Frasi culTV: Antonella Clerici, Flavio Insinna, Amadeus, Gerry Scotti, Filippo Timi

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 24-30 novembre 2019

Flavio Insinna (conduttore de L’eredità, in onda alle 18.50 su Rai1): “Perché il quiz ha successo? Perché regaliamo un’ora di serenità. Continuo a pensare che quello spazio sia una piazza accogliente che dà la possibilità di raccontarti. L’alchimia nasce dalla ricerca estenuante dei concorrenti. La cosa bella è la risposta del Paese che s’innamora di persone che faticano e coninuano a studiare. L’inizio non è stato facile, tante puntate le ho fatte nel gabbiotto con gli autori, Carlo Conti con forza d’animo rara aveva chiuso la stagione più dolorosa quando Fabrizio Frizzi arriva e va via per sempre, poi i direttori Teodoli e Orfeo mi affidano nel gioco, io sto nel gabbiotto come uno studente, i tecnici mi abbracciano, gli autori mi chiedono: vuoi le domande su carta, le leggi con gli occhiali? Senza? Provi provi, poi devi cominciare. L’ultima puntata l’anno scorso ho detto: se potessi scegliere la parola della ghigliottina sarebbe ‘pazienza’. La vostra, il tempo che mi avete dato. Ci sono voluti mesi per trovare il passo” (da Repubblica del 24 novembre).

Filippo Timi (conduttore di Skianto, in onda il 13 e 20 febbraio alle 21.20 su Rai3): “Sarà uno show senza limiti ma non senza briglie. Mi sono chiesto: dove porto il personaggio di Daniela, che non comunica col mondo? A fare monologhi nel varietà. Sono anche presentatore, con me ci sono attori e varie creature: un sasso innamorato di un’altra pietra ma senza la bocca per dire ti amo, una candelina senza picciolo, un pennarello grigio che non ha abbastanza coraggio per tuffarsi nel nero o dissolversi nel bianco. Avrò tanti ospiti, ricostruiamo gli anni 80 con i ballerini. La seconda puntata sarà dedicata a Sanremo. Con Raphael Gualazzi proporremo le nostre versioni dei successi. È un Sanremo dei ‘se’: e se fosse successo questo? Ho le vallette, i fiori che cantano” (da Repubblica del 26 novembre).

Daniel Sharman (attore in I medici 3, in onda su Rai1 dal 2 dicembre e poi il 3 alle 21.30 su Rai1): “La seconda stagione si è chiusa con la congiura dei Pazzi, in cui il fratello di Lorenzo, Giuliano, viene assassinato nella cattedrale di Santa Maria del Fiore. Adesso la storia prosegue con Lorenzo che è disposto a tutto pur di difendere la sua famiglia dai nemici. Vivrà un periodo di crescita e di prosperità, sarà più maturo, anche d’età. Vedrete come costruisce il suo rapporto con la moglie Clarice e i figli. La terza stagione tratteggia l’ascesa e la caduta di una figura storica per Firenze, un uomo saggio, un mito” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 26 novembre).

Antonella Clerici (conduttrice del 62° Zecchino d’Oro, in onda il 4, 5 e 6 dicembre alle 16.50 e il 7 dicembre alle 21.30 su Rai1): “Per me una prima volta, anche se la mia vita spesso si è incrociata con lo Zecchino. La canzone Le tagliatelle di nonna Pina l’ho sentita per caso in radio mentre andavo a La prova del cuoco, l’ho voluta nel mio programma ed è diventata un tormentone. Mio ritorno alla Prova del cuoco? Sono notizie che leggo anch’io, ma non so cosa farò. Ho sempre detto che a La prova del cuoco così com’è non torno perchè l’ho già fatta. Vedremo gli sviluppi e le esigenze della Rai. Allo scadere del contratto la mia prima scelta è sempre la Rai, perchè è la mia casa, la mia famiglia, ma devono esserci i programmi giusti e non voglio imporre la mia presenza. Stanno pensando ad un format per me che potrebbe andare tra aprile e maggio, a gennaio vedremo se si concretizzerà” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 26 novembre).
“Mi piacerebbe, non so quando, non so dove, riprendere un po’ il mondo di Ti lascio una canzone, dove ad avere la scena sono i piccoli talenti. Oggi ci sono due trasmissioni davvero attuali che vorrei fare. La prima, con i bambini che cantano senza competizione, in maniera sana e divertente. E la seconda legata ai sentimenti, dove proporrei contenuti valoriali. Girano tante voci, ma nessuno è ancora venuto da me: io sono un costo per la Rai, so che Salini che mi stima ed è certamente attento ai conti, auspica un mio ritorno, così mi è stato detto, ma sono qui che aspetto. Anche se una cosa l’ho bene in testa: la faccia in tv ce la metto io, difficilmente mi farò convincere ancora a fare cose di cui io per prima non sarò convinta, come invece è successo in passato. Ho cercato di andare incontro alle esigenze di tutti. In futuro però dirò no a ciò che non condivido. Ho detto tanti sì, per far dei favori ai produttori, per fare favori alla Rai, per fare dei favori agli autori e badando poco a me stessa. Oggi penso che se mi venissero proposti progetti che non mi piacciono, devo e voglio esser libera di poter dire no. Non sono obbligata a fare programmi per forza e tantomeno quelli che ho già fatto. Non ho mai nascosto che mi piacerebbe cucinare dalla mia casa nel bosco. Dopo che per tanti anni sono entrata nelle case degli italiani, vorrei portare loro da me. Ma non ho velleità. Mi piacerebbe fare i serali che ho in mente. Resto una persona disponibile, mica divento improvvisamente arrogante o spocchiosa!” (da Oggi del 28 novembre).

Anna Foglietta (attrice in Storia di Nilde, in onda il 5 dicembre alle 21.30 su Rai1): “Come ci si prepara a diventare Nilde Iotti? Ho studiato su fonti scritte e sui video che si trovano: li ho consumati a furia di rivederli. Per la Nilde privata, invece, ho parlato a lungo con le persone che la frequentavano e che la conoscevano nell’intimo: la figlia Marisa Malagoli Togliatti e Giorgio Frasca Polara (portavoce della Iotti quando era presidente della Camera, ndr). Ho lavorato sull’immagine: il cambiamento dell’acconciatura nel corso degli anni, un appesantimento nella figura prima e poi un dimagrimento quando era più anziana. Ho lavorato anche sulla voce: sul dialetto emiliano inizialmente più marcato e poi sempre più edulcorato da una dizione che a quell’epoca era imposta a tutti i politici. E ancora la sua gestualità quando parlava: muoveva le mani come un direttore d’orchestra per sottolineare le parole chiave del discorso” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 26 novembre).

Amadeus (conduttore di Soliti ignoti-il ritorno, in onda alle 20.40 su Rai1): “Quella è la mia prima serata, con la differenza che con un quotidiano è come andare in prime time tutte le sere. L’importanza di quella fascia oraria si è accresciuta ancora di più da quando molte prime serate sono diventate più deboli — perché ci sono meno idee e investimenti — e l’offerta sul satellite e in streaming è invece aumentata. Non c’è Paese al mondo, non c’è televisione sulla terra che non punti su questo tipo di format, hanno il miglior rapporto tra prezzo e ascolto e la giocabilità da casa è un gancio attraente per il pubblico: sono programmi che allo stesso tempo ti distraggono ma impegnano la testa. E poi sono aggreganti all’interno della famiglia, che a quell’ora si trova spesso a casa insieme” (dal Corriere della Sera del 30 novembre).

Gerry Scotti (conduttore di Conto alla rovescia, in onda alle 18.45 su Canale 5): “Quella fascia è la nuova prima serata, è il momento che assomiglia di più alla tv generalista per come la conosciamo. È l’ultimo momento di aggregazione, nelle metropoli, in provincia, nei paesini: a quell’ora si passa da casa, magari si mangia insieme. È l’ultimo momento in cui la fruizione alternativa non ha ancora attecchito. Poi iniziano gli orari folli, non hai mai certezza di quando un programma comincia e di quando finisce… Ognuno sa fare una cosa meglio di altre, io ho trovato la pace dei sensi nel preserale. Non sono uno di quelli che si sente sminuito se non va in prima serata. Non ho bisogno di solleticare il mio ego, vivo benissimo a quell’ora: le 18.45 sono il mio core business, espressione che io traduco alla mia maniera ruspante, le 18.45 sono ‘il mio affare di cuore’. Al quiz non dici mai di no, ti fermi a giocare, vedi se le sai, ci provi, è un genere che crea competizione; è l’unico format per la mente in una tv dove in troppi programmi la mente viene purtroppo inaridita se non congelata” (dal Corriere della Sera del 30 novembre).

Pierluigi Diaco (conduttore di Io e te di notte, in onda il sabato in terza serata su Rai1): “Abbiamo toccato punte dell’11% di share. Una tv leale nei confronti dello spettatore: non c’è scaletta, non c’è copione, è una conversazione sincera e spontanea. E il pubblico lo percepisce e lo apprezza. Ci sono tanti programmi scritti bene, ma in tv io applico la legge della radio dove la spontaneità è la norma. Bisogna avvicinarsi all’interlocutore con tatto: se lo fai si apre volentieri e ti fa affacciare sul suo intimo. Io ascolto fino in fondo i miei ospiti e la conversazione procede tenendo sempre conto delle risposte di chi ho davanti. Torniamo il 4 gennaio. Nella prima puntata ci sarà Gianluca Grignani, mi piace il suo essere un irregolare” (dal Corriere della Sera del 30 novembre).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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