Frasi culTV: Antonella Clerici, Mara Venier, Paolo Bonolis, Michele Bravi, Eleonora Andreatta

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 10-16 maggio 2020

Simona Ercolani (produttrice di Jams, in onda a giugno su Rai Gulp): “La regia è in remoto, giriamo con una tecnica sperimentale per osservare le regole dell’emergenza, ogni bambino è in un appartamento diverso. I vari set, coordinati a distanza, interagiscono. Jams racconta i ragazzi durante il lockdown. Esistono gli instant movie, la nostra è un’instant serie se si può definire così. I protagonisti seguono le lezioni online, c’è un nonno che si ammala di Covid 19 e sarà ricoverato. Per la scrittura, come sempre, ci siamo avvalsi della consulenza dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma” (da Repubblica dell’11 maggio).

Maurizio Mannoni (giornalista del Tg3-Linea notte, in onda su Rai3 dal lunedì al venerdì a mezzanotte): “Mi diverto a fare determinate cose, anche se la tv di una volta aveva un fascino maggiore di quella di adesso, che trovo tutta uguale, senz’anima. La tv che mi ha fatto innamorare di questo mestiere era la prima Rai3 di Angelo Guglielmi, pionieristica, dove nascevano programmi e idee. Ora mi sembra di vedere sempre le stesse cose, mediocri, nulla che mi entusiasmi. Mi sono ritagliato un piccolo spazio da qualche anno, notturno, e va bene così. Ora la pensione è dietro l’angolo” (da Il Secolo XIX dell’11 maggio).

Mara Venier (conduttrice di Domenica In, in onda su Rai1 la domenica alle 14): “Mi sono fermata una sola domenica, quella famosa in cui è scoppiato tutto. Il vice ministro Sileri era risultato positivo, dovevo averlo ospite, mi sono molto spaventata. Avevo tredici persone in studio. Da quella giornata gli ospiti in studio non ci sarebbero più stati. Ho pensato sinceramente di fermarmi. Poi, parlando, con il direttore di rete Coletta e il direttore generale Salini, ho cambiato idea. Mi hanno dato la forza di tornare. Ero molto spaventata per me, faccio parte dell’età a rischio. Ho fatto una puntata sugli abbracci che ha fatto piangere mezza Italia. Ogni due per tre mi si stringeva un nodo in gola e mi veniva da singhiozzare. Non era la difficoltà di non avere più gli ospiti e l’ orchestra. Sull’improvvisazione sono forte, è cosa mia. Era la paura. Lo choc. Il futuro? Non ci penso, non penso a nulla. Il mio contratto con la Rai scade nel mese di maggio. Abbiamo deciso le cose giorno per giorno. Il prossimo anno? Vedremo. Questa è stata una stagione fortunata, Domenica In è entrata nel cuore. Ringraziando Iddio, anche questa nuova versione così difficile, così complicata, funziona. Mi siedo e penso: come farò adesso, che mi invento? Devo dire che gli ospiti, tutti amici, sono stati generosissimi” (da Libero dell’11 maggio).

Alberto Angela (divulgatore scientifico e conduttore): “Questi due mesi di repliche hanno fatto compagnia facendo riscoprire la bellezza, abbiamo capito che il Paese doveva restare unito. E i valori possono fare da cemento, anche nell’emergenza, per questo ho dato subito la mia disponibilità per le repliche. Adesso il nostro impegno è fare programmi diversi. Avevamo iniziato le riprese di Stanotte a Napoli, appena ci saranno le condizioni ricominceremo. Per me era fondamentale la scrittura dei copioni della prossima edizione di Ulisse. Stiamo valutando soluzioni che non comportano i viaggi: quando sarà, bisogna essere pronti” (da Repubblica del 12 maggio).

Antonella Clerici (conduttrice): “Sento il direttore di Rai1 Coletta per capire cosa succederà. Sono in scadenza contrattuale, ma sono a disposizione. Prima del lockdown eravamo rimasti all’idea di fare in autunno un programma di cuore, ‘emozionale’, che mai come adesso credo sia opportuno. Ne stavamo parlando e poi questa ondata ci ha travolto: penso che per il serale bisognerà aspettare. Come puoi fare un programma di sentimenti senza abbracci? Stiamo valutando la mia vecchia idea di un programma quotidiano dalla casa nel bosco. Adesso sembra che possa cadere a fagiolo: un format nella natura, fuori dagli studi televisivi, in un contesto semplice, una cornice naturale che non ha bisogno di scenografie. Sono almeno due anni che ci penso, da quando mi sono trasferita qui. Tutto torna, sento che questa è l’idea giusta, me lo dice l’istinto. Oggi con la tecnologia si può fare tutto, basti pensare a quello che è riuscita a fare Lady Gaga a livello mondiale. C’è un prima e un dopo coronavirus e la televisione in questo ha un ruolo importante. Penso a un insieme di tante cose: gli amici, la natura, la cucina, le chiacchiere… Che è quello che so fare. La casa e la vita che vi scorre dentro, insomma. Qualcosa vi ho già fatto vedere con le mie dirette Instagram, mostrandomi con dietro lo sfondo della mia vera casa e dei miei fornelli. D’altronde la mia postazione preferita non poteva che essere in cucina (ride, ndr)” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 12 maggio).

Flavio Insinna (conduttore di Europe shine a light, in onda su Rai1 il 16 maggio alle 20.35): “Europe shine a light sarà una versione senza gara dell’Eurovision? Giustamente: non mi sembra il periodo adatto per parlare di gare e vincitori. Qui dovremmo vincere tutti insieme, uniti. Durante la serata io e Federico Russo ripercorreremo i momenti più divertenti ed emozionanti della nostra strada fin qui, una strada che passa per Stoccolma, Kiev e Tel Aviv” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 12 maggio).

Paolo Bonolis (conduttore): “Ingredienti del successo di Ciao Darwin anche in replica? Prendete del disincanto e unitelo a una bella dose di ‘irriverenza rispettosa’. Aggiungete a ogni portata idee fresche fornite da autori come Sergio Rubino e Marco Salvati. Togliete ogni perdita di tempo e amalgamate il tutto con ritmo incalzante. Non fate mai mancare la sincerità: Ciao Darwin guarda in faccia le brutture umane che i perbenisti fingono di non vedere. Come mia spezia personale aggiungo uno sguardo un po’ spietato. E poi, naturalmente, c’è la mia ‘brigata’ di grandi chef che cucina il programma insieme a me. Per cominciare Luca Laurenti. Poi la regia di Beppe Recchia ieri e Roberto Cenci oggi. L’organizzazione della Sdl di Sonia Bruganelli, che seleziona il corpo di ballo, le modelle di Madre Natura e soprattutto il pubblico, che poi è la materia prima più importante. Ecco, bisogna sempre trovare individui che rappresentino alla perfezione le categorie scelte per la puntata. Non basta riempire lo studio con 100 persone a caso!” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 12 maggio).

Maurizio Battista (conduttore di Poco di tanto, in onda su Rai2 il giovedì alle 21.20): “Avevo in mente questo progetto da mesi, diventare una sorta di Alberto Angela che raccontasse la famiglia da vicino, come narratore. Avevamo già il cast pronto, tra cui nove attori che dovevano interpretare la famiglia, ma poi è arrivata l’emergenza Covid e in scena sono dovuto rimanere solo. Siamo andati avanti comunque, rispettando misure di sicurezza. Nell’anteprima di ogni puntata sveliamo la macchina del decennio, nella prima sarà la Fiat 500. Poi sigla, e si entra nel classico focolare italiano. Ogni stanza è un racconto, si ride e si piange, vedete filmati e teche Rai e due ospiti canori, considerati iconici per quel decennio. Nel ’60 c’è Orietta Berti che cucinerà i tortellini, con Don Backy in salotto. Riccardo Fogli e Sandro Giacobbe per i ’70; il mitico Gazebo, che comparirà sulle note di I like Chopin per gli ’80 e Michele Zarrillo. In un clima non celebrativo, ma casalingo. Non riuscirei più a fare qualcosa che non sento nelle mie corde, tipo partecipare al Grande Fratello Vip, nel 2018. L’avevo preso sotto gamba. Una volta dentro mi sono reso conto che non c’entrava granché con me” (da Il Giornale del 12 maggio).

Edoardo Camurri (conduttore di #Maestri, in onda su Rai3 dal lunedì al venerdì alle 15.20, e Prova di maturità, in onda su Rai Storia il mercoledì alle 21.10): “La tv è il media che ancora oggi arriva davvero a tutti e che quando si fa con serietà e amore funziona. La tv che tiene insieme il Paese, fa sentire parte della stessa comunità, che era poi l’antica funzione della tv di quando è nata. La Rai ha svolto pienamente il suo ruolo di servizio pubblico: è scesa in campo con tutte le sue forze e responsabilità. Con il canale dedicato Rai Scuola, i programmi di Rai Cultura e Rai Ragazzi e delle altre strutture ha offerto una programmazione all’altezza di quello che sta succedendo per ‘supplire” in qualche modo alla chiusura delle scuole chiuse. Con #Maestri e Prova di maturità abbiamo cercato di dimostrare la grandezza della cultura, quando lega, unisce con uno stesso filo diversi aspetti del sapere, diversi fenomeni anche i più lontani. Come la cultura ci invita a pensare, ad allargare le coscienze. Ci cura, come una terapia per l’essere” (da Avvenire del 13 maggio).

Francesco Pannofino (attore): “Boris (in streaming su Netflix, ndr) raccontava cose vere e non diverse da quelle di oggi. E certe dinamiche e gerarchie sono esperienze comuni in cui tutti possono riconoscersi. Come con Coso, lo stagista, o meglio ‘lo schiavo’ interpretato da Alessandro Tiberi, di cui nessuno ricorda il nome e che tutti chiamano Coso. La serie era scritta benissimo da autori lasciati liberi anche di scegliere il cast, senza che nessuno piazzasse raccomandati vari. Noi attori sappiamo bene che puoi arrivare su un set e dire: non ci posso credere a certe compagnie così scalcagnate, a tanta sciatteria. Di quali scene rido ancora? Tutte quello con la prima attrice, quella ‘cagna maledetta’ interpretata da Carolina Crescentini. Guardi che devi essere molto brava per fingere di essere una cagna che prova a essere brava e non ci riesce. Tutti gli attori erano azzeccati: Pietro Sermonti, che fa il primo attore Stanis La Rochelle, Caterina Guzzanti la producer, Paolo Calabresi che fa Biascica… Ricordo la scena mitica con Roberto Herlitzka chiamato, da monumento del teatro, per il cameo del nonno. Il mio René doveva spiegargli la scena. C’entrava un anello, Herlitzka voleva capire la storia dell’anello, ma nessuno la sapeva. Io gli dico: ‘Molla, fregatene, che t’importa? Fai la faccia a ca…o di cane’. È lì che nasce il famoso intercalare” (dal Corriere della Sera del 14 maggio).

Eleonora Andreatta (direttrice di Rai Fiction): “In autunno ci saranno sequel di serie amate come Nero a metà o L’allieva, ma anche la seconda parte di Doc, la serie medical evento che questa primavera ha coinvolto un pubblico così ampio da rappresentare il miglior debutto dal 2007. Arriveranno poi Il commissario Ricciardi, dai romanzi di Maurizio De Giovanni, segnato dalla dote segreta del ‘Fatto’ che lo rende così prossimo al dolore sul bordo tra la vita e la morte. E ancora Io ti cercherò, una straordinaria prova di attore di Alessandro Gassmann, un ex poliziotto, alle prese con il misterioso suicidio del figlio. E poi Vite in fuga, un family-thriller dove le tenerezze della vita quotidiana e domestica si fondono con un alto grado di suspense. Sul fronte dei formati brevi un tv movie su Rita Levi Montalcini, non una biografia ma incentrato su un particolare su un particolare della vita e della carriera di questa straordinaria donna scienziato, che dopo aver vinto il Nobel cerca un’applicazione pratica delle sue ricerche, arrivando a sperimentare un collirio che salverà la vista a una giovane musicista. Su Rai2 debutterà un nuovo titolo, Mare fuori, un ‘coming of age’ coprodotto con Beta Film ambientato in un istituto di pena minorile, protagonisti due ragazzi. Una storia di riscatto interpretata da due giovani sconosciuti” (da La Stampa del 14 maggio).

Alba Parietti (opinionista): “In tv, nei talk show, ero l’unica a prendere sul serio il coronavirus e ho litigato con virologi, che minimizzavano. Mi hanno detto che terrorizzavo la gente, che ero una Cassandra rompiscatole. E nessuno mi ha più invitato nei programmi sull’argomento” (da Oggi del 14 maggio).

Michele Bravi (cantante): “Quando ho finito di scrivere le canzoni, Maria De Filippi è stata tra i primi a cui volevo farle sentire. Per molto tempo ho visto al massimo dieci persone in tutto, sono stato molto protetto. Appena ho finito il disco ho cercato di riaprirmi, iniziando da chi mi aveva aiutato, spronato. Quello con lei, ad Amici (come tutor nel 2017, ndr) era stato il mio ultimo lavoro, l’ultimo di quel Michele che non conosco più molto bene… già allora era molto carina nello spingere la mia creatività. Assieme a Rudy Zerbi ci siamo incontrati per capire come poter sbloccare certe cose. Per me resta tutto strano. Entusiasmante anche, ma strano. Ero abituato anche solo a uno studio come quello dove facciamo il programma, ma adesso no. Maria mi aiuta, mi sta vicino e le sono molto, molto grato. In pochi in questo periodo mi hanno fatto sentire anche un professionista e non solo una persona con dei problemi. Lei mi guarda come un artista” (dal Corriere della Sera del 15 maggio).

Nicola Porro (conduttore di Quarta repubblica, in onda su Rete 4 il lunedì alle 21.20): “Andremo in onda sempre di lunedì fino al 27 luglio, però senza la concorrenza de Il commissario Montalbano. Proseguiremo con la stessa formula, che funziona. La decisione dell’editore è quella di non spegnere Rete 4 ma tenere accesa l’informazione in un momento così delicato. Dopotutto il decreto-rilancio sarà legge non prima di luglio” (da Libero del 16 maggio).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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