Frasi culTV: Daria Bignardi, Renzo Arbore, Pippo Baudo, Barbara Palombelli, Bianca Guaccero, Platinette

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 15-21 settembre 2019

Andrea Piovan (voce dei servizi di Live non è la d’Urso, in onda su Canale 5 la domenica alle 21.30): “Devo tutto a Barbara. In Italia ci sono migliaia di doppiatori e la riconferma che mi ha dato lei è per me importantissima, perché è stata la prima a credere in questa mia voce da trailer americano. Siamo partiti da una strada e siamo arrivati a un’altra, che è quella dell’inquisitore, una figura che non c’era in Italia perché è sempre stato lo speaker fuori campo a comunicare, annunciare e a dare informazioni. Qui lo speaker diventa l’inquisitore, colui che giudica” (da Libero del 15 settembre).

Barbara Palombelli (conduttrice di Forum, in onda su Canale 5 dal lunedì al sabato alle 11 e su Rete 4 alle 14, e di Stasera Italia, in onda su Rete 4 dal lunedì al venerdì alle 20.30): “Faccio una tv utile con Forum, un giornalismo emotivo che piace perché affronta argomenti sempre importanti. La politica ha aiutato tanto e Rete 4 si è svegliata, gli ascolti vanno e vengono ma Stasera Italia è un contenitore serio e versatile che si è ritagliato un suo spazio. Vorrei condurre Striscia la notizia per una puntata” (da Il Messaggero del 16 settembre).

Leonardo Pasquinelli (amministratore delegato di EndemolShine Italy, ex capo dell’intrattenimento a Mediaset quando Canale 5 mandò in onda la prima edizione di Grande Fratello): “Ci fu una grande discussione, in azienda c’era chi sosteneva che fosse un programma ai confini della moralità e spingeva per trasmetterlo in seconda serata su Italia 1. La scelta di Daria Bignardi fu essenziale per mitigare l’impatto critico in un Paese cattolico come il nostro. Indugiare sulla faccia di uno che sta zitto fu dirompente nel linguaggio televisivo. Il GF ha introdotto formule che ora sono consuete ma che non erano mai state applicate prima di allora: il concetto di eliminazione non esisteva, nei contest c’era solo il vincitore, non l’eliminato. Anche le nomination erano una novità. Penso che Grande Fratello abbia una vitalità ancora molto forte, basta andare per strada a cercare gente vera. Del resto è sufficiente leggere i social per vedere che il materiale umano a disposizione è ancora abbondante. Un certo tipo di esibizionismo e narcisismo sarebbero emersi anche senza GF: non sarebbe cambiato nulla, Instagram sarebbe nato lo stesso” (dal Corriere della Sera del 16 settembre).

Renzo Arbore (conduttore di No non è la Bbc, in onda su Rai2 il 26 settembre alle 21.20): “Gianni Boncompagni ci ha lasciati due anni fa, ma questo programma non sarà affatto una commemorazione. Sarà divertentissimo, proprio come Gianni avrebbe desiderato che fosse uno show: inaspettato, originale. Un format nuovo, pieno di testimonianze affettuose di amici e colleghi. Lo ricorderanno Raffaella Carrà, Giancarlo Magalli, Fabio Fazio, Piero Chiambretti, Ambra Angiolini, Claudia Gerini, Lucia Ocone…” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 17 settembre).

Alberto Angela (conduttore di Ulisse, in onda su Rai1 dal 21 settembre il sabato alle 21.25): “La prima puntata sarà un viaggio storico, non religioso a Gerusalemme: vi porteremo nei luoghi e nella società dell’epoca per mostrarvi ciò che hanno scoperto gli archeologi. Nella seconda parleremo di Leonardo da Vinci, ma in maniera diversa da come abbiamo fatto in passato: Roberto Benigni, che è quasi un suo ‘compaesano’, sarà ospite d’onore, e Giorgia canterà una canzone con un testo scritto proprio da Leonardo. Parleremo poi di Maria Antonietta, che a Versailles aveva un suo teatro personale dove si esibiva. Poi andremo in Sicilia per una puntata su Il Gattopardo, il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che ha ispirato il celebre film di Visconti: abbiamo intervistato Claudia Cardinale, ma abbiamo anche cercato di ricostruire i luoghi e la vita dei principi siciliani. E poi, visto che ricorrono i 60 anni dalla realizzazione di Ben-Hur, gli abbiamo dedicato una puntata: vi parleremo delle gare di quadrighe, che erano come le nostre Formula 1, con un tifo da stadio, abbiamo anche ricostruito la storia di un vero ‘pilota’” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 17 settembre).

Gianluigi Nuzzi (conduttore di Quarto grado, in onda su Rete 4 il venerdì alle 21.25): “Il rapporto con gli inquirenti è buono, collaborativo. Loro sono i primi a capire che la tv offre degli strumenti che possono rivelarsi utili. Banalmente il solo mostrare un identikit in tv lo rende visibile a milioni di persone e può portare risultati importanti, inoltre per molta gente è più facile confessarsi in tv che non andare in caserma e firmare un verbale. Non amo tra i colleghi chi va dai parenti delle vittime e dice: ‘Parlate solo con noi’. O gente che pur di carpire un’intervista si spaccia per psicologo, medico” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 17 settembre).

Ilaria D’Amico (giornalista): “Malumori tra me e Sky per un presunto contratto ritoccato? No, assolutamente. Tra me e Sky non sarà mai un problema di numeri. L’unico problema che potrebbe verificarsi è se un giorno non ci fosse più la libertà intellettuale che ho respirato fino ad oggi. Politica? Non me ne occupo più dal 2015 ma non ho mai smesso di seguirla, sono stati anni impegnati e impegnativi ma adesso vediamo, c’è in me l’idea di tornare ad occuparmene” (dal Corriere della Sera del 17 settembre).

Bianca Guaccero (conduttrice di Detto fatto, in onda su Rai2 dal lunedì al venerdì alle 14.30): “Caterina Balivo? L’ho incontrata per la prima volta ai palinsesti l’anno scorso, eravamo entrambe emozionate. Lei lasciava una casa che aveva creato e in cui era cresciuta per sei anni. L’anno scorso ho cercato di entrarci con rispetto, provando a inserire a poco a poco uno spazio per l’intrattenimento puro, che è piuttosto raro trovare in tv di pomeriggio. Non ero e non sono una presentatrice istituzionale, ho cercato di trovare una chiave mia. E credo di avercela fatta” (da Il Giornale del 17 settembre).

Daria Bignardi (conduttrice delle prime due edizioni di Grande Fratello): “Improvvisamente mi riconoscevano tutti. Tutti parlavano del programma che conducevo e, bene o male, anche di me. Non ci ero preparata e non mi piaceva. Quella di cui parlavano, che imitavano nei programmi di prima serata, non ero io. Paola Cortellesi mi imitava col frustino in mano, Gabriella Germani con l’accento piemontese, io che sono nata a Ferrara da genitori bolognesi. Ma la televisione è come l’occhio di Dio: ti mostra come nemmeno tu sai di essere. La seconda immagine sono i ragazzi. Li avevo voluti incontrare nel residence dove abitavo, quartiere Monti. Erano passati tutti a bere un caffè, uno dopo l’altro: Salvo, Rocco, Sergio, Lorenzo, Roberta, Francesca, Maria Antonietta, Cristina, Pietro, Marina… Uno mi aveva colpito più di tutti. Era estroverso, affettuoso, gentile, famelico di vita. Non era alto, era muscoloso e aveva gli occhi verdi. Si chiamava Pietro Taricone. Nessuno di noi, né io né loro, sapevamo cosa sarebbe successo, se il programma sarebbe piaciuto. Si sapeva solo che in Spagna era andato molto bene e che era un esperimento di un nuovo genere televisivo. Io non ero molto interessata a condurre quel programma su Canale 5, mi piaceva il mio Tempi moderni su Italia 1, e per convincermi erano venuti a trovarmi al mare, in un paese isolato della Gallura, il direttore di Canale 5 Giorgio Gori, la vicedirettrice Ilaria Dallatana, il capo di Endemol Marco Bassetti e il consulente per la comunicazione Fabrizio Rondolino, in delegazione. Loro ci credevano molto. Il Grande Fratello mi ha insegnato che non si può piacere a tutti perché quando sei molto esposto vieni apprezzato e criticato in egual misura e per gli stessi motivi, che condurre un programma in diretta è come pilotare un aereo e alla fine valgono le ore di volo, che il fascino della realtà è irresistibile, come si vede oggi nelle storie di Instagram” (da Vanity Fair del 18 settembre).

Pippo Baudo (conduttore): “È un periodo di crisi, perché non c’è varietà e ideazione di programmi. I palinsesti sono tutti uguali. È anche colpa dei reality e dei talent che condizionano le reti perché è più facile proporre elementi familiari per il pubblico piuttosto che rischiare con un programma ex novo. Aumentano i canali, aumentano i programmi, ma non aumentano le idee. Amadeus a Sanremo? Se lo merita, ha lavorato tantissimo, è una soddisfazione giusta. La difficoltà maggiore per lui sarà fare il direttore artistico perché adesso le canzoni hanno la scadenza come il latte, durano un mese, che significa che non hanno profondità. Oggi chi scrive come Modugno o Battisti? Non ho nostalgia di avere un programma mio. L’età c’è, come potrei concorrere con la Balivo? E poi anche il pubblico mi rimprovererebbe questo attaccamento morboso alla tv. Quindi va bene così. E come diceva Marcello Marchesi: tutto è perduto tranne l’ospite d’onore. Le ospitate mi divertono, ma anche lì non devi esagerare, l’ospite fisso alla fine puzza come il pesce” (dal Corriere della Sera del 18 settembre).

Giulia Michelini (attrice): “Rosy Abate 3? Io vorrei fermarmi qui, il finale è poetico e sospeso ma può anche essere una bellissima chiusa” (da Repubblica del 18 settembre).

Mauro Coruzzi-Platinette (conduttore): “Addio a Italia sì su Rai1? Ho un programma quotidiano su Rtl 102.5, due rubriche su Di Più e Di Più Tv, e non posso fare Milano-Roma tutti i sabato, cenare male in treno, poi morire di domenica e resuscitare il lunedì, per 38 settimane di seguito. Parteciperò, invece, a un’altra trasmissione, molto più breve, di cui non posso ancora dire (Amici Celebrities, ndr)” (dal Corriere della Sera del 19 settembre).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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