Doro Gjat, Orizzonti Verticali: l’intervista di Altro Spettacolo

Orizzonti Verticali è il nuovo disco di Doro Gjat, e già dal titolo evocativo (chiudete gli occhi, magari dopo aver visto la copertina dell’album, e potrete respirare una salubre aria di montagna) si rafforza ancora una volta il legame fra il cantante e la sua terra, il Friuli Venezia Giulia.
In tutti questi anni di attività, Doro è rimasto fieramente “dalle sue parti”, senza trasferirsi nella “solita” Milano o in altri centri urbani dove è più facile trovare contatti per proporre la propria musica. Eppure, il seme piantato anni fa (ancora con i Carnicats), sta dando frutti sempre migliori, e se già il 2017 è stato decisamente interessante, ora con il nuovo disco Doro Gjat può contare su nuova linfa, e su nuovi “piani diabolici per il tour”. Ecco tutti i dettagli, nella nostra intervista…

Doro Gjat, Orizzonti Verticali: l’intervista di Altro Spettacolo

Mi sembra incredibile che siano già passati 3 anni dalla pubblicazione di Vai Fradi. Cosa hai fatto, nel frattempo?

Guarda, per me sono letteralmente volati, segno che mi sono tenuto parecchio impegnato! Volendo sintetizzare direi che ho fatto un sacco di concerti (culminati con la performance sul palco del Primo Maggio 2017 a Roma), ho duettato con quella meraviglia di Joss Stone in un video che è subito diventato virale l’Estate scorsa (lo si trova tuttora su sul canale YouTube di Joss) e ho scritto un disco del quale vado molto orgoglioso, girando nel contempo ben 6 videoclip di sei brani diversi (per ora ne sono usciti solo un paio, i prossimi usciranno nelle prossime settimane).

Quando, e in che modo, hai sentito l’esigenza di comporre un nuovo disco?

A fine 2016, a un anno di distanza dall’uscita del disco precedente, mi sono proprio detto: “ok, Vai Fradi ha fatto il suo corso, quello che doveva arrivare è arrivato, adesso è il momento di scrivere delle nuove canzoni e approfittare del fatto che nel 2017 suonerò poco per chiudermi in studio e registrare il mio secondo disco.” In realtà ero totalmente all’oscuro che invece nei mesi seguenti mi sarebbe esplosa una bomba tra le mani tra il Primo Maggio, Joss Stone e tutta la miriade di concerti che sono seguiti. E la cosa non ha potuto che farmi bene, dando a me e a tutta la mia squadra la carica necessaria per dare il meglio sotto tutti i punti di vista, da quello della creatività pura in fase compositiva fino al lato visual (video/grafica/foto).

Il disco arriva, ancora una volta, alle porte dell’Estate. Sono canzoni da “presa bene”, con ad esempio immagini di te sdraiato sul prato a guardare il cielo… sarebbe nelle tue corde scrivere una canzone rabbiosa?

Dipende cosa intendi per “rabbiosa.” Secondo il mio metro personale, per dire, “Aprile” (il primo singolo) è una canzone parecchio rabbiosa dove tiro fuori un po’ di veleno e butto sul piatto tutta una serie di considerazioni che mi danno un po’ sui nervi (“non copio Milano e nemmeno l’America/dieci anni che spacco e la scena mi ignora/capisci perché mo’ mi girano a elica”). Tuttavia mi rendo anche conto che un certo tipo di sound più scuro, incupito, pessimista, non è proprio nelle mie corde. Ho vissuto tutta la vita a contatto con la natura e preferisco cantare il fruscio delle foglie e il sospiro del vento piuttosto che situazioni di disagio più “comuni” al genere musicale dal quale provengo.

Nel 2018 sembra che la “rivalità storica” fra la scena hip-hop di Milano contro quella Romana sia una cosa del passato, ormai tutti suonano ovunque, le due città sono a portata di treno. Quel che sembra arrivare dalle tue canzoni, ora, è un dualismo fra “rapper di città e rapper di montagna”! E’ solo una mia fantasia?

Più che tra città e montagna io sposterei il fulcro della questione sul divario tra i grandi centri urbani e “la provincia esterna dell’impero” dalla quale provengo. Fare le cose bene, scrivere bei dischi e promuoverli come si deve è molto più difficile restando a casa propria, rinunciando alle reti di contatti che offrono le grandi città. Io ci sto provando con tutte le mie forze, ispirandomi a modelli di business più difficili da attuare ma che mi permettono di approcciare l’arte in modo libero, senza scendere a compromessi con le regole del mercato. E questo mi permette di creare un prodotto che ha una sua identità, che porta a suo modo una ventata di freschezza in un mercato che tende un po’ troppo spesso a riciclare sé stesso per paura di sbagliare. D’altra parte i principali fruitori di musica sono gli adolescenti, e questo è chiaro. Il problema però è che gli adolescenti, un po’ per questioni anagrafiche un po’ per scarsezza di knowledge, non sono propriamente degli intenditori quindi tendono ad ascoltare quello che è di tendenza, non quello che ritengono valido. E il risultato è un mercato pieno di musica che fa numeri straordinari (impensabili fino a pochi anni fa) ma che è fiacca da morire e che sa di già sentito.

Hai aggiunto una canzone alla trilogia “Notturno” del disco precedente, nella quale raccontavi modi diversi nei quali un artista si approccia alla notte. La tua Notte Monotona, però, sembra anche essere fonte di grande ispirazione artistica. Meglio la monotonia, quindi?

La monotonia di cui canto in quel pezzo mi avvicina alla natura, alla poesia dei silenzi della provincia in cui la frenesia delle grande arterie cittadine non compare per niente. Chiaramente mi ispira un certo tipo di introspezione che è la linfa che scorre tra le righe dei miei testi ma non la definirei “migliore” della spinta creativa data dalla vita frenetica di una metropoli. È diversa, questo sì. Mi è più congeniale? Probabilmente, ma non per questo la ritengo superiore a quella dei miei competitor che provengono da ambienti diversi dal mio.

Per un caso del tutto fortuito, ho scoperto che la mia madrina (quella del battesimo) è la presidentessa del Fogolâr Furlan di Trento. Quando uscì Vai Fradi le mostrai l’intervista fatta a te la introdussi alla tua musica, e ne rimase colpita. Tutto questo per dire: visto il tuo attaccamento al Friuli, che tipo di sostegno hai da parte di popolazione e magari istituzioni? Qualche sindaco che ti accolga con un “Vai Fradi”?

Altrochè! Quassù sono un’istituzione io stesso, il primo ministro del rap montanaro! (ride, n.d.r.) Volendo essere seri devo ammettere che non sarei mai arrivato a questo punto della mia carriera senza il sostegno della mia gente. Sai come si dice in ambiente hip-hop, no? Keep it real e represent ovvero sii vero e rappresenta quello che ti circonda. Io lo faccio in ogni canzone che scrivo e la comunità del Friuli Venezia-Giulia mi dà un supporto continuo e costante che mi permette di continuare a fare questa cosa con la stessa foga che avevo a 15 anni!

Legato alla domanda precedente, c’è anche la questione live: che riscontri hai, quando esci dalla tua regione? E per Orizzonti Verticali, c’è già un tour pianificato?

I riscontri sono mastodontici in FVG ma ancora in crescita al di fuori dei confini regionali. Ogni volta che ho occasione di portare il mio show live nel resto d’Italia i riscontri sono sempre molto positivi (e il concerto del Primo Maggio ne è stata la riprova). Tuttavia, per i motivi di cui sopra, l’attenzione scarseggia e proporsi è sempre più difficile. Io però ho preparato un piano diabolico di conquista del mondo allestendo un live set in acustico (due chitarre, un basso acustico e un cajon) che mi permette di esportare lo show a costi ridotti rispetto alla full band. Ed è mia intenzione farlo girare il più possibile quindi tenete d’occhio i miei canali social e, se passo dalle vostre parti, venite a vedere un concerto rap in acustico che non è cosa di tutti i giorni!

Doro Gjat – il video di Aprile

Aprile è il singolo che anticipa l’uscita – prevista per venerdì 20 Aprile – di Orizzonti verticali (ReddArmy), il secondo album solista di Doro Gjat, rapper e cantautore già voce dei Carnicats.

“Con sempre più decisione, l’artista friulano si fa portavoce di chi vive in provincia, lontano dai grandi e medi centri urbani, e lo rivendica sia con i testi, in cui la natura e l’ambiente sono due dei “personaggi” principali, sia nei video, come quello di Aprile, girato in un bosco della Carnia. Ma in questo nuovo brano in cui parla della sua identità culturale legata al territorio in cui è cresciuto, Doro Gjat, nello stesso tempo, tira anche fuori tutto il suo background hip hop, per esempio provocando senza mezzi termini la scena urbana più chiusa che ignora molti talenti solo per una questione geografica e perché chi non vive nelle grandi città sembra non esistere. Anche grazie a questa distanza, Doro Gjat invece si è preso la libertà di scegliere per questo primo singolo una produzione di Kappah costruita attorno a un campionamento di musica popolare pakistana fuso a batterie hip hop che incalzano, supportate da chitarre suonate dalla band che lo accompagna nelle date dal vivo fin dal 2015, anno di uscita del precedente disco, Vai fradi. Il ritornello pop, cantato in inglese, è affidato alla voce di Francesca L. Rossi. ”

Il video di Aprile è diretto da Aurora Ovan per Breaking Schemes.

Doro Gjat – il video di Blu

​Blu è il secondo singolo che anticipa l’uscita di Orizzonti verticali, il nuovo album di Doro Gjat per l’etichetta indipendente ReddArmy.

“Blu rappresenta una delle interpretazioni del titolo del disco: se da un certo punto di vista la verticalità delle montagne del Friuli – dove il rapper e cantautore vive – limita lo sguardo, da un altro consente di avere prospettive inusuali. In questo caso il blu rappresenta il cielo, lo sguardo puntato verso l’alto per evadere dalla realtà. Ma il video va ancora più a fondo: l’anziano protagonista, dopo il rinvenimento di una foto della figlia, vede il suo equilibrio sconvolto e, nonostante l’età, tenta di lasciare le montagne valicando gli “orizzonti verticali” non senza difficoltà…
La storia è ambientata in un piccolo e isolato borgo della Carnia che esprime la volontà di Doro Gjat di ribadire come la musica urban possa essere prodotta in scenari ben lontani dalle metropoli. Nei suoi brani, infatti, vengono sviscerati i limiti e i vantaggi della vita in provincia.

Il protagonista del video è Mauro Cremonini, attore romano che interpreta la parte del vecchio Bufalo in Romanzo Criminale – La serie e che ha recitato anche in film di Martin Scorsese, Ettore Scola e Pupi Avati. Nell’introduzione la sua voce (fuori campo) legge dei versi di Doro Gjat che richiamano proprio il concetto delle prospettive differenti tra chi sceglie di restare e chi abbandona la provincia. La storia avrà un seguito nel video di Icaro, prossimo singolo estratto da un album composto da 12 brani che si muovono sul confine tra hip hop e cantautorato.”

La produzione musicale di Blu è del chitarrista Luca Moreale in collaborazione con il beatmaker Kappah, il ritornello è del coro gospel FVG gospel choir. Il video è diretto da Aurora Ovan per Breaking Schemes.

Doro Gjat, Orizzonti Verticali: la presentazione del disco

Orizzonti verticali è il secondo album solista di Doro Gjat, rapper e cantautore già voce dei Carnicats. L’artista friulano con questo disco fa un passo tanto deciso quanto naturale che lo porta proprio in quel territorio, sempre più chiacchierato, condiviso tra hip hop e cantautorato. Il valore aggiunto di questa evoluzione è metterla in atto con il punto di vista di chi vive lontano dai grandi centri urbani. Il titolo, infatti, è la prima chiave per entrare in questo nuovo album di Doro Gjat: se da un lato rappresenta letteralmente l’orizzonte che lo circonda, la verticalità delle montagne, dall’altro è una metafora per definire delle prospettive inusuali…

Il paesaggio delle 12 canzoni di Orizzonti verticali si contrappone alla dominante urbana del territorio musicale in cui Doro Gjat va a piazzarsi: a intervalli regolari, tra una rima e l’altra, si “vede” la montagna, il suo cielo o il bosco circostante, in altre parole natura e ambiente sono due dei “personaggi” principali del disco. Gli altri elementi distintivi dei brani dimostrano come questo tipo di realtà generi riflessioni e consapevolezza in un artista: non è facile valicare gli orizzonti verticali, in tutti i sensi, dunque il tema della difficoltà della vita in provincia torna in più canzoni legandosi alla questione della chiusura mentale, della difficoltà di abbandonare il posto in cui si è cresciuti e accettare i meccanismi che regolano le grandi città. E in mezzo a tutte queste suggestioni qua e là affiora il background hip hop di Doro Gjat che si manifesta, per esempio, con la spocchia di chi canta con orgoglio e stile questi panorami e provoca la scena urbana più chiusa che, per una questione geografica, lo ignora.

La produzione musicale del disco è stata concepita da Doro Gjat insieme a tre producer hip hop, Davare, Kappah e Railster, e perfezionata coinvolgendo il collettivo di musicisti che accompagna l’artista friulano nelle date dal vivo fin dal 2015, anno di uscita del precedente disco, Vai fradi. Questo connubio è andato a rafforzare l’identità musicale di un disco in cui il rap si fonde ad archi e chitarre o in cui, per esempio, vari parti melodiche convivono con beat hip hop che hanno anche qualche tratto elettronico.
Tra gli ospiti ci sono il rapper e cantautore Dutch Nazari, la voce soul svizzera Maqs Rossi, il coro gospel FVG gospel choir, o ancora due artisti conterranei di Doro Gjat che – come fa lui in alcuni passaggi – cantano in lingua friulana, Dek ill Ceesa (altro membro dei Carnicats) e il cantautore Lino Straulino.

Orizzonti verticali è stato realizzato presso Angels Wings Recording Studio & Art Center, in provincia di Udine. L’artwork è opera del grafico e writer Style 1.

Doro Gjat, Orizzonti Verticali: la tracklist e tutti gli ospiti

01. Rune feat. Lino Straulino
02. Blu feat. FVG Gospel Choir
03. Icaro (Blu pt. 2)
04. La pioggia ha il suo odore feat. Maqs Rossi
05. Mezze maniche d’autunno feat. Dutch Nazari
06. Aprile feat. Francesca L. Rossi
07. Ordinato caos feat. Dek ill Ceesa
08. Caps lock feat. Dee Jay Park a.k.a. King Peco
09. Notte monotona (Notturno pt. 4)
10. Discolce feat. Giulia Bettinelli
11. Sottosopra feat. Rose
12. Orizzonti verticali feat. Nico

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