Frasi culTV: Made in Sud, Adrian, crisi dei reality, parlano i direttori di Rai1 e Rai2

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 24 febbraio-2 marzo 2019

Alberto Sironi (regista de Il Commissario Montalbano, in onda su Rai1): “All’inizio ci lasciarono lavorare in totale tranquillità, in Rai erano convinti fosse un prodotto di nicchia, nessuno ipotizzava un successo del genere, quindi liberi di operare e di scegliere. Per gli attori nessuna delle classiche raccomandazioni del caso, non ci puntavano un granché, poi quando la fiction è diventata importante le telefonate interessate sono iniziate ad arrivare di continuo. In questi casi la salvezza sono i provini, e dal quel passaggio non sottraggo nessuno: se non funzioni sono cacchi tuoi, anche a costo di scontri duri. Mi stupisco sempre del successo, anche perché gli ultimi film sono più scuri e malinconici dei primi, dove abbiamo affrontato il tema della solitudine degli anziani, eppure il pubblico è innamorato e aspetta. Le repliche sono l’altra chiave del successo: non sono film immediati, specialmente all’inizio, quando lo spettatore doveva entrare nella storia, nel linguaggio e legarsi ai personaggi, trasmetterli più volte ha permesso alle persone di assorbire la novità” (da Il Fatto Quotidiano del 24 febbraio).

Claudio Bisio (conduttore del 69° Festival di Sanremo, in onda su Rai1): “Rifare Sanremo? No, l’ho promesso a mia moglie. Pentito? No. Ho scoperto che non si può essere di lotta e di governo. Fare lo ‘spacca tutto’ e poi annunciare ‘ecco a voi la canzone…’. Ho tenuto fede al compito che mi era stato dato: presentare. L’altra mia unica volta a Sanremo, da ospite della finale, sette anni fa, ed eravamo pure sotto elezioni, fu più facile: arrivai con un monologo forte, duro, che partiva anticasta e finiva con un pugno nello stomaco verso noi italiani. Stavolta era tutto più complicato. Da me ci si aspettava un inno ai migranti. Ora, come la penso si sa. Il 2 marzo sarò in piazza a Milano, per la manifestazione People contro il razzismo. Lì, a Sanremo bisognava stemperare le polemiche: Baglioni, Salvini, i barconi… Credo di aver scelto, insieme a Michele Serra, le parole più giuste per un monologo, quello della prima sera, ironico ma chiaro. Il problema non ero io, ma il clima. Non parlerei di pressioni o censura, ma proprio di clima Rai: pesante, faticoso. Dietro le quinte c’era timore per ogni cosa. Con Michelle Hunziker abbiamo fatto La lega dell’amore, un pezzo di un mio spettacolo di 25 anni fa, inserito poi in un disco con Elio e le storie tese. Il ritornello è ‘gioia fratellanza cuore amore mamma t’amo e nulla più’ … Beh, non sa i problemi. È stata sollevata perfino la par condicio, perché c’era ‘lega’. Io in Rai c’ero stato 25 anni fa con Cielito lindo, la Rai di Guglielmi, Frassa… È tutto cambiato, sospettoso. Certo, è cambiato anche il mondo, si è incattivito. Sui social mi dicono cose come ‘sporco comunista’. Virginia Raffaele? Solo un rammarico: abbiamo avuto poco tempo per provare insieme, avremmo potuto giocare di più” (da Repubblica del 25 febbraio).

Carlo Freccero (direttore di Rai2): “Popolo sovrano? Ho avuto la presunzione di voler fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Avevo Nemo che era fatto da un gruppo di lavoro formato da due grandi professionalità, Lucci e Sortino, e ho pensato di sdoppiarlo in due programmi. Sortino è un autore molto impegnato ma non ha mai fatto il conduttore su canali dalla grande audience. La prima puntata è stata un disastro perché il presentatore non può fare anche l’autore e l’inviato. Abbiamo cambiato qualcosa ed è andata meglio ma non ha ancora dato risultati. Vedremo dopo la terza: i programmi hanno bisogno di tempo per affermarsi, se non crescerà almeno di uno 0,2% vuol dire che il pubblico lo rifiuta e che quindi bisogna cambiarlo. Mi assumo ogni responsabilità, se non funziona è anche colpa mia. Non ho speso una lira. Devo restare nella media di 400mila euro a puntata e il programma più costoso, che purtroppo è proprio Popolo sovrano, costa 150mila euro. Certo, The Voice costerà di più, ma sono sicuro che porterà pubblicità. Ho bisogno di recuperare il pubblico giovane che si è un po’ sparpagliato sulle altre reti, Sfera Ebbasta mi sembrava una scelta giusta, ma la Rai ha un protocollo di politicamente corretto che va rispettato, non so chi lo sostituirà, ci stiamo lavorando per poter andare in onda dal 16 o 23 aprile” (da Libero del 25 febbraio).

Maurizio Costanzo (conduttore): “Il talk show esiste in tutto il mondo, persino in Asia, e sono sicuro che continuerà a esistere in quanto rappresentazione della realtà. Il pubblico si identifica nei temi trattati e nei personaggi ospitati: questa è la garanzia di sopravvivenza per il format. Il reality è un po’ in calo, del resto pare sia sempre più difficile fare casting, la formula va rinnovata e soprattutto bisogna darsi il tempo di meditare sui contenuti” (da La verità del 25 febbraio).

Daniele Cesarano (direttore della fiction Mediaset): “Non mentire? Quando mi hanno proposto l’adattamento della serie britannica Liar sono rimasto colpito: stavo cercando esattamente quel linguaggio, quel clima, quel tipo di storia e di relazioni. Sequel? La decisione finale non è stata ancora presa, ma l’idea di farlo c’è” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 26 febbraio).

Toto Cutugno (coach in Ora o mai più 2, in onda il 2 marzo alle 21.25 su Rai1): “Mi sono divertito, lo rifarei perché questi ragazzi, i concorrenti, mi fanno molta tenerezza e hanno bisogno di essere incoraggiati con dolcezza. Annalisa Minetti è il mio cucciolo, credo però che non abbia avuto quel che meritava davvero, soprattutto il televoto si è rivelato una delusione, forse è stata penalizzata dal pubblico a casa perché c’ero io? E chi lo sa. Ma io sto al gioco. Il percorso migliore l’hanno fatto Silvia Salemi, Paolo Vallesi e Jessica Morlacchi, tutti e tre con il disco giusto potrebbero sfondare di nuovo. Mi sono trovato bene con tutti i giudici, persino con Rettore, che mi fa morir dal ridere anche se ci litigo, ma sempre bonariamente, sia chiaro. Secondo me Mahmood ha buone chance all’Eurovision Song Contest, in Israele ‘spaccherà’ perché Soldi è una canzone internazionale e con quella frase in arabo è ancora più forte” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 26 febbraio).

Stefano De Martino (conduttore di Made in Sud, in onda dal 2 marzo alle 21.20 su Rai2): “Cercherò di mettermi a disposizione dei comici e del programma: sono autoironico, quindi anche se scherzano su di me non me la prendo. Ci saranno anche dei momenti in cui si improvvisa. E ci tengo a sottolineare che siamo uno dei pochi programmi ad andare in onda in diretta, per me è uno stimolo, non mi fa paura, anzi produco di più quando sono teso e sotto pressione. Fatima Trotta ha sempre ballato nel programma, quindi uniremo le forze, farò delle piccole esibizioni con lei e con il corpo di ballo, non saranno balletti come Amici ma nemmeno stacchetti tipo Le Iene, saranno più strutturati come in un varietà” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 26 febbraio).

Gerry Scotti (conduttore di Chi vuol essere milionario?, in onda il giovedì alle 21.30 su Canale 5): “Esaurite le puntate di queste settimane, il programma tornerà in autunno o in inverno, credo. In primavera ricomincio infatti con Caduta libera!, poi parte Conto alla rovescia, una novità assoluta, e Striscia con Michelle Hunziker per un ciclo di 40 puntate” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 26 febbraio).

Milo Manara (disegnatore): “Adrian? La campagna di attacchi che si è scatenata su Celentano e sulla trasmissione è indegna, ma d’altronde in Italia sparare su chi è in difficoltà risulta sempre più frequente. Io non sono sui social, ma so di una sfilza di cattiverie nei suoi confronti. Sicuramente sono stati fatti degli errori anche nella comunicazione e nell’organizzare il programma, ma se me lo richiedessero io lo rifarei. Non ho idea di cosa succederà, mi mancano da tempo contatti con Mediaset e con lo stesso Adriano: ho però la sensazione che sia stata un’occasione persa, per tutti” (da Il Mattino del 27 febbraio).

Teresa De Santis (direttrice di Rai1): “Sanremo? Ero favorita dal fatto di essere un’esperta di musica, ma mi sono trovata di fronte a un plotone di esecuzione. C’è stato un grande lavoro dietro questo Festival e andava riconosciuto. Quindi ho messo l’elmetto e ho difeso la mia azienda. Credo che alla fine mi abbiano rispettata. Baglioni è sempre stato libero di dire quello che voleva, come anche grande libertà c’è stata sui testi delle canzoni. Ma non potevo permettere che i titoli dei giornali fossero tutti solo sulla polemica politica invece che sul Festival che si stava svolgendo. Elisa Isoardi? L’ho assunta io, era giovanissima e nemmeno conosceva Salvini. La mia Rai1 sarà variegata, piena di sfumature e mai riconducibile a un pensiero unico, vorrei una fascia notturna importante per sperimentazione e innovazione culturale” (da Chi del 27 febbraio).

Alba Parietti (opinionista de L’isola dei famosi 14, in onda il lunedì alle 21.30 su Canale 5): “Come voto mi darei un bel 9. È più complicato commentare le gesta dei concorrenti dell’Isola che discutere di politica. Esprimere pareri intelligenti e sensati in un contesto del genere è un lavoro vero e proprio. Di reality ce ne sono stati tanti, forse troppi. Il numero delle persone che ha tentato di riscattarsi attraverso questo tipo di trasmissione è alto. Per le produzioni, convincere i personaggi molto famosi ad accettare di mettersi in gioco – e rischiare di ridicolizzare carriera e curriculum – è diventato più difficile. Ritorno di Grimilde? Ci sono opportunità da più parti, sia Rai sia Mediaset hanno manifestato un certo interesse” (da Oggi del 28 febbraio).

Elisabetta Gregoraci (guest star di Made in Sud, in onda dal 2 marzo alle 21.20 su Rai2): “Made in Sud è parte di me, e quest’anno diciamo che mi sono guadagnata il ruolo di guest star proprio sul campo. Anche grazie alle 150 puntate di questo programma che ho condotto sin dall’esordio in Rai, quando ero l’unico volto già noto a livello nazionale: in questa nuova edizione avrò un ruolo che mi è stato proprio cucito addosso. Parteciperò a tutte le sette puntate con un ruolo diverso. La Rai mi ha fortemente voluta sebbene avessi già preso altri impegni. Made in Sud è un pezzo di me a cui sono legatissima, è stato il mio primo contatto con il mondo dei comici e lì ho appreso quindi i tempi della comicità. È stata un’esperienza bellissima, una trasmissione che mi ha dato molto e alla quale io stessa so di aver dato tanto. Era una vera e propria scommessa all’inizio, di puntate ne avevano previste davvero poche” (da Oggi del 28 febbraio).

Paolo Del Debbio (conduttore di Dritto e rovescio, in onda 7 marzo alle 21.20 su Rete 4): “Non ho più voglia di ascoltare sempre e solo politici e opinionisti che parlano dei problemi degli italiani. Preferisco riempire lo studio di connazionali e ascoltarli mentre raccontano quali sono gli effetti, sulla vita reale, dei provvedimenti adottati dal governo. Cosa ne pensano gli imprenditori, i genitori separati, le commesse dei supermercati, i lavoratori dei centri per l’impiego. Che gli opinionisti e i politici si confrontino con loro. Sperando che il dibattito sia più ricco, più vario e più interessante. E, naturalmente, che il pubblico gradisca” (da Oggi del 28 febbraio).

Benedetta Rinaldi (conduttrice di Uno Mattina, in onda dal lunedì al venerdì alle 6.40 su Rai1): “Mio spostamento? Ho sempre mantenuto una correttezza di fondo sia nei confronti del pubblico sia dell’azienda. Sono arrivata al mio obiettivo con estrema onestà e tanta fatica, ma ora vedo le insidie e le minacce. Uno Mattina è un programma ambito, sono circolate notizie su chi vorrebbe prendere il mio posto. E francamente questo gioco delle pedine da spostare in Rai mi dà molto fastidio. Spero davvero che la professionalità conti e penso di averlo dimostrato” (da Avvenire del 28 febbraio).

Claudia Mori (moglie di Adriano Celentano e produttrice): “Adrian? Parlare di fallimento quando la serie è appena iniziata mi sembra un po’ imprudente, soprattutto quando si tratta di Adriano perché con lui le sorprese sono inimmaginabili. Inoltre lei qualifica come fallimento un progetto diverso da quelli che Canale 5 manda in onda in prime time e che, rispetto a tale programmazione, ha avuto ascolti comunque ragguardevoli. Il programma è stato spostato solo perché Adriano è stato vittima, come moltissimi italiani, di un pesante malanno di stagione, una fortissima bronchite che sta avendo una lunga guarigione e necessiterà anche di un’adeguata convalescenza (…) Con Mediaset abbiamo deciso di evitare il rischio di ricadute di Adriano, oltre che di riprendere la messa in onda in un periodo di fine stagione televisiva, notoriamente non favorevole. Forfait di Teo Teocoli e Michelle Hunziker? Ognuno è libero di agire come vuole, anche male, ma sarebbe auspicabile senza scadere in offese e bugie. Un quotidiano svizzero in un’intervista a Hunziker titola l’articolo a caratteri cubitali ‘CHE STRONZ*O!’ rivolto ad Adriano. Le sembra normale? Non solo, la Hunziker nell’intervista accusa Adriano addirittura di sessismo per una battuta innocente detta in modo paternalistico come potrebbe dire un padre a sua figlia: ‘Mi raccomando non bere e non fare tardi’. Si è voluto stigmatizzare Adriano in modo prevenuto, visto che uno dei temi centrali, sia di Adrian che di Adriano, è proprio la lotta alla violenza sulle donne. Adriano dopo l’improvviso abbandono di Hunziker ha voluto la bravissima Ilenia Pastorelli con la quale da tempo auspicava di lavorare per affidarle in ogni puntata un monologo sulla violenza contro le donne, come, tra l’altro, avrebbe dovuto fare Michelle Hunziker, la cui presa di distanza si commenta da sola” (da Repubblica dell’1 marzo).

Teo Teocoli (attore): “Febbraio e marzo me li sono bruciati per colpa di Adrian. Ho perso serate nei locali, aspettando di registrare il più grande flop della tv che non ho mai fatto. Altro che quello che dice Claudia Mori. Sono andato a Verona due volte. Arrivo lì, saluto la Hunziker, Ambra, di Adriano nemmeno l’ombra. Claudia dice che forse arriva qualche giorno dopo, il venerdì. Ma intanto l’orchestra non c’era, poi vengo a scoprire che è formata da soli cinque elementi, gli autori se ne stavano seduti ad aspettare perché senza Adriano non si poteva far niente… Ho capito che mi sarei trovato lì come un cretino a fare cose non scritte. Ho desistito. Poi è arrivato il colpo di grazia, Claudia chiama per dire di non prevedere stivaletti, cappello. ‘Quella roba non mi piace’, ha detto. A quel punto ho detto proprio basta. Tornare in tv? Il varietà è morto e trasmissioni non ce ne sono, Mediaset mi sembra non se la passi bene e Adrian gli ha dato la mazzata. L’unico pazzo che ha accettato di ascoltarmi per un progetto con Massimo Boldi è Freccero, ancora mi chiama ‘il Rivera della televisione'” (da Repubblica del 2 marzo).

Red Canzian (coach in Ora o mai più 2, in onda il 2 marzo alle 21.25 su Rai1): “Jessica Morlacchi merita di vincere, ha una marcia in più, era un riccio, adesso è una rosa sbocciata, dentro ha un gran bel mondo inespresso. Colleghi? Ci siamo divertiti tanto. Adoro Orietta Berti, con lei c’è una bellissima amicizia. Con Ornella Vanoni mi faccio di quelle risate… Marcella Bella non conosce il mio brano Stare senza te? È stata una piccola ripicca, i suoi sono scivoloni in buona fede. Ma mi vuole bene: siamo anche stati fidanzati quando avevamo vent’anni. Io non ho mai usato queste strategie di dare voti bassi agli altri concorrenti, voto in base all’interpretazione. Gli autori ci incitano a litigare per fare audience? A me non risulta proprio, sono corretti, seri e preparati e cercano di creare competizione artistica. Poi, questi colleghi non c’è bisogno di aizzarli, basta un niente per accenderli. A un certo punto della carriera si perdono i freni inibitori” (da Il Giornale del 2 marzo).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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