pastorelli ex concorrente del Grande Fratello letteralmente esplosa all’esordio cinematografico con Lo Chiamavano Jeeg Robot, tanto da vincere un impensabile ma meritato David di Donatello. Girato Niente di Serio di Laszlo Barbo, ancora inedito in sala, la Pastorelli ritrova con Verdone i suoi abiti, quelli della coatta romana svampita e irresistibilmente divertente, dando verve ad una pellicola che nasce da spunti facili e abbondantemente riciclati.

Uomo tutto d’un pezzo si ritrova improvvisamente a terra dopo l’addio della moglie. Tornato nel mondo dei single dopo 25 anni di assoluta fedeltà matrimoniale, costui viene catapultato nell’universo delle app di dating, trascinato da un vulcano di energia dal nome spaziale (Luna, per l’appunto) che con la sua semplicità, ineleganza e spontaneità finirà per cambiargli la vita. In meglio.

Co-sceneggiato da Nicola Guaglianone, padre de Lo chiamavano Jeeg Robot, Indivisibili e l’Ora Legale, e dal fumettista Menotti, Benedetta Follia vede Verdone tornare ad un cinema più ‘femminile’ e chiaramente comico, tra un’ex moglie che si scopre lesbica (Lucrezia Lante Della Rovere), un’infermiera da conquistare (Maria Pia Calzone), una logorroica ipocondriaca (Paola Minaccioni) da cui fuggire, un’ubriacona veneta (Elisa Di Eusanio) da risvegliare, e una ninfomane (Francesca Manzini) dalla quale estrarre un telefonino. Letteralmente. Ma è indubbiamente la Pastorelli, come già avvenuto in Jeeg Robot, a rubare la scena. Merito di una sceneggiatura perfettamente costruita sul suo personaggio, così empatico e naif sin dal suo travolgente ingresso.

Peccato che dopo un’esilarante prima parte, Benedetta Follia prenda una strada più volte battuta dalla tipica commedia verdoniana, tra  appuntamenti al buio con un’infinita serie di pazze da dover digerire e un matrimonio ormai esploso da ricostruire, prelati da vestire e immancabili equivoci da gestire. Ritrovato il microcosmo clericale di Io, loro e Lara, suo ultimo enorme successo del 2010 con 16 milioni di euro incassati, Verdone perde pezzi strada facendo, cedendo ad un finale tanto melenso quanto a dir poco surreale, nella sua incredibile casualità. ‘Il messaggio è che nella vita si può sempre ricominciare, Benedetta Follia è un film che è una bella carezza, piena d’amore‘, rivendica con orgoglio il regista, maturato e decisamente distante da quel folgorante suo cinema degli anni ’80 e primi anni ’90.

Il Verdone cinico e malinconico di 25/30 anni fa è di fatto scomparso, lasciando spazio ad un autore che guarda alla positività dei sentimenti, alla risata piena, al lieto fine sfacciato. Un cambiamento radicale e ormai certificato dal tempo probabilmente dettato dalla lunga  collaborazione con Aurelio DeLaurentiis, Re dei cinepanettoni che da 14 anni produce le pellicole di Carlo. Sei i film da lui diretti e quattro quello solo interpretati, alla corte della Filmauro, per un Verdone ancora oggi inarrivabile nella gestione mimica e fisica della comicità ma lentamente appiattitosi su un tipo di commedia facilmente individuabile altrove. In Benedetta Follia si ride, e anche tanto,  con una delle più folli telefonate della Storia del Cinema che farà crollare i multiplex, ma quel Carlo che tra una battuta spiazzante e un occhio gettato al cielo seminava amarezza è di fatto evaporato.

Come se l’italiano medio, da un decennio stritolato dalla crisi economica, non possa e/o debba uscire dalla sala con un sorriso tirato, ma solo e soltanto esplicitato, per non dire slabbrato. Incrociato l’universo Trainspotting in una psichedelica scena ‘danzata’ (con coreografie di Luca Tommassini) figlia di una pasticca di ecstasy mascherata da paracetamolo, Benedetta Follia getta la maschera nel suo tirato finale mostrandosi per quello che è: ‘Una divertente storia d’amore piena di sentimenti‘, citando le parole del suo stesso regista. Questo è il Carlo Verdone di oggi. Prendere o lasciare.

Benedetta Follia di Carlo Verdone; con Carlo Verdone, Ilenia Pastorelli, Maria Pia Calzone, Lucrezia Lante Della Rovere, Paola Minaccioni, Elisa Di Eusanio, Francesca Manzini, Piero Concilietti, Anna Ferraioli Ravel, Ciro Scalera, Margherita Di Rauso, Valentina D’Ulisse, Federica Fracassi – uscita giovedì 11 gennaio 2018.

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About Federico Boni 60 Articles
Giornalista pubblicista, cinefilo da sempre, per 12 anni tra i redattori di Cineblog.it e da quasi 3 lustri presenza fissa sul web. Ora tra i redattori di Altro Spettacolo.

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