Frasi culTV: Gigi D’Alessio a The Voice, caso Riccardo Fogli-Isola dei famosi, Adrian, Ora o mai più, Chef Rubio

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 10-16 marzo 2019

Edoardo Vercellesi (telecronista a 22 anni della Superbike, in onda su Sky Sport MotoGp e Tv8): “Sono cresciuto guardando i gran premi commentati da Guido Meda ma, come chiunque, sto cercando di crearmi uno stile personale rubando qualcosa dai grandi di questo mestiere. Dico che parlo come un anziano… in parte è vero, il linguaggio che uso in tv è lo stesso che utilizzo nella vita di tutti i giorni. Mi piace raccontare le immagini, dare una chiave di lettura, spiegare cosa sta succedendo in pista e snocciolare qualche aneddoto. C’è poi anche una parte di intrattenimento, altrimenti finirei per annoiare il telespettatore” (dal Corriere della Sera-Milano del 10 marzo).

Carlo Verdone (attore): “Tra i progetti c’è una serie tv. Si chiamerà Vita da Carlo. Per il 70% parlerà della mia vita, con momenti comici e altri meno” (da Il Tempo del 10 marzo).

Luca Barbareschi (produttore): “La mia serie tv sul calcio, per Sky, sarà pronta tra un anno. E non sarà su su Calciopoli. Troppi problemi di carattere legale e non solo. Si chiamerà L’impero e avrà per tema il mondo del calcio in generale, con in primo piano le vicende e la vita dei procuratori. Sarà composta da 8 puntate. Ci ispireremo alla realtà, ma resterà una fiction. Così avrò le mani più libere, drammaturgicamente. Ci muoveremo tra finzione e realtà. Credo anche che useremo nomi finti. Sia per le squadre di calcio sia per i procuratori. Ma poi è chiaro che chi vorrà capire capirà. Lo spettatore si emozionerà. Vedrà il calcio con altri occhi” (da Tuttosport del 10 marzo).

Giacomo Celentano (cantante, figlio di Adriano): “Per me Adrian non è stato capito da gran parte del pubblico. Nel cartoon dice delle cose e molti non accettano il predicatore. Lo preferiscono come cantante e showman. Poi il cartoon è una bella scommessa perché è un linguaggio giovanile. Credo che si debba aspettare di vederlo tutto prima di dare un giudizio. A me le quattro puntate sono piaciute molto. C’era della poesia e lo stile inconfondibile di papà sui temi dell’ecologia, del contrasto al modernismo, dei migranti e del femminicidio. Abbandono di Teo Teocoli e Michelle Hunziker? Disapprovo la loro decisione, mi è parsa una scorrettezza perché quando abbracci un progetto devi sposarlo fino alla fine, affidandoti al regista e agli autori” (da La verità del 10 marzo).

Paolo Del Debbio (conduttore di Dritto e rovescio, in onda il giovedì alle 21.20 su Rete 4): “Gli ascolti mi hanno premiato, a dimostrazione che c’è un pubblico affezionato ai miei programmi. L’obiettivo è consolidare questi numeri con la prospettiva di riproporre il format nella prossima stagione. Quella del populismo è diventata una cantilena, un’insopportabile nenia: io ho sempre fatto la tv in questo modo. A me meraviglia, entusiasma, interessa stare a contatto col pubblico, sentire la gente che racconta le proprie storie. Che lo chiamino pure populismo. Feltrianamente direi: che caz*o me ne frega” (da Libero dell’11 marzo).

Chef Rubio (conduttore di Camionisti in trattoria, in onda il lunedì alle 21.25 su Nove): “Metto ansia ai colleghi? Colpa della televisione, dei messaggi che trasmette, di questa voglia di alcuni chef di stare su un piedistallo a giudicare. Non lo sopporto. Quando sono a tavola non spulcio mai nel piatto. Programmi di cucina? Trovo sia da cogli0ni andare in televisione per gareggiare sul cibo, e non sopporto questa retorica secondo la quale esci migliore da quell’esperienza. Sei solo più appetibile per alcune logiche di mercato. Io mai contattato? Sei anni fa e avevo posto delle condizioni su ciò che avrei voluto dire. Questioni economiche? Macché, sul quel piano sono pessimo, è andata male per tantissimo tempo” (da Il Fatto Quotidiano dell’11 marzo).

Barbara d’Urso (conduttrice di Live-Non è la d’Urso, in onda il mercoledì alle 21.30 su Canale 5, di Pomeriggio Cinque, in onda dal lunedì al venerdì alle 17.15 su Canale 5, e di Domenica Live, in onda la domenica alle 17.20 su Canale 5): “Il caso Riccardo Fogli all’Isola dei famosi? È stato sbagliato il modo. Lui è un mio grande amico e ha fatto questa scelta di mettersi in gioco in un reality. Quando ho condotto dei reality ho sempre messo in guardia i concorrenti: guardate che la vostra vita verrà scandagliata, ogni particolare verrà portato alla luce. Ma in questo caso è stato sbagliato il modo di farlo, si è trattato di autentica violenza psicologica” (da Qn del 12 marzo).

Carlo Conti (ideatore di Ora o mai più, in onda su Rai1): “Il programma è piaciuto per l’alchimia tra maestri e concorrenti, Amadeus è stato bravissimo e il format, tutto italiano, interessa già altri Paesi del mondo. Immagino quindi che si farà la terza edizione. Anche perché è difficile trovare trasmissioni che funzionino così bene in prima serata” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 12 marzo).

Fatima Trotta (conduttrice di Made in Sud, in onda il lunedì alle 21.20 su Rai2): “Sono contenta che il pubblico abbia apprezzato il programma e la nuova conduzione. Il programma è nato con me e altri colleghi, siamo lo zoccolo duro del progetto e lo sento un po’ ‘mio’. E poi in tv non c’è molto spazio per condurre. Condurre Striscia mi divertirebbe, magari una cosa a tre con i miei amici Ficarra e Picone” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 12 marzo).

Mara Venier (conduttrice di Domenica In, in onda la domenica alle 14 su Rai1): “La verità è che Domenica In è un programma di successo. Amato dal pubblico, un programma vincente. Mi hanno divertito alcuni post in Rete tesi a minimizzare i risultati raggiunti. Mi hanno anche, non lo nego, procurato qualche dispiacere. Sono convinta che ognuno di noi abbia il dovere in primis di rispettare il lavoro degli altri. Ho preso atto di alcune reazioni e senza il minimo rancore. Per fortuna io ho una vita vera fuori dallo schermo che mi dà il senso delle priorità. “Il ‘caso’ Fogli/Corona all’Isola dei famosi? Credo sia stata una brutta pagina di televisione. Mi dispiace per Alessia Marcuzzi. Mi domando però cosa ci faccia e perché, dopo tutto ciò, Riccardo Fogli sia ancora lì. Adrian? Se fossi stata ancora in Mediaset vi avrei partecipato con piacere. I miti, gli artisti veri non vanno mai giudicati ma solo compresi. Vanno rispettati. Senza se e senza ma” (da Oggi del 14 marzo).

Carlo Freccero (direttore di Rai2): “Il mio programma Povera patria era perfetto per il mercoledì, ma mi sono dovuto inchinare alla pretesa di Bruno Vespa di non avere controprogrammazione. Lui non ha capito che, nel suo salotto bianco, parla di politica sottovoce, mentre noi ne parliamo ad alta voce e lateralmente. Sarebbero stati due programmi alternativi. Una cosa facile: ma niente, non l’ha capita” (dal Corriere della Sera del 14 marzo).

Roberto Bolle (ballerino, protagonista di Questa notte mi ha aperto gli occhi, in onda dal 16 marzo il sabato su Sky Arte alle 21.15): “Con ognuna delle quattro città ho un rapporto diverso e prolungato, da Milano che considero casa mia dai tempi della Scuola di Ballo della Scala, a New York, la mia seconda casa da quando sono principal dancer dell’American Ballet Theatre, fino a Tokyo e Londra. Nel documentario, le attraverso nei loro luoghi-simbolo. Alessandra Ferri racconta la notte in cui, dando l’addio alla danza al Metropolitan nel 2007 (poi ritirato, ndr), si è accorta di come fosse amata da New York e ha capito l’assurdità delle sue paure. A Michele Serra ho chiesto come viva la scrittura quotidiana e il fatto di esporsi sulla carta e se senta ancora la tensione del comporre o prevalga il mestiere” (dal Corriere della Sera del 14 marzo).

Gigi D’Alessio (coach di The Voice of Italy 6, in onda dal 16 aprile alle 21.20 su Rai2): “Per me è una cosa bella. Io al posto di Sfera Ebbasta? Francamente non ne ho idea, c’è anche chi dice che sono arrivato al posto di Edoardo Bennato. Non mi interessa molto, potrei essere anche al posto di Celentano, so di essere stato chiamato, lusingato, voluto. Penso che per me sia il ruolo giusto, tecnicamente sono uno che può rispondere alle esigenze, la musica la conosco bene, faccio l’autore, quindi posso giudicare la scrittura dei brani, capisco non solo una bella voce ma anche quello che c’è dietro. Ragionerò con il cuore oltre che con le orecchie. Il che vuol dire che una nota stonata conta poco rispetto alle emozioni che una voce può dare” (da Repubblica del 16 marzo).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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