Frasi culTV: Raffaella Carrà ritorna, Serena Rossi-Mia Martini, Virginia Raffaele e Satana

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 10-16 febbraio 2019

Mara Maionchi (produttrice discografica): “Di nuovo a X Factor? Non ho deciso, ma non ho detto un no definitivo. Il problema è che faccio una fatica fisica e psicologica a sentirmi responsabile del futuro dei ragazzi. Basta un consiglio sbagliato e l’occasione della vita può sfumare. Al tempo stesso, sono stata orgogliosa di vedere Anastasio all’Ariston e del lavoro che sta facendo Lorenzo Licitra con la vedova di Pavarotti. Insomma, vedremo” (da Il Fatto Quotidiano del 10 febbraio).
“C’è chi ha la fissa che i talent ammazzino la musica, accuse generiche slegate dalla realtà. Non tutto ciò che esce dai talent è buono, ma io dico, per esempio, che il decimo posto di Enrico Nigiotti al suo primo Sanremo con una canzone sua è il segno che i talent con lui ci hanno visto giusto” (da Libero dell’11 febbraio).

Don Backy (cantante): “Adrian? Quando c’è Adriano in tv cambio canale. Mi dà proprio fastidio vederlo. Perché ho capito che non è mai stato un amico. Vuole sapere se mi compiaccio per il flop di ascolti? In realtà sono contento per un altro aspetto. Io realizzai Sognando, una commedia musicale a fumetti andata in onda su Rai2 nel 1978. In un certo senso sono l’antesignano di quel tipo di operazioni, e devo registrare che anche in questo caso lui ha replicato l’idea di qualcun altro. Ma gli è andata male, forse perché ha voluto ripercorrere i temi di Joan Lui, rintuzzando con l’idea di lui che torna e fa i miracoli. Soffre di sindrome messianica” (da Il Tempo dell’11 febbraio).

Lino Guanciale (attore de La porta rossa 2, in onda il mercoledì alle 21.20 su Rai2): “Terza stagione? Valuto con molta cura qualsiasi proposta. Certo: per farne una terza deve valerne davvero la pena. Ma il materiale c’è. E come dice il mio personaggio la fine non esiste” (da Il Giornale del 12 febbraio).

Michelle Hunziker (conduttrice): “Sto preparando una nuova prima serata che andrà in onda, credo, a partire da settembre. È il format inglese All together now, un talent show di Canale 5 dove ci sono ben 100 giurati. In Inghilterra il format è condotto anche da Geri Halliwell. Non vedo l’ora di cominciare” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 12 febbraio).

Gianluca Maria Tavarelli (regista di Non mentire, in onda dal 17 febbraio alle 21.30 su Canale 5 con Alessandro Preziosi e Greta Scarano): “La serie è costruita su due voci opposte che raccontano un presunto stupro. Si parla così di menzogna, di consenso e di quale sia la posizione della donna rispetto alla violenza in un mondo in cui le voci più estreme trovano spazio sui social network. Ciò che un tempo si diceva contro le donne dentro le caserme o al bar è oggi di dominio pubblico su Internet” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 12 febbraio).

Belen Rodriguez (giurata di Sanremo Young, in onda il venerdì alle 21.25 su Rai1): “Da tanti anni lavoro esclusivamente per Mediaset, però il Festival è il programma a cui sono più affezionata. Quando mi hanno proposto questo show non ho avuto dubbi. Sono circa nove anni che lavoro con Maria De Filippi, all’inizio non notavo determinate cose. Poi ho cominciato a osservarla con più attenzione, tutto quello che dice ha un perché. Stare con lei è come fare una seduta di analisi, un’esperienza incredibile. Senza prezzo. Se non impari qualcosa da lei vuol dire che sei stupida” (da Repubblica del 13 febbraio).

Raffaella Carrà (conduttrice di un nuovo programma di interviste, in onda dal 28 marzo su Rai3): “Torno in tv, ma non canto né ballo: sono già troppi i reality tutti uguali. Temo solo che il pubblico dopo un’ora e mezza in cui non mi vede cantare, ballare e cazzeggiare dica ‘Che palle’. Lo spettacolo saranno le parole e in questo momento di omologazione anche televisiva, di reality tutti uguali fatti di nulla, che portano in primo piano la superficialità, una trasmissione di parola, di scambio e di confessioni, mi sembra sia qualcosa di giusto. Con Pippo Baudo ho discusso tante volte, la mia teoria è opposta alla sua: ogni tanto, soprattutto se sei una donna, ti devi togliere dai piedi, se sei sempre lì non ti rinnovi mai, sempre la stessa faccia, la stessa espressione, lo stesso birignao. La tv, per farla bene, devi vederla anche da fuori. Devi capire dove vivi, chi c’è per strada, chi ha le mani sul telecomando e la sera sceglie proprio te. Se vai via per uno o due anni, non succede niente. E se si scordano di te, significa che forse della tua presenza si poteva fare a meno. Senza coraggio la mia vita sarebbe stata triste. Se a volte ho fatto delle caz*zate, le ho fatte perché le avevo scelte io. Se però una cosa non la sento, la rifiuto. Per decenni, sono stata considerata quella dell’ombelico, del tuca tuca o dei fagioli… Adesso che ho 75 anni, dicono che ho fatto la rivoluzione. Dov’era lo scandalo? Dove la provocazione? Era tutto pulito. Oggi in tv vedo naufraghi con un filo nel sedere o con i seni rifatti da cui spunta un capezzolo. Oggi in tv, c’è più libertà ma è una libertà soprattutto di parola. Noi parolacce non le dicevamo, oggi basta mettere una qualunque trasmissione e se non dici vaf*anculo ti guardano anche male” (da Vanity Fair del 13 febbraio).

Serena Rossi (attrice protagonista in Io sono Mia, in onda su Rai1): “Ascolti? Voglio essere sincera: avevo scommesso sulla metà dei numeri. C’erano in onda anche le partite… Dopo la programmazione speciale al cinema, mi ero resa conto che il film poteva piacere. Ma così tanto no, non lo immaginavo. Ora mi sento in una bolla. Ivano Fossati, grande amore di Mia Martini, non ha voluto essere incluso nel film? Ci sono rimasta sicuramente molto male. Anche perché la sceneggiatura era partita in un altro modo (poi, la sua figura è stata in qualche modo dirottata su quella di fantasia di un fotografo, ndr). Ci sono rimasta male per lei. Poi però mi sono data una spiegazione romantica: voglio credere sia stato tutto un atto d’amore di Mimì, che abbia scelto lei che facesse parte del suo film solo chi le voleva veramente bene. Non ho parlato con lui e nemmeno con Renato Zero, che pure non ha voluto far parte del racconto. Sarebbe stato bello se le cose fossero andate diversamente, ma fa niente, sono andata avanti e ora mi godo quello che sta accadendo” (dal Corriere della Sera del 14 febbraio).

Alberto Sironi (regista de Il Commissario Montalbano, in onda il 18 febbraio alle 21.25 su Rai1): “Luca Zingaretti per il ruolo di Montalbano è stata una scelta tutta mia. Provinai tre attori per quel ruolo, ma degli altri due non dirò mai il nome. Uno, molto bravo, non poté venire perché la moglie il giorno prima, litigando, gli aveva fatto un occhio nero. L’altro fece un provino davvero interessante. Ma Luca fu eccezionale, una roba speciale. Non si poteva dire di no. Non ho avuto dubbi anche se fisicamente era molto diverso dal Montalbano dei romanzi, che era più anziano, pieno di capelli ricci e con la barba. Tanto che Camilleri quando seppe che avevo scelto Zingaretti, mi disse: ‘Ma perché proprio pelato l’hai preso?’. E pensare che dopo il debutto, avvenuto su Rai2, alcuni funzionari Rai mi dissero che era un prodotto interessante, ma un po’ ‘difficile’, ‘di nicchia’. Io ero sicuro invece di aver fatto un prodotto nazionalpopolare, nel senso profondo, come I promessi sposi. Ero sicuro sarebbe andato bene. Non immaginavo così tanto” (da Spy del 15 febbraio).

Beppe Fiorello (attore protagonista ne Il mondo sulle spalle, in onda il 19 febbraio alle 21.25 su Rai1): “Questa è la storia strepitosa di un uomo che non si rassegna, non si piange addosso, ma rischia il tutto per tutto, pur di risollevare se stesso e i colleghi. Enzo Muscia non ha aspettato che il lavoro tornasse: lo ha inseguito, voluto, inventato. Rischiando di suo. Ci ricorda che lo Stato siamo noi. Non qualcun altro. Questi personaggi reali io non li imito. Mi domando piuttosto: cosa avrei fatto io al posto loro? E proprio così che riesco ad interpretarli” (da Il Giornale del 16 febbraio).

Virginia Raffaele (showgirl): “Accuse di satanismo a Sanremo? A me dispiace sempre quando qualcuno soffre o si offende o ci rimane male. Ma sono troppo ironica per lasciarmi trascinare in una polemica così tetra e lugubre, oltreché surreale. In effetti, ora che ci penso, da piccola riuscivo a girare i piedi all’incontrario. Tant’è che ho ancora le rotule allentate. Avrei pure delle foto ma non le do, sennò sono spacciata” (da Il Fatto Quotidiano del 16 febbraio).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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