Germania: triplo concerto per studiare gli effetti del Coronavirus in un contesto live

Fin da quando, a Febbraio, la pandemia causata dal Covid-19 ha portato alla chiusura di club, palazzetti sportivi e posti in cui si suona musica, i fan stanno sperando di poter tornare a seguire dal vivo i concerti, sudando e brindando accanto ai propri amici e a tanti sconosciuti.
Con le infezioni in risalita, questo sogno potrebbe essere ancora lontano, ma alcuni fortunati il 22 Agosto hanno potuto assistere ad un triplo concerto a Lipsia, in Germania, per studiare gli effetti di un raduno musicale nella diffusione del virus.

1.500 persone si sono offerte volontarie per prender parte all’esperimento, assistendo ad un concerto della popstar locale Tim Bendzko, indossando mascherine, gel fosforescente per le mani, e “contact trackers”, apparecchi elettronici da indossare al collo durante il concerto per seguire gli spostamenti del pubblico. Utilizzando i dati di questi tracker, gli studiosi della Università di Halle controlleranno la quantità di “contatti critici” avvenuti durante lo show, e il gel fosforescente aiuterà a capire quali sono state le superfici toccate con più di frequenza. Questi dati potranno essere utilizzati per ottimizzare il ritorno in sicurezza dei concerti.

Il concerto si è svolto in tre fasi: prima simulando un normale concerto pre-coronavirus, senza restrizioni. Poi, uno immaginato durante la pandemia, con rafforzate misure di igiene, ed un terzo scenario con le misure di igiene e con una capienza ridotta e ampio spazio per il distanziamento fra il pubblico. Il tutto, con test sierologici effettuati 48 ore prima dell’esperimento, per assicurarsi che nessuno fosse realmente infetto.

Il professor Michael Gekle, capo dell’Università che segue il progetto, ha detto che le indicazioni saranno affidate alle autorità, per provare ad aiutarle a tracciare nuove regole per i concerti. E’ comunque consapevole che il concerto di una popstar non può essere preso come unico esempio di tutti i concerti, e ha citato la band tedesca più conosciuta al mondo: “Ovviamente, ad un concerto dei Rammstein sarebbe tutto diverso”.

Il concerto è anche stato trasmesso in streaming – qui c’è il video, anche se va ricordato che si tratta di un esperimento universitario, quindi il feeling del concerto è quasi assente, viste le pause frequenti per i “cambi di scenario”.

Il video è decisamente noioso, ma per i partecipanti è stato comunque un piacere: una fan ha descritto così l’esperienza.
“E’ stato incredibile. All’inizio ci sembrava quasi sbagliato, poterci sedere accanto alle altre persone per la prima parte dell’esperimento. Ormai non ci sediamo più così vicini a degli sconosciuti. Ma quando la musica è iniziata, non potevo credere di stare di nuovo assistendo ad un concerto!”

Qui sotto, un video-riassunto più interessante (seppur completamente in tedesco) dell’intera esperienza.

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