Frasi culTV: Mara Venier, Barbara d’Urso, Amadeus, Maurizio Costanzo, Vanessa Incontrada, Luca Argentero

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 15-21 marzo 2020

Barbara d’Urso (conduttrice di Pomeriggio Cinque, in onda su Canale 5 dal lunedì al venerdì alle 17.10, e di Live non è la d’Urso, in onda su Canale 5 la domenica alle 21.10): “Anche alla luce delle difficoltà lavorative, io resisto. So l’importanza di dare giuste informazioni, conosco bene il ruolo fondamentale dei giornalisti e sono fortunata ad avere di fianco grandi professionisti come quelli di Videonews che garantiscono a Mediaset una qualità informativa di assoluto livello. Da parte mia, so che è fondamentale a fare ai miei ospiti competenti le domande che tutti si fanno da casa: come indossare la mascherina? Quando? Qual è il modo migliore per lavarsi le mani? Sono interrogativi semplici ma decisivi. E non bisogna avere paura di ripeterli. Ora in tv è tutta informazione. È inevitabile che sia così. Io provo a farla alleggerendo un po’ i toni. Cerco di restare autorevole invitando persone autorevoli” (da Il Giornale del 15 marzo).

Manuela Blanchard (conduttrice di Tai Chi One, in onda su DeA Junior – canale 623 di Sky – alle 14.10): “Il rapporto con Paolo Bonolis a Bim bum bam? All’inizio non facile. È un mattatore e trovare il mio spazio era difficile. Il rapporto tra lui e il pupazzo Uan era molto forte, io ero come un corpo estraneo. Ma dopo che vincemmo il primo Telegatto le difficoltà sfumarono. Diventammo un trio affiatatissimo” (da Qn del 16 marzo).
“Abbiamo vinto tre Telegatti in tre anni. Poi nelle alte sfere hanno deciso che questo trio, composto da me, Paolo e Giancarlo Muratori, voce del pupazzo Uan, dovesse subire un’integrazione, con altri conduttori. Non ero d’accordo e gli anni successivi li dedicai a servizi in esterna. Da lì la trasmissione è cambiata e non è arrivato più alcun Telegatto” (da Il Giornale del 20 marzo).

Alessio Vassalli (attore in La concessione del telefono, tratto da un romanzo di Andrea Camilleri, in onda su Rai1 il 23 marzo alle 21.30): “Pippo Genuardi è un commerciante di legnami, ricco grazie ai soldi del suocero. Vuole avere una seconda linea telefonica a casa. Inizia a scrivere al prefetto e a tutti quelli che pensa lo possano aiutare, ma da queste lettere parte una serie di equivoci che portano addirittura a pensare che lui stia complottando per fare un colpo di Stato. Da un episodio banale si ingigantisce tutto e viene scoperchiato un vaso di Pandora da cui escono fuori le fragilità, i difetti, i vizi dell’essere umano. Il racconto mette sotto la lente di ingrandimento la stupidità umana e la stupidità della burocrazia dello Stato: quando le due si incontrano, poi succede di tutto. E pensare che lui voleva la linea telefonica solo per motivi… La forza del personaggio di Pippo è quella di essere totalmente vittima degli eventi. E la bellezza è che ha mille colori: si passa dalla commedia al dramma, con un cambio netto da una scena all’altra” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 17 marzo).

Edoardo Pesce (attore in Permette? Alberto Sordi, in onda su Rai1 il 24 marzo alle 21.30): “È un onore e ne ho anche timore. Il problema era come affrontarlo, non farne un’imitazione ma evocarlo. Ho dovuto perdere peso ma il rammarico è che avrei voluto calare ancora di qualche chilo. Il ‘saltello’ di Sordi mi è venuto facile, così come le ‘sopracciglia a tettuccio’ che danno un’espressione di malinconia divertente. Il trucco? Un’ora e mezza al giorno, mi rasavano i capelli di lato per alzare la stempiatura e fare una fronte più grande, mi facevano le onde sui capelli con il ferro, mi ingrandivano il naso. Il faccione come il suo ce l’ho già” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 17 marzo).

Luca Argentero (attore in Doc. Nelle tue mani, in onda su Rai1 dal 26 marzo il giovedì alle 21.30): “Il nostro obiettivo, fin da subito, è stato quello di raccontare con questa serie un’eccellenza italiana, l’eccellenza della sanità, e mai come in questi giorni abbiamo la dimostrazione che siamo fortunati a vivere nel Paese in cui viviamo, dove tante persone dedicano la loro vita a prendersi cura degli altri al di là di qualsiasi ostacolo tecnico e pratico. Raccontiamo la storia di un medico che ha perso la memoria, è un primario di Medicina interna. Il film è tratto dal libro di Pierdante Piccioni, dalla sua storia personale” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 17 marzo).

Maurizio Costanzo (conduttore): “In 38 anni ho condotto più di 4.500 puntate del Costanzo Show. Sempre con il pubblico in sala. Piuttosto che rinunciare al pubblico, rinuncio allo show. Almeno finché questa terribile situazione non si normalizza. Date queste condizioni, ne ho approfittato per proporre un paio di puntate de L’intervista, lì la formula è diversa, si tratta di un lungo incontro ‘uno contro uno’ tra me e l’intervistato. Devo dire che l’intervista singola è più difficile, più faticosa. Mi documento bene e preparo una lista di domande divise per argomenti. Poi, certo, se una risposta mi ispira una divagazione la seguo, ma in linea di massima cerco di attenermi alla mia ‘scaletta’. Con il Costanzo Show, invece, preparo solo la prima domanda e poi mi lascio andare alla conversazione, lì è più facile perché se un ospite dà risposte fiacche… basta passare a un altro!” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 17 marzo).

Nicola Savino (conduttore): “Un paio di domeniche fa Davide Parenti (ideatore de Le Iene, ndr) ci ha avvisato che un collaboratore esterno, che non frequenta gli studi del programma, ma solo saltuariamente la redazione, era risultato positivo al Coronavirus. Abbiamo deciso tutti insieme di auto-metterci in una sorta di ‘quarantena’ per 15 giorni. Mi sono fatto montare in salotto una macchinetta collegata a una cuffia con cui la mattina faccio in diretta Deejay chiama Italia, in smart working, come si dice adesso” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 17 marzo).

Vanessa Incontrada (giudice del serale di Amici 19, in onda su Canale 5 il venerdì alle 21.30): “Da una parte devo dare un giudizio, dicendo quello che penso delle esibizioni dei ragazzi. Dall’altra parte mi sento un’adolescente che si gode lo spettacolo, proprio come facevo quando me lo gustavo da casa nelle scorse edizioni. Da giudice sono seduta lì, mi trattengo e cerco di darmi un contegno, ma mi metterei a ballare ogni volta che parte una canzone… Ogni tanto mi è pure scappato di lasciarmi andare, poi mi sono guardata intorno e nessuno dei ‘colleghi’ lo faceva… Allora mi sono detta di darmi una calmata, ho pure 41 anni! Come è nata la partecipazione al talent della De Filippi? Semplicemente, c’è stata una telefonata di Maria: ‘Che dici se…’. Io ho risposto subito di sì, non ci ho pensato un attimo, perché io scelgo sempre le cose d’istinto. L’ho conosciuta meglio in questa occasione. Tra noi c’è un rapporto di stima, prima di tutto. Non abbiamo bisogno di tante parole, capisco subito ciò che pensa, però c’è una grande fisicità, che per me è importante. Quando la vedo ho bisogno istintivamente del contatto fisico, che è un modo intimo per comunicare con le persone. Non con tutte, con Maria sì. Sanremo? Il mio istinto dice che sarebbe un onore e che quando arriva il momento, arriva. Se non è ancora arrivato è perché c’erano delle cose che non si sono concluse come dovevano. Che poi non è detto che arriverà, io non programmo le cose, me le vivo e basta, perché la vita ci sorprende sempre” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 17 marzo).

Paolo Del Debbio (conduttore di Dritto e rovescio, in onda su Rete 4 il giovedì alle 21.25): “Facciamo riunioni per telefono da casa, in ufficio vanno solo poche persone nel giorno della puntata per fare il montaggio dei servizi, io stesso ho girato le mie copertine all’interno di un furgoncino, evitando il più possibile di stare per strada e intervistando le persone a distanza di sicurezza. L’assenza del pubblico è la cosa che soffro maggiormente, senza la gente vicina ho un po’ la sensazione di navigare nel vuoto, quindi devo cercare di rendere il programma un po’ più dinamico” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 17 marzo).

Igor Righetti (conduttore e cugino di Alberto Sordi): “Quella di Edoardo Pesce è un’imitazione mal riuscita: non basta una protesi al naso e scimmiottare la parlata romanesca per diventare Alberto Sordi. Pesce non buca il video, al massimo lo graffia. Noi familiari siamo tutti delusi, peccato: è stata un’occasione persa. Intanto il film è stato presentato con l’idea di mostrare un Sordi inedito e sconosciuto, ma non c’è niente di nuovo, niente che non si trovi su Wikipedia. E poi ci sono un sacco di inesattezze, maldicenze e cattiverie. Io che l’ho conosciuto, Sordi non l’ho rivisto: per tutto il film viene ritratto come un cane bastonato. Non è vero che la professoressa dell’Accademia ce l’aveva con lui, non è vero che venne cacciato dal set di Scipione l’Africano; manca completamente il rapporto con i fratelli, il padre di Alberto morì che lui aveva 20 anni e loro quattro erano un clan” (dal Corriere della Sera del 18 marzo).

Flavio Briatore (manager): “The Apprentice era un programma interessante e adesso lo sarebbe ancora di più perché parla di lavoro che è il vero problema di oggi. Magari si può rifare, passato il virus ci pensiamo. Imitazione di Maurizio Crozza? Abbiamo chiarito con lui alcune cose che mi davano fastidio, per il resto lo trovo geniale. Quando c’è stata la polemica sulla Puglia con la pensione Mariuccia c’era da morire dal ridere. Il migliore che fa è Mattarella, poi ci sono io” (da Panorama del 18 marzo).

Amadeus (conduttore): “Ho voluto fortemente bloccare le registrazioni de I soliti ignoti. Hai a che fare con dieci persone che arrivano da fuori, il concorrente, il parente misterioso… Ritengo che la semplice autocertificazione non sia sufficiente per garantire la tranquillità di tutto lo studio, delle tante persone che ci lavorano, me compreso. E poi, insomma, questo è un gioco, un momento di allegria, non c’è la necessità di andare avanti a tutti i costi…” (da Oggi del 19 marzo).

Barbara Alberti (scrittrice): “GF Vip? Sono andata per soldi, per gusto del teatro, e perché sono come Roger Rabbit che, quando sentiva la musica, doveva mettersi a ballare. Per me è uguale. Anche io non resisto a far festa. E poi ricordiamoci che al Grande Fratello Vip c’è una porta che puoi aprire quando vuoi. Certo, aprirla costa, perché è una rinuncia, e poi perdi dei soldi. Si firma per un cachet. Lo prendi intero se arrivi alla fine, o se vieni buttato fuori dal pubblico. Se invece decidi di andartene volontariamente, la somma si riduce in proporzione alle settimane di permanenza. Gli autori sono dei geni. A volte, nella paranoia che accompagna la reclusione, sospetti che riescano a dirigere le dinamiche interne alla Casa. Il cuore del dramma che va in scena è il Confessionale, nel quale si può entrare giorno e notte, trovando sempre qualcuno pronto ad ascoltarti. E tu racconti le cose più intime, dimentico che potranno essere usate in ogni momento. Sono dei fini psicologi, e in quella situazione arrivi a chiederti se non ci siano delle talpe all’interno del gruppo. Si sospetta di tutti e tutti sospettano di te. Questa volta, per dare brio alle dinamiche nella casa era essenziale una figura come quella di Antonella Elia, sennò sarebbe stato un raduno cortese” (da Oggi del 19 marzo).

Mara Venier (conduttrice di Domenica In, in onda su Rai1 la domenica alle 14): “L’azienda mi ha fatto scegliere, mi hanno detto ‘Mara, decidi tu’. C’ho pensato e alla fine ho deciso di riprendere anche se ho paura, come tutti credo. Prenderemo tutte le precauzioni del caso e non avremo ospiti in studio né pubblico. Sto cercando di mettere insieme un gruppo di amici che hanno accettato di collegarsi via Skype da casa. La scaletta la stiamo scrivendo. Non posso garantire neanche se il programma durerà tre ore e mezza come sempre. È un tentativo. Io ci metto tutta la mia volontà e la voglia di essere in onda per tenere compagnia al pubblico che mi vuole bene. Vedremo. Speriamo di farcela” (da La Stampa del 21 marzo).

Serena Bortone (conduttrice di Agorà, in onda su Rai3 dal lunedì al venerdì alle 8): “Temuto che il programma non riprendesse? Non è una parola che mi appartiene. La priorità è la salute, non tanto la mia, quanto di chi mi sta vicino. Ciò detto, nel rispetto delle regole previste, tra cui fondamentale è il distanziamento, sono contenta che Agorà sia tornato in onda. Il servizio pubblico è fondamentale. Dobbiamo informare con severità ma anche con calma, senza trasmettere panico. Chiarezza e sorriso sono gli elementi fondamentali da trasferire a chi ci ascolta. Tra tv, social, web stanno circolando tante fake news. Per questo, ogni giorno, con un esperto, rispondiamo alle domande e smontiamo le sciocchezze. Fin da subito, da quando arrivarono le prime notizie dalla Cina, decidemmo di aprire una finestra nel programma. Poi non ci siamo più fermati. La nostra squadra ora lavora in smart working. I nostri inviati osservano tutte le precauzioni necessarie e quando torneranno a Roma dovranno stare in quarantena” (da Il Giornale del 21 marzo).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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