Frasi culTV 18-24 novembre 2018

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 18-24 novembre 2018

Fiorello (showman): “La tv mi costa fatica perché è un continuo uscire da una riunione per entrare in un’altra: con i produttori, con gli autori, con gli scenografi, con le maestranze… L’ultima cosa a cui si pensa è lo spettacolo e io alla seconda riunione mi sono già stufato. La radio invece è come andare al bar, è divertente, non c’è stress, non ci sono gli ascolti, non c’è quello che dice che ieri non è andata tanto bene. Show su Rai1? Quando non sai chi arriva, se hai bisogno, non sai a chi rivolgerti, così è stato meglio spostarlo. La verità? Mi sento artisticamente sopravvalutato. L’ansia da prestazione si vince, anche perché gli ascolti ormai lasciano il tempo che trovano, quelli della domenica poi sono fantastici, non si capisce mai chi vince, Mara Venier e Barbara d’Urso hanno messo in dubbio l’unica certezza che avevamo, la matematica” (dal Corriere della Sera del 18 novembre).

Max Pezzali (cantante e volto fisso di Che fuori tempo che fa, in onda il lunedì in seconda serata su Rai1): “Sono molto lontano dalla tempistica della tv moderna, che ha subito e subirà lo spauracchio della soglia dell’attenzione che dura pochi secondi. La forza di Fabio Fazio è proprio la capacità di gestire gli spazi, lascia agli ospiti assoluta libertà, dà la possibilità di fare la tv alla francese, con un tavolo, senza passaggi obbligati, il filo rosso lo scopri strada facendo” (da Il Fatto Quotidiano del 19 novembre).

Cristina D’Avena (cantante): “In gara a Sanremo? Non ci ho pensato, non so se mi piacerebbe, potrei proporre un pezzo ma soltanto se è meraviglioso e, al momento, non me ne sono arrivati. Però farei ancora il super ospite: in fondo io continuo ad amare il mio repertorio e mi pare che anche al pubblico continui a interessare. Magari nel frattempo faremo una serata tv con qualche ospite a duettare con me” (da Il Giornale del 20 novembre).

Gialappa’s Band (ideatori e voci di Mai dire talk, in onda dal 29 novembre alle 21.25 su Italia 1): “Il programma sarà una via di mezzo tra il Dopofestival, che abbiamo condotto nel 2016 e nel 2017 a Sanremo, e Rai dire nius. Partiremo dalla cronaca vera, anche seria, trattando 4 o 5 argomenti con ospiti e opinionisti fissi. Poi però ci sarà l’aspetto più leggero, con gli interventi dei comici e i nostri filmati. Avremo il Mago Forest e gli affiancheremo un volto dell’informazione che sarà scelto nella prima puntata tra Greta Mauro di Matrix e Stefania Scordio di Tgcom24, dopo una vera e propria sfida. Ritroveremo anche Marcello Cesena e Maccio Capatonda, con i quali abbiamo collaborato per tanti anni” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 23 novembre).

Saverio Costanzo (regista de L’amica geniale, in onda dal 27 novembre alle 21.25 su Rai1): “Cosa è stato più difficile? Ricostruire un mondo che non c’è, lavorare con bambine e ragazzine non professioniste in una produzione per cui c’era un’aspettativa altissima. Tutto questo fa tremare i polsi ma non ho avuto paura perché il privilegio di mettere in scena una storia così bella ripaga di tutto. Il rapporto con Elena Ferrante? Professionale, abbiamo cercato di disturbarla il meno possibile, il suo romanzo era già il 95% del lavoro, il resto potevamo farlo noi, è stato un arricchimento, ho ancora tantissimo da imparare, ha un grande istinto per la scrittura cinematografica, il nostro è stato un carteggio ottocentesco, ci diamo del lei” (da Repubblica del 23 novembre).

Marco D’Amore (regista nella quarta serie tv di Gomorra, in onda su Sky a primavera): “Vorrei che questa tappa non venisse giudicata come un gesto di follia o una roba estemporanea, è frutto di un percorso cominciato anni fa, dopo un lungo apprendistato di produzione, di scrittura. Esiste solo un altro caso di un protagonista che diventa regista di una serie: Robin Wright in per House of cards. Prima di tutto mi sono detto: non c’è bisogno che fai l’autore. Questo progetto ha bisogno di gente capace di amministrare un’automobile enorme e di rispettare un linguaggio che è il suo marchio di fabbrica, ma in un continuo rinnovamento, amplificando certi personaggi, riuscendo a stupire ancora. Se Genny diventerà il nuovo Ciro? Impossibile, sono troppo distanti fra loro. Sarà interessante capire come Genny lavora nell’assenza di Ciro” (dal Corriere della Sera del 24 novembre).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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