Frasi culTV: Amadeus e Sanremo, Ricky Martin e Loredana Bertè su Amici 18, Massimo Giletti e lo Speciale Non è l’Arena

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 21-27 aprile 2019

Paola Caruso (showgirl): “Devo tutto a Barbara d’Urso e Ivan Roncalli (autore e braccio destro della conduttrice, ndr), senza di loro non avrei trovato mia madre. Ora mi ritrovo con due mamme, un fratello e una sorella: è sconvolgente. Il mio padre biologico? So che non ha figli, quando sarà il momento dirò chi è. Dopo tutto quello che ha fatto Barbara per me mi sembra giusto dirlo in una delle sue trasmissioni” (dal Corriere della Sera del 23 aprile).

Toto Cutugno (cantante): “Ora o mai più? Mancavo dal piccolo schermo da troppo tempo ed è stato bello poter accompagnare questi ragazzi. Qualcuno mi ha detto che sono stato troppo largo di voti e che davo troppi 10. La verità è che mi facevano tenerezza perché gli esordi non sono semplici per nessuno. Ultimamente mi è capitato di vedere l’Isola dei famosi e mi sono incazzato quando ho sentito Fabrizio Corona che parlava con Riccardo Fogli, giuro che in quel momento lo avrei ammazzato. Ma dov’è finito il rispetto? Non c’è un po’ di cuore e umanità? E questa sarebbe televisione?” (da Il Tempo del 23 aprile).

Loredana Bertè (giudice del serale di Amici 18, in onda il sabato alle 21.20 su Canale 5): “Ogni tanto le rivoluzioni vanno fatte perché servono a riportare l’equilibrio, farò tutte le battaglie necessarie a preservare il vero talento. A volte mi è sembrato che gli insegnanti non volessero esporsi più di tanto, forse dipende dal fatto che hanno lavorato per mesi e mesi assieme ai ragazzi e magari si sono create delle preferenze al di là del merito. Quando guardo i ragazzi penso a com’ero io all’età loro. E c’è una ragazza che mi somiglia moltissimo, ma non posso svelare chi è. Sono una giudice e quindi devo essere assolutamente imparziale. Lascio il talent show? Una bufala pazzesca, mancherò solo una puntata (l’11 maggio, ndr) perché la data coincide con un concerto del mio tour a Bologna, ma resto fino alla fine dei miei giorni, chiaro? Nessuno può sostituirmi e prendere il mio posto” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 23 aprile).

Davide Mengacci (conduttore di Ricette all’italiana, in onda dal 29 aprile dal lunedì al venerdì alle 11.20 e alle 12.30 su Rete 4): “Dopo 35 anni di peregrinazioni per l’Italia, fermarmi per un po’ in studio non mi dispiace affatto, è una cosa di cui sentivo il bisogno. Adesso abbiamo due inviate (Annalisa Mandolini e Annabruna Di Iorio, ndr) giovani, belle e più prestanti di me! Solo che stavolta saltabecco tra l’esterno e l’interno di un grande casale di campagna alle porte di Roma, circondato da un enorme parco, in cui giriamo il programma. Stare in cucina con Anna Moroni è un’esperienza entusiasmante, è un vulcano, un ciclone, battibecca con me di continuo perché non le va mai bene come faccio le cose, ha la lingua lunga, mi rimprovera anche in modo brusco e questo crea delle situazioni divertenti” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 23 aprile).

Amadeus (conduttore di Soliti ignoti-Il ritorno, in onda dal lunedì al venerdì alle 20.40 su Rai1): “Sanremo? Mi chiamano per farmi le congratulazioni, festeggerò quando arriverà la comunicazione. Sono fatalista. Succedono le cose che è giusto che accadano. Non avrei mai immaginato, anni fa, di poter fare l’access time di Rai1, una fascia oraria che è fondamentale per la rete, è come fare una prima serata tutte le sere. Oggi ho questo? Va bene così. Quando facevo Mezzogiorno in famiglia quello era il mio Sanremo” (da Repubblica del 25 aprile).

Massimo Giletti (conduttore di Speciale Non è l’Arena, in onda il 12 maggio alle 20.40 su La7 da piazza Umberto I di Mezzojuso, piccolo comune del palermitano in passato rifugio di latitanti): “Dai tempi d’oro di Santoro e Samarcanda non si faceva un’operazione tv così. Tre donne, che sfidano ogni giorno i boss e che sono vittime della mafia dei pascoli, sono accusate da alcuni loro concittadini, che avranno la possibilità di spiegarsi in trasmissione, di essere figlie di un capomafia. Loro hanno avuto il coraggio di rompere l’omertà in un territorio molto complicato, dove non tutti sono pronti a farlo” (da Il Fatto Quotidiano del 25 aprile).

Massimo Bernardini (conduttore di Tv Talk, in onda il sabato alle 15 su Rai3): “Il GF e i reality di Mediaset stanno diventando sempre più people show, intrattenimento popolare di grana grossa che non si nega volgarità, effettacci, sentimentalismi, carrambate. Altro che le edizioni iniziali, esperimenti sociali con lo share al 30%. Dietro c’è il mutamento del pubblico di Canale 5: una rete, in origine, con stile e target molto settentrionali che, per salvarsi, punta soprattutto su un pubblico da Roma in giù, che chiede poco alla tv. E conferma un Paese a due velocità: il Nord verso Netflix, il Sud verso la tv gratis. Un altro esempio? Report: dal Centro in giù, negli ascolti, crolla” (da La Gazzetta dello Sport del 25 aprile).

Gerry Scotti (conduttore di Caduta libera!, in onda alle 18.50 su Canale 5, e di Striscia la notizia, in onda dal lunedì al sabato alle 20.40 su Canale 5): “Ho pianto a Chi vuol essere milionario? Fosse stata una finzione o una esagerazione l’avrei fatta tagliare. È stato un momento di verità: ero convinto di aver fatto sbagliare un concorrente, tra l’altro molto giovane. Nonostante la mia ventennale militanza nei quiz, mi sono emozionato. Semplice… Reality? Come dice Fedele Confalonieri, sono un genere necessario che contribuisce a pagare il mio stipendio. La tv generalista può ancora attingere a vari format, ma i danni veri li fanno soltanto gli abusi e le ripetizioni continue. Vederne troppi potrebbe stancare i telespettatori” (da Oggi del 25 aprile).

Ricky Martin (coach dei Bianchi al serale di Amici 18, in onda il sabato alle 21.10 su Canale 5): “L’errore più grande che può fare un ragazzo che prende parte a un talent è credere di non essere bravo se viene eliminato. Molti escono frustrati, pensano che l’eliminazione sia la fine della loro carriera. Invece bisogna rischiare e non abbattersi. Oggi è difficile per i nuovi artisti avere l’opportunità di esporre la propria arte non solo qui in Italia ma in tutto il mondo. Chi partecipa a un talent deve correre questo rischio perché esibirsi è il sogno della sua vita. Il talent ti dà il palco per esprimere te stesso, per dire tutto ciò che hai bisogno di dire, per raccontare la tua storia al pubblico e quindi devi essere disposto a rischiare” (dal Corriere della Sera del 26 aprile).

Annalisa (conduttrice di Tutta colpa di Leonardo, in onda dal 28 aprile la domenica in terza serata su Italia 1): “Tra i grandi ‘influencer’ della storia è quello che ha spaziato di più. Era scienziato, architetto, artista. Abbiamo pensato a lui non soltanto perché siamo nel 500esimo anniversario della morte, ma anche perché ci dava la possibilità di spaziare come nessun altro. Ha intercettato praticamente tutti i campi della scienza e dell’arte, è un tesoro che ogni volta lascia nuovi margini di scoperta. Di tutte le edizioni, questa è quella che attendo di più perché l’abbiamo girata parecchio tempo fa e adesso non vedo l’ora di seguirla sullo schermo” (da Il Giornale del 26 aprile).

Flavio Montrucchio (conduttore di Primo appuntamento, in onda il martedì alle 21.10 su Real Time): “Raccontiamo l’amore, libero da pregiudizi razziali, sessuali o anagrafici. Storie di persone di ogni età e orientamento sessuale, tutte alla ricerca dell’amore. Di sicuro mi diverto molto. Ci metto una punta di ironia, di leggerezza. E siccome i tempi di registrazione sono serrati, aver fatto molto teatro mi porta a dare il meglio alla ‘prima’. Mi lascio guidare dall’istinto e dalla sensibilità. In questa edizione siamo riusciti a dargli un aspetto più romantico. Servono toni giusti, simpatici, ma mai invadenti. Credo il prossimo anno ci sia spazio per una versione vip, so che la produzione ci sta ragionando. A decidere le sorti di un programma sono sempre i numeri. Quindi si può pensare a qualche esperimento. Sarebbe una bellissima idea” (da Il Giornale del 26 aprile).

Michele Santoro (giornalista): “Tornare in Rai? È la casa dove sono nato, ma vivo bene anche lontano dalle telecamere. Giulia Innocenzi a Le Iene? Loro sono lontani anni luce dal mio modo di fare giornalismo” (dal Corriere della Sera del 27 aprile).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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