Berlin Station su TIMVISION: politica e ultra destra nel mirino della CIA nella seconda stagione (clip esclusiva)

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La politica e l’attualità internazionale entrano in modo prepotente nella seconda stagione di Berlin Station, serie tv di spionaggio ambientata nella sede della CIA di Berlino, in arrivo in Italia su TIMVISION dal 3 2 gennaio dove sarà interamente disponibile insieme alla prima stagione e di cui in apertura trovate una clip in esclusiva per altrospettacolo.it.

I fan della serie, in onda negli USA su Epix, prodotta da Anonymous Content e Paramount, ritroveranno le atmosfere della prima stagione, in particolare degli ultimi episodi quando la componente thriller aveva preso il sopravvento su quella drammatica, come sottolineato dallo stesso shworunner della serie Bradford Winters: “siamo rimasti particolarmente sorpresi verso metà della prima stagione, quando ci siamo ritrovati a svoltare verso il thriller, saltando tra i due generi. […] Abbiamo approcciato la seconda stagione proprio avendo in mente questo tipo di fluidità“. Fluidità evidente fin dal primo episodio della seconda stagione di Berlin Station (che abbiamo avuto modo di vedere in anteprima) che ci porta da un lato subito nel vivo dell’azione e del nuovo incarico di Daniel Miller (Richard Armitage) e dall’altro ci riporta nelle vite dei personaggi che abbiamo conosciuto nei precedenti dieci episodi.

La seconda stagione di Berlin Station, composta da nove episodi, riparte circa sei mesi dopo la fine della prima. Ritroviamo Daniel pronto per il suo nuovo incarico e deciso ad infiltrarsi nel movimento di ultra destra tedesco che ha legami con l’FPD un partito di destra estrema che sta raccogliendo sempre più consensi. La stazione della CIA di Berlino si lecca ancora le ferite dello scandalo della talpa Daniel Shaw che era al centro della prima stagione e che ha mostrato tutte le falle nella sicurezza dell’agenzia, ma con l’arrivo della nuova direttrice interpretata da Ashley Judd, prova a reagire sfidando la sede centrale, l’ambasciatore americano e i servizi segreti tedeschi. La direttrice BB Yates (Judd) non sarà l’unico volto nuovo dell’agenzia, Keke Palmer sarà infatti un’agente operativa, al primo incarico sul campo, chiamata a ringiovanire le tecniche e la strumentazione della divisione di Berlino. Come accoglieranno i “vecchi” le novità?

La serie tv creata da Olen Steinhauer, forte del successo di pubblico e critica, è già stata rinnovata per una terza stagione che arriverà nel corso del 2018 (o 2019) sia negli Stati Uniti che in Italia su TIMVISION.

Berlin Station: la chiave del successo

Integrare per ripartire. Si racchiude qui la seconda stagione di Berlin Station. Alla fine della prima stagione, infatti, solamente due personaggi sono di fatto rimasti all’interno della stazione di Berlino Leland Orser/Robert Kirsch e Michelle Forbes/Valerie Edwards e davanti agli autori c’erano due strade o trovare un modo per integrare anche chi era di fatto uscito dall’agenzia o svoltare verso una connotazione semi-antologica. Ha vincere è stata la prima direzione, fortunatamente, verrebbe da aggiungere, visto che in questo modo è stato possibile da un lato aggiungere nuovi volti e dall’altro aprire il raggio d’azione dei personaggi.

Il cast infatti è uno dei punti di forza della serie tv e riuscire a trattenerlo indubbiamente è stato importante per far partire la nuova stagione al meglio, anche alla luce del fatto che Berlin Station è una buona spy story che scorre senza grossi intoppi ma anche senza particolari guizzi capaci di colpire lo spettatore. La prima stagione aveva il difetto di risultare troppo contorta, cupa e chiusa nel ristretto ambito della CIA e della stazione di Berlino e solo nel corso delle puntate riusciva ad aprirsi guadagnandone in ritmo e capacità di sviluppo dei personaggi. La seconda stagione sembra aver fatto tesoro dei difetti iniziali entrando direttamente nel vivo dell’azione. Il ruolo della CIA oltre oceano si amplia, finendo per intrecciarsi con i servizi segreti locali e la politica tedesca, portando ad una riflessione sul ruolo di un’organizzazione di questo tipo e sulla sua capacità di condizionamento della vita politica e sociale dei paesi occidentali.

Giochi di spie

Il mondo delle spie è massicciamente presente nel panorama televisivo americano e internazionale. Giocare con identità di copertura, dinamiche politiche, atmosfere da thriller, azione e inseguimenti è abbastanza frequente tra soggetti e sceneggiature di tutto il mondo soprattutto per la capacità con cui riescono a catturare l’attenzione dello spettatore. Dalle declinazioni più comiche come Chuck o la serie animata Archer, fino a grandi classici della serialità come Alias o 24, non mancano gli esempi di agenzie governative americane e non al centro di serie tv.

Homeland e The Americans sono tra gli esempi più recenti e più affini al mondo e alle atmosfere di Berlin Station, tre serie tv che gli appassionati del genere avranno sicuramente nell’elenco delle proprie preferite. Berlin Station per esempio riprende da Homeland il cast corale che circonda un protagonista dalla spiccata vocazione all’azione e al coinvolgimento diretto oltre alla costruzione di ogni singola stagione su un diverso caso e allo spiccato legame con l’attualità. Curiosamente la quinta stagione di Homeland è stata interamente girata e ambientata a Berlino, dando vita ad un immaginario crossover tra le due serie in cui vedere Carrie (Claire Danes) e Daniel (Armitage) incontrarsi durante un’operazione segreta.

Berlin Station: curiosità

Tra i registi degli episodi di Berlin Station c’è anche l’italiano Giuseppe Capotondi che ha diretto il film La doppia Ora con Filippo Timi e è stato anche regista degli ultimi 4 episodi di Suburra. Dopo aver diretto due episodi nella prima stagione, Capotondi è stato chiamato anche per la seconda stagione di Berlin Station di cui ha diretto gli ultimi due episodi.

Richard Armitage, protagonista di Berlin Station, non è estraneo al genere spy-thriller, infatti nella sua carriera è stato protagonista di ben 25 episodi della serie inglese Spooks incentrata sugli agenti segreti inglesi.

About Riccardo Cristilli 192 Articles
Costantemente perso nel Sottosopra, su un'isola, in un universo parallelo in attesa di ricevere l'invito a corte, finendo però in una famiglia moderna. Anni '50, '60, oggi, nel futuro, nel medioevo, nello spazio o in un mondo fantastico. Follia? Probabile, un destino ineluttabile per star dietro a oltre 500 serie tv!

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