Frasi culTV: Barbara d’Urso, Simona Ventura, Carlo Conti, Gerry Scotti, Paolo Bonolis, Renzo Arbore, Stefano De Martino

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 31 maggio-6 giugno 2020

Carlo Conti (conduttore di Con il cuore nel nome di Francesco, in onda su Rai1 il 9 giugno alle 20.35): “Abbiamo pensato di fare una cosa diversa, più intima, più francescana, più raccolta per fare raccolta. Pensando a quel prato verde, davanti alla basilica, ci è venuto in mente subito Gianni Morandi. Ci sarà lui con la sua band, senza pubblico, e ci inventeremo in diretta questo programma. Il tutto nella chiave della gioia e della speranza di cui è simbolo la sigla, che sarà la sua Un mondo d’amore. Saremo in collegamento con la mensa dell’Opera San Francesco di Milano e con la mensa dell’Antoniano di Bologna, e avremo diverse testimonianze, fra cui quella di un viceparroco che prima faceva il medico, il quale è ritornato in corsia per l’emergenza ed ora è ritornato in parrocchia. Insomma, la trasmissione quest’anno avrà un fascino particolare. L’importante era farla. Il 14 giugno debutterò su Rai1 con Top 10, nello stesso studio de La Corrida, in onda per quattro prime serate. Un programma su cui stavamo lavorando da tempo. Ma il direttore di rete voleva dare un segnale di una Rai1 accesa, quindi lo abbiamo riadattato per mandarlo in onda subito, anche senza le persone in studio, che avrebbero fatto parte dello show, e con meno ospiti. Sarà una gara fra due squadre composte da tre personaggi famosi ciascuna che si divertono a giocare parlando del nostro Paese negli ultimi 60 anni, trattando di musica, cinema, curiosità. Giocheremo con le classifiche: ad esempio, i 10 dischi più venduti dell’85, gli elettrodomestici più diffusi negli anni 60, i nomi femminili più diffusi nel 2016, i calciatori con più rigori del 1977, i film più visti del 1999. È un pretesto per fare spettacolo, per giocare con la memoria e per incuriosire e far giocare da casa. Anche gli ospiti, due a puntata, entrano nel meccanismo delle classifiche. L’ospite verrà intervistato sulle cinque canzoni o momenti o luoghi da lui preferiti. E poi ci sarà una classifica da indovinare legata all’ospite. Il tutto, accompagnato da straordinari filmati di repertorio” (da Avvenire del 31 maggio).
“I protagonisti della sfida? Due squadre, ciascuna formata da tre componenti che sono personaggi famosi con un comune denominatore: possono avere gli occhi azzurri, essere nati sulle sponde del Tirreno o dell’Adriatico, o ancora essere sportivi o giudici di talent, vivere sulle isole o sul continente, lavorare nel cinema o in tv… Tutti faranno spettacolo, cercando di indovinare le classifiche. Ci sono ospiti? Sì, a ognuno farò un’intervista chiedendo quali sono le classifiche della sua vita: i dischi, i luoghi, i film preferiti, per fare degli esempi. Un modo per conoscerli meglio e per divertire il pubblico” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 2 giugno).

Diego BianchiZoro (conduttore di Propaganda live, in onda su La7 il venerdì alle 21.20): “Trovare il lato satirico e comico anche per i temi più duri. Con l’ emergenza Covid-19 c’era un’esigenza informativa altissima, ma anche di alleggerire il racconto ossessionante, senza ovviamente perdere di vista che si stesse andando in onda con le notizie, terribili, dei tantissimi morti. La mancanza di pubblico in studio per un programma che si chiama Propaganda live è una maledizione. Avevamo già usato le sagome per il tormentone ‘da dove riparte la sinistra’ con i potenziali leader, da Pamela Anderson a Baglioni. Le abbiamo rilanciate. Personaggi di ultra-nicchia e nazionalpopolari, a ogni puntata ne cambiamo una ventina. Sono circa trecento, a fine stagione forse faremo un’ asta, chissà. Abbiamo notato che la cosa ha preso piede, dalle messe agli stadi della Bundesliga. Contiamo torni il pubblico. Ma qualche soluzione, come i concerti dal vivo nel piazzale davanti alle porte dello studio, Diodato, Daniele Silvestri, Rancore, penso che li manterremo. Abbiamo una squadra già competitiva – Makkox, Damilano, Francesca Schianchi, Paolo Celata, Constanze Reuscher, la band, lo stesso Andrea Salerno -. Zerocalcare è diventato presenza fissa con Rebibbia quarantine che non sapevamo sarebbe diventata una serie. Valerio Mastandrea con i siparietti #restiacasa con Chiara Martegiani. E abbiamo avuto il regalo del ritorno di Corrado Guzzanti, con Lorenzo cresciuto e Vulvia. Vai a sapere che la ministra Azzolina si sarebbe avventurata sugli imbuti, era una palla alzata” (dal Corriere della Sera dell’1 giugno).

Michele Riondino (attore): “Il giovane Montalbano? Il produttore Carlo Degli Esposti ha dovuto insistere, all’inizio avevo rifiutato. Ero intimorito, Montalbano aveva avuto un tale successo che mi sembrava un rischio enorme. Carlo non mollò e io posi delle condizioni: di confrontarmi con Camilleri perché mi spiegasse bene il ruolo, di rispettare la lingua siciliana. Poi incontrai Luca Zingaretti” (da Repubblica dell’1 giugno).

Franca Leosini (conduttrice di Storie maledette, in onda su Rai3 dal 7 giugno la domenica alle 21.20): “Con il Coronavirus entrare nelle carceri è praticamente impossibile. Stiamo aspettando, dovremmo registrare altre due puntate appena sarà possibile. Intanto volto pagina con una nuova serie dedicata ai mandanti dei delitti. Non so mai cosa possono dirmi i miei interlocutori e non accetto interferenze. Tutto deve essere spontaneo. Nella scorsa serie ho rifiutato un’intervista. Un tizio che aveva ucciso la moglie pretendeva di avere prima le domande scritte. Stavo partendo con la troupe, ma ci ho rinunciato, queste sono cose che non accetto. È una questione di onestà professionale. Studiare i processi richiede tempo, mesi di lavoro, di rigore nella ricerca dei personaggi” (da Libero dell’1 giugno).
“Faccio Storie maledette dal 1994 e ci ho messo in mezzo Ombre sul giallo, che peraltro andò molto bene. Però ho parlato con il neo direttore di Rai3 Franco Di Mare di un altro progetto” (da Repubblica del 5 giugno).

Alessandro Araimo (general manager di Discovery Italia): “Motivo dei nostri ascolti in crescita? Direi il mix che abbiamo offerto. Abbiamo seguito l’attualità con programmi come Accordi&Disaccordi, che è uno spazio dell’approfondimento sugli avvenimenti. Ma abbiamo anche avuto la capacità di offrire nuovi programmi di intrattenimento, che non si erano mai visti o visti poco. Abbiamo così dato risposta a una voglia di leggerezza, che dopo aprile è cresciuta in modo importante. Tutto quello che è intrattenimento real life non potrà non tener conto di quanto accaduto. Le storie di vita reale ora sono diverse e anche il pubblico è diverso dopo il coronavirus. Avremo a che fare con un pubblico che accetterà alcune cose e non altre: per esempio, ci sarà una maggiore aspirazione a situazioni che non si possono vivere, per ora. D’altra parte, le persone hanno voglia di socialità, per cui possiamo riproporre situazioni di dating, con le dovute cautele, o situazioni di successo, ma inserite in nuove realtà. La buona accoglienza di Cambio moglie, intercetta una serie di dinamiche molto attuali, ma anche la voglia di vivere in tin contesto diverso. Laura Carafoli, a capo dei nostri contenuti, sta facendo un gran lavoro in questo senso” (da Repubblica Affari e finanza dell’1 giugno).

Gerry Scotti (conduttore di Striscia la notizia, in onda su Canale 5 dal lunedì al sabato alle 20.40): “In onda in piena emergenza? Eh, lo studio senza pubblico… Il cambiamento è stato radicale. Ma quando ho debuttato a Striscia, 23 anni fa, trasmettevamo da due piani sotto terra e senza nessuno. Per certi versi, è stato un tornare alle origini. Guanti, mascherine e misurazione della febbre sono diventati automatismi. È meno facile vedere gli autori a cinque metri uno dall’altro, sarte e tecnici sparpagliati sugli spalti dello studio vuoti… perfino Antonio (Ricci, ndr) ha rinunciato a stare in regia e si è messo lì, per farci sentire non abbandonati. I capannoni Mediaset di solito pieni di gente e ora sigillati fanno impressione. In tv la caduta ci sarà subito dopo l’estate. Le risorse dei vari magazzini stanno finendo. La musica si è data da fare per prima, perché ha preso il colpo più forte. Ma anche noi addetti ai lavori della tv dovremmo organizzarci: dietro ogni volto famoso girano un centinaio di persone. Gente che ora è a casa da mesi. Ho degli amici in tv, Carlo Conti, Amadeus, Fiorello, Maria De Filippi. Ci scambiamo spesso pareri ma non abbiamo mai pensato di trovarci e fare qualcosa. La tv deve ripartire da noi. Quindi lancio l’appello: troviamoci prima dell’estate e pensiamo a qualcosa. Anche il mondo della radio si sta organizzando, unendo gli editori. La tv, spesso data per morta, è vivissima: tocca a noi aiutarla” (dal Corriere della Sera del 2 giugno).

Simona Ventura (conduttrice): “Settimana Ventura tornerà? Non è detto, dipenderà dai direttori di Rai2 e RaiSport. Noi facciamo una trasmissione giocosa e non so quanto si potrà esserlo dopo una pandemia, mi metto a disposizione, ne stiamo parlando. Ascolti bassi? A me si chiede di fare una cosa e io lo faccio. Era una trasmissione nuova, occupata per 15 anni da Mezzogiorno in famiglia e noi lì abbiamo portato il calcio, a basso costo. Chi ci ha preceduto non è che abbia fatto chissà quali ascolti, viaggiava sul 4 e mezzo per cento. Noi ci siamo assestati verso il 5: sono soddisfatta. Per fidelizzare il pubblico ci vuole tempo. Music farm e The Voice? Mi sembra che al momento manchino i fondi per pensarci. Fare The Voice of Italy senza soldi mi pare difficile. A settembre ho altri due format per Rai2, ho voglia di cose nuove. Programma per Discovery che sto scrivendo per il mio compagno, Giovanni Terzi? Ci stiamo lavorando: io starò dietro le quinte, lui farà le interviste, per la prima volta in vita mia mi piace lavorare in coppia. E non apparire in video mi stuzzica: non resterò attaccata a vita alla telecamera. Alessandro Cattelan? Troppo tempo deve passare prima che arrivi all’autorevolezza di Scotti, Bonolis, Conti o Amadeus. È bravo, lo so perché l’ho lanciato io. Ma il bravo conduttore ottiene il successo sul campo. Uno come Amadeus è arrivato a questi livelli dopo tanta gavetta. Il vero talento, nel mondo velocissimo di oggi, non ce l’ha chi è in carriera. Ma chi la carriera la fa durare” (da Il Messaggero del 2 giugno).

Linus (direttore editoriale delle radio di Gedi): “Non ho funzionato con la tv dopo Deejay Television su Italia 1? Non è nel mio carattere fare la vittima e dare la colpa al sistema, per cui se non ho fatto televisione vorrà dire che chi la costruisce probabilmente non ha ritenuto fossi abbastanza interessante. Pazienza. D’altronde meglio essere quello che sono nel mio mondo che uno qualunque in un altro. Nel mio intimo, però, so benissimo di non avere nulla di meno di molti di quelli che la fanno, anzi” (da Italia Oggi del 2 giugno).

Katia Ricciarelli (nel cast di Io e te, in onda su Rai1 dal lunedì al venerdì alle 14): “Tutto è nato quando Pierluigi Diaco mi ha ospitato in una puntata. Mi piace quel suo stile garbato. Sarei rimasta su quella poltrona per un mese. Del resto io ormai la mia carriera l’ho fatta, se prendo e mi trasferisco a Roma è perché mi ha incuriosito l’invito di Diaco e della Rai, e mi piace il programma. Trovo che vada in controtendenza in questa epoca di televisione così gridata” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 2 giugno).

Stefano De Martino (conduttore di Made in Sud, in onda su Rai2 dal 15 giugno il lunedì alle 21.20): “Con me Fatima Trotta e Biagio Izzo? Con tutti e due c’è feeling, ma con Biagio, che è il capocomico, ormai basta uno sguardo per capirci al volo. E in un periodo dove ci sono tante restrizioni dovute al rispetto dei protocolli di sicurezza e igiene, poter contare su una squadra collaudata è confortante. I protagonisti sono sempre due: i comici e il pubblico a casa. Andremo in onda senza pubblico in studio. Poi avremo un occhio per i temi d’attualità, ma nel rispetto dei tristi eventi che abbiamo vissuto durante la pandemia. Sul palco saremo a un metro e mezzo di distanza, sono bandite strette di mano. Molte gag che si basavano sul contatto fisico, come quella in cui avrei dovuto passare il telefono a uno dei comici, sono state riscritte” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 2 giugno).

Camila Raznovich (conduttrice di Ogni cosa è illuminata, in onda su Rai3 dall’11 giugno il giovedì alle 21.20): “Quest’anno, proprio in seguito al Covid, abbiamo dato una linea precisa al programma: meno intrattenimento, più spazio alla divulgazione scientifica e culturale. Con l’aiuto di super esperti ci interrogheremo su come cambierà la nostra vita dopo il coronavirus, le abitudini quotidiane, i costumi, l’urbanistica, l’alimentazione, la tecnologia” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 2 giugno).

Renzo Arbore (conduttore di Striminzitic show, in onda su Rai2 l’8 giugno alle 21.20 e poi dal 9 giugno dal lunedì al venerdì in seconda serata): “Filmati Rai, ma non solo: io giro sempre con le telecamere, ho ripreso anche buona parte dei 1.500 concerti fatti in tutto il mondo con l’Orchestra italiana… Altri filmati arrivano dal mio sito Renzo Arbore Channel, che raccoglie 100mila contatti al giorno. Ne sono uscite tante chicche, anche inedite, che presenterò con la guida del regista Gianluca Nannini e il mio fido Gegè Telesforo. Il protagonista non sono io ma gli incontri con tanti talenti straordinari. Avrete modo di rivedere Nino Frassica, Roberto Benigni, Simona Marchini, Roberto D’Agostino e tanti, tanti altri” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 2 giugno).
“Un programma composito e domestic, visto che lo farò da casa. Rai2 mi ha chiesto di regalare un sorriso ai quarantenati e ne è uscito un varietà quotidiano, che andrà in onda tutti i giorni, in seconda serata tranne il debutto, che è in prime time” (da Oggi del 4 giugno).

Corrado Formigli (giornalista): “Abbiamo vissuto una esperienza giornalistica assolutamente unica, più forte di quella dell’inviato di guerra. Una esperienza ancora più profonda e formativa che mi rimarrà per sempre. Nella mia vita di giornalista non ricordo un momento in cui il mio lavoro è stato così importante da cambiare la percezione nell’opinione pubblica. Inchiesta mandata in onda a Piazzapulita il 5 marzo nella terapia intensiva dell’Ospedale di Cremona? Immagini fortissime, ancora non eravamo in pieno lockdown e dunque forse non c’era la percezione della gravità. Invece quell’inchiesta mostrò persone intubate a pancia in giù, dolore, disperazione. Dopo quel reportage non si è più detto ‘è solo una influenza’. Quell’inchiesta, nelle successive 24 ore, ebbe 6 milioni di visualizzazioni. Questo mi ha confermato quanto può essere potente il racconto televisivo. E ha mostrato la tenacia del giornalismo che non si ferma davanti a nulla” (dal Corriere della Sera del 3 giugno).

Giovanna Botteri (corrispondente della Rai da Pechino): “Servizio di Striscia la notizia? In generale il problema è quando si confondono i piani, quando la tua immagine diventa notizia. Noi raccontiamo, non siamo quelli che devono essere raccontati: se la donna da soggetto diventa oggetto del racconto c’è qualcosa di sbagliato. I problemi sono sempre legati all’immagine: la giornalista che fa tv non dovrebbe mai rispondere a una serie di canoni legati al suo essere donna piuttosto che giornalista” (dal Corriere della Sera del 4 giugno).

Barbara d’Urso (conduttrice di Live non è la d’Urso, in onda su Canale 5 la domenica alle 21.20): “Se guardo indietro cosa mi viene in mente? Lo choc di andare in onda per la prima volta senza pubblico. Con Live non è la d’Urso siamo stati la prima trasmissione a farlo, noi che eravamo abituati a trecento persone in studio. D’improvviso non c’era più nessuno, nessuna reazione, nessuna energia. È come per un attore ritrovarsi sul palco in un teatro vuoto, come se Ligabue facesse un concerto a San Siro con gli spalti deserti. Le prime due settimane sono state scioccanti. Dopo 12 anni sai che reazioni aspettarti: quando arriva un applauso, quando una risata… Senza gente il clima diventa spettrale. Un silenzio che fa molto più rumore del rumore. Quando potremo riavere il pubblico sarà come debuttare. All’inizio è stato davvero agghiacciante. Ma ho detto: ce la devo fare. Live non è la d’Urso avrebbe dovuto chiudere il 24 maggio ma, in un momento di crisi, in cui trasmissioni vengono sospese, l’editore ci ha chiesto di proseguire per un altro mese, di fare quattro puntate in più. Sono tante e avere in ciascuna 9 momenti di pubblicità è un orgoglio. Tutto con una trasmissione a basso costo. L’Eterno riposo recitato in diretta con Salvini? Io non ho niente da rimproverarmi. Mi sono comportata come il mio cuore mi dettava. Sono una persona che agisce d’impulso, mi commuovo, rido a crepapelle: che piaccia o no, sono questa. E siccome sono credente, se qualcuno mi chiede: diciamo l’Eterno riposo, d’istinto lo faccio. Sarebbe stato lo stesso se me lo avesse chiesto chiunque altro. Poi c’è chi usa queste cose per il suo interesse, ma io rispetto a questo volo altissimo. Come previsto da tempo, a settembre sono in palinsesto con Pomeriggio Cinque che riparte il 7, mentre il 13 sarà la volta di Live non è la d’Urso e Domenica Live, pronta a ripartire dopo la sospensione dovuta all’emergenza. Anche il Grande Fratello Nip tornerà” (dal Corriere della Sera del 5 giugno).

Roberto Poletti (conduttore di Uno Mattina, in onda su Rai1 dal lunedì al venerdì alle 6.45): “Io e Valentina Bisti abbiamo conciliato benissimo perchè ci conoscevamo già, soprattutto nei pregi e nei difetti dell’altro. Venivamo dalla conduzione estiva e quindi eravamo più che rodati. La doppia conduzione si è rivelata strategica, gli ascolti ci hanno premiato. Futuro? Sicuramente non mi fermo, lavori in corso” (da Libero del 5 giugno).

Paolo Bonolis (conduttore): “Ritorno de Il senso della vita? Non vorrei diventasse un’ossessione. È piaciuto a me farlo e al pubblico vederlo. Ma c’erano ragioni economiche che, come programma per la seconda serata (che ormai è notte fonda), lo rendevano non profittevole. La rete ha fatto le sue scelte. Repliche di Avanti e un altro! e Ciao Darwin? Stanno facendo ottimi ascolti tant’è che aumentano. Dato che mandano le stagioni a ritroso, si assiste a questo fenomeno buffo che ringiovanisco ogni giorno un po’, alla maniera del Benjamin Button del film. Di questo passo arriveranno le repliche di Bim bum bam e – se ci fosse – del filmino della mia nascita. Per Avanti un altro! dovevamo registrare una nuova stagione in autunno, ora non si sa ma quando lo faremo sarà nel pieno rispetto delle regole sanitarie del momento, inevitabilmente qualcosa cambierà anche nel programma” (da La Stampa del 6 giugno).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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