Frasi culTV: Alfonso Signorini, Gerry Scotti, Costantino della Gherardesca, Nunzia De Girolamo, Cristina Parodi, Luisa Ranieri

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 7-13 febbraio 2021

Nunzia De Girolamo (conduttrice di Ciao maschio, in onda su Rai1 dal 13 febbraio il sabato alle 0.15): “Capisco che qualcuno si possa spaventare ma il primo ‘ciao maschio’ lo dirò a me stessa. Voglio mettere gli uomini a mio agio, hanno più difficoltà a mettersi a nudo. Il mio sarà un salotto intimista in cui parleremo di vita e attualità. Da Ballando volevo dimostrare che il mio cambio di vita era vero. Umanizzerò i politici, vorrei che si confrontassero come in uno spogliatoio. Ho fatto tante domande ai maschi: molte donne, penso a mia madre, non le hanno mai poste. Conoscevo il direttore di Rai1 Stefano Coletta da quando era a Rai3. Ha detto che mi ha sempre osservato, che ho vari registri. Con Annalisa Montaldo, capoprogetto del programma, avevo buttato giù un’idea. L’abbiamo elaborata con lui. Mio marito (Francesco Boccia del Pd, ndr) è contento della mia scelta, sa che metto passione e cuore in quello che faccio. È riservato, il mio opposto. Lo inviterò? Ci siamo sposati segretamente perché non diventasse un matrimonio mediatico, l’idea di averlo ospite mi attira” (da Repubblica del 7 febbraio).
Ciao maschio ribalta le consuetudini mettendo una donna alla conduzione in un salotto e gli uomini nel ruolo di ospiti. E poi è una delle poche trasmissioni con un capo progetto donna” (da Libero del 12 febbraio).

Cristina Parodi (conduttrice): “Il mio momento di maggior imbarazzo? Per molti anni ho condotto il concerto di Natale dal Vaticano. Un’occasione molto importante e molto solenne, con prelati, cardinali, monsignori. Quell’anno era stata invitata Lauryn Hill (cantautrice statunitense, ndr), non so perché. La lista degli artisti è sempre molto controllata: se uno è divorziato, per esempio, non può venire. Insomma, arriva il turno di Lauryn Hill e lei si mette a fare un discorso lungo e durissimo contro la pedofilia dei preti. Non potevo interromperla… quando ha finito toccava a me ed ero davvero imbarazzata. Per fortuna il concerto era registrato e poi è stato tagliato tutto. Cos’è andato male nella Domenica In che ho condotto, almeno inizialmente, con mia sorella? Il progetto non era giusto per la domenica pomeriggio. Io sono brava a raccontare le storie, mia sorella negli show di cucina. Per il pubblico della domenica pomeriggio serviva un personaggio più popolare, più… caciarone” (da Qn del 7 febbraio).

Ornella Vanoni (cantante): “Io popolare? Eppure il direttore di Rai1 non mi vuole per una prima serata dedicata a me, per lui non sono popolare, ma troppo sofisticata, troppo qui o troppo là. Peccato? Anche secondo me. Mi temono perché sono poco gestibile? Ci ho pensato. Può essere, ma la trovo comunque una follia” (da Il Fatto Quotidiano del 7 febbraio).

Franca Leosini (conduttrice): “In questi mesi ho lavorato alla realizzazione del mio nuovo programma. Andrà in onda in primavera e porta il titolo di un vecchio film, Che fine ha fatto Baby Jane?, e ne restituisce anche il senso. Mi interessava sapere come affrontano il ‘dopo’ quelli che hanno scontato la loro pena. Qual è il loro rapporto con la società una volta liberi? E in che modo si misurano con tutto ciò che resta del mondo di prima? Per certi crimini mediatici esiste una memoria storia. Chi non ne regge il peso, una volta fuori, si trasferisce all’estero. Ma non posso dare altre anticipazioni” (da Specchio del 7 febbraio).

Luisa Ranieri (attrice protagonista in Le indagini di Lolita Lobosco, in onda su Rai1 dal 21 febbraio la domenica alle 21.30): “Di Lolita mi piace che è una donna mediterranea, single, a capo di una squadra di soli uomini. E che per essere autorevole e farsi rispettare non ha bisogno di mascherarsi, né di castigare la propria femminilità: in questo è un personaggio molto moderno. Ma di Lolita amo molte altre cose: la passione per il cibo, l’autoironia, la sua vita affettiva irrisolta. La sua è una scelta consapevole, è felice di essere single. Mi fa tenerezza perché, dopo un periodo passato al Nord, torna ‘giù’ a Bari e tutti le fanno sempre la stessa domanda: ‘Come mai non ha figli?’. E lei li guarda infastidita, perché non dovrebbe certo essere un problema. Come a dire: ‘Ma siete de coccio (lo dice in romanesco, ndr)?'” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 9 febbraio).

Costantino della Gherardesca (giudice ne Il cantante mascherato, in onda su Rai1 il venerdì alle 21.30): “Questo programma obiettivamente per me è più facile rispetto a Ballando con le stelle. Qui devo usare la mia mente, che è un filino più allenata rispetto al corpo. Ora che non devo affrontare la prova fisica del ballo ho spazio e tempo per divertirmi. Ma faccio anche del mio meglio per contribuire all’intrattenimento e divertire. Lo devo al pubblico e a Milly Carlucci, vista la gentilezza che mi mostra da anni. In giuria sono quello convinto che dietro le maschere non ci siano tanti cantanti. Io credo che ci stiano sviando e turlupinando. Mi immagino pure che molti uomini cantino in falsetto per farci pensare che sono donne. Sono il più sospettoso, quello in assoluto che si appiglia ai più piccoli indizi” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 9 febbraio).

Giovanni Vernia (conduttore di PrimaFestival, in onda su Rai1 dal 27 febbraio al 6 marzo alle 20.40): “Rispetto agli altri anni, il clima sarà diverso. Dovremo cercare di ricordarci che, nel suo essere unico, sarà un Festival storico. Sono veramente onorato di far parte di una squadra così importante. Inoltre, dopo una pandemia del genere, credo che la gente si aspetti del sano intrattenimento, ne abbiamo bisogno. E il fatto che non ci sia un pubblico? Sentire il suono della risata per un comico è una droga. Non averlo è senza una grave carenza, ma alla fine riusciremo a superare questa cosa con le idee. Alla peggio, obbligherò qualche amico tamponato e vaccinato a ridere alle mie battute” (dal Corriere della Sera del 9 febbraio).

Gerry Scotti (conduttore di Caduta libera!, in onda su Canale 5 alle 18.45, e di Striscia la notizia, in onda su Canale 5 dall’8 marzo dal lunedì al sabato alle 20.40): “Ogni giorno mi fanno i complimenti per i numeri delle repliche di Caduta libera!, ma la verità è che avrei preferito fare delle puntate originali. So che per la pandemia Mediaset ha fatto di necessità virtù: passato il periodo di necessità, mi auguro arrivi anche il periodo della virtù. L’8 marzo torno in onda con Striscia prima con Francesca Manzini, poi con Michelle Hunziker. A giugno invece il mio contratto scade, vediamo come vanno le cose…” (dal Corriere della Sera del 10 febbraio).

Alberto Angela (divulgatore): “Grazie al centro studi Ligabue comincio a lavorare, scrivo un programma che si chiamava Albatros, roba da pionieri, prendevo le foto dalle enciclopedie. Tv del Canton Ticino, poi Andrea Melodia l’ha comprato e l’ha messo a Telemontecarlo. Lavorare con papà? Ho avuto dubbi, sai che sei visto malissimo. Anche Piero non era convinto. Al primo grande programma sul corpo umano non mi ha voluto. Poi lo convinse proprio Melodia, che era a Rai1. Devi dimostrare sul campo di essere bravo, un po’ come Maldini. Mi sono detto: ‘È un problema nella testa degli altri. Hai un cognome e adesso ti fai un nome’. Il segreto del divulgatore? Le parole. Non devi seguire uno spartito ma fare una jam session, utilizzare il movimento: io cammino, non mi fermo mai. E parlo” (da Il Venerdì di Repubblica del 12 febbraio).

Alfonso Signorini (conduttore di Grande Fratello Vip, in onda su Canale 5 il lunedì e venerdì alle 21.30): “Le cadute ci sono state ed è quasi inevitabile che ci siano, per la natura stessa del programma, io parlo delle 24 ore in diretta. Come accade in qualsiasi casa italiana, ci sono cadute, litigi, parolacce che non vorresti mai vedere. Sono imprevisti che accadono senza filtri. C’è una squadra di autori? È vero che ci sono, assolutamente sì. Si incontrano anche con i concorrenti in confessionale, ma alla fine sono gli inquilini i protagonisti. Uno si comporta com’è, nel bene e nel male. Il limite è il proprio modo di essere. Quando fai un casting per un programma come questo cerchi un mix, le personalità forti sono preponderanti, non cerchi esclusivamente i personaggi fuori dagli schemi ma ci deve essere una giusta alchimia. Sono entrato due anni fa con rispetto, GF è una macchina da guerra che esiste da 20 anni. C’è un capoprogetto che si chiama Andrea Palazzo. I giochini mi deprimono, l’attenzione al racconto e all’emozione è nelle mie corde. Antonella Elia che fa body shaming contro Samantha De Grenet o Alda D’Eusanio che accusa il compagno della Pausini? Orrende. Ci mancherebbe, dico la verità, l’unica cosa di cui mi pento è non aver sentito la battuta di Mario Balotelli, ho rimproverato i miei. La Elia ha sbagliato e mi sono vergognato di non aver interrotto quella pagina. Ho sbagliato. Quando ho sentito Alda mi sono agghiacciato, ho capito che era una scheggia impazzita e ho voluto l’espulsione immediata. Mi stupisce che la classica tv generalista, intesa come strumento di compagnia relegata agli anni 80, continui a vivere e a lottare insieme a noi. Complice il raddoppiamento della prima serata e la durata, GF si è più ‘soapizzato’: i risultati dimostrano che regge ancora e interessa il pubblico, elemento su cui bisogna riflettere. Il concorrente non è più concorrente. Io ho ricevuto 350 mail di lettori che mi chiedevano di fare le condoglianze a Dayane Mello, anche persone con una loro struttura. Stiamo assistendo a un processo di identificazione strano, insolito; gli inquilini del GF diventano vicini di casa. “Vipponiiiii’ suona vagamente una presa in giro? Lo è. C’è una forte carica di ironia, in vipponi c’è l’assonanza con pipponi. Come quando dico a Elisabetta Gregoraci che è chic e la tratto come Grace Kelly al Ballo della rosa. Poi se ci crede è un problema suo. Io cinico? Ovvio. Chi fa televisione non lo è? Poi non sei solo cinico, saresti una macchina da guerra. C’è un processo stranissimo di identificazione: io mi commuovo veramente, mi identifico nel dolore di Maria Teresa Ruta. L’affaire Zenga: se mi prendi come Alfonso, che sia figlio o padre, non aspetto il GF per farmi vivo con mio figlio. Ma quando Walter ha confronto, lì si illuminano gli occhi del cinico. Creo falsi miti? Chiunque faccia tv ed è colpito dalla luce rossa si trasforma in personaggio, mostro, dipende da quello che è la persona. La macchina del reality costruisce tanti mostri, la mia responsabilità è al 50%” (da Repubblica del 12 febbraio).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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