Frasi culTV: Milly Carlucci, Pippo Baudo, Fabio Fazio, Federica Sciarelli, Valentina Bisti, Miriam Leone, Myrta Merlino

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 14-20 giugno 2020

Pippo Baudo (conduttore): “La televisione in questi giorni è inguardabile, tutto già visto, solo repliche. E il virus c’entra fino a un certo punto, la tv estiva è sempre stata così ed è una cosa che ho sempre rimproverato alla Rai. Mentre è giustificato che la tv commerciale da maggio abbassi un po’ la quantità dell’offerta visto che è gratis, la Rai non può: il telespettatore paga il canone per tutto l’anno, non per 9 mesi. Sembra che l’avventura della tv non interessi più, non ci sono personaggi emergenti, non vedo all’orizzonte nuovi volti interessanti. Non c’è ricambio ai soliti noti. Alessandro Cattelan? Lui è un oggetto misterioso per me. È un ragazzo colto, che parla benissimo inglese, però gli manca qualcosa, forse dovrebbe avere il coraggio di fare il salto in Rai. Giusto riaffidare il Festival ad Amadeus e Fiorello? Indubbiamente sì, dopo il successo dell’anno scorso sarebbe stata una pazzia cambiare. Amadeus è molto bravo, ormai ha acquisito una disinvoltura e una scioltezza straordinarie. Tra l’altro oggi è più difficile fare il Festival: una volta c’erano tante belle canzoni, io avevo l’imbarazzo della scelta, sentivo per 9 mesi pezzi uno più bello dell’altro. E poi venivano i grandi ospiti stranieri: Madonna, Whitney Houston, Springsteen, Sharon Stone…” (dal Corriere della Sera del 14 giugno).

Corrado Tedeschi (attore): “Quasi 5 mila puntate di Doppio slalom mi hanno dato una popolarità trasversale. La tv la puoi improvvisare, il teatro no. Quando si sta per alzare il sipario provi terrore: non succede in una tv che vedo popolata di persone non con grandi talenti. Vengo da una scuola diversa: negli studi dove lavoravo avevo vicini Corrado, Mike, Vianello… giganti con personalità precise, straordinariamente preparati. Ora sento dire che in tv funzionano delle persone perché ‘sembrano normali’. È così che non mi è più sembrata una sfida da accettare” (dal Corriere della Sera del 14 giugno).

Fabio Fazio (conduttore): “Il compenso me lo ero già ridotto lo scorso stagione e inoltre la prima serata di Che tempo che fa da anni termina entro le 23. Personalmente penso poi che dare gli ascolti in share sia un espediente abbastanza ridicolo e che l’ad Fabrizio Salini in questo senso abbia perfettamente ragione” (da Repubblica del 14 giugno).
“Entriamo nel campo dell’inaccettabile: da tempo mi viene riservato un trattamento che non ha eguali né precedenti. Quando partì la guerra? Tre anni fa, quand’ero già serenamente avviato altrove e la Rai mi chiese di restare. Mi scappò detto che la politica non doveva più entrare nella tv. Da allora iniziò la guerra, perchè quella mia frase fu letta come una questione personale. Uno stillicidio continuo, un linciaggio senza eguali né giustificazioni. Avevo un accordo con Discovery? Non voglio specificare, per policy con la controparte. Quando sono rimasto, l’intento dell’azienda era di portarmi su Rai1, un po’ quello che aveva anticipato Freccero, definendo Che tempo che fa ‘il più bel programma di Rai1’ quand’ero ancora a Rai3. Su Rai1 abbiamo coperto dalle 20.30 a mezzanotte per un costo a puntata di 300mila euro per la mia società, più 100mila di costo generali Rai. Di solito in quella fascia va una fiction di due ore, a una media di 750mila euro l’ora. Prima del mio arrivo Rai1 faceva in media il 15,19%: con me il 16,3 il primo anno e il 15,49 il secondo. E dopo due anni il trasloco su Rai2, mai avuto il numero di telefono del direttore di Rai1 (Teresa De Santis, ndr); forse non è chiaro, ma sono uscite notizie false, han ribaltato i costi di produzione attribuendomeli come guadagni: i 400mila euro diventavano uno stipendio da 12 milioni l’anno per 4 anni. S’è mossa persino l’Anac. Poi la Corte dei Conti ha dimostrato che il programma costa meno della metà di qualunque altro varietà della stessa fascia oraria. Sono scelte editoriali, per me legittime, ma la ‘norma anti-Fazio’ no. E non basta: hanno chiesto a tutti di ridursi il compenso, e ho accettato. Solo io, però. Sono stufo di dovermi difendere per il mio lavoro. Anche perché mi dicono che il mio programma è interamente coperto dalla pubblicità: ho chiesto i dati, invano. Ma il listino Sipra dà gli spot durante Che tempo che fa a 50mila euro ogni 15 secondi, e io ne ho 18 minuti. Perché auto-produrmi? Per controllare il prodotto, accade pure per Bonolis, De Filippi, Floris. La Scala ingaggia artisti da fuori. E poi potevano dirmelo prima della firma del contratto, che non si poteva. Mi sarei regolato diversamente. La Rai ha ottime professionalità, ma da azienda pubblica ha troppe regole, anche le più impensabili, che rendono impossibile la produzione interna. Esempio? Vai in onda di domenica, ma l’ufficio scritture chiude il venerdì. Non puoi comprare nemmeno i fiori: c’è l’Ufficio acquisti. Così è impossibile fare dall’interno programmi complicati come il nostro. Ho un contratto ancora per un anno e sto lavorando a un nuovo progetto per Rai3: una storia agiografica della tv per il 2021-22. Ma non è scontato il prolungamento del contratto oltre la scadenza del ’21. Torno a Rai3 se c’è un accordo e un progetto, se no resto a Rai2″ (da Il Fatto Quotidiano del 19 giugno).

Myrta Merlino (conduttrice): “L’aria che tira? Sono in onda da agosto, rientrata precipitosamente dalle ferie per la crisi di governo più pazza del mondo, e da allora non ho mai mollato: due ore e mezzo al giorno di diretta per tutto il lockdown con la redazione in smart working e nessuno in studio, sono stanca, certo, ma ho in corpo l’adrenalina di essermi sentita utile al mio pubblico, che è diventato una parte del programma raccontandomi le sue storie. Festeggiamo le 2.000 puntate, mi avvio sulle orme di Vespa. Ho avuto la felice intuizione di fare un talk politico di mattino e mi sono costruita negli anni un programma su misura, convinta che anche a quell’ora le persone volessero approfondire. Così è stato. Abbiamo ascolti in crescita costante, spesso oltre il milione, tanta roba per la tv del mattino. Adoro questo programma e non ho intenzione di lasciarlo, però sento il bisogno di rimettermi in gioco, con Salerno (direttore de La7, ndr) stiamo ragionando su altre possibilità, mi piacerebbe fare anche altro, per esempio dei reportage. Vedremo” (da La Stampa del 15 giugno).

Milly Carlucci (conduttrice): “Ballando con le stelle? Quando la struttura Sicurezza della Rai ci darà il via allora potremo partire con tutto l’entusiasmo e la voglia di tornare a fare televisione. Presumibilmente entro la metà di settembre. Il mio desiderio è quello di proporre Ballando nella sua formula originaria. Avremo sempre 13 coppie, la giuria è confermatissima, Carolyn Smith, Guillermo Mariotto, Fabio Canino, Ivan Zazzaroni e Selvaggia Lucarelli. E poi torneranno i nostri commentatori a bordo campo: Roberta Bruzzone e Alberto Matano. Quest’ultimo si alternerà in una staffetta con i suoi colleghi del Tg1 Laura Chimenti, Emma D’Aquino e Francesco Giorgino. Seconda edizione de Il cantante mascherato? Ci saranno nuove maschere perché sono legate alla personalità del personaggio che si nasconde sotto. Potrebbero essere più delle quattro puntate della scorsa edizione e quindi i concorrenti dovrebbero essere più di otto, per poter andare avanti con le eliminazioni” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 16 giugno).

Claudio Amendola (attore): “Nero a metà 2? Ci saranno nodi incredibili nella storia. Terza stagione? Penso proprio di sì, a gennaio 2021 dovremmo cominciare a girarla” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 16 giugno).

Francesca Fialdini (conduttrice di È l’Italia, bellezza!, in onda su Rai Storia il lunedì alle 20.10): “La mia faccia come volano di cultura è una bella responsabilità. Ho incontrato Silvia Calandrelli, a capo ndi Rai Cultura, con la quale avevo già collaborato con soddisfazione e ci siamo trovate, capite, stimate. Offrire la propria notorietà per questi fini mi onora, nonostante il mio carattere schivo mi mandi altrove. Trovo che questo programma sia l’esempio perfetto di quanto deve fare il servizio pubblico perché promuove la cultura e il turismo e aiuta gli italiani a confezionare un loro itinerario elettivo, fornendo mille proposte inusitate” (da La Stampa del 17 giugno).

Valentina Bisti (conduttrice di Uno Mattina, in onda su Rai1 dal lunedì al venerdì alle 6.45): “Sono felice di tornare al Tg1, in effetti mi è mancata la pratica quotidiana con la mia professione d’origine. Ma Uno Mattina è stata un’esperienza di grande valore professionale. Un’esperienza formativa, irripetibile, anche se molto faticosa per i ritmi e gli orari” (da Il Tempo del 17 giugno).

Miriam Leone (attrice): “La tv in diretta mi ha insegnato la puntualità e a fingere di stare bene anche se hai la febbre. Ma non era un ambiente adatto a me, così ho scelto di andarmene senza sapere con quali esiti. Lì per lì tutti mi sconsigliarono di farlo e, dal punto di vista economico, fu una scelta irrazionale. Ma decisi che avrei fatto come volevo. Alla peggio avrei sbagliato da sola. Quando facevo la tv del mattino mi piaceva da pazzi incontrare la gente per strada, le signore al mercato e chiacchierare con loro. Oggi cerco di tenere sempre vivo il contatto attraverso i social” (da Grazia del 17 giugno).

Federica Sciarelli (conduttrice di Chi l’ha visto?, in onda su Rai3 il mercoledì alle 21.20): “Resto, sono anni che penso di cambiare perché condurre la trasmissione è diventato molto faticoso dal punto di vista psicologico. Le storie degli scomparsi ti restano dentro. Ho vissuto periodi difficili. Sei sempre a contatto con il dolore delle famiglie, noi lavoriamo così: i casi possono durare anni. È dura, ci sono momenti in cui senti di non farcela” (da Repubblica del 18 giugno).

Barbara Bouchet (attrice): “Ballando con le stelle? Non posso dire chi sarà il mio ballerino, lo annuncerà Milly (Carlucci, ndr) quando saremo pronti a partire, forse a metà agosto. Mi incontro segretamente con il mio ballerino, mi dà ripetizioni, stiamo recuperando il tempo perduto: gli altri concorrenti hanno il computer, avranno studiato meglio. Ora temo solo l’età: mi rende più rigida. Reality? Non c’è stato bisogno del loro veto. Mi ci vede all’Isola dei famosi? Io, che curo la pelle da quando sono piccola? Che devo proteggere gli occhi blu dal sole? Mi ci vede tra bacarozzi e signorine che passerebbero sul mio cadavere pur di strappare un’inquadratura? Mi ci vede al GF, dove ti fanno in mille pezzi per scovare una debolezza, un dispiacere?” (da Oggi del 18 giugno).

Pier Luigi Celli (ex direttore generale della Rai): “Capisco lo sfogo di Fabio Fazio. Per la Rai lui è una risorsa, uno dei suoi campioni. Con me ha fatto due Sanremo di grande successo. Di fronte ai numerosi attacchi nei suoi confronti l’azienda dovrebbe difenderlo. Oltretutto continuano a spostarlo di rete per motivi che non hanno nulla di televisivo. E sugli ascolti si è sempre difeso bene. La Rai deve decidere: o Fazio è una risorsa, quindi deve difenderlo, oppure non lo è, e in questo caso capisco la sua amarezza e la voglia di andarsene. No al doppio ruolo di conduttore e produttore? Mi sembra una decisione sana che evita ambiguità e sovrapposizioni. Però c’è un però: è sempre sgradevole cambiare le regole in corsa. Se Fazio e la Rai avevano preso precisi accordi su Officina allora vanno rispettati. Altrimenti c’è il sospetto della legge contra personam. La novità non riguarderà il contratto in essere ma il prossimo. Però anche Fazio, inventandosi Officina al momento del suo passaggio da Rai3 a Rai1, ha cambiato il gioco in corsa” (da Il Fatto Quotidiano del 20 giugno).

Alessandra Mastronardi (attrice): “L’allieva 3? Io e Lino Guanciale abbiamo deciso di mettere un punto. A un certo momento bisogna avere il coraggio, e lo dico pure da spettatore: ero una fan sfegatata di Grey’s anatomy, dopo quindici anni… basta! Novità? Posso anticipare che comparirà un improbabile fratello di Lino, impersonato da Sergio Assisi, e che cambierà il direttore dell’Istituto di Medicina legale: sarà Antonia Liskova. Evviva, arriva una donna non per innescare un banale triangolo amoroso, ma come figura ispirazionale! Mi lancerà una sfida lavorativa” (da Io donna del Corriere della Sera).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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