Fabrizio Frizzi, l’eredità dei suoi funerali

I funerali di Fabrizio Frizzi hanno raccolto il gotha della tv, ma  senza scuderie, senza ‘appartenenze’, senza trucco. Senza trucchi. Tutti uniti e sinceramente commossi al cospetto del  suo feretro. Una manifestazione di affetto difficile da ignorare e dimenticare.

Una cerimonia asciutta, officiata da don Walter, a lui vicino e si è visto, o meglio sentito: nessuna retorica, nessuna condiscendenza alla prosodia e liturgia piangente dei sacerdoti di maniera. Una chiesa composta, o meglio impietrita. Una diretta tv rispettosa, degna delle dirette da San Pietro, misurata nel commento di Filippo Gaudenzi e Vincenzo Mollica. Un cerimoniale semplice, ma non lasciato al caso: la presenza di Milly Carlucci, Carlo Conti, Antonella Clerici e Flavio Insinna nel banco accanto a quello dei familiari, alla sinistra di Frizzi, ha un valore preciso, che mette l’amicizia e i rapporti al centro di tutto. Dietro di loro la Presidente della Rai Monica Maggioni, il DG Mario Orfeo, il direttore di Rai 1 Angelo Teodoli: dietro, però. Prima gli amici, poi le cariche.

Tutti uniti, senza divisioni

E di amici la Chiesa degli Artisti era stracolma: volti amici sicuramente per il pubblico come Giancarlo Magalli, Michele Guardì, Massimo Giletti, Amadeus, Simona Ventura in lacrime accanto a Paola Perego e Paolo Bonolis, commosso al fianco della moglie Sonia Bruganelli; Gianni Togni e Massimo Ranieri insieme a Max Biaggi, Patrizia Mirigliani, Paola Cortellesi, tutti vicini, tutti uniti nelle inquadrature più frequenti. Ma dispersi tra i banchi, chi più visibile, chi nascosto, chi defilato, chi a capo chino, ce n’erano tanti altri: Rita Dalla ChiesaMax Tortora, Guillermo Mariotto, Marino Bartoletti, Leonardo Pieraccioni, Marcello Cirillo accanto ad Adriana Volpe, Lorena Bianchetti, Alba Parietti, Carlo Freccero, Laura Forgia, Stefania Orlando, Paolo Belli, Paola Saluzzi ed Emilio Carelli, dietro a Gianni Mazza.

 

Mara Venier e Bruno Vespa sono l’uno accanto all’altra, in piedi, nella nicchia di un altare laterale; poco dietro il regista Duccio Forzano, Giorgio Panariello, Caterina Balivo, solo per citare quelli che la diretta tv ha permesso di scorgere. Gigi D’Alessio va a rubare una carezza alla bara prima che venga sollevata dagli amici al termine della funzione. Altri sono stati intercettati dai giornalisti, come Enrica Bonaccorti o Gerry Scotti.

Una generazione tv, facciamo due, mescolate a tanti volti meno noti, ma non meno amici, arrivati dai vari dipartimenti della Rai. E’ stata la squadra del Nomentano, quella che ha lavorato con lui fino all’ultimo giorno a L’Eredità, a curare la diretta: e anche questo è un dettaglio pieno di significato. Claudio Fasulo porta la bara a spalla con il fratello di Fabrizio, Fabio, e gli amici di una vita, quelli ‘non famosi’, quelli dell’infanzia; la moglie Carlotta Mantovan non si unisce all’applauso che si alza in chiesa al termine della cerimonia: non sta dicendo addio al conduttore del resto, ma al marito, al suo compagno, al padre della sua bambina, e lo saluta con un bacio prima che venga chiuso il carro funebre. La misura. L’eleganza.

Dicevo prima ‘senza trucco’: la maggior parte delle signore non ne aveva, consumato dalle lacrime, inutile proprio perché avrebbe ceduto all’amore per lui. Non c’erano occhiali da sole, come ha notato Giancarlo Magalli in un suo post su Facebook: non c’era bisogno di mentire, di nascondersi, né di mostrare, di ‘far vedere’. Il dolore era sincero e si vedeva.

I piccoli gesti, quindi, sono stati la marca di una cerimonia non sottotono né roboante: un omaggio sincero, senza spazio per sovrastrutture. Anche quando la bara si è affacciata su Piazza del Popolo  non c’è stato il boato che ci si poteva aspettare: almeno dalla tv è parso che il pubblico stesso avesse remore a disturbare il riposo di Fabrizio dopo una battaglia combattuta come un leone, ma sempre col sorriso. Applausi non sguaiati, bensì commossi. E rarissimi gli smartphone alzati a raccogliere un ‘videoricordo’, un ‘io-c-ero’ da social. Non è una questione di età, credetemi. E’ una questione di voler partecipare al ricordo, al saluto, a un rito collettivo che ha il sapore di una lunga elaborazione del lutto, passato anche per le tante dirette dedicategli in questi primi giorni.

Anche il maxischermo in piazza sembrava lì solo per dare a Fabrizio Frizzi la possibilità di ringraziare ancora una volta il suo pubblico, lui che si scusava se una trasmissione sforava, se non riusciva a rispondere subito ai 1700 sms che aveva ricevuto nei giorni difficili del malore, che in un’intervista rimandata in onda in questi giorni diceva di gioire dei momenti di felicità propri “e di quelli degli altri, ovviamente”. Ovviamente.

“Si raccoglie quel che si semina”

 

Una misura tangibile della sua eredità, quindi, è racchiusa in quella chiesa: l’aver unito il mondo della tv nel segno del rispetto, dell’onestà, della misura, della generosità  “cifra della sua stessa esistenza”, come ha ricordato l’officiante durante l’omelia. La capacità di immedesimarsi nelle sofferenze e nelle gioie altrui, la bravura nel fare un mestiere difficile che ti chiede di essere disinvolto e nello stesso tempo preparato (e che  ti chiede di essere felice anche se stai morendo dentro), la profondità di un sorriso che abbracciava tutti, la risata sonora sfoderata per sdrammatizzare i momenti imbarazzanti e difendersi dalle telecamere che volevano qualcosa di lui che voleva serbare, l’intelligente precisione nel dire quello che voleva senza mai offendere, senza mai andare oltre, ma senza mai nascondersi o ‘imbrogliare’, senza mai mentire al pubblico: anche questo ci resta di lui. Il suo sorriso non era ‘leggerezza’, ma la quintessenza della sua generosità, di darsi oltre ogni preoccupazione personale per alleggerire gli altri, per non pesare su di loro – vicino o lontano che fosse -, per non dare fastidio. E dire che qualcuno l’ha scambiata per inconsistente ilarità, qualcun altro per una attitudine ridanciana, altri ancora per ‘fessaggine’ (absit iniuria verbis). Magari qualcuno avrà qualche rimorso, adesso; non penso potesse averne Frizzi.

 

Nota 29/03/2018: I funerali d Fabrizio Frizzi in diretta su Rai 1 dalle 12.00 alle 13.15 sono stati seguiti da 5.174.000 telespettatori, share 42,71%.

 

About Giorgia Iovane 143 Articles
Amante di Bim Bum Bam e Saussure, laureata in Comunicazione con una tesi sulla lingua della fiction italiana e addottorata sulle trasposizioni fictional dei Promessi Sposi e de La Cittadella, collaboro da anni con la cattedra di Semiotica del Suor Orsola Benincasa di Napoli, facendo anche danni sulla web radio di ateneo (runradio.it). Dopo 5 anni di Televisionando e con 5 anni di TvBlog all'attivo, sono sempre in cerca di occasioni per scrivere.

1 Commento

  1. Che tristezza infinita e straziante! Ciao Fabrizio! Spero con tutto il cuore che la Rai gli dedichi l’Auditorium, sarebbe una scelta commovente e bellissima così come lo è stata quella di dedicare il Teatro delle Vittorie a Bibi Ballandi! Riposa in pace Fabrizio, non ti dimenticheremo mai!

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