César 2018, i vincitori

A 48 ore dagli Oscar il cinema di Francia ha assegnato i suoi riconoscimenti, ovvero i Premi César, arrivati alla loro 43esima edizione. A presentare la serata Manu Payet, con 120 battiti al minuto di Robin Campillo, già Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes e clamorosamente escluso dalla corsa agli Oscar come miglior film straniero (statuetta che manca da 25 anni per i francesi), in trionfo.

Miglior film, miglior attore non protagonista, miglior promessa maschile, miglior musica, miglior sceneggiatura originale e miglior montaggio, entrambi firmati Campillo.  Sei riconoscimenti su 13 nomination per la pellicola arrivata in Italia con Teodora, di fatto vincitrice annuciata. Albert Dupontel si è portato a casa il premio per la miglior regia con Au revoir là-haut, che era candidato a 13 premi, mentre Swann Arlaud è stato eletto miglior attore dell’anno con Petit Paysan, dal 22 marzo nelle sale d’Italia e vincitore anche come miglior opera prima e per la miglior attrice non protagonista. Miglior attrice protagonista Jeanne Balibar con Barbara, con Loveless di Andrej Zvjagincev eletto miglior film straniero. I Am Not Your Negro di Raoul Peck ha battuto un po’ a sorpresa Visages, villages di Agnès Varda e JR tra i documentari, mentre Le Grand Méchant Renard et autres contes di Benjamin Renner e Patrick Imbert si è portato a casa il César per l’animazione.

Penelope Cruz, accompagnata dal marito Javier Bardem e celebrata dall’amato Pedro Almodovar, è stata omaggiata del Premio César onorario.

César 2018, i vincitori

Miglior film

120 battiti al minuto (120 battements par minute), regia di Robin Campillo

Miglior regista

Albert Dupontel – Au revoir là-haut

Miglior attore

Swann Arlaud – Petit Paysan

Miglior attrice

Jeanne Balibar – Barbara

Migliore attore non protagonista

Antoine Reinartz – 120 battiti al minuto (120 battements par minute)

Migliore attrice non protagonista

Sara Giraudeau – Petit Paysan

Migliore promessa maschile

Nahuel Pérez Biscayart – 120 battiti al minuto (120 battements par minute)

Migliore promessa femminile

Camélia Jordana – Le Brio

Migliore sceneggiatura originale

120 battiti al minuto (120 battements par minute) – Robin Campillo

Migliore adattamento

Au revoir là-haut – Albert Dupontel e Pierre Lemaître

Migliore fotografia

Au revoir là-haut – Vincent Mathias

Miglior montaggio

120 battiti al minuto (120 battements par minute) – Robin Campillo

Migliore scenografia

Au revoir là-haut – Pierre Quefféléan

Migliori costumi

Au revoir là-haut – Mimi Lempicka

Migliore musica

120 battiti al minuto (120 battements par minute) – Arnaud Rebotini

Miglior sonoro

Barbara – Olivier Mauvezin, Nicolas Moreau e Stéphane Thiébault

Miglior film straniero

Loveless, regia di Andrej Zvjagincev (Neljubov’) • Russia, Germania, Belgio, Francia

Migliore opera prima

Petit Paysan, regia di Hubert Charuel

Miglior documentario

I Am Not Your Negro, regia di Raoul Peck

Miglior film d’animazione

Le Grand Méchant Renard et autres contes…, regia di Benjamin Renner e Patrick Imbert

Miglior cortometraggio

Les Bigorneaux, regia di Alice Vial

Miglior cortometraggio d’animazione

Pépé le Morse, regia di Lucrèce Andreae

Premio César onorario

Penélope Cruz

About Federico Boni 60 Articles
Giornalista pubblicista, cinefilo da sempre, per 12 anni tra i redattori di Cineblog.it e da quasi 3 lustri presenza fissa sul web. Ora tra i redattori di Altro Spettacolo.

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