Frasi culTV: Amadeus, Al Bano, Carlo Freccero, tutto su Sanremo e Adrian

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 13-19 gennaio 2019

Gian Piero Galeazzi (giornalista): “Un errore presentarmi a Domenica In sulla sedia a rotelle. Sui social mi hanno già fatto il funerale ma io sono ancora vivo, eh. Ho sbagliato a presentarmi da Mara Venier in quel modo. La verità è che sono reduce da un’operazione al ginocchio sinistro, mi muovo con le stampelle. Lo studio era pieno di cavie e, per non rischiare, un assistente ha pensato bene di mettermi su una carrozzina. La gente non mi ha dimenticato. Ho unito due diverse tipologie di pubblico. Sono stato Pippo Baudo e Sandro Ciotti messi assieme, una bomba atomica. Mara Venier mi ha cambiato la vita. Eravamo a cena in un locale di New York con Arbore durante i Mondiali del ’94 quando mi chiese di partecipare a Domenica In. Mia moglie e i miei figli mi chiesero se ero diventato matto. Il direttore Marino Bartoletti mi ha bombardato, voleva togliermi 90° Minuto. Ma io avevo il sostegno del direttore di Rai1 Brando Giordani. Anche Mara si mise di traverso: non toccatemi Bisteccone, eh. Mi piacerebbe tornare a lavorare in tv, vorrei rifare in chiave moderna 90° Minuto” (da Fuorigioco-La Gazzetta dello Sport del 13 gennaio).

Gennaro Sangiuliano (direttore del Tg2): “Nuova edizione delle 8.30 di 10 minuti? E lo spazio potrà ancora incrementare se andrà bene. Avremo cinque conduttori giovani, provenienti in prevalenza dal concorso Rai: il nuovo tg è una prima presa di contatto con quel che è accaduto e che accadrà, ruolo che prima aveva il Tg2 Frankenstein delle 10, diventato Tg2 Italia, si occupa di politica quando necessario, ma tratta soprattutto temi di natura sociale, che possano catturare l’interesse del pubblico del mattino: mense scolastiche, bullismo, sicurezza sugli impianti da sci. Restiamo naturalmente pronti ad aprire una finestra sull’attualità, laddove serva. Un rinnovamento che coinvolge anche il linguaggio, che deve essere nazionalpopolare e aperto anche a temi politici, purché partano da contenuti fortemente sociali, di servizio pubblico: curiamo pagine per spiegare la fatturazione elettronica, l’accesso alla flat tax, la rottamazione delle cartelle esattoriali, chiamando esperti a spiegarci le cose” (da Il Messaggero del 13 gennaio).

Carlo Freccero (direttore di Rai2): “La striscia dopo il Tg2 delle 20.30? È il programma a cui tengo maggiormente. L’ approfondimento informativo è essenziale ai fini della televisione pubblica. Ci sto lavorando insieme al direttore del telegiornale Gennaro Sangiuliano. Un programma che vuole recuperare competitività in una fascia strategica abbandonata dalla Rai e andare a togliere audience a Lilli Gruber e alla Palombelli. La striscia partirà a febbraio alle 21, durerà venti minuti e avrà una conduzione scelta tra i giornalisti Rai. Non credo la condurrà Sangiuliano col quale ho una stretta intesa. E poi intrattenimento in tutte le sue declinazioni: comicità, satira e format intelligenti, quelli che creano un’interazione con il pubblico e hanno uno storytelling scripted, cioè sono a cavallo tra la fiction e l’intrattenimento. Un esempio è Il collegio. Made in Sud ha un valore di controprogrammazione: lo metterò come complementare alla fiction di punta di Rai1. Faccio The Voice per andare incontro alle esigenze di Rai Pubblicità che nel 2018 ha accusato un vistoso segno meno nella raccolta di Rai2″ (da Prima Comunicazione del 13 gennaio).
“La controprogrammazione è una regola che fa parte del lavoro televisivo quando si tiene presente lo scenario competitivo. Non è un dispetto contro qualcuno. Con Lucio Presta ho sempre avuto un rapporto tempestoso. Però lo ammiro perché l’amore per sua moglie è così struggente che vorrebbe che tutte le reti si spegnessero in concomitanza dello show di lei. I fatti vostri deve essere ridotto nei costi, Michele Guardì è uno degli uomini più ricchi d’Italia, non può pretendere la Siae, faccia un sacrificio. A The Voice spero di avere in giuria Morgan e Asia Argento. Stefano De Martino condurrà Made in Sud. Luttazzi? lo incontrerò in Spagna a febbraio. Copiava le battute? Vuol dire che sapeva copiare bene, altri copiano i format e molte volte male. Copiare una battuta è diffondere intelligenza” (da Panorama del 16 gennaio).

Massimiliano Pani (produttore, figlio di Mina): “Mia mamma a Sanremo 2019? Sarà qualcosa di sorprendente. Non posso anticipare nulla finché i contratti non sono firmati. Se dovesse essere confermata la canzone su cui si sta lavorando, sarà una cosa veloce e positiva. Di un genere musicale inaspettato. Luca Josi non ha preso un pezzo già noto e digerito dal pubblico. Ha scelto All night di Parov Stelar e l’ha fatto cantare a un’artista trasversale a tutti i pubblici, anche lei colta e pop. Ha preso una cantante fuori dal tempo per rivolgersi ai ragazzini, i veri clienti di Tim. È stato un di giro della morte. Un esempio di comunicazione leggera, divertente, creativa” (da La verità del 13 gennaio).

Paolo Del Debbio (giornalista): “Non ho fatto nessuna fine, non sono ancora morto (ride, ndr). A marzo torno in tv, stiamo lavorando a un nuovo programma. Se Berlusconi si è arreso all’idea dell’epurazione dei sovranisti da Rete 4? Ehehehe, non so. Bisognerebbe chiedere più in alto. Per quanto mi riguarda me ne sono stato zitto e buono, ad aspettare il mio turno. La mia è una televisione molto popolare e molto poco ideologica. Le categorie di giudizio dei partiti non mi appartengono. La mia nuova trasmissione sarà ancora così” (da Il Fatto Quotidiano del 14 gennaio).

Eleonora Daniele (conduttrice di Storie italiane, in onda su Rai1 dal lunedì al venerdì alle 10): “Sono molto felice per i risultati ma soprattutto perché è un lavoro di servizio pubblico: raccontiamo parti del Paese senza fermarci in superficie ma cercando sempre di sviluppare i temi, approfondire e cercare una soluzione. Il programma all’inizio durava 25 minuti, siamo cresciuti fino ad arrivare ad un’ora e mezza, questa è la mia sesta edizione, era nato come spazio di attualità ma lo abbiamo reso qualcosa di più ampio: ora trattiamo temi leggeri, tra talk e faccia a faccia con i volti noti dello spettacolo, ma diamo sempre più voce al paese reale attraverso le inchieste” (da Libero del 14 gennaio).

Ivan Cotroneo (autore de La compagnia del cigno, in onda su Rai1 il lunedì alle 21.25): “Critiche alla fiction? Non ci sono rimasto male ma non le capisco. Tutti i ragazzi coinvolti hanno alle spalle una lunga esperienza musicale. Noi abbiamo voluto raccontare soprattutto una passione per un mondo considerato poco popolare e che invece lo diventa andando dritto al cuore. Ricordiamoci che si tratta di un racconto di finzione, non di un documentario anche se ambientato tra persone e luoghi veri” (da La Stampa del 15 gennaio).

Amadeus (conduttore di Ora o mai più 2, in onda su Rai1 dal 19 gennaio il sabato alle 20.40): “È certamente una promozione. Adesso faccio la Champions League. È la prima volta che faccio un programma lungo di sabato sera, saranno sei puntate e per di più contro Maria De Filippi. Ha funzionato il fatto che c’è un racconto per ciascuno degli otto cantanti finiti, discograficamente, nel dimenticatoio. La gente li ricordava, magari non tutti, ma sollo alcuni, la musica ha fatto da proiettore. Alcuni dei concorrenti della prima edizione tornati a fare ospitate, serate, per strada li riconoscono, qualcosa si è rimesso in moto, certo le radio hanno trasmesso poco i loro inediti, io li consideravo dei bei brani, ma se non c’è una vetrina…” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 15 gennaio).

Al Bano Carrisi (cantante e conduttore con Romina Power e Cristel Carrisi di 55 passi nel sole, in onda su Canale 5 il 23 e 30 gennaio alle 21.30): “Lo scorso aprile sono stato ospite di Bruno Vespa a Porta a porta, a un certo punto mi sono dimenticato le parole, non riuscivo a cantare… un momento terribile, che fortunatamente il pubblico a casa non ha visto perché la trasmissione era registrata. Chi però era presente in studio si è reso conto che ero veramente in crisi… Poi mi sono ripreso e faticosamente ho portato a termine il programma, ma è stato un momento davvero penoso. È stato, allora, che ho deciso di dire basta, per rispetto del pubblico e anche di me stesso. Poi per fortuna le cose in questi mesi sono andate migliorando e, anche se oggi non sono ancora al cento per cento, conto di arrivarci presto. Su Canale 5 vedremo la mia vita, semplicemente. Ci sarà Pippo Baudo, un fratello. Poi Lino Banfi, con cui quest’anno girerò una fiction in Puglia, Michele Placido, Beppe Fiorello. Non potevano mancare poi i miei colleghi: non solo quelli della mia generazione come Iva Zanicchi, Toto Cutugno e i Ricchi e Poveri, ma anche quelli più giovani come J-Ax, che per me è stato una rivelazione. Per finire, una citazione per alcuni giovani talenti che ho conosciuto proprio a The Voice, come Raimondo e Maryam: è giusto che ci siano anche loro” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 15 gennaio).

Elena Sofia Ricci (attrice protagonista di Che Dio ci aiuti 5, in onda su Rai1 il giovedì alle 21.25): “Morto il personaggio di Guido (Lino Guanciale)? Un punto di forza della serie è proprio il coraggio di cambiare volti e temi. Se vuoi tenere incollati gli spettatori per tanti anni, devi anche scioccarli. Per suor Angela questo sarà l’anno della crisi: la morte di Guido e del piccolo Davide minerà la sua fiducia, dovrà capire se è ancora in grado di aiutare gli altri” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 15 gennaio).

Claudio Baglioni (direttore artistico del Festival di Sanremo, in onda su Rai1 dal 5 al 9 febbraio alle 20.45): “Perché ho scelto come conduttori Claudio Bisio e Virginia Raffaele? Perché l’anno scorso avevo finito tutta la mia dose di autoironia e mi sono detto ‘Devo trovare due che si prendano sulle spalle la leggerezza, la voglia di intrattenere e la voglia di appassionare’. E poi perché sono due talenti incredibili. Sono due artisti con una poliedricità e una versatilità enormi e verranno fuori delle loro facce che il pubblico ancora non conosce” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 15 gennaio).

Mara Venier (conduttrice di Domenica In, in onda su Rai1 la domenica alle 14): “Io lo so che gli ascolti determinano il successo o l’insuccesso di un programma. Ed è chiaro che se il programma va bene io sono contenta. Ma io mi ero proposta di fare tre ore e mezzo di allegria e pensiero, di leggerezza e profondità. Sono riuscita a fare una bella domenica e il successo, oltre agli ascolti, è stato nel gradimento, il caro, vecchio gradimento. Questa volta non ci avrei scommesso nulla, ho detto ‘partiamo’ ma avevamo dall’altra parte una corazzata, perciò mi sono messa a lavorare con tanta umiltà e mi sono imposta sulle scelte” (da Chi del 16 gennaio).

Benedetta Parodi (conduttrice): “Mi mancano I menù di Benedetta. Ma non perché le persone, anche sui social, mi chiedono di continuo: ‘Ma quando torni?’. È che sento quel programma come un figlio. Rilancio un appello. Io ci sono e sono carica e vogliosa di rimettermi in gioco e sono sicura che funzionerà come progetto perché è vincente” (da Chi del 16 gennaio).

Rocco Papaleo (conduttore del Dopofestival, in onda su Rai1 dal 5 al 9 febbraio in terza serata): “Con Anna Foglietta e Melissa Greta Marchetto porteremo il nostro stile. Vorrei trovare il tono giusto, che è l’approfondimento. Musica e parole devono diventare il contenuto e l’estetica del nostro programma. Poi ci sarà la Superband con i grandi solisti di gruppi diversi che si sono coalizzati, una all star band. Il ritmo è il groove, vitale” (da Repubblica del 16 gennaio).

Claudia Mori (produttrice di Adrian, in onda su Canale 5 il 21 e 22 gennaio alle 21.30 e poi il lunedì sera): “Posso dire che uno dei temi che caratterizza la serie è quello della violenza sulle donne. Un tema che sta da sempre a cuore ad Adriano Celentano, al di là della maggiore sensibilizzazione che c’è stata negli ultimi anni sull’argomento. Un altro aspetto centrale è il rapporto d’amore tra uomo e donna che nel racconto di Adrian è visto sempre come un gioco e mai come una violenza. Il progetto di Adrian risale a molti anni fa e l’impianto della sceneggiatura è rimasto quello di allora. Lui è sempre stato così: ha colto in anticipo temi che poi sono diventati di attualità” (dal Corriere della Sera del 18 gennaio).

Milo Manara (disegnatore di Adrian, in onda su Canale 5 il 21 e 22 gennaio alle 21.30 e poi il lunedì sera): “Celentano mi chiamò per spiegarmi che voleva fare un lungo film di animazione, una cosa piuttosto importante, mi chiese di mandargli le immagini su cui lavorare, di disegnarlo in varie situazioni, di fronte, di profilo, di spalle, poi ho disegnato le espressioni fondamentali: rabbia, dolore, stupore. Claudia Mori rappresenta la dimensione della compagna, seducente, forte, mi ha chiesto che non sfociassi mai nella volgarità, ma si vedrà come il loro rapporto sia assolutamente paritario, Claudia non è assoggettata, anzi con lui è spesso polemica” (da Repubblica del 18 gennaio).

Alessandro Preziosi (attore protagonista di Liberi di scegliere, in onda su Rai1 il 22 gennaio alle 21.25): “Il grande esempio del giudice Roberto Di Bella è di agire all’interno di quell’adolescenza sfortunata e difficile, dove far attecchire un’idea di legittimità sociale legale. Una scelta rischiosa, coraggiosa, la sua, estranea alla retorica e vincente: la Legge infatti è tale, e cioè verità oggettiva, solo quando l’individuo la mette in pratica” (dal Corriere della Sera del 18 gennaio).

Pippo Baudo (conduttore): “Pensavo che il rapporto con Sanremo si fosse brillantemente chiuso, invece Claudio l’ha riaperto. Lui potrebbe fare anche il terzo Festival e sarebbe giusto, ha fatto la storia della canzone italiana nel dopoguerra, non ha bisogno del Festival, è ingiusto anche accusarlo di avere interessi privati, riempie i palasport, difficile condizionarlo. Rovazzi è carino, io improvviso tutto, lui è più tecnico, ha buone idee e io gli faccio da regista: l’insieme funziona” (da Repubblica del 18 gennaio).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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