Frasi culTV: Milly Carlucci, Carlo Conti, Pierluigi Diaco, Giuseppe Fiorello, Sigfrido Ranucci, Andrea Salerno, Elena Sofia Ricci

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 27 dicembre 2020-2 gennaio 2021

Manuel Agnelli (cantante): “Cosa mi ha spinto a tornare a X Factor? La voglia di dimostrare che c’è altro oltre i tormentoni da una stagione. La produzione mi ha dato l’occasione di raccontare una visione della musica lontana dalle logiche dei numeri e del risultato a tutti i costi. Il secondo posto dei Little Pieces of Marmelade, un duo composto da un chitarrista e da un batterista che canta, non proprio la classica proposta dei talent, è stato un trionfo. E ha dimostrato che il pubblico è curioso, anche se tv e radio propinano le solite cose, rendendo il mercato asfittico. Ossigeno, il mio programma su Rai3, chiuso dopo due stagioni? Sono cambiati direttore di rete e progetti. Ora si parla di qualcosa di più grosso. Una prima serata? Forse” (da Il Messaggero del 27 dicembre).

Christian De Sica (attore): “Ora il mio spettacolo, Una serata tra amici, visto che non potrò riprendere il tour, lo porterò su Rai 1 insieme a un’orchestra sinfonica, lo registriamo a fine febbraio” (da Repubblica del 27 dicembre).

Fabio Volo (scrittore): “Sanremo? Un anno me lo avevano chiesto, con Pippo Baudo. Però dissi di no: sono un autore, non un presentatore tv” (dal Corriere della Sera del 28 dicembre).

Giuseppe Fiorello (attore in Penso che un sogno così, in onda l’11 gennaio alle 21.30 su Rai1): “Salgo a bordo del deltaplano delle canzoni di Domenico Modugno e sorvolo la mia infanzia, la Sicilia e l’Italia di quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare incredibili. Gli ospiti sono attori della mia storia, personaggi del mio racconto: Paola Turci, Eleonora Abbagnato, Favino, Serena Rossi, Francesca ChillemiPenso che un sogno così non è solo un racconto intimista, ma attraverso alcune parole di Modugno ci sarà l’occasione anche per parlare di altro, di tematiche importanti e profonde, come del male che ci ha fatto l’illusione del progresso, dell’industrializzazione selvaggia, noi che da ragazzi guardavamo il petrolchimico con i suoi fumi bianchi e sognavamo lo skyline di New York. In scena alla fine c’è anche mio fratello Rosario? È sempre molto eccitante lavorare con lui, ti senti sempre in bilico sul crinale di una scarpata, hai paura che possa cambiare le regole del gioco, te ne stai lì impaurito ed eccitato, ma lui ti tiene sempre per mano” (dal Corriere della Sera del 28 dicembre).

Pierluigi Diaco (conduttore di Ti sento, in onda su Rai2 dal 19 gennaio il martedì in seconda serata): “In un mondo che ruota spesso e ostinatamente intorno all’immagine e al culto di sé, mi piaceva l’idea di lavorare sull’evocazione di suoni e rumori che potessero accendere il mondo interiore del mio ospite. L’udito è il primo senso che sviluppiamo già nella pancia della nostra mamma. Attraverso l’ascolto di 10 frammenti sonori indago il modo di sentire e di percepire il mondo da parte di chi intervisto: la voce di un familiare, un breve estratto da un tg o da un programma d’epoca, un rumore della quotidianità… È un modo per rivivere squarci di memoria personale e collettiva. Mi piace una tv distesa, dilatata, anche imprevedibile, dove chi conduce non pensa alla domanda successiva ma ascolta la risposta alla domanda precedente. Ti sento è figlio della mia esperienza quasi trentennale con la radio, sarà un modo di intervistare improvvisato, empatico, senza accordi preventivi come era anche nell’ossatura delle interviste di Io e te, il programma che ho condotto su Rai1. La scenografia vuole evocare un luogo senza tempo, quasi un rifugio, uno spazio non ben definito, dove i fronzoli vengono meno e il confronto con l’ospite diventa il più naturale e intimo possibile. Il passaggio a Rai2 la vivo come una retrocessione? ?No, penso che nella fluidità di questo mestiere il nostro compito sia stare sul mercato in relazione ai progetti che vengono presentati. I programmi sono legati ai progetti editoriali delle reti e questo programma — intimo e notturno — si sposa meglio con la sperimentazione della seconda serata di Rai2″ (dal Corriere della Sera del 29 dicembre).

Elena Sofia Ricci (attrice protagonista in Che Dio ci aiuti 6, in onda su Rai1 dal 7 gennaio il giovedì alle 21.30): “Nuova serie ambientata ad Assisi, città natale di suor Angela? È una bellissima novità. Il nostro Convento degli Angeli è stato già accolto in città stupende, come Modena e Fabriano, permettendoci di mostrare anche le bellezze delle città italiane. Ma Assisi toglie il fiato. C’è una spiritualità molto forte qui e una bellezza dell’arte italiana unica al mondo. In questa stagione suor Angela ha dei vuoti di memoria? Diciamo che ha perso la memoria rispetto a una parte del suo passato e della sua storia familiare che si riaffaccerà pesantemente per tutta la durata della serie. Dovrà fare i conti con suo padre? Ha un rapporto conflittuale con lui. Ricordiamo che suor Angela è stata una ragazza terribile, ha alle spalle un brutto passato di ribellione alle regole rigide imposte dal padre severo. È da adulta che scopre il grande amore per l’altro padre, il Signore, e quindi sposa la parte spirituale” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 29 dicembre).
“Il mio personaggio sarà costretto a tornare nella sua casa natia dove è stata bambina, dove è cresciuta e dovrà affrontare cosa significa confrontarsi con una scomoda realtà rimossa. È una donna che deve fare i conti con il proprio passato, un po’ come, prima o poi, dovremmo fare tutti. Dunque è un passo avanti nell’imprevisto di una nuova situazione, un’evoluzione importante del mio ruolo, altrimenti il rischio di ripetersi, nelle serie lunghe come questa, è dietro l’angolo” (dal Corriere della Sera del 2 gennaio).

Sigfrido Ranucci (conduttore di Report, in onda su Rai3 il lunedì alle 21.20): “Continueremo a parlare di Covid, di vaccino. Ma nella prima puntata dell’anno, quella del 4 gennaio, parleremo della trattativa Stato-Mafia come mai è stato fatto finora, con testimonianze esclusive. La scelta è ampia: ci arrivano 78mila segnalazioni a semestre. Molte sono poco più che liti condominiali, ma nel mezzo c’è qualche filone originale da seguire. Bisogna avere una visione di cosa sarà attuale nel medio periodo: per realizzare un’inchiesta di Report servono almeno tre, quattro mesi di tempo. L’emergenza Covid ci ha dato una forte scossa in questo senso. Una scommessa vinta grazie a tutta la squadra. A volte, per via dei contagi, i montatori hanno lavorato da casa in quarantena con grande dedizione, perché una volta che hai la ‘maglia’ di Report, è per sempre. Ho con me dodici giornalisti, tra quelli che hanno già ‘l’ossatura’ e la nuova ‘cucciolata’ che si sta formando nella nostra palestra di giornalismo investigativo. E una redazione di otto persone controlla fonti, notizie e tutti i fatti sia in entrata, cioè prima di avviare l’inchiesta, sia in uscita, prima della messa in onda. La domenica mattina guardo la puntata che sarà trasmessa il giorno dopo e il lunedì alle cinque vado al montaggio per cambiare le cose che non mi convincono. Tengo moltissimo al ritmo della narrazione, perché certi argomenti a tratti possono avere l’appeal di un manuale tecnico per caldaie (ride, ndr): non voglio che la gente si addormenti” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 29 dicembre).

Cristiana Capotondi (attrice protagonista in Chiara Lubich-L’amore vince tutto, in onda su Rai1 il 3 gennaio alle 21.30): “Era una donna dolce, sognante, ma non fragile. Così è riuscita a diffondere il suo pensiero. Aveva una grande capacità di coinvolgimento che mi ha conquistata subito. Qual è il messaggio del film tv che voglio far arrivare al pubblico? In questo momento più che mai è importante tenere insieme le persone a prescindere dalle differenze” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 29 dicembre).

Andrea Salerno (direttore de La7): “Sono orgoglioso del lavoro fatto da tutti noi. Abbiamo sperimentato moltissimo, per primi abbiamo corso il rischio di togliere il pubblico dagli studi, per primi abbiamo condotto un programma da casa con Lilli Gruber, abbiamo tenuto gli inviati sempre sul campo e mille altre soluzioni ed espedienti che ci hanno permesso di non chiudere alcun programma e al contempo di tutelare la salute di chi lavorava. Una scelta vincente ripagata dai risultati di ascolto e della raccolta pubblicitaria. Si lavora su tutto sempre. Sul sabato dal 9 gennaio arriva la seconda stagione di Eden, il racconto di Licia Colò sull’ambiente e sul pianeta. In questo modo arriviamo ad avere sei serate di produzione interna alla settimana, cosa che difficilmente vedo su altre reti. Massimo Giletti è un professionista impeccabile, non credo che farà il sindaco di Roma e spero che continui a fare televisione visto che la sa fare bene. La domenica è una giornata molto particolare ma siamo riusciti ad affermare un programma dagli ascolti importanti in una serata difficilissima per la tanta competizione sulle altre reti. Rete 4? Non abbiamo una rete da battere, noi facciamo il nostro e sono gli altri che vengono su un terreno sul quale noi sappiamo fare probabilmente meglio” (dal Corriere della Sera del 30 dicembre).

Milly Carlucci (conduttrice): “Ballando con le stelle non ha battuto Tu sì que vales? Già è tanto che siamo riusciti ad andare in onda. Programmi come Tu sì que vales portano sul palco professionisti e possono farlo registrando le puntate. Noi no. Noi i talenti dobbiamo allenarli. E se qualcuno si ammala sono guai. Comunque una sfida l’abbiamo vinta: riportare il varietà nel sabato sera autunnale che da anni veniva presidiato da Alberto Angela. E sui social siamo stati campioni assoluti. Sia Ballando che Il cantante mascherato sono un mix di personaggi di Serie A e di serie minori, sorprese e rivelazioni. È un mix economico. Fare un programma con la ‘serie A’ costa troppo. Col cast di un varietà anni ’60 oggi fai quattro Sanremo. E la tendenza sarà al risparmio, tutte le tv quest’anno devono fare i conti con gli introiti bassi della raccolta pubblicitaria. Dopo Il cantante mascherato ho un talent tra giovani direttori d’orchestra per un contratto con la London Simphony Orchestra. Lo vedremo a maggio su Rai5, forse anche su una generalista. Si gira in Inghilterra, a marzo” (da Il Messaggero del 31 dicembre).

Claudio Lippi (conduttore): “In tv non c’è spazio per me. In Italia ci sono programmi trasmessi da 10-20 anni, condotti dalle stesse persone, che andrebbero in onda anche col Covid e le cannucce del respiratore al naso pur di non lasciare il posto” (da Oggi del 31 dicembre).

Carlo Conti (conduttore di Affari tuoi-Viva gli sposi, in onda su Rai1 il sabato alle 20.40): “Sono felice di aver fatto trascorrere due ore piacevoli, si ride anche un po’, che di questi tempi non guasta. Anche la collocazione vecchio stile, alle 20.30, una prima serata vera, aiuta. Credo che il gioco porti speranza. L’idea che una coppia di promessi sposi stia costruendo qualcosa regala un’emozione in più, ci sono i pacchisti che portano allegria e vanno a movimentare il gioco, poi i parenti. In questa fase della vita non guardo più i dati d’ascolto. C’è spazio per tutti, mi preoccupo di prendere una buona fetta di spettatori e di fare compagnia. Con Maria De Filippi c’è stima, abbiamo condotto insieme il Festival di Sanremo. Quando ho saputo che sarei andato in onda di sabato l’ho chiamata, farà C’è posta per te. E ho sentito Antonio Ricci e Gerry Scotti: confrontavamo i valori quando ci siamo ammalati” (da Repubblica del 2 gennaio).

Melissa Greta Marchetto (conduttrice di Magazzini musicali, in onda su Rai2 dal 2 gennaio il sabato alle 18): “È bello partire così nel 2021 con le classifiche e gli artisti che si esibiscono live, abbiamo un palco di cui io e Gino Castaldo siamo orgogliosi” (da Repubblica del 2 gennaio).

Francesca Chillemi (attrice protagonista in Che Dio ci aiuti 6, in onda su Rai1 dal 7 gennaio il giovedì alle 21.30): “Azzurra conserva la medesima leggerezza caratteriale ma questa volta è finalizzata ad un nuovo obiettivo: sarà novizia nel convento di suor Angela in questa sesta stagione. La sua è una trasformazione positiva, una esperienza nuova. Non ha legami sentimentali nelle nuove puntate ma è circondata lo stesso dall’amore. Intanto, intorno a lei, tutti gli altri hanno trovato l’anima gemella e lottano per conquistarla o riconquistarla. E poi c’è suor Angela che dispensa una forma più alta di amore divino e universale. Ecco, Azzurra è molto più vicina a questi sentimenti. E distaccata dall’amore terreno” (da Il Tempo del 2 gennaio).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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