Frasi culTV: Mara Venier, Simona Ventura, Carlo Conti, Elisa Isoardi, Monica Maggioni, Michele Guardì, Sandro Piccinini

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 11-17 ottobre 2020

Simona Ventura (conduttrice): “Mi sto calando sempre più nella veste di pioniera di nuovi programmi, e, ragionando, è proprio quello che ho voglia di fare. Nella mia carriera ho provato di tutto, sono riuscita a far passare un tipo di conduzione che prima non c’era, ho potuto scegliere i miei programmi, da Mai dire gol, alle Iene fino a Quelli che il calcio o X Factor: avevano tutti bisogno di rodaggio e tutti sono entrati nella storia della tv. Più che una conduttrice mi sento una condautrice In quegli anni c’era una certa attenzione, proprio perché avevo un modo diverso di intendere la tv, penso. C’erano pochi spazi per fare vedere la propria vita se non attraverso le trasmissioni e io ne conducevo davvero molte. Credevo nella tv leggera, nel momento d’evasione… per qualcuno pure troppo, eppure io mi sono sempre messa dall’altra parte: tutti i programmi che ho condotto a me piacevano, nel senso che li avrei guardati anche da spettatrice. Reality compresi? La vera tragedia dei reality è che si è persa personalità nella conduzione. Per me il presentatore di quel tipo di format deve avere un approccio molto istintivo, appassionato. Per questo mi piace tantissimo Alfonso Signorini, si vede che ama il suo programma. Oggi sono estremamente serena. Ho la mia casa di produzione, ho dei format in onda su Discovery, uno che è stato accettato da Amazon, faccio delle cose per la Rai… non sono una che aspetta la telefonata. Poi tutte le cose belle che sono successe nella mia carriera rimangono: fino a prova contraria ho fatto tutto il possibile in televisione. È un grande privilegio che, unito all’affetto del pubblico, che non mi è mai mancato, mi fa stare davvero tranquilla. E, combinazione, da quando ho questa forma mentale le proposte fioccano” (dal Corriere della Sera dell’11 ottobre).

Monica Maggioni (conduttrice di Sette storie, in onda su Rai1 il lunedì alle 23.30): “Critiche di Maurizio Costanzo? Devo dire che ci sono rimasta male. Soprattutto perché ha detto cose inesatte: il programma non finisce tardi e non ha avuto bassi risultati di ascolto. Chiarito questo, accetto le scuse. Non sono un’integralista delle punizioni, per cui va bene così. Mi spaventava l’idea di proporre qualcosa di diverso rispetto al menù solito della tv. Una sfida che poteva non trovare un immediato riscontro da parte del pubblico. Invece abbiamo avuto subito dei buoni dati: la prima parte con la conversazione itinerante con il premier Giuseppe Conte ha superato il 13% di share con due milioni di spettatori. Ho sempre detto, anche da dirigente, che bisogna dare ai programmi il tempo per crescere e conquistare la fiducia del pubblico. La nostra base di partenza è più che buona. Abbiamo fatto scelte difficili come mostrare il duro reportage di Gianfranco Rosi sull’Iraq. Il talk offre la possibilità di approfondire un tema e di farlo in maniera seria e garbata. Col tempo metteremo a punto la formula. Mi sento a casa, finalmente. Mi mancava molto la militanza sul campo. Per me è stato come riconnettermi con me stessa. Mi sono rimessa a fare quello che amo. Ho cominciato in Rai nel ’95 proprio a Tv7, di cui Sette storie è l’erede, e sono stata felice di tornarci. Peccato che, per colpa del Covid, non posso andare in giro per il mondo come ho sempre fatto da inviata” (da Il Giornale del 12 ottobre).

Michele Guardì (regista de I fatti vostri, in onda su Rai2 dal lunedì al venerdì alle 11): “La televisione è sempre stata lo specchio della vita. In questa evoluzione io comunque ho sempre cercato di non assecondare gli aspetti più scollacciati. Continuo a puntare sui buoni momenti e sull’eleganza delle parole. In questa ultima edizione abbiamo persino dato spazio alla poesia. Il pubblico gradisce. E questo mi conforta. La televisione non sta andando verso quella deriva che certi reality possono lasciare immaginare” (da Il Tempo del 12 ottobre).

Elisa Isoardi (conduttrice): “Con Antonella Clerici siamo amiche, per me lei è sempre stata una ‘maestra’ dal punto di vista professionale. Ci sentiamo al telefono e credo che siamo entrambe felici di ciò che facciamo. Poi andare a condurre Check up in questo momento storico mi entusiasma” (da Il Tempo del 12 ottobre).

Sandro Piccinini (opinionista a Sky Calcio Club, in onda su Sky Sport la domenica alle 22.45): “Dopo due anni è finito il letargo. Era stata una mia scelta, mi sono goduto nuovi tempi e situazioni, e non mi pento di essermi fermato. In questi due anni avevo avuto diverse di proposte, questa però era quella giusta, che mi stimolava. Io ho firmato solo per un anno, come è mio costume dal 1996, quando mi dimisi da dipendente Mediaset per continuare a lavorare come freelance. Non mi piace legarmi e poi voglio che anche l’azienda a fine anno sia contenta. Mentalmente mi piace l’idea di potere cambiare, di avere diverse possibilità. Controcampo l’ho fatto per dieci anni, ma se all’inizio mi avessero proposto un contratto di dieci anni sarei scappato. Invece alla fine ho fatto 400 puntate. In quanto alle telecronache, l’anno prossimo si ridiscutono i diritti tv e ci potrebbero essere novità, l’ingresso di nuovi soggetti. Staremo a vedere” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 13 ottobre).

Alda D’Eusanio (opinionista): “L’Italia in diretta è del 1995: l’avevo ideata io, l’ho fatta per un anno, me l’hanno tolta, è diventato La vita in diretta che c’è ancora. Ho inventato il rotocalco con gli inviati in tutta Italia a parlare di cronaca bianca, nera e rosa. La tv del pomeriggio? La guardo e mi chiedo perché mi attaccavano così tanto e in modo così brutale. Quando Marco Pannella mi mollò un panetto di hashish in diretta, fui processata dall’Ordine dei giornalisti e dalla giustizia ordinaria. Un putiferio. Ma Pannella mi era stato imposto dalla rete per promuovere un referendum. Me lo trovai in studio all’ultimo e dissi subito: questo è veleno, tienitelo e vai in galera. Fui assolta, ma nessuno si spese in mia difesa” (dal Corriere della Sera del 14 ottobre).

Mara Venier (conduttrice di Domenica In, in onda su Rai1 la domenica alle 14): “Nicola (Carraro, suo marito, ndr), ti giuro che questa è la mia ultima Domenica In. Dall’anno prossimo sono tutta tua. Io penso soprattutto allo Zecchino d’oro, che farò col grande Carlo Conti a dicembre. Sono carichissima, adoro stare in mezzo ai bambini: faremo tre pomeriggi più il sabato sera. Quanto alla prima serata, ci vorrebbe un’idea forte. Ma io sono ancora scottata. Nel 2014 venni scaricata in malo modo. Il direttore era Giancarlo Leone? Sì. Fu, per usare una parola neutra, inelegante. Ecco, una cosa così non accadrà più, me ne andrò prima io” (da Oggi del 15 ottobre).
“Stavolta è vero, penso seriamente di lasciare. Lavoro da una vita, ho un’età e voglio dedicarmi a Nicola. Quest’anno con l’emergenza Covid-19 è uno stress: lo studio vuoto, la paura di ammalarmi. Stiamo vivendo un periodo complicato. Nei dodici anni con Renzo Arbore ho capito che la tv è improvvisazione e divertimento. Ringrazio Maria De Filippi perché con Tu sì que vales mi sono liberata, ero me stessa. E sono tornata a Domenica In davvero libera: sono quella che sono, non ho più niente da perdere. Credo che piaccia la mia normalità, mi ha salvato perché non ho mai preso niente sul serio, ho sempre pensato che tutto si può perdere. Chi l’avrebbe detto che a 70 anni sarei stata ancora in tv? Dico alle donne: non mollate mai” (da Repubblica del 15 ottobre).

Carlo Conti (conduttore di Tale e quale show, in onda su Rai1 il venerdì alle 21.30): “Ci siamo migliorati nel tempo introducendo alcune novità. Ma il format è rimasto sempre uguale. E pensare che all’inizio non mi convinceva molto… Il pubblico ha apprezzato fin da subito la novità e noi abbiamo ‘cucito’ un programma di qualità: trucco, parrucco e costumi sono da prodotto cinematografico. Anche la presenza dei tutor fa la differenza, abbiamo i vocal coach Maria Grazia Fontana, Dada Loi e Matteo Becucci, e l’actor coach Emanuela Aureli. E quest’anno il lavoro dietro le quinte è ancora più impegnativo vista l’emergenza coronavirus. La carta vincente sono i protagonisti delle imitazioni. Ogni anno abbiamo dieci-dodici personaggi che fanno spettacolo. E ci tengo a sottolineare che sono protagonisti e non concorrenti. È vero, c’è anche la gara, ma prima viene lo show, tanto che anche le votazioni e i vari conteggi sono la parte finale del programma. La giuria? Il punto di riferimento è Loretta Goggi, presente fin dalla prima puntata perché non potevo fare un programma con le imitazioni senza di lei” (da Qn del 16 ottobre).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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