Frasi culTV: Fabio Fazio, Amadeus, Massimo Giletti, Renzo Arbore, Teresa De Santis, Mika

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 22-28 settembre 2019

Mika (cantante): “Mi è piaciuto fare televisione, mi ha dato molto. Ho potuto sviluppare un progetto occupandomi di tutto: testi, coreografie e costumi con mia sorella Jasmine. Ho fatto perfino il falegname. Un’esperienza che mi ha avvicinato al mio sogno nel cassetto: dirigere un teatro tutto mio. Ma la tv è anche una gabbia: regole, complessità, vincoli organizzativi che uccidono la creatività. Per questo ho deciso di bruciare la mia identità televisiva” (dal Corriere della Sera del 22 settembre).

Francesca Fialdini (conduttrice di Da noi… a ruota libera, in onda su Rai1 la domenica alle 17.35): “A La vita in diretta la cronaca era la regola, in questo nuovo programma non posso essere troppo legata alla cronaca quotidiana, le storie quando vengono pescate dall’attualità devono saper esprimere un tema di cui si parla anche nelle case o nei bar, più che un episodio di cronaca specifico come facevo prima. A La vita in diretta in fondo facevo il mio mestiere, che è sempre stato quello di una conduzione legata al giornalismo, la domenica richiede toni più allegri e leggeri: mi devo mettere tanto in gioco” (da Repubblica del 22 settembre).

Teresa De Santis (direttrice di Rai1): “Rai 1 stacca la concorrenza di parecchi punti e anche nel daytime sta rimontando un gap antico con Canale 5. Il maggiore competitor ha investito milioni su una programmazione che lo illumina sette giorni su sette, hanno nuove produzioni, nuove fiction. Pure nel preserale hanno investito tre milioni e mezzo di euro. Certo, io ho le repliche di Montalbano, un meraviglioso Ulisse che ha inorgoglito anche l’ad Salini e di questo questo sono felice, ho una fiction nuova, Imma Tataranni, con una protagonista bravissima ma ancora poco conosciuta. Niente più Champions League? Questo mi creerà seri problemi, perché i film hanno risultati inferiori e, inoltre, me la ritroverò contro ad attaccare le fiction migliori, mentre lo scorso anno era Rai1 ad averla e a godere del suo 19 per cento” (da La Stampa del 23 settembre).

Edoardo Stoppa (conduttore): “Sto lavorando a un format speciale sul benessere psicofisico di uomini e donne per la televisione. Se abbandonerò gli animali? Mai. Continuerò a occuparmi di loro e a cercare di salvarne sempre di più. Sempre con Striscia? Ci sono delle grosse novità, ma per ora non posso dire nulla” (da Libero del 23 settembre).

Corrado Tedeschi (conduttore): “Nel teatro si lavora con dei professionisti, nella televisione invece non è sempre così. L’ultima trasmissione che ho fatto alla Rai, Sabato, Domenica e…, ha ottenuto il 35% di share, è arrivata dopo anni di Cominciamo bene, un altro grande successo di consensi. Ma in tv gli ascolti contano per alcuni, per altri no. È un meccanismo un po’ misterioso. Io so il perché. Lascio al pubblico capire, diciamo che non sono inserito in giri di potere. Ho solo la simpatia del pubblico che è la mia più grande raccomandazione. Ogni tanto vado ospite in trasmissioni carine come La vita in diretta, Soliti ignoti. Certo che mi piacerebbe fare la tv ma chi decide dovrebbe guardare gli ascolti e basta. E invece ci sono altri equilibri che non so definire bene, chiamiamoli i ‘poteri forti’. Quando non si sa cosa dire si dice i poteri forti ma quali siano in pochi lo sanno” (da Leggo del 24 settembre).

Amadeus (direttore artistico e conduttore del 70° Festival di Sanremo): “Sarò lieto non solo di invitare il Gabibbo il sabato sera, ma il signor Antonio Ricci sarà mio ospite e seduto in prima fila. E non mi può dire di no, perché avrò il piacere di invitarlo personalmente in platea. D’altronde sono sempre stato un fan di Striscia la notizia. Ritorna la categoria delle Nuove Proposte, come era un tempo, ma con una novità importante: i Giovani avranno visibilità a partire da metà novembre per quattro appuntamenti settimanali nel pomeriggio di Rai1, fino alla serata finale di Sanremo Giovani in onda il 17 dicembre. Vorrei un palco elegante, importante, che rispecchi la tradizione del Festival ma vorrei anche degli elementi di innovazione. Quando lo spettatore guarda il palco deve dire ‘Che bello! È Sanremo, però ci sono tocchi di novità”. Non deve essere il Sanremo del ‘Signore e signori ecco a voi…’. Vorrei che fosse un Sanremo in cui tutto quello che accade sul palco accade perché c’è un motivo, un racconto dietro. Al di là della gara, della liturgia dell’ascolto delle canzoni, lo spettatore non saprà cosa potrà accadere e dove potrà accadere… stiamo pensando a qualcosa di sorprendente! Il giovedì sarà la serata delle cover: l’esibizione sarà votata e il voto si sommerà a quello delle altre serate” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 24 settembre).

Marco Giallini (attore in Rocco Schiavone 3, in onda dal 2 ottobre il mercoledì alle 21.20 su Rai2): “Ritroviamo Rocco un po’ solo, senza gli amici di sempre, con Sebastiano convinto che Rocco sia responsabile del suo arresto. Caterina l’ha tradito. Cresce invece il rapporto con Gabriele, il ragazzino vicino di casa, e Rocco riesce finalmente a conoscere la mamma. Una bella sorpresa, con un colpo di scena” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 24 settembre).

Stefano Accorsi (attore in 1994, in onda dal 4 ottobre il venerdì alle 21.15 su Sky Atlantic e Sky Cinema Uno): “Se nella prima serie Leonardo Notte tramava nell’ombra e nella seconda usciva allo scoperto, adesso vuole dominare. La frase chiave è: ‘A me non importa di fare il ministro, io li voglio decidere i ministri!’. Si accorgerà però che se raggiungere il potere è già difficile, mantenerlo è quasi impossibile. La trilogia è nata per raccontare gli anni che hanno cambiato l’Italia per sempre ed è giusto che finisca qui. Mi dispiace lasciare Leonardo ma mi piace che la storia abbia un finale forte e non si trascini all’infinito” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 24 settembre).

Flavio Insinna (conduttore de L’eredità, in onda alle 18.45 su Rai1): “Quando mi hanno proposto di condurre L’eredità volevo scappare. Io ero paralizzato da mille pensieri. Per primo, un senso di inadeguatezza. Poi il mio pensiero è corso ‘là’: puoi mai pensare che quel gioco si chiama L’eredità e tu lo prendi da un amico fantastico che non lo lascia per andare a fare Sanremo ma perché non c’è più? Ho parlato tanto con Carlo (Conti, ndr), con gli autori, con la produzione, con i direttori… Tutti mi hanno tranquillizzato, era un ‘sì’ collettivo e condiviso, ma era una situazione complicatissima, anche perché io a Fabrizio (Frizzi, ndr) ci penso ogni giorno… Il sorriso di Carlotta (Mantovan, ndr) per me ha fatto la differenza” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 24 settembre).

Andrea Piovan (voce delle clip di Live non è la d’Urso, in onda la domenica alle 21.20 su Canale 5): “La mia è la voce di chi guarda la tv e dice: ‘Cooosa? Pamela, ma come hai potuto farci queeesto!’. Ecco perché mi chiamano l’inquisitore. Barbara qualche volta mi chiede: ‘Ci metti un po’ più di gioia? Un po’ più di ironia?’. Oppure: ‘Andrea, ma non è che qui hai esagerato un po’?’. Di solito ha ragione, a volte esagero. Me ne accorgo anche dai commenti sui social” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 24 settembre).

Pio e Amedeo (comici): “La nostra è una satira accessibile a tutti, non come quella del collega Maurizio Crozza, che fa un tipo di satira per gente informata dei fatti, noi facciamo satira per informare. In uno show su Canale 5 faremo le nostre cose, ci stiamo lavorando, ma saremo liberi come sempre” (da Repubblica del 25 settembre).

Massimo Giletti (conduttore di Non è l’Arena, in onda la domenica alle 20.40 su La7): “Alla presentazione del programma dissi che avrei puntato al 6% e così è stato. Perché su Rai1 non c’è più Fazio che faceva il 14-15%, ma una fiction che ha fatto il 24% e questi punti in più, da qualche parte, devono arrivare. Di sicuro, quando ho visto la freddezza del pubblico in studio verso la Prati, ho capito che anche da casa poteva esserci freddezza nei confronti del suo racconto. Ecco, spero che la mia puntata abbia aperto nuovi spunti di riflessione. In realtà il mio obiettivo era quello di spiegare come nasce una fake news che resterà negli annali della televisione. Perché il Pratigate è stato soprattutto una fiction a puntate dove personaggi facilmente smentibili non sono stati smascherati, ma sono diventati protagonisti del racconto. Il nulla è assurto a corpo televisivo in un programma che è sotto testata giornalistica, che aveva quindi il dovere di verificare. Ma sono in molti ad aver fatto scempio di questa storia, non mi focalizzerei solo sulla d’Urso” (da Chi del 25 settembre).
“Pamela Prati ha scelto di raccontare la sua versione in un programma credibile, lontano da nani e ballerine. Fabio Fazio? Lo preferivo su Rai1: faceva il 14-15 per cento di share, meno delle fiction” (da Oggi del 26 settembre).

Renzo Arbore (showman): “In tv ormai si assiste solo a risse, parolacce, gossip… oppure la tv del dolore e, a volte, dell’orrore. C’è la corsa sfrenata all’Auditel, al mercato, quindi i programmi sono tutti ‘hard’, ‘strong’, roba dura, che faccia dividere il pubblico oppure farlo piangere. Persino le imitazioni di certi comici, e non mi chieda chi, sono cattive. Non esiste più quella tv buona, tranquillizzante, riposante, ma anche istruttiva… Insomma quella che la gente, tornata a casa dopo il lavoro, dopo giornate magari difficili, con problemi da risolvere, vorrebbe vedere per rilassarsi. Le idee buone, purtroppo, ci sono arrivate dall’estero, tipo X Factor o Italia’s got talent che mi piace perché io sono sempre stato un talent scout. Però, c’è un però: anche qui si vedono acrobati, cantanti, funamboli, prestigiatori che si esibiscono e va bene, ma non fanno ridere, se non raramente… Solo un aspetto mi pare importante nella tv attuale: la preponderante presenza di conduttrici. Non solo Mara Venier che ha successo con la sua Domenica In perché nel suo studio c’è allegria, perché regala sorrisi. Ma poi ci sono tante brave giornaliste che conducono i talk show: non mi perdo una puntata di Lilli Gruber, è un barometro politico di quanto accade. Mi manca tanto Nadia Toffa e apprezzo molto la brava Andrea Delogu” (dal Corriere della Sera del 26 settembre).

Alberto Angela (conduttore di Ulisse, in onda il sabato alle 21.25 su Rai1): “Nella seconda puntata racconteremo aspetti inediti della vita di Leonardo, sarà una viaggio dalla Toscana alla Francia. Ci sarà Roberto Benigni, Giorgia canterà un testo di Leonardo, operazione abbastanza curiosa, è stata brava. Poi ci sono Gigi Proietti e Luca Ward, col loro talento rappresentano valori che rassicurano” (da Repubblica del 26 settembre).

Fabio Fazio (conduttore di Che tempo che fa, in onda dal 29 settembre la domenica alle 19.30 su Rai2): “Ogni puntata costa 409mila euro. Quindi con il mio passaggio a Rai1 la rete ha guadagnato un bel po’ di spettatori a un terzo dei costi della fiction. Rai vuol rimettere la fiction al mio posto? Niente da dire, non ha senso restare in un ambiente che ti considera un problema e non una risorsa. Ho lavorato per un anno, molto faticoso, senza avere il telefono del direttore di rete, cosa abbastanza inusuale. Teresa De Santis l’ho vista solo una volta, dieci minuti: era venuta a Milano per altre cose e ci ha fatto una visita di cortesia, due parole sulla scenografia. La domenica Rai2 fa il 6%, se arriviamo all’8 sarà già un figurone, saremo più liberi, potremo chiamare nomi meno popolari, fare cose un po’ più speciali. Il programma avrà una permessa di un’ora, Che tempo che farà, prima del Tg2 in cui io e Mago Forest giocheremo col pubblico in sala insieme ad Ale e Franz, raccontando chi saranno gli ospiti e improvvisando molto. Dopo il tg ci saranno due interviste, poi ci sarà Luciana Littizzetto, il nostro faro, e l’intervista, diciamo così, culturale. Poi ci sarà il tavolo, ridotto da 90 a 40 minuti, con Nino Frassica, Gigi Marzullo, spesso Raul Cremona e, di volta in volta, alcuni ospiti” (da Il Venerdì di Repubblica del 27 settembre).

 

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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