Black Label Society a Milano: foto-report dal concerto all’Alcatraz, 16 Marzo 2018

Una concerto di Zakk Wylde è come un rituale religioso pagano. Ci si va in massa, si assiste con stupore e passione, e si torna a casa adorando ancora un po’ di più il proprio dio.

Black Label Society a Milano: recensione del concerto

Il “culto di Zakk” lo si può ammirare appena entrati all’Alcatraz, venendo accolti da una miriade di magliette, giacca di pelle o di jeans, tutte con il logo della Doom Crew o della BLS Italian Chapter. E’ ormai raro vedere una tale “compattezza” di pubblico ad un concerto, ma si sa che la Black Label Society è una gang, una fratellanza. Per rinsaldare i rapporti, il pubblico di un Alcatraz quasi soldout si schiaccia contro le transenne, per stare il più vicino possibile alla band, e quando le note dei Black Sabbath indicano l’arrivo sul palco dei musicisti (nascosti da un telo), la tensione si fa palpabile.
Cade il telo, e sono tutti già ai loro posti, con gli strumenti in mano e Genocide Junkies è già partita: una bella scelta “vintage” per iniziare il concerto, nonostante il tour sia principalmente incentrato sul nuovo disco, Grimmest Hits.
Zakk tira dritto come un treno, non ci sono pause fra le canzoni, e per sentirlo ringraziare il pubblico bisogna aspettare 6-7 brani. La musica scorre potente, il mix sonoro è più che buono (a metà sala si sentono molto bene le due chitarre, e la voce – ovvero le cose più importanti), il coinvolgimento è massimo, anche per chi ha visto Zakk svariate volte, in passato.
Rispetto al passato, c’è anche meno spazio per le parti acustiche, ma c’è una versione clamorosa di “In This River”, con il pianoforte ed una emozionante bandiera di Dimebag Darrell che viene srotolata sul palco. Sì, c’è sempre tempo di versare una lacrima virile, ad un concerto di vichinghi del metal, ed è bello potersi andare così, ricordandosi che “In this river all shall fade to black”.
Grazie, Zakk, per questi 100 minuti di concerto. Alla prossima.

Black Label Society a Milano: foto del concerto

(Nota: il management ha concesso ai fotografi di scattare solamente durante il primo brano – e durante quel pezzo, c’erano solo luci rosse sul palco. Insomma, la qualità e la varietà delle foto è indipendente dalla nostra volontà…)

Black Label Society a Milano, 16 Marzo 2018: la scaletta suonata

Genocide Junkies
Funeral Bell
Suffering Overdue
Bleed for Me
Heart of Darkness
Suicide Messiah
Trampled Down Below
All That Once Shined
Room of Nightmares
Bridge to Cross
In This River
The Blessed Hellride
A Love Unreal
Fire it Up
Concrete Jungle
Stillborn

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