Le donne nelle serie tv: Jessica Jones, Mrs Maisel, Meredith Grey, Claire Underwood, donne protagoniste tutto l’anno, non solo l’8 marzo

La serialità è sempre più donna. Non più femminile o pensata per le donne. Ma decisamente più donna. Sempre più serie tv in onda in questi anni, o semplicemente in lavorazione sono costruite intorno a personaggi femminili. Le donne, quindi, come motore della serialità contemporanea.

Ci sono e ci saranno sempre produzioni più adatte o semplicemente che incontrano di più i gusti delle donne o degli uomini, ma considerare serie tv con protagoniste femminili solo destinate alle donne è alquanto riduttivo. Ricordarlo fa sempre bene, anche se non soprattutto nel giorno della Festa della Donna.

Una data scelta da Netflix per l’uscita della seconda stagione di Jessica Jones (qui la nostra scheda-recensione completa) e non mancheranno in tv, tra i servizi di streaming, film e serie tv con donne protagoniste da guardare tutto il giorno. Ma la presenza delle donne nel mondo delle serie tv non è da rinchiudere nell’alveo della sola festa delle donne, ma è sempre più diffusa e ramificata tra i diversi network televisivi internazionali.

Mogli, amanti, mamme, spie, avvocati, giudici, poliziotte, il ruolo della donna è sempre più variegato e complesso e permette una profondità e una strutturazione dei personaggi che, purtroppo, quelli maschili ancora non hanno, rinchiusi in canoni molto più tradizionali. Dopo anni di battaglie, di richieste di ruoli migliori per le donne, stiamo quindi arrivando all’estremo opposto, sempre limitati in una mancanza totale di equilibrio. I vertici dei network proseguono nella logica dell’inseguimento di una formula consolidata, limitando il rischio ma non sempre questo paga. Fermo restando che non è il genere di un personaggio a darne la forza ma la storia, la scrittura che lo plasma.

Le donne nelle serie tv: Jessica Jones la sarcastica anti-eroina

Non poteva esserci giorno migliore dell’8 marzo per lanciare la seconda stagione di Jessica Jones su Netflix, una serie tv con una protagonista donna e interamente diretta da registe donne.

Un giubetto di pelle, stivali, un paio di jeans e battute taglienti sono il costume dietro cui si nasconde Jessica Jones, una donna fragile, eroina suo malgrado. Proprio le origini della sua super forza saranno al centro di questa seconda stagione.

Una donna, un simbolo del nuovo corso della serialità, un personaggio femminile per una serie tv non al femminile che finisce per essere il personaggio più interessante di quelli realizzati dall’accordo Marvel-Netflix, se non di tutto l’universo femminile televisivo della Marvel.

Le donne nelle serie tv: Shonda Rhimes e il mondo al femminile

Olivia, Meredith, Annalise, cui a breve si aggiungerà Andy di Station 19 (ad aprile su FoxLife) e le avvocatesse di For the People. L’universo di Shondaland la casa di produzione di Shonda Rhimes è decisamente dominato dalla donne, donne di potere, donne forti e combattive, più semplicemente donne protagoniste. Shonda Rhimes ha imposto nella serialità contemporanea un mondo in cui c’è una presidente donna, in cui un ospedale è gestito dai medici e ha metà dei responsabili dei diversi reparti donne, un mondo in cui le donne sono al centro.

Grey’s Anatomy (in onda su FoxLife), Scandal (ad aprile su FoxLife), How To Get Away with Murder (in onda su Fox) hanno contribuito da un lato a creare l’impero di Shonda Rhimes che dopo essere nato e cresciuto nella tv in chiaro, sulla generalista di casa Disney, ha deciso di traslocare su Netflix per provare, forse, a dar vita ad un altro tipo di universo, chissà se sempre al femminile. Dall’altro lato sono riuscite nell’intento di imporre le protagoniste femminili in tv. Donne in show rivolti principalmente ad un pubblico femminile, ma capaci di incuriosire anche gli uomini per i diversi temi trattati. La politica, l’alcolismo, la sessualità sono tutti elementi presenti nelle sue serie tv, capaci però di intrecciarsi con elementi più da soap opera, tra relazioni e intrecci amorosi.

Le donne nelle serie tv: The Handmaid’s Tale, Big Little Lies, le donne da premio

Uno dei leitmotiv del 2017 è stato quanto era difficile scegliere quali donne premiare tra Emmy, Golden Globe e vari premi televisivi. The Handmaid’s Tale (su TIMIVSION) con le sue donne ridotte a schiave sessuali in una società distopica e dittatoriale, così attuali tra i vari scandali di molestie e aggressioni e il pericolo di una globale regressione in fatto di diritti, e le ricche, tormentate donne di Big Little Lies (su Sky Atlantic) sono state le trionfatrici di stagione. Elisabeth Moss e Nicole Kidman si sono spartite i diversi premi, entrambe accomunate, ovviamente nei loro personaggi, dal tema della violenza subita.

Le donne nelle serie tv

Tra Fargo, The Leftovers, Feud, The Sinner l’elenco di donne che avrebbero meritato un premio è decisamente lungo, molto di più che in ambito maschile. A testimonianza di come sia un periodo d’oro per essere un’attrice nella serialità e non solo.

Le donne nelle serie tv: Jessica Lange, Connie Britton, Sarah Paulson, Angela Bassett tutte le donne di Ryan Murphy

Si prende sempre tutti i meriti anche se ha una squadra di autori, produttori, sceneggiatori che lo aiuta e lo supporta, ma Ryan Murphy è il vero dominatore della serialità contemporanea, capace di re-inventare i generi (come le antologie o i procedurali con 911 in onda su FoxLife) ma anche di valorizzare le donne che capitano sotto le sue sapienti mani.

Jessica Lange sta vivendo una seconda giovinezza grazie ai personaggi interpretati in diverse stagioni di American Horror Story (Fox) e più recentemente in Feud (andato in onda su Studio Universal). Sarah Paulson è la musa di Ryan Murphy, feticcio di American Horror Story, protagonista del primo capitolo di American Crime Story e pronta a salvare la baracca per il re-inventato terzo capitolo incentrato sui fatti di Katrina e ricostruito interamente dopo un primo soggetto non ritenuto soddisfacente. Se poi ricordiamo che Murphy è stato capace anche di valorizzare le qualità recitative di Lady Gaga, possiamo definitivamente certificare che se un’attrice ha la necessità di rilanciare la propria carriera, deve sperare di lavorare in una produzione di Ryan Murphy. Proprio come Gwyneth Paltrow e Barbara Streisand faranno su Netflix in The Politician.

Non solo le novità e le costanti, la famiglia di Ryan Murphy è sempre pronta a riaccogliere vecchi volti, al motto di “una volta con Murphy, per sempre con Murphy”. Ecco così che in 9-1-1 (su FoxLife) ritroviamo Connie Britton e Angela Bassett, già presenti in diverse stagioni di American Horror Story.

Le donne nelle serie tv: la comicità oltre la famiglia

C’è qualcuno che pensa che le donne non sappiano far ridere?

Il bellissimo (ma quasi ignorato) I’m Dying Up Here (su Sky Atlantic) ci ricorda che un tempo era così. Soprattutto nel mondo della stand up comedy all’americana, le donne non erano ben viste, erano poche e faticavano a trovare il loro spazio. Lo sa bene la signora Maisel de The Marvelous Mrs Maisel (Amazon) probabilmente la miglior commedia dell’anno, che negli anni ’50 prova ad emergere raccontando in modo tagliente diversi aspetti della sua vita personale quotidiana. Dire che Midge Maisel sia una donna forte è forse dire una banalità, la sua carica straordinaria nasce proprio dal fatto di essere una donna degli anni ’50 rinchiusa in quegli stereotipi di “casa, figli, marito, cucina” che bilancia con una grande voglia di indipendenza che la porta a cercare un lavoro e ad esibirsi come comica.

Le donne nelle serie tv

Il trittico moglie, madre, amante è ancora il fulcro della commedia generalista, è un fiorire di famiglie, più o meno tradizionali, di storie d’amore e d’amicizia, ma qualcosa si sta muovendo fuori dai canoni tradizionali. Basti pensare alle scurrili e intraprendenti protagoniste di Broad City o alla sketch comedy Inside Amy Schumer (su Comedy Central). Le donne hanno molto da raccontare e molti modi di far ridere, anche quando fingono di avere 20 anni di meno per rinnovare la propria vita, come la protagonista di Younger (FoxLife).

Le donne nelle serie tv: cosa ci riserva il futuro?

Lungi da noi essere diventati veggenti, ma uno sguardo ai pilot in preparazione (qui la guida per restare sempre aggiornato) per i principali canali generalisti americani ci può dare un’idea di come le donne saranno sempre più protagoniste. Si va dal remake di The Greatest American Hero che avrà una protagonista donna e di origini indiane su ABC, a quello di Magnum P.I. in cui a diventare donna non è il protagonista ma uno degli altri personaggi Higgins, perchè se negli anni ’80 era accettabile un procedurale con 4 maschi protagonisti e donne per lo più guest star e amanti, oggi almeno una donna protagonista deve esserci, anche su CBS.

Non mancheranno le donne poliziotte come nel remake di Cagney & Lacey, in quello di Get Christie Love o nello spinoff di Bad Boys in cui Gabrielle Union si ritroverà affiancata da Jessica Alba, senza dimenticare il reboot di Charmed/Streghe, con le tre protagoniste definite femministe e lo spinoff di Supernatural Wayward Sisters, con tutte donne protagoniste. ABC in particolare sta preparando una serie tv False Profits con casalinghe dell’Arizona che lavorano nel mondo della cosmetica porta a porta, ma anche la storia di cinque sorelle afro-americane tutte e cinque poliziotte a New York, mentre tre donne a capo di tre distretti di Los Angeles sono le protagoniste di Chiefs.

E il futuro ci porterà anche Robin Wright, Claire Underwood di House of Cards, diventare Presidente e prendere in mano una serie tv (in autunno su Netflix e Sky Atlantic) che rischiava di crollare sotto il peso dello scandalo che ha travolto il suo iconico protagonista, Kevin Spacey. Un compito arduo ma che nel corso delle precedenti stagioni Claire Underwood ha già dimostrato di poter sostenere

La serialità è sempre più donna, quindi, ancora di più oggi, 8 marzo, la festa della donna. 

P.S.: l’elenco poteva essere ancora più lungo, a dimostrazione proprio del fatto che le donne sono sempre più protagoniste. Mancano, per esempio, le donne di Una mamma per amica, o Carrie di Homeland solo per citarne alcuna. Proprio per questo, fateci sapere voi chi avreste inserito, quale donna delle serie tv avreste voluto trovare qui?

 

 

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Costantemente perso nel Sottosopra, su un'isola, in un universo parallelo in attesa di ricevere l'invito a corte, finendo però in una famiglia moderna. Anni '50, '60, oggi, nel futuro, nel medioevo, nello spazio o in un mondo fantastico. Follia? Probabile, un destino ineluttabile per star dietro a oltre 500 serie tv!

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