Frasi culTV: Maria De Filippi, Vittorio Sgarbi, J-Ax, Terence Hill, Alessio Boni

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 21-27 luglio 2019

J-Ax (cantante): “È stato riconfermato All together now, con Michelle Hunziker. Mi trovo bene con le donne al comando. Anche con Raffaella Carrà a The Voice: è un mito. Quando registravamo e diceva: ‘È tardi, torno a casa’” si smetteva tutti. Mi piace fare il capitano, ma il generale deve essere donna” (dal Corriere della Sera del 21 luglio).

Alessio Boni (attore): “Fiction? Credo che sottovalutiamo il pubblico, il 35% di quello che segue Rai1 è laureato. La qualità fa bene a tutti, non ho mai ghettizzato la tv. Sono più orgoglioso delle fiction su Walter Chiari che di certi film” (da Repubblica del 21 luglio).

Mario Giordano (giornalista): “Successo di Fuori dal coro su Rete 4? Io racconto le cose che non vanno in questo Paese, fatti veri e certificati. Ma ne do anche un’interpretazione e offro la mia chiave di lettura, molto precisa. Poi si può essere d’accordo o meno con quello che penso, ma non c’è dubbio che questa formula in termini di ascolti abbia pagato. Con la mia voce stridula e fastidiosa, sì. Esagero? Non ci gioco. Mi viene proprio naturale. Mi infurio anche durante le riunioni di redazione, quando discuto con i miei autori” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 23 luglio).

Maria De Filippi (conduttrice): “Io direttrice di Canale 5? Ho visto Maurizio Costanzo essere direttore di rete: ed è finito in ospedale! Io non lo farei mai e poi mai. Dire sì o no ai tuoi colleghi deve essere fra le cose più tremende che ti possano succedere: ma perché dovrei mettermi in una situazione del genere? Succede per esempio che l’azienda, attraverso il direttore di rete, mi chieda una puntata in più di un mio programma: dico subito che non la voglio fare. Poi parte la telefonata di Salem (Alessandro Salem, direttore generale di Rti, ndr) e io ri-dico no… Arriva la telefonata di Pier Silvio Berlusconi e io ‘sbrago’. Se partisse lui direttamente sarebbe tutto più veloce: a Pier Silvio faccio fatica a dire no! A Tu sì que vales si vede come sono veramente. È una trasmissione senza responsabilità per me e quindi me la godo. Esce tutta la mia parte light! Milly Carlucci è una grandissima professionista con un programma che cura dall’inizio alla fine, dai piccoli ai grandi dettagli. Ha una grande squadra e si dedica al programma come fosse suo figlio, se lo studia, se lo costruisce dentro: ogni anno c’è una storia d’amore fantastica, o qualche altra vicenda che avvince il pubblico. È molto capace, glielo riconosco. La nostra è una lotta divertente. Quest’anno ci siamo parlate, scambiate messaggi. Io non sopporto di esser considerata come la Juventus nel calcio, sempre assolutamente vincente: rivendico il sacrosanto diritto di sbagliare. L’ho fatto e mi è pure servito: Missione impossibile fu un flop. Ribadisco che voglio poter perdere perché non ne faccio un dramma, lo vivo con serenità. Raffaella Carrà? Ho sognato per una vita che mi invitasse a Carràmba, ma mi chiese se sapevo ballare ed essendo negata non se ne fece mai nulla. Quando l’ho conosciuta ed è venuta da me ho visto una cosa che mi è piaciuta molto: la sua passione quando parlava di danza. Il suo entusiasmo era tangibile. Con lei ho perso la testa alle prove perché è arrivata e ha cambiato tutte le coreografie. Mi ha fatto ridere quando si è girata verso di me e ha esclamato: ‘Ma sono tutti impalati questi?’. Era impensabile per lei che non sapessero fare due passi di danza, allora li ha messi lì e gli ha insegnato i passi. Mi riconosco la capacità di saper ascoltare e cogliere il centro delle
cose. Ma so anche qual è il mio limite: non so fare le trasmissioni che prevedono una certa rigidità. Io il Grande Fratello non potrei mai farlo: dopo cinque minuti entrerei nella Casa. Ho capito che devo essere me stessa in tv perché la televisione è una lente di ingrandimento. Quello che sei, salta fuori: io ho scelto di essere me stessa” (da Oggi del 25 giugno).

Vittorio Sgarbi (critico d’arte): “Rissa a Stasera Italia su Rete 4? Avevo visto Mughini al trucco e lì ho scoperto che un mio intervento che avevo fatto per Tiki Taka è stato trasmesso invece dalla sua trasmissione. Io che neanche sapevo avesse una trasmissione. Non solo non me lo ha chiesto, ma ha anche detto che il mio intervento, a mio parere molto bello, su Balotelli e la vicenda dello scooter in acqua era una scemenza. In particolare ha detto: ‘È un video in cui dici le tue consuete scemenze’. Comunque sia lì al momento non ho risposto. Ma quando in studio, lui, pagato da Berlusconi, ha iniziato a parlare in quel modo della magistratura, con quell’aria da profeta che scende in terra… ecco, lì per me è troppo, mi stai rompendo. Allora lo faccio apposta, non meriti di essere ascoltato e quindi ti schiaccio. Tutta scena? No, è una tattica che ho elaborato, tra cui ripetere in continuazione la stessa parola per non farlo parlare. Devo dire che il consenso è stato universale: ho ricevuto messaggi da chiunque” (dal Corriere della Sera del 26 luglio).

Terence Hill (attore): “Don Matteo piace perché tanta gente ama il giallo e la commedia. E nelle storie che raccontiamo i due generi si conciliano. La serie rispecchia il Paese e ogni anno che andiamo avanti lo rispecchia ancora di più. Andando avanti ho cambiato molto il personaggio, all’inizio Don Matteo faceva una predica. Spiegai subito: ‘Quando c’è la parola peccato la cancello, per lo meno io non la dico. Ho usato un linguaggio più semplice, ho scelto le riflessioni di Goethe o di Madre Teresa. Ero sicuro che le loro parole sarebbero arrivate. Don Matteo non giudica, tutto quello che era punitivo è sparito dall’inizio” (da Il Venerdì di Repubblica del 26 luglio).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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