Disturbed a Milano: foto-report dal concerto all’Alcatraz, 22 Aprile 2019

Disturbed live 2019

Il concerto dei Disturbed a Milano è un piacevole mistero: nel 2011 la band di David Draiman si esibì davanti ad un Alcatraz pieno poco più della metà, con una performance tra l’altro appena sufficiente. Non tornarono in Italia per otto anni.
Nel 2019, la loro data all’Alcatraz è soldout da quattro mesi, il club è strapieno, l’attesa è colossale. Cosa è successo, in questi anni, per cambiare così radicalmente l’atteggiamento verso il gruppo? I due dischi usciti nel frattempo hanno sì dei buoni pezzi, ma certamente l’onda del successo nu-metal di inizio millennio è stata superata.
Seriamente, voi che leggete e che probabilmente eravate al concerto, o siete rimasti a casa senza biglietto: venite su Facebook a dirmi cosa è successo, nel frattempo, perchè non riesco a comprenderlo e vorrei saperlo. E’ un fenomeno simile a quello dei Linkin Park, che nel 2011 a Imola attirarono poche migliaia di persone, e nel 2014 a Milano radunarono quasi 40,000 fan.
Interessante, e misterioso.

Disturbed a Milano: recensione del concerto

Veniamo al concerto, ora. La cosa ottima dei Disturbed è che si portano in tour sempre delle ottime band: se nel 2011 si parlava di Sevendust, per quest’anno si tratta degli inglesi Skindred, troppo sbrigativamente etichettati come “reggae-metal”, ma che in realtà sono crossover puro e moderno. Accanto a chitarre veramente pesanti, si sono ascoltate basi dubstep, growling, jam session in stile mixtape hip-hop, rallentamenti su ritmi reggae, senza contare che la seconda voce (del bassista) è pulita e fa da perfetto contraltare al tono basso e caldo del cantante, regalando ancora più eclettismo alle canzoni.
Il cantante si chiama Benji Webbe, inglese di parenti jamaicani: si presenta con occhiali borchiati, avvolto in una bandiera inglese in bianco e nero, sciarpa coperta di brillantini: l’essenza della tamarraggine, e piace subito a tutti. Con poche frasi, movimenti e cazzeggi tiene in mano un pubblico che, quasi sicuramente, non aveva mai sentito parlare nè di lui nè della sua band. Finge di tirare magliette gratis, per poi dire (con un sorriso sulla bocca) che siamo un pubblico di accattoni, che le magliette le troviamo al banchetto del merch. Viste le proteste del pubblico, incita tutti a urlargli “Fanculo, negr0”, e quando tutti lo accontentano, lui dice “Hey, hey, ma siete dei razzisti! Fanculo voi!”. Tutto con il sorriso sulle labbra, in un clima di festa completa, facendo ballare (e pogare) tutti i presenti.
Le sue ultime parole, dopo aver annunciato che torneranno come headliner a Dicembre, sono state in Italiano: “Un bacio”. Genio. La posizione come gruppo d’apertura per un concerto soldout ha fatto sicuramente bene agli Skindred, che si meritano ora di riempire club da soli, ora.

Dopo questa performance ad alto tasso di adrenalina, per i Disturbed la strada è in salita. Rispondono proiettando un video introduttivo lunghissimo, in cui spiegano la loro filosofia (“La musica è un’arma”) e mostrano i fasti del passato, con palchi coperti di fiamme o attrezzati come una clinica psichiatrica. Un video che decisamente carica il pubblico di aspettative, anche se poi la scenografia all’Alcatraz sarà semplice, e sicuramente priva di fuoco e fiamme.
Mentre la band prende con aggressività il posto sul palco, il frontman David Draiman arriva calmo, snocciola senza problemi la domanda a tutto il pubblico (“Are You Ready?”), e poi si lancia in un’ora e mezza di concerto. Se accanto a lui John Moyer fa balzare in giro i dreadlock e Dan Donegan corre continuamente in giro, David è serafico, concentratissimo sulla performance. Sicuramente ha imparato a prendersi cura delle proprie corde vocali, visto che la voce non ha cedimenti come in passato: la prova del nove arriva con la versione acustica di Hold On to Memories, cantata senza sbavature. Certo, forse anni fa non ci si sarebbe aspettati un momento acustico in mezzo ad un concerto dei Disturbed, ma questo è il tour della “Evoluzione” (come annunciato nel video introduttivo), un’epoca di pace raggiunta attraverso la musica. C’è anche il tempo per un discorso in stile Manowar, nel quale il pubblico è battezzato come “fratelli”, e si annuncia che dopo lo show ci si sentirà più forti, andando a casa.
Il pubblico reagisce alla grande, nonostante un problema colossale abbia colpito il concerto: l’acustica era veramente messa male. La voce di Draiman spesso scompariva sotto la batteria, la chitarra era altalenante, il volume generalmente basso. Un peccato, e una cosa strana, visto che da anni l’Alcatraz sembra aver trovato un buon settaggio per i concerti, e visto che gli Skindred stessi non hanno avuto questi problemi.
E’ sempre brutto quando di una mega-produzione del genere, di un concerto atteso e intenso, si parli poi il giorno dopo principalmente per problemi tecnici.
Draiman ha chiesto scusa per la lunga attesa fra il 2011 e il 2019, e ha promesso di tornare presto: speriamo che la prossima volta il livello audio sia migliore…

Disturbed e Skindred a Milano: foto del concerto

Skindred @ Alcatraz Milano foto concerto

Skindred @ Alcatraz Milano foto concerto

Disturbed e Skindred a Milano: la scaletta del concerto

Disturbed @ Alcatraz Milano, 22 Aprile 2019 – setlist

Are You Ready
Prayer
The Vengeful One
The Animal
Stupify
Guitar Solo
Voices
Land of Confusion (Genesis cover)
Hold On to Memories
Bass Solo
Drum Solo
Ten Thousand Fists
The Game
A Reason to Fight
Watch You Burn
The Sound of Silence (Simon & Garfunkel cover)
Indestructible
Inside the Fire
—–
The Light
Stricken
No More
Down with the Sickness

Skindred @ Alcatraz Milano, 22 Aprile 2019 – setlist

Big Tings
Selector
Pressure
Ratrace
Machine
Ninja
Pass it On
Sound the Siren
That’s My Jam
Kill The Power
Nobody
Warning

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