Frasi culTV: Lorella Cuccarini, Arisa, Ficarra e Picone, Bianca Belringuer, Giorgio Panariello, Alessandro Borghese

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 29 novembre-5 dicembre 2020

Riccardo Chailly (direttore d’orchestra per il concerto della Scala, in onda su Rai1 il 7 dicembre alle 17): “Debutto, per la prima volta, senza pubblico e non so proprio come possa essere. Forse sarà simile a quanto avviene in sala di incisione. Solo che qui c’è un progetto narrativo e visivo, con 24 cantanti. Il regista Davide Livermore si muove in maniera creativa e comprende bene le potenzialità del teatro. Sarà qualcosa di assolutamente inedito. Sarà meno stressante senza pubblico? Non credo. Anzi, abbiamo la consapevolezza di eseguire per il mondo intero. La Rai ha già avanzato collaborazioni in merito. Mancherà il momento, emotivamente forte, di misurarsi con l’intensità degli applausi. Non ci sarà feedback, rimarremo come sospesi” (dal Corriere della Sera del 29 novembre).

Bianca Berlinguer (conduttrice di Cartabianca, in onda su Rai3 il martedì alle 21.20): “Mauro Corona? Questa vicenda ha dell’assurdo: sono stata offesa, eppure non mi è stato lasciato il diritto elementare di gestire io stessa la questione. Vengo offesa da un uomo, Corona, e a restituirmi l’onore interviene un altro uomo, il direttore di Rai3, Franco Di Mare, con un atto di autorità inappellabile. Mi ha dato della ‘gallina’? In quel momento gli ho risposto con durezza, ma non pensavo si sarebbe arrivati a tanto. E ripeto: non mi è stato lasciato il diritto di gestire l’offesa. È diventata una questione tra maschi. La sera stessa del fattaccio, Di Mare mi ha inondato di messaggi, da mezzanotte alle due del mattino, con un solo contenuto: ‘Mai più Corona in trasmissione’. E io: ‘Ne parliamo domani’. Incontro molto acceso ed è finito male. Appena sono entrata nella sua stanza, l’incipit è stato: ‘Quell’uomo non tornerà più nella tua trasmissione, questa offesa non può passare impunita’. E io: ‘Non spetta solo a te valutare l’entità dell’offesa. Sono in grado di risolverla da sola’. Gli ascolti vanno bene, ma con Corona sarebbero andati sicuramente meglio. Il danno è anche per me, mi manca un po’ di leggerezza e gli spettatori se ne lamentano continuamente. D’altra parte, ci sarà un motivo se, una volta escluso da Cartabianca, Corona viene richiesto da tutte le trasmissioni concorrenti. La vicenda ha accentuato la mia sensazione di solitudine in Rai. Neanche quando Campo Dall’Orto mi ha rimossa da direttore del Tg3 ho avvertito qualcosa di simile: con lui ci siamo incontrati, confrontati, scontrati, mentre adesso sento di non avere interlocutori. Mentre La7 e Mediaset portano avanti una politica di squadra molto decisa e compatta, e vietano ai loro volti di frequentare altre tv, la Rai si muove in ordine sparso e così capita che, più volte, mentre è in onda la mia trasmissione, su La7 siano presenti figure note all’azienda, addirittura una sua ex presidente. Con chi mi sfogo? Per esempio con Lucia Annunziata, amica da anni” (da Il Fatto Quotidiano del 29 novembre).

Walter Veltroni (autore di Edizione straordinaria, in onda su Rai3 il 5 dicembre alle 21.45): “Un racconto emotivo e affascinante dell’Italia e del mondo attraverso le edizioni straordinarie dei notiziari Rai, dal 1954 ad oggi, nel mondo sospeso dalla pandemia. Si poteva battere la strada abbastanza tradizionale dell’intervista al giornalista che ha realizzato il servizio, ma ho pensato che questo avrebbe rallentato anche emotivamente il ritmo di questo racconto che in fondo è il racconto di come gli italiani hanno conosciuto la storia nel succedersi degli eventi. Perché fino all’arrivo delle televisioni private è guardando la Rai che gli italiani hanno saputo quello che accadeva e hanno vissuto le emozioni conseguenti. Mi sembrava giusto evitare un intervento che spostasse temporalmente all’oggi la sequenza degli eventi, volevo che questo filo attraversasse quasi 70 anni di storia e consentisse anche un gioco di memorie e differenze. L’obiettivo era mantenere una tensione narrativa che avesse dentro allo stesso tempo un’emozione e un equilibrio” (dal Corriere della Sera del 30 novembre).

Lorella Cuccarini (professore di Amici 20, in onda su Canale 5 il sabato alle 14.10 e su Italia 1 dal lunedì al venerdì alle 19): “Sono nel talent più longevo della tv, un programma che amo perché è l’unico che ha sempre dato spazio alla danza in tv. E, dopo aver festeggiato 35 anni di professione, mi è sembrato giusto restituire il mio bagaglio di esperienze ai ragazzi che oggi vogliono mettersi alla prova. Maria De Filippi non ha dovuto ‘convincermi’, ho accettato d’istinto. Quando Maria mi ha chiamata per raccontarmi che in questa edizione dei 20 anni dello show aveva in mente di fare dei cambiamenti, ha parlato a cuore aperto. Con me e con Arisa (nuova prof di canto, ndr), voleva apportare qualcosa di nuovo alla fase delle selezioni. La sua è stata una proposta sincera, senza retropensieri: ho sentito la sua grande stima e un affetto vero. È stato naturale dirle di sì. Con i ragazzi sono materna: per me vuol dire empatica, ma non prof ‘chioccia’ e neanche ‘amica’. Parto dall’affetto per creare coesione. Così si lavora meglio e qualche rimprovero viene accolto in modo diverso. Noi prof siamo al servizio dello show ed è chiaro che difenderemo le nostre posizioni. Alessandra Celentano ha la sua visione da ballerina classica e Veronica Peparini, beh, lei è stata la mia coreografa nell’ultimo spettacolo e anche in tv a NemicAmatissima. La rivalità, sana, c’è. Ed è giusto così, in un programma meritocratico dove a emergere devono essere i talenti dei ragazzi” (da Tv Sorrisi e Canzoni dell’1 dicembre).

Alessandro Borghese (giudice in 4 ristoranti, in onda su Sky Uno dall’8 dicembre il martedì alle 21.15): “Covid? Abbiamo selezionato le zone dove ci sono minori restrizioni e visitiamo i ristoranti a pranzo anziché a cena. Le precauzioni adottate sono due: c’è un maggiore distanziamento tra i commensali a tavola e io indosso i guanti nel momento in cui vado a ispezionare la cucina. Per il resto è stata mantenuta l’anima del programma e non vedrete camerieri con mascherine oppure menu sul cellulare. Volutamente abbiamo scelto di non menzionare la pandemia per non perdere la leggerezza e la spensieratezza tipica del programma” (da Tv Sorrisi e Canzoni dell’1 dicembre).

Giorgio Panariello (conduttore): “Sanremo 2006 è qualcosa che ricordo con sentimenti contrastanti. Secondo me quel Sanremo lì era un po’ troppo avanti. L’eliminazione dei fiori, della scala… probabilmente lo vedremo così tra molti anni, semplice, pochi fronzoli. Però lo rifarei, ovviamente con lo sguardo di oggi, la maturità e la scaltrezza di adesso. Ero andato lì pensando che fosse non dico una passeggiata, ma un lavoro d’unione tra la rete e i giornali, che fossimo tutti insieme… Tv? I miei ricordi più belli sono legati al primo anno di Torno sabato, quello itinerante, perché ho capito che insieme con noi girava l’Italia. Avevo una compagnia che era veramente una famiglia, dove si sono sposati cameraman e ballerine. L’ultima grande soddisfazione, invece, è stata portare in tv lo spettacolo dei miei fratellini Leonardo Pieraccioni e Carlo Conti, dopo che avevamo fatto un botto di date nei Palasport” (dal Corriere della Sera del 2 dicembre).

Ficarra e Picone (conduttori e attori): “Addio a Striscia la notizia? Sono trascorsi 15 anni, nel nostro lavoro ogni tanto ci sta di rimescolare le carte. Era venuto il momento. È una scelta ponderata, che non è arrivata all’improvviso. È una decisone che è nata e cresciuta nel tempo, come quando scrivi un film o uno sketch per la tv: alla fine ti dimentichi chi ha avuto l’idea. Ne discutevamo tra di noi e poi ha preso sempre più forma, con leggerezza, tranquillità e già un briciolo di nostalgia che ci pervade. Antonio Ricci è dispiaciuto quanto noi, ma ha compreso la scelta. Antonio ci ha fatto sentire fin dal primo giorno che Striscia non era casa sua, ma anche casa nostra. Ci ha fatto sentire sempre importanti. Anche umanamente. È sempre stato presente ai nostri debutti teatrali, è venuto a Siracusa per la prima delle Rane di Aristofane, non si perdeva mai le prime dei nostri film. Ci ha fatto sentire della famiglia. Mai uno scontro con lui. Tra di noi c’è sempre stato un confronto aperto, libero, sincero, tranquillo, sereno. Ci ha regalato una grandissima opportunità” (dal Corriere della Sera del 2 dicembre).

Arisa (professore di Amici 20, in onda su Canale 5 il sabato alle 14.10 e su Italia 1 dal lunedì al venerdì alle 19): “Anch’io avevo provato a entrare ad Amici quando ero piccola. Ma, lo dico senza problemi, non ero pronta. Ci ho provato che avrò avuto circa 16 anni. E anche un’altra volta a 17, mi pare. Comunque, in un’occasione avevo i codini e in un’altra i capelli rosa. Ora qui mi sento onorata e sono felicissima. Si punta a far stare bene tutti quanti, docenti, ragazzi, chi lavora dietro le quinte: Amici è una specie di regno delle favole, dove però la regina è buona. Maria De Filippi non ha bisogno della forza per farsi rispettare: tu la stimi e la rispetti perché se lo merita. Mi sento molto orgogliosa del fatto che mi abbia affidato i suoi ragazzi, sapendo quanto tiene ai loro. E non voglio deludere nessuno, né loro, né me stessa, né lei. Maria, anzi, mi piacerebbe che mi volesse un po’ di bene, perché io gliene voglio tanto…” (da Chi del 2 dicembre).

Angelo Pisani (protagonista con Katia Follesa e la figlia Agata di Social family, in onda su Real Time dall’11 dicembre il venerdì alle 22.30): “L’obiettivo era mostrare la nostra quotidianità. Pensavamo che in tanti potessero riconoscersi nelle nostre dinamiche di coppia e di genitori…volevamo che la sitcom fosse una sorta di to be continued di Uno di troppo (serie in onda nel 2014 su DeaKids, ndr). Durante il lockdown abbiamo iniziato a pubblicare dei video sui social, come fossero dei test, mini puntate zero e ci siamo accorti che la gente ne aveva davvero bisogno. Dopo poco ci hanno chiamati dalla rete. Ci siamo resi conto della grande attenzione che avevano le nostre vicende casalinghe quando abbiamo pubblicato un video con Agata, sui compiti. Prima avevamo sempre cercato di non esporla, nonostante fin da piccola avesse espresso il desiderio di recitare: da tre anni va a una scuola di teatro. Ma poi, dovendo raccontare la nostra famiglia, ci sarebbe sembrato stonato prendere una bambina che interpretasse nostra figlia” (dal Corriere della Sera del 4 dicembre).

Davide Livermore (regista per il concerto della Scala, in onda su Rai1 il 7 dicembre alle 17): “Aprire la Scala con A riveder le stelle è la sfida più sorprendente della mia vita. Il mondo dell’opera raccontato per esser visto in tv. Un format inedito realizzato con il mio consueto gruppo di lavoro, lo studio Giò Forma e D-wok, le cui magie digitali e di realtà aumentata intrecceranno il flusso musicale con quello narrativo. Lirica e poesia, prosa e cinema per un omaggio al mondo dello spettacolo che tanto ha sofferto in questi mesi di chiusura forzata” (dal Corriere della Sera del 5 dicembre).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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