Frasi culTV 16-21 aprile 2018

Ogni giorno le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 21 aprile 2018

Gad Lerner (giornalista, autore de La difesa della razza, dal 22 aprile alle 20.30 su Rai3): “Chi avrebbe oggi il coraggio di cantare testi come Vorrei la pelle nera e Zingara? Ormai ci stiamo abituando a qualcosa a cui non dovremmo abituarci: la violenza, il pregiudizio, l’indifferenza. Questi 6 reportage nascono dall’idea di capire come è avvenuto che dall’odio razziale si arrivasse allo sterminio, come la propaganda sia stata imposta, con quale lessico e quali argomenti. Il tutto per filtrare quello che viviamo noi, tra i disagi sociali e le convivenze difficili. E chiedersi: come vengono promosse oggi quelle fobie?” (dal Corriere della Sera).

Ivan Cotroneo (regista de La compagnia del Cigno, fiction in onda su Rai1 la prossima stagione): “Mi è capitato di assistere all’esibizione di un ensemble di giovanissimi. Li osservavo mentre suonavano: traspariva non solo la loro preparazione, ma la loro passione, determinazione, disciplina, dedizione… Ho iniziato a frequentare il conservatorio milanese, assistendo alle lezioni. Ho conosciuto gli allievi e ho capito che, pur suonando il pianoforte, il violino o il violoncello, si preparano come degli atleti olimpici: si alzano presto la mattina, studiano, si esercitano per ore. I loro idoli sono Mozart o Paganini, non sognano di diventare solisti, non aspirano a diventare delle star, ma solo ad entrare in un’orchestra. Siccome non esistono talent per chi suona meglio l’oboe o il clavicembalo, ho pensato di raccontare le loro storie in altro modo” (dal Corriere della Sera).

Rosario Rinaldo (presidente della Cross Productions): “The Net (miniserie di fascia alta, ciascuna di otto episodi, girate in cinque diversi Paesi europei, sul fenomeno mondiale del calcio, ndr)? Stiamo aspettando l’approvazione della nostra idea, che poi è quella di raccontare il mondo delle scommesse legate al calcio con un andamento che ricorda la commedia all’italiana. Per quanto riguarda il personaggio internazionale che ci chiede il protocollo, abbiamo inserito un capo scommesse, un boss realmente insistito che si chiama Dan, un tipo buffo che faceva girare miliardi, di stanza a Singapore e che arrivava a Malpensa in ciabatte. Dove andrà in onda? Con la Rai di oggi, che premia la sperimentazione ogni sua rete, sarebbe perfetta. Non lo vedo tanto come prodotto da piattaforma” (da La Stampa).

Dichiarazioni tv 20 aprile 2018

Rita Pavone (ospite di Amici 17-Serale nella puntata del 21 aprile su Canale 5): “Canterò qualcosa del mio repertorio con i ragazzi e poi interpreterò un brano di Masters, quella Se potessi amarti ancora firmata da Burt Bacharach con il testo in italiano di Enrico Ruggeri. Mi piace Maria De Filippi, ha saputo inventarsi un modo di fare tv molto personale ed è molto popolare tra i giovani. Tra l’altro sono stata ospite tanti anni fa a C’è posta per te, quando ancora non c’era l’abitudine di invitare personaggi famosi. Io ero lì perché un signore aveva espresso nel testamento la volontà di farsi seppellire con tutti i miei dischi nella bara e la moglie non era d’accordo… Più passa il tempo e più mi accorgo di piacere anche a un pubblico di giovani che mi ama. Buon segno: vuol dire che ho ancora un futuro” (da Il Giornale).

Fabio Fazio (conduttore): “Quelli in via Mecenate non sono nati come studi televisivi, tocca spesso adattarsi, fermo restando che ci si abitua a tutto. Poi c’è grande comodità, a un passo dall’aeroporto e dalle tangenziali, ma riparlare di Fiera fa scattare un sacco di altri fattori e, per quanto mi riguarda, visto che ormai sono in Rai Milano dal 1993, un senso di appartenenza molto forte. Io capisco benissimo quando la politica rivendica l’intenzione di valorizzare le periferie ma anche il centro delle città non va abbandonato, altrimenti rimane centro sì ma centro commerciale. È importante che le istituzioni siano presenti, che si senta la fisicità delle cose che tengono assieme le persone. Ho sempre provato invidia per New York e quella sua parte, Broadway e dintorni, dove la gente può andare fisicamente a guardare la televisione dal vero, a fare il pubblico nei teatri dove si registrano i programmi” (da Repubblica Milano).

Alvaro Morte (attore, è il Professore ne La casa di carta, serie cult di Netflix): “Non sappiamo nulla della storia, ma amiamo talmente tanto questa serie e questi straordinari personaggi che il solo pensiero di poterci rivedere sul set ci entusiasma. Inizieremo a girare verso novembre-dicembre, ci hanno detto che andremo pazzi per questa nuova stagione. Il resto è un mistero. La serie mostra come anche chi è senza potere possa fare qualcosa di grande, è una forma di resistenza, ci porta a prendere coscienza di poter combattere chi controlla il mondo, senza limitarci ad accettare le cose come stanno. E credo che questo sia alla base del nostro successo” (da La Gazzetta dello Sport).

Dichiarazioni tv 19 aprile 2018

Carlo Conti (conduttore): “Noi cinquantenni che facciamo la tv siamo un po’ figli della precedente generazione. E quindi mi ritrovo a baudeggiare quando conduco il varietà, a essere un po’ Mike Bongiorno quando conduco un quiz. Di Corrado mi dicono che ho il garbo e l’eleganza. Ma le sue facce, le sue espressioni, i suoi controcampi sono irraggiungibili. Io tendo a farmi scappare anche qualche risata mentre Corrado rideva pochissimo e accennava le sue espressioni con una mimica straordinaria. In tv mi adatto a dare tutto, anche se ci sono programmi che non saprei fare, come i reality. Mi diverto molto, soprattutto quando c’è la musica, che fa parte della mia formazione professionale” (da Famiglia Cristiana).

Gerry Scotti (conduttore): “Mi fa piacere essere paragonato a Carlo Conti, è un altro che ha il piacere di lavorare, che si diverte, è il suo modo di essere. Solo per alcuni vale la regola dell’eccezionalità dell’apparizione: Renzo Arbore, Fiorello quando se ne esce dalle sue tante, Beppe Grillo quando fa il comico e non il politico. Tutti gli altri, e ci metto Carlo, me stesso, Paolo Bonolis, Antonella Clerici, Maria De Filippi, facciamo tv per lavoro. Questo è un gioco, il gioco della tv, perché noi siamo miracolati e non lavoriamo in miniera. C’è una sola catena pesante: devi stare alle regole. Un no importante a un programma? Scherzi a parte, non mi ispirava, solo quando ho visto la prima puntata mi sono accorto di quanto valeva” (da Oggi).

Andrea De Sica (regista di Baby, in onda a novembre su Netflix): “Non ci sono vittime, non facciamo moralismo e non giudichiamo, nemmeno i clienti. Non è la cronaca di quello che è successo (le ragazze che si prostituivano ai Parioli a Roma, ndr), a cui ci siamo liberamente ispirati, dov’è prevalsa una realtà nichilista e una prospettiva giustizialista e gossippara. Raccontiamo le vite segrete degli adolescenti, il loro mondo, le loro frustrazioni, quell’età di passaggio, l‘incapacità a avvicinarsi a sentimenti autentici e sinceri, la fuga perenne, avvertono un’oppressione dall’autorità, sia scolastica che familiare, e se ne vogliono liberare. È un modo più largo di vedere la trasgressione, un romanzo di formazione corale, romantico e dark, attorno a un ambiente apparentemente perfetto come i Parioli, che nasconde ipocrisie e vuoto” (dal Corriere della Sera).

Dichiarazioni tv 18 aprile 2018

Alessia Marcuzzi (conduttrice dell’Isola dei famosi 13): “Questa edizione è stata un grande successo e sono felice per gli ascolti. A un certo punto ho cominciato a tifare Francesca Cipriani, perché ha dato leggerezza al programma, e anche Nino Formicola ha accettato una sfida che ha fatto sempre più sua partendo da una posizione critica verso i reality ed è stato lucido, ironico e a modo suo romantico. Canna-gate? Dopo il racconto di Eva Henger la rete mi ha chiesto di tenere una linea ‘soft’ sull’argomento che era delicato e che poteva mettere a rischio tutti quelli che erano in Honduras. Io ero d’accordo con la rete, la produzione, gli autori e ho affrontato la questione con il mio modo di fare ma, quando mi sono resa conto che gli altri programmi continuavano a parlarne, ho cercato di dare delle risposte alle domande che venivano sollevate, parlando con le persone che lavoravano con me. A un certo punto ero talmente sotto pressione che non ce l’ho fatta più a stare zitta. Da quel momento ho messo un punto e ho voltato pagina. Ho dovuto smettere di guardare la tv e i social per non essere condizionata e andare in onda serena. E, quando ho capito che certe offese erano arrivate anche ai miei figli, mi sono chiusa in una bolla per proteggere i miei affetti” (da Chi).

Nino Formicola (vincitore dell’Isola dei famosi 13): “Dopo la morte di Andrea Brambilla (Zuzzurro, ndr) sembrava fossi morto anch’io. Depressione, lavoro che non c’era più. Ho deciso di accettare l’Isola su consiglio di qualche amico e della mia compagna Alessandra. E ho fatto bene. Il bilancio è più che positivo, ne sono uscito più sicuro. L’ho fatto per far capire chi sono alla gente e agli addetti ai lavori. E dire che non ero morto. Non ero mai più stato chiamato in tv, neanche per un’intervista. L’unico a darmi una mano, dopo la morte di Andrea, è stato Antonio Ricci chiamandomi a Giass. Ero sempre stato contrario ai reality in sé, vengo dalla scuola per cui in tv ci deve stare chi sa fare qualcosa e non i famosi per essere famosi. Poi ho accettato, perché l’Isola è un’esperienza a sé. Sapevo di andare incontro a una situazione in cui sarei stato quello diverso, lì dentro c’era gente che di reality ne ha già fatti tre o quattro. Ora? Sarei un’ottima spalla comica per un conduttore, ma farei anche l’opinionista, alla mia maniera. E ovviamente continuerò col teatro” (da Il Giornale).

Saverio Raimondo (comico): “Finti tg in onda? È una chiave abusata e in Italia spesso usata male. Anch’io ho il momento delle news paradossali, ma di appoggio al mio tema del giorno, non legate ai fatti del giorno. E comunque le uso sempre meno. In America sono già passati oltre, sono al ‘fact checking’ che sbugiarda le bufale. È un peccato che da noi non si pratichi. Ma la nostra tv generalista è ferma a modelli di 20-30 anni fa. La pay va meglio, è un po’ più aggiornata” (da La Stampa).

Dichiarazioni tv 17 aprile 2018

Simona Ventura (conduttrice e commissaria esterna di Amici 17): “Quello che ho già detto a Heather Parisi è che ‘carisma’ significa anche arrivare al cuore della gente, non conta solo la tecnica. Penso a Biondo: io non so se farà il cantante ma è amatissimo. A X Factor si sente più la responsabilità perché il giudice è caposquadra, Amici è più divertente ma non meno importante. Come Maria De Filippi desidero anch’io che questi ragazzi imparino ad afferrare le opportunità della vita. Sto valutando un progetto in cui sarei la prima donna in Italia. Rivitalizzerei Fantastico in versione 2.0. Temptation Island Vip archiviato? No, anzi” (da Tv Sorrisi e Canzoni).

Davide Mengacci (conduttore di Ricette all’italiana, dal 23 aprile alle 10.40 su Rete 4): “Quest’anno cambia tutto. In ogni puntata io e Flora Canto sceglieremo due ‘campioni’ che dovranno cucinare un piatto tipico del posto ma ognuno con il suo stile personale. Sarà una battaglia tra chi preferisce la cipolla e chi lo scalogno… Un trucco importante: prima della puntata bisogna incontrare tutti i partecipanti e parlarci un po’, in modo da individuare gli esibizionisti e i timidi, i primi vanno frenati, i secondi spronati” (da Tv Sorrisi e Canzoni).

Pif (creatore de La mafia uccide solo d’estate-Capitolo 2, dal 26 aprile su Rai1): “C’era bisogno di una rivoluzione culturale e sono felice che la Rai ci abbia destinati alla sua rete dedicata alle famiglie. C’era bisogno del coraggio di produrla questa serie, RaiFiction e Wildside l’hanno avuto, dare conto a un signor nessuno come me non era scontato. Dal punto di vista mediatico è importante che la maggiore rete trasmetta la serie, la rende più efficace. Abbiamo analizzato il periodo precedente al 1992. La serie è un esame di coscienza, la spinta a passare da cosa nostra a colpa nostra: noi che non abbiamo reagito, che abbiamo lasciato fare” (da La Stampa).

Dichiarazioni tv 16 aprile 2018

Milly Carlucci (conduttrice di Ballando con le stelle): “Maria De Filippi a Che tempo che fa? Mi è molto dispiaciuto per il mio gruppo, Fabio Fazio è un collega con cui c’è stima, ma la tempistica… insomma noi stiamo andando in onda! Se ancora esiste qualcosa in Rai è il senso d’appartenenza a una famiglia, che a volte ti aiuta anche a superare il fatto di non essere gratificato economicamente, tra tagli e quant’altro. Aver visto Maria sulla nostra stessa rete ci ha fatto restare male, ci siamo chiesti che impatto avrà il sabato successivo, se ci saranno dei danni per noi. Non siamo in concorrenza con Canale 5, la concorrenza non la fanno i programmi, semmai le aziende fanno le strategie, gli accordi, le guerre. Esempio: l’anno scorso Luciana Littizzetto, che lavora in Rai, era ospite di Canale 5 il sabato sera per 40 minuti a parlare di Sanremo, avevi dunque Rai1 un due emittenti alla stessa ora, non c’è più concorrenza. Barbara d’Urso ballerina per una notte? Avevamo accarezzato l’idea ma poi è andata diversamente, ha tanti impegni, adesso anche il Grande Fratello, il 28 aprile si esibirà suor Cristina” (da Libero).

Simona Ventura (nella commissione esterna di Amici 17): “Gli ostacoli vanno messi perché i ragazzi si devono rendere conto che gli obiettivi si raggiungono con il lavoro e il sacrificio soltanto, adesso ho capito perché i professori sono così severi. Perché ho lasciato la Rai? A quell’epoca ero arrivata a un punto di esasperazione insopportabile, quell’anno siamo andati via io, Santoro, hanno fatto fuori X Factor, non credo che si sia trattato di casualità. Alessia Marcuzzi? Mi piace tantissimo ma capisco che per lei sia difficile, ogni volta che entra in studio, sentirsi dire ‘Ah se avesse alzato il sopracciglio come la Ventura’. Mi metto al suo posto, a me girerebbero tantissimo” (da Qn).

Barbara Boncompagni (figlia di Gianni, morto un anno fa): “La sua eredità più importante resta la leggerezza e tale deve restare. Odiava le ferie, erano solo una perdita di tempo, ‘e poi il nostro lavoro è meraviglioso’, per questo ad agosto organizzava sempre le prove delle sue trasmissioni, e i collaboratori costretti a restare a Roma” (da Il Fatto Quotidiano).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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