Frasi culTV 26 febbraio-4 marzo 2018

Ogni giorno le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 4 marzo 2018

Bruno Vespa (giornalista e conduttore di Porta a porta, sulla maratona per le elezioni): “Non mi preparo affatto, devo solo raccontare cosa succede, che sarà mai? Alle 20.30 spot al Tg1, poi cena, alle 22 lancio la trasmissione da Fabio Fazio, alle 22.45 si comincia e via fino alle 6 del mattino. Minestrina? Macché, ho sempre mangiato e bevuto come in un giorno qualunque. Non reggerei certi ritmi se dovessi sconvolgere le mie abitudini” (dal Corriere della Sera).

Enrico Mentana (giornalista e direttore del TgLa7, sulla maratona per le elezioni): “Le maratone non si preparano, si fanno all’impronta, sono un flusso continuo. Si parte alle 22.30 e si va avanti fino a lunedì sera sempre con me. Tutta adrenalina, ma c’è tanta gente che lavora per ore, non facciamone un mito. Corroboranti? Caffè a ogni pausa e il derby Milan-Inter, spero, visto che lo guarderò prima di cominciare” (dal Corriere della Sera).

Alessandro Sortino (responsabile di Nemo-Nessuno escluso, che torna dal 9 marzo su Rai2): “Vogliamo entrare nel racconto della politica con Enrico Lucci e altri inviati. Seguiremo la formazione del nuovo governo. La nuova asticella è farlo con il nostro stile, mettendo da parte ideologie, tesi precostituite, capri espiatori, per incontrare la realtà nella sua interezza. Quello che chiedo a tutti in redazione è di lasciarsi stupire dalla realtà. Ogni tanto sto male, perché faccio un programma che non coincide sempre con la mia visione. Però sono contento quando vedo che le persone si accostano a un’inchiesta in modo autentico, lasciandosi cambiare. Spero che questa filosofia renda anche il pubblico curioso di seguire dei racconti che non si sa già dove vanno a parare” (da La verità).

Dichiarazioni tv 3 marzo 2018

Luca&Paolo e Mia Ceran (conduttori di Quelli che… dopo il tg, dal 5 marzo alle 21 su Rai2). Loro: “Con Mia ci lega un comune senso dell’umorismo, è una che non si prende sul serio e non fa la primadonna”. Lei: “Ci hanno messo più di due mesi per tenermi aperta la porta del ristorante, ero come invisibile. In realtà però hanno due personalità molto distinte: il pubblico magari li percepisce come un’unica cosa, ma sono decisamente inconfondibili. E poi vogliono sembrare più cinici di quello che sono” (dal Corriere della Sera).

Simona Ercolani (produttrice di Senso comune, dal 5 marzo alle 20.20 su Rai3): “È sorprendente il modo in cui le persone leggono la realtà, hanno sempre un punto di vista originale. Sono i nostri editorialisti. Non li guidiamo in nessun modo, una parte di notizie le vedono da soli, altre le suggeriamo. Noi registriamo per molte ore e poi si fa col montaggio una sintesi” (da Repubblica).

Maria Ferreras (vicepresidente dell’area business development per Europa, Medio Oriente e Africa di Netflix): “Accordo con Sky? È una soluzione di continuità. Chi ha entrambi gli abbonamenti potrà scegliere di unirli e pagare un unico conto. Si tratta della prima volta che decidiamo di unire il nostro catalogo a quello di una emittente televisiva e l’accordo si estende anche al servizio streaming di Sky, NowTv. Stiamo lavorando alla terza serie originale italiana: Baby dopo Suburra e First team: Juventus” (dal Corriere della Sera).

Dichiarazioni tv 2 marzo 2018

Francesco Montanari (attore, interpreta il pm Saverio Barone nella fiction Il cacciatore, in onda dal 14 marzo su Rai2): “Sono molto felice di questo ruolo, perché è la dimostrazione che il bene è molto cool. Non ho voluto però conoscere il magistrato Alfonso Sabella prima di iniziare le riprese, perché non volevo esserne influenzato, io non sono lui, la nostra è un’operazione filologica di drammaturgia, dunque temevo di venire fuorviato da idee preconcette. Ho avuto l’onore di conoscerlo in seguito e ne ho potuto apprezzare il grande spessore umano. Mi sono detto: porca miseria, qui occorre essere molto seri, cioè credibili. Lui mi ha raccontato di quando trascorse una notte insonne, prima di incontrare Giovanni Brusca, chiedendosi se avrebbe dovuto dargli la mano oppure no. Poi la sua raccomandazione è stata quella di concedere ai mafiosi l’umanità necessaria, ma non la dignità, perché sono dei criminali che hanno ucciso barbaramente, senza rispetto degli altri per motivi biechi. E comunque noi raccontiamo personaggi fallibili: i buoni non stanno tutti da una parte e i cattivi tutti dall’altra” (dal Corriere della Sera).

Gabriele Corsi (conduttore, tra l’altro, di Boss in incognito 5, in onda dal 2 marzo su Rai2): “Vi assicuro che è tutto reale. Sono fabbriche con centinaia di dipendenti, magari il capo non lo hanno quasi mai visto. Però è anche capitato che qualcuno il boss lo riconoscesse. Mi ha colpito come il sogno sia un posto a tempo indeterminato. Spesso mi vedrete commosso, ma è incredibile vedere come la vita si sia accanita su qualcuno. I premi possono davvero cambiare una vita…” (da La Stampa).

Luca Barra (ricercatore in televisione e media digitali all’Università di Bologna, sull’accordo Netflix-Sky): “È un ottimo modo per attirare l’attenzione e rafforzare la lucentezza dei propri marchi. Il matrimonio unisce due dei nomi più forti nella produzione di contenuti. Ma sembra più una tregua armata in un’epoca piena di stravolgimenti. Un esperimento per esser certi di superare la tempesta in attesa di una normalizzazione del settore” (da Repubblica).

Dichiarazioni tv 1 marzo 2018

Nino Frassica (comico): “Barbara d’Urso? In un’intervista le hanno chiesto: ‘Ha mai visto Frassica in Novella bella?’. Ha risposto di no. Hanno insistito: ‘Guardi che la prende in giro’. Lei ha risposto: ‘Frassica è forte, è un comico’. Barbara d’Urso sa che il dolore fa ascolto. È tornato il cinismo: per fare spettacolo se ne fregano del dolore. Chi fa il surreale come me? Non siamo tantissimi: Maccio Capatonda, Massimo Bagnato, Nuzzo e Di Biase. Il mio preferito è Mister Forest, lui fa il comico, il mago, ma dentro c’è il surreale” (da 7 del Corriere della Sera).

Giancarlo Magalli (conduttore de I fatti vostri su Rai2): “In 28 anni e 2.000 puntate non ero mai stato assente. Non avevo mai perso una puntata, ma l’altro giorno le strade intorno a casa mia erano impraticabili e anche molti tecnici e molte persone del pubblico non sono riuscite a raggiungere gli studi” (da Leggo).

Jaume Roures (fondatore e ad di Mediapro): “Avete un grande vantaggio rispetto alla Spagna: un numero elevato di squadre che possono fare da traino. Juventus, Milan, Inter e Roma per fare qualche nome. Hanno un blasone storico superiore a quello di club come Siviglia o Valencia. Noi abbiamo solo due locomotive: Real e Barcellona. In Italia ne avete di più ma in questo momento manca il treno, rappresentato dall’immagine del campionato che all’estero è un po’ annacquata. E avete il peso molto forte dei giocatori italiani nella storia del vostro calcio” (da Avvenire).

Dichiarazioni tv 28 febbraio 2018

Salvo Sottile (conduttore): “Quarto grado è stata un’esperienza incredibile e sarò sempre grato a Mediaset, ma dopo quattro anni volevo cambiare. Matrix era un’ipotesi che avevamo individuato e che poi non si è concretizzata per varie ragioni, così ho seguito la strada che mi portava a La7. Forse sono stato impulsivo, ho sbagliato a lanciarmi in una nuova avventura senza prendermi tempo per riflettere ma, se non ci fosse stata La7 prima, non ci sarebbe stata la Rai dopo. A Domenica In facevamo ottimi ascolti, il capoprogetto era Maurizio Costanzo, ma a un certo punto l’allora direttore di Rai1, Andrea Fabiano, si innamorò dell’idea di riaffidare il programma a Pippo Baudo, nonostante i nostri risultati. L’esperienza di Baudo durò un anno. Fu Daria Bignardi a propormi di andare a Rai3 e io accettai con entusiasmo, per me non è mai stata una questione di rete, ma di progetti. Poi, però, mi lasciò inspiegabilmente solo. Se non ci fosse stato l’attuale direttore, Stefano Coletta, che tra l’altro ha avuto l’idea di Prima dell’alba (dal 19 marzo in seconda serata, ndr), me ne sarei andato” (da Chi).

Fabio Volo (scrittore e conduttore): “Ho detto ‘no grazie’ alle proposte in tv, non intendo perdermi i primi anni di vita dei miei bambini. Radio Deejay? Può anche non essere la più bella del mondo, ma io la amo comunque incondizionatamente. La radio è il mezzo che più mi somiglia: io sono iperattivo, sono veloce soprattutto nel pensiero, ma in tv o al cinema non posso improvvisare e nemmeno quando scrivo, perché c’è una struttura entro la quale ci si muove. Fare radio è essere liberi, in trasmissione posso dire ai miei collaboratori che parlerò di una cosa e poi andare da tutt’altra parte. E tutto funziona lo stesso. Seguo l’istinto del momento e riesco a farlo perché conosco il mestiere. Da Fabio Fazio parlo poco, lì guida lui, ogni tanto commento qualcosa guardando fuori dal finestrino” (da La Stampa).

Sabrina Simoni (direttrice del Coro dell’Antoniano sul successo dei video dei bambini canterini su YouTube): “Questi numeri (630 milioni, ndr) non me li aspettavo. Mi attendevo un effetto positivo dopo il Festival, siamo partiti per Sanremo per divertirci e fare una gran festa sul palco. L’accoglienza mi ha sorpreso, eravamo stati all’Ariston anche l’anno scorso con Carlo Conti. Per l’ultima avventura con Lo Stato Sociale dovviamo ringraziare il produttore della band, che ha curato la performance col coro. Col maestro Peppe Vessicchio la collaborazione è cominciata l’anno scorso con lo Zecchino, contribuisce con la sua sensibilità a un progetto che si arricchisce di tante esperienze” (da Repubblica).

Dichiarazioni tv 27 febbraio 2018

Antonella Clerici (conduttrice): “Qualcuno critica: questo nuovo show, Sanremo Young, è solo una riedizione dell’altro. Nient’affatto. In Ti lascio una canzone avevamo bambini dotati che facevano soprattutto tenerezza. Qui invece teen-agers col talento che esplode proprio nell’età, tra i 14 e i 17, in cui sbocciano i veri campioni. La prova del cuoco? Tutti sanno quanto sia legata a quel programma. Ma non ho più trent’anni. E andare in diretta tutti i giorni per 18 anni comincia a diventare faticoso. Il mio contratto scade a giugno. Mi piacerebbe fare un people game in prima serata o un programma di interviste particolari in seconda” (da Il Giornale).

Antonino Cannavacciuolo (chef): “Cucine da incubo? La crisi, almeno nei ristoranti, non è ancora finita. Ho trovato situazioni ancora più difficili del solito. Quando chiamano me è un po’ come giocarsi l’ultima carta: o funziona con Antonino o adiòs… Io cerco di tirare fuori la positività. MasterChef? Il funerale di Carlo Cracco era una cosa scherzosa, ci piace giocare. Come quando mi hanno infilato gli sci ai piedi e mi hanno spinto giù per una pista alpina. In tv mi diverto e, poi, insomma i soldini sono pure buoni” (da Tv Sorrisi e Canzoni).

Taxto Benet e Jaime Roures (fondatori MediaPro): “Il prezzo dei diritti tv in Italia è stato basso per tanti anni, noi lo abbiamo trovato ragionevole, siamo convinti che la Serie A valga più di un miliardo. L’unica cosa che non avete è la concorrenza fra operatori. Per il momento dobbiamo muoverci entro il perimetro definito dal bando, sebbene in prospettiva crediamo sia meglio produrre il canale della Lega. Proveremo a convincere i club, altrimenti faremo i distributori” (dal Corriere della Sera).

Dichiarazioni tv 26 febbraio 2018

Sandra Milo (attrice): “L’imitazione di Virginia Raffaele? Quando parlano male di me non me ne può fregar di meno, mi importa poco anche delle lodi perché vanno e vengono. Quella volta a Sanremo si offesero le mie figlie. Se lei facesse queste imitazioni così crudeli per poi chiudere in positivo lo capirei: va bene, ridi di me, ma alla fine riconosci il mio valore. Non mi ha mai chiamato per scusarsi, comunque ho trovato l’imitazione volgare, ma non sono io che l’ho fatta e non sono responsabile delle azioni altrui” (dal Corriere della Sera).

Andrea Camilleri (scrittore): “Successo de Il commissario Montalbano? Di fronte a tanto consenso provo un po’ di paura. Ho detto scherzosamente che non vorrei che qualcuno venisse sotto le mie finestre gridando ‘Montalbano santo subito’. Non capisco perché abbia così successo. Sì, ci trovo delle qualità, ma non così tante. M’è venuto il dubbio che Montalbano sia una sorta di alibi: sì, bello, adesso andiamo a fare il furto dopo averlo omaggiato” (da Repubblica).

Annalisa (cantante): “Tutor ad Amici? Mi piace, è un’opportunità che mi rende felice e mi permette di imparare ogni giorno. I programmi come Tutta colpa di Darwin mi piacciono e rispecchiano una parte di me, ma non so se tornerò a farli” (da Libero).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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