Blackhearts: recensione del libro e del dvd-documentario

Sei un musicista Black Metal che vive alla periferia del mondo. Credi nella nera fiamma del Black, e veneri il luogo nel quale è nato quel genere, la Norvegia. Vorresti visitarla, ma ti mancano i mezzi, o gli inviti, o la libertà per farlo. Ma è il tuo sogno, e lotti duramente per realizzarlo, al punto che non solo riesci ad andare in Norvegia, ma ci vai come ospite ad uno dei loro festival black metal più famosi, insieme alla tua band. Sei felice come un bambino… ma ai black metallers è concesso essere felici come bambini?

Il succo di Dawn Of The Blackhearts è questo: il documentario segue le gesta di tre musicisti black metal da Colombia, Iran e Grecia, chiamati a suonare per il Trondheim, l’Inferno Festival o il Blastfest di Bergen. Le difficoltà per arrivare (uno non ci arriverà neanche!), i letterali patti con il demonio per trovare i soldi, il rischio della propria vita: nell’arco di un’ora e mezza scopriamo cosa vuol dire amare veramente il metal.
Il documentario viene ora pubblicato in Italia da Tsunami Edizioni, che festeggia i propri dieci anni d’attività con questo suo primo dvd – in lingua originale, con sottotitoli in Italiano e Inglese. Ma essendo Tsunami una casa editrice di libri, per il dvd è stato preparato anche un volume di 200 pagine, che seguono la vita dei protagonisti (e delle loro nazioni) prima e dopo il film, raccogliendo anche interviste a pezzi grossi della scena black norvegese. Un libro unico ed inedito, curato da Stefano Giorgianni, che rende ancora più imperdibile questa edizione del documentario.

Il pacchetto completo è consigliato a chiunque abbia la passione per il metal, anche se non sia strettamente un “blackster”, perchè l’avventura dei tre è decisamente interessante. Di seguito, qualche commento più approfondito su libro e dvd.

Stefano Giorgianni, Christian Falch, Fredrik Horn Akseslen
BLACKHEARTS
198 pagine + DVD
22,00 Euro

Dawn Of The Blackhearts: recensione del dvd-documentario

Dawn Of The Blackhearts racconta di tre protagonisti delle rispettive scene black metal nazionali (Sina degli iraniani From The Vastland, Kaiadas dei greci Naer Mataron ed Héctor dei colombiani Luciferian), disposti a tutto pur di visitare, almeno una volta nella vita, la Norvegia. Sono narrate tre storie di vita, non c’è una morale, non ci sono incredibili colpi di scena, non ci sono incroci del destino – a tutti gli effetti, i tre musicisti suonano in tre festival diversi in tempi diversi, quindi non si incrociano mai. Sono accomunati solo dalla passione per il black metal, e scopriamo le declinazioni di questa passione man mano che la narrazione va avanti.

Ad essere onesti, è quasi difficile simpatizzare per almeno due dei tre soggetti – sono persone vere, e se da una parte si può stimare la voglia di dover scegliere fra famiglia e musica, per finire a suonare con facepaint in pieno giorno in una stanza davanti ad una dozzina di amici, dall’altra il sapere che quella stessa persona si è sentita felice guardando la chiesa di quartiere che bruciava, e ancora oggi guarda le foto dell’evento con un sorriso, fa strano. Per non parlare di un altro, che è un parlamentare greco, che suona in una band black metal e sottolinea che la sua non è una band politica, che tutto quel che scrive lo filtra attraverso l’ideologia Black Metal – una persona interessante, finchè non si scopre (fin da subito, in realtà) che si tratta di un alto papavero di Alba Dorata, un partito definito Neo-Nazista. Fa strano, tifare per una persona così. Ma è una persona.

Il cuore del documentario, quindi, è affidato all’iraniano Sina, che rischia la libertà (o la vita) per suonare black metal, e per il quale grazie al documentario stesso inizia una nuova vita, realizzando in un colpo solo moltissimi dei suoi sogni più nascosti – quando lo si vede suonare sul palco in Norvegia, con una backing band di tutto rispetto (con membri dei Keep Of Kalessin, fra gli altri), bisogna tener presente che quello è il primo concerto DELLA SUA VITA. Se non ci si emoziona per il suo viaggio, si ha un cuore di pietra, più che un cuore nero.

Nel trailer (che vedete qui sopra), il documentario è presentato quasi più comico di quanto non sia in realtà – anzi, non ci sono quasi tracce di umorismo durante la visione, se non un paio di giustapposizioni fra le credenze black più pure, e la realtà di chi vuole campare di musica in Norvegia e si dibatte fra i Keep of Kalessin e la musica natalizia.

La visione è altamente consigliata, ora che è disponibile con i sottotitoli in Italiano.

Blackhearts: recensione del libro

Diamo pane al pane: Tsunami Edizioni avrebbe potuto tradurre il documentario, metterlo in una custodia da dvd e distribuirlo, e sarebbe già stato un acquisto consigliato. Invece, nei 22 euro del prezzo (piuttosto standard per un dvd, ma anche solo per un libro), hanno affidato a Stefano Giorgianni la stesura di un libro di approfondimento alla visione – l’introduzione del regista Christian Falch consiglia di vedere prima il documentario, e poi tornare sulle pagine stampate per scoprire cosa è successo dopo la fine delle riprese, ma anche per approfondire alcune scelte dei protagonisti.
Un lavoro che Giorgianni ha preso con la massima dedizione, andando anche in Norvegia per approfondimenti sulle band e sui festival, trovando anche interlocutori fondamentali della scena black ai quali porre domande interessanti (e spesso scomode) sul passato ma anche sul presente del Norwegian Black.
Il libro traccia le carriere dei From The Vastland, dei Naer Mataron e dei Luciferian, ma anche il contesto sociale nei quali i tre gruppi protagonisti del documentario sono nati, e le band che li hanno affiancati nel tempo. Il lavoro è così profondo che potrebbe stare in piedi anche indipendentemente dal dvd, e una volta finito di leggerlo, fa venir voglia di riguardare il documentario con occhi diversi.

Ulteriore nota di merito, la copertina originale di Luca Martinotti (noto anche come “Luca SoloMacello”), artista nazionale sempre più richiesto anche all’estero, che ha saputo creare l’atmosfera giusta per avvicinarsi alla lettura, con un risultato anche migliore della copertina del dvd originale.

Una traduzione in Norvegese (e Inglese) sarebbe consigliatissima, per il rilancio internazionale di Dawn Of The Blackhearts.

Blackhearts: la presentazione del libro

Quanto in là puoi spingerti per la musica che ami? È questo l’interrogativo che sta alla base di Blackhearts, pluripremiato documentario norvegese diretto da Fredrik Horn Akselsen e Christian Falch, vincitore del premio Best International Documentary al Sound On Screen Film Festival 2016.

Il lungometraggio segue tre irriducibili musicisti black metal (Sina degli iraniani From The Vastland, Kaiadas dei greci Naer Mataron ed Héctor dei colombiani Luciferian) svelando la retorica e il mito che aleggiano intorno a uno dei generi più estremi al mondo, mostrando la dedizione, l’ambizione, le aspettative, i rischi e i pericoli che comporta suonare la cosiddetta musica del demonio.

Blackhearts arriva per la prima volta in DVD in lingua italiana per Tsunami Edizioni, in collaborazione con Metal Hammer Italia, con un libro di accompagnamento intitolato Dawn of the Blackhearts – Tre vite per il black metal che narra la storia delle band protagoniste e svela cosa è accaduto dopo la fine delle riprese del documentario. Il volume è inoltre corredato da interviste a band di spicco della scena black metal norvegese quali Keep Of Kalessin, Darkthrone, Satyricon, Aura Noir, Mortiis e altre.

Blackhearts, gli autori: Christian Falch

Regista e produttore, lavora per la UpNorth film in Norvegia. Realizza e produce documentari per il mercato nazionale e internazionale dal 2003. I suoi film sono stati proiettati in numerosi festival mondiali, hanno vinto diversi premi e sono stati distribuiti in più di trenta paesi. Tra le precedenti pellicole spiccano The Exorcist in the 21st Century, The King and the Crook, Two Raging Grannies e Street of Dreams. Il suo ultimo film, Golden Dawn Girls, è stato proiettato per la prima volta all’International Documentary Film Festival di Amsterdam ed è stato selezionato per Visions du Réel, HotDocs e altri importanti eventi. Ha inoltre realizzato video musicali e documentari per Satyricon, Keep of Kalessin, Bloodthorn, Triosphere e altre band. Diplomato all’EuroDoc (2013) e a dok.incubator (2017), è membro del consiglio del The Mid Norwegian Film Centre. Nel marzo 2018 ha ricevuto il Film Award dalla Norwegian University of Science and Technology per il “suo lavoro nel campo della produzione documentaristica internazionale”.

Blackhearts, gli autori: Fredrik Horn Akselsen

Pluripremiato regista, sceneggiatore e autore, ha realizzato sei documentari e scritto a più mani alcuni libri.

Il suo primo documentario, Treason and Sabotage, è stato proiettato per la prima volta al Kosmorama International Film Festival nel 2010 e trasmesso su NRK l’anno seguente. La premiere del secondo, The Exorcist in the 21st Century, si è tenuta al Fantastic Fest nel 2012 e ha ricevuto molta attenzione da festival ed emittenti televisivi, vincendo il premio per miglior documentario televisivo in Norvegia.

The King and the Crook e The Lindstrom Case sono entrambi stati trasmessi su NRK. Sta attualmente lavorando a un documentario internazionale sul futuro dell’economia e sul petrolio norvegese. La premiere è prevista per il 2019.

Ha scritto a più mani tre libri e sta lavorando a In the Shadow of Jupiter su un’operazione segreta in Norvegia durante la Seconda Guerra Mondiale.

Blackhearts, gli autori: Stefano Giorgianni

Caporedattore di Metal Hammer Italia. Per Tsunami Edizioni ha già pubblicato J.R.R. Tolkien Il Signore del Metallo e curato l’edizione italiana de Il Sogno e l’Incubo. Vita e Opere di H.P. Lovecraft di Paul Roland. Disobbediente e misantropo per natura, si definisce un Russenorsk, un individuo pidgin nato dai due paesi che gli hanno strappato via l’anima. Davaj på moja skip kjai drinkom.

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