Frasi culTV: Eleonora Daniele, Pippo Baudo, Renzo Arbore, Enrico Mentana, Giovanna Botteri, Marco D’Amore

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 22-28 marzo 2020

Eleonora Daniele (conduttrice di Storie italiane, in onda su Rai1 dal lunedì al venerdì alle 9.55): “Abbiamo toccato picchi da 2 milioni di telespettatori. Sento che la gente ci segue perché ha un grande bisogno di essere informata e rassicurata. Ricevo una miriade di messaggi dai nostri telespettatori, sento l’affetto e la vicinanza che hanno nei miei confronti, così come avverto anche dallo studio di Saxa Rubra, le paure, le angosce collettive… Siamo tutti molto provati dalla situazione assurda che stiamo vivendo. Non possiamo rinunciare all’intrattenimento, dobbiamo accompagnare il pubblico fuori da questo tunnel di dolore e farlo con la giusta delicatezza, teneramente. Ci stiamo comportando come il cinema americano degli anni ’50 che dopo la guerra allietava gli spettatori con film che prevedevano l’happy end” (da Avvenire del 22 marzo).

Enrico Mentana (direttore del TgLa7): “La redazione è dimezzata dallo smartworking. Gli ospiti tutti collegati. Questa situazione che ha svuotato gli studi dal pubblico ha creato due miracoli: non si cerca più la battuta per il facile applauso e nessuno si parla addosso, bisogna parlare uno alla volta. Tutto questo ha portato a livello più alto la trasmissione” (da Libero del 22 marzo).

Livio Fanzaga (direttore di Radio Maria): “Abbiamo registrato un aumento notevole in radio e sui nostri social, la gente vuole capire e condividere, è molto importante illuminare il futuro con le parole della speranza. Da noi si sono avuti picchi impressionanti di ascolto ogni volta che c’era il messaggio della Regina della pace. Il problema dei media cattolici è farsi seguire dalla gente comune: nonostante il dispiegamento di mezzi, non fanno molti ascolti. Rosario per l’Italia trasmesso da Tv2000? Non vi è dubbio che quando è il Santo Padre che apre il rosario i fedeli accorrano, particolarmente in momenti come questi” (da La verità del 22 marzo).

Pupi Avati (regista): “I palinsesti sono bloccati fra informazione a tappeto ed evasione con la scusa che questa porta un sorriso. Ma il servizio pubblico deve fare altro. Approfittiamo per trasmettere qualcosa che ci faccia davvero bene: la bellezza della cultura. Purtroppo ho ricevuto una lettera molto gentile, ma dissuasiva, da parte del presidente della Rai, che mi spiega che cambiare la programmazione non si può. Penso che sia un danno per il servizio pubblico sottostare ai diktat dei pubblicitari che fanno i palinsesti e giocano al ribasso anche in questo momento sabbatico” (da Qn del 23 marzo).

Roberto Poletti (conduttore di Uno Mattina, in onda su Rai1 dal lunedì al venerdì alle 6.45): “Avrei potuto rientrare su Roma, invece ho girato la macchina e sono tornato a Milano, poco prima che diventasse zona rossa. Il giornalista sta dove c’è la notizia e metà dei contagi sono in Lombardia. Si parla di Coronavirus anche al Gf Vip o a Live non è la d’Urso? Ben venga se show non giornalistici danno messaggi positivi, all’inizio capitava di vedere personaggi imbarazzanti discutere di emergenza sanitaria, ora tutti hanno capito che serve vigore, il che peraltro porta a rivalutare il ruolo dei giornalisti” (da Libero del 23 marzo).

Matilde Gioli (attrice in Doc. nelle tue mani, in onda su Rai1 il giovedì alle 21.30): “Mancavano pochi giorni alla fine delle riprese quando sono state interrotte. La produzione ci ha chiesto di restare a Roma per qualche settimana per vedere se più avanti riusciremo a completare le ultime scene. Questa è una serie che lancia un messaggio di speranza, fa vedere che chi lavora in un ospedale dà sempre il massimo per salvare le persone” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 24 marzo).

Giovanna Botteri (corrispondente Rai da Pechino): “Per un periodo è stato difficile andare a girare. Di solito facciamo i servizi da qui e per le immagini che non riusciamo ad avere ci sono le agenzie di video. Prima di fare le riprese dobbiamo chiedere le autorizzazioni all’ufficio competente: devi programmare tutto. Qui siamo sette ore avanti ma io vivo basandomi sul fuso orario italiano perché lavoro sui tempi vostri, ho molte dirette e non ho alternative. Appena le trasmissioni italiane finiscono, vado a dormire anch’io. Nei momenti di crisi riposo cinque o sei ore. Lavoro dalle 11 di mattina (ora italiana) a volte fino all’una di notte” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 24 marzo).

Marcello Foa (presidente della Rai): “Raccolgo in maniera costruttiva l’invito di Pupi Avati a potenziare l’offerta culturale della Rai. Ricordo, però, che abbiamo già fatto uno sforzo notevole in questo momento di emergenza e che esistono canali tematici dedicati, anche se certamente si può fare ancora di più. Noi, da sempre come servizio pubblico ma ancor di più in queste settimane di isolamento dove è aumentato in maniera enorme il pubblico che ci segue – di tutte le età e a tutte le ore – dobbiamo riuscire a bilanciare l’esigenza di informare con l’offerta divulgativa e l’intrattenimento, perché bisogna, per quanto possibile, tenere vivi anche il buonumore e la speranza” (da Il Giornale del 25 marzo).

Pippo Baudo (conduttore): “In questi giorni in tv non hanno cambiato molto, semmai hanno accorciato. Io, comunque, consiglierei alla tv di prendere i vecchi programmi che hanno nel cassetto e di rimandarli in onda, esattamente come erano. Tipo Canzonissima fatta da Corrado o la mia, Fantastico fatto dalla Cuccarini e dalla Carrà” (da Oggi del 26 marzo).

Marco D’Amore (attore e regista): “Preparo Gomorra 5, il percorso drammaturgico. Il set era previsto in estate, vediamo cosa succederà. L’architettura è pronta, lavoriamo ai singoli episodi. La segregazione ci permette di scrivere con più tempo, in genere mentre si girano le prime puntate si scrivono le ultime, stavolta saremo pronti. La nuova stagione è la più rischiosa: le prime quattro sono state un crescendo, con un racconto che sembrerebbe esaurito. Si deve lavorare il doppio per fornire una storia avvincente, dei personaggi in grado di restare. Vorrei che fosse indimenticabile perché la migliore di tutte. Sarà sorprendente, affascinante. Come dice uno dei personaggi ‘nun sapit che v’aspett'” (da Repubblica del 28 marzo).

Renzo Arbore (showman): “Oggi, paradossalmente, magicamente, per via di questa contingenza drammatica, si è tornati a vedere la televisione generalista. Quindi io sono convinto che l’innovazione debba essere rivolta soprattutto ai canali più importanti di questo tipo di tv. Le piattaforme come RaiPlay, oggi visibili ancora da poche persone – i tecnici mi dicono che, per adesso, sono frequentate solo da un’élite minoritaria – non rivestono a mio parere la missione principale della tv generalista. Che proprio ora è quella di rispondere a una richiesta di intrattenimento arricchente, perché no, educativo” (da La Stampa del 28 marzo).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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