Frasi culTV 3-7 aprile 2018

Ogni giorno le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 7 aprile 2018

Mario Orfeo (direttore generale della Rai, sulla cena con Claudio Baglioni, Michelle Hunziker, Pierfrancesco Favino, il direttore di Rai1 Angelo Teodoli e il leader di Friends&Partner Ferdinando Salzano): “Era una cena che dovevamo fare da un po’. Si è parlato del Festival di Sanremo 2019? C’era solo un clima di festa” (da Il Fatto Quotidiano).

Claudio Bisio (conduttore del Saturday Night Live, dal 7 aprile alle 21 su Tv8): “Ci sarà poco, pochissimo di Zelig. Innanzitutto ci sarà molta satira anche politica, che lì mancava. Ci saranno molti sketch registrati in esterno, ci saranno molti ospiti che si presteranno alle gag. Ci sarà anche qualche momento di stand up, ma sarà davvero molto breve. È una cosa molto diversa dalle altre trasmissioni in onda” (da Qn).

Amadeus (conduttore): “Mi sono sempre sentito un privilegiato e mi sembrava quasi un peccato lamentarmi (nel 2006 quando ebbe un momento di difficoltà in ambito professionale, ndr), l’unica cosa che pensavo era quella di rimboccarmi le maniche e sperare in un pizzico di fortuna per ricominciare. Ho sempre pensato, anche nei momenti più bui, che se fosse arrivata l’occasione giusta me la sarei dovuta giocare alla grande, quasi come la disputa di una finale di Champions League. Nel mio lavoro seguo molto l’intuito, mi piace provare, rischiare e non essere ripetitivo. Non do mai nulla per scontato e penso di essere sempre sotto esame. Mi affido molto anche alle persone che lavorano con me. Il mio è un lavoro di squadra ed anche i risultati sono il frutto di un team. Non si può pensare che io da solo possa rendere un programma più o meno bello o decretarne il successo. Usando una metafora mi sento come un pilota di Formula 1 che guida con tecnica e magari ha l’intuizione per un sorpasso… ma l’auto deve funzionare bene!” (da Il Giornale Off).

Dichiarazioni tv 6 aprile 2018

Maria De Filippi (conduttrice del serale di Amici 17, dal 7 aprile su Canale 5): “Nella nuova edizione esaltiamo la centralità dei talenti, la loro individualità. Prima, infatti, i coach erano molto protettivi, Emma Marrone ed Elisa erano mamme-chiocce nei confronti degli allievi, li indirizzavano, ne plasmavano la personalità con scelte non sempre genuine. Insomma, i concorrenti erano frenati. Ora li rendiamo liberi di esprimersi: sono loro i veri protagonisti. Gli allievi vivono dei mesi in comunità, come in un college dove studiano, lavorano e si innamorano. Uno dei ragazzi, Daniele, è approdato alla gara serale, mentre la sua fidanzatina è rimasta nella scuola: lui ha vissuto malissimo la separazione, ha iniziato a piangere disperato, non voleva più partecipare! La delusione? Un vincitore del passato, Leon, ragazzo albanese, ottimo ballerino che ho sempre voluto tenere con me, ma a un certo punto è sparito, sono andata a cercarlo, l’ho rimesso in forma, è tornato a ballare nei miei programmi, poi è sparito di nuovo: un vero spreco” (dal Corriere della Sera).

Simona Ventura (nella commissione esterna del serale di Amici 17, dal 7 aprile su Canale 5): “X Factor, che ho seguito dalla Rai fino a Sky, ha preso una strada di nicchia. Io invece mi sento di avere una direzione diversa. Sono includente perché il pop per me è largo, diffuso, dedicato a tutti. Oggi i primi passi per tanti si fanno nei talent show dove si forgiano le prime esperienze di quelli che saranno gli artisti del futuro. Perciò il talent show non è un traguardo per chi vuole semplicemente fare una esperienza tv. In realtà è un punto di partenza. Maria De Filippi? Se non ci fosse lei, non avrei accettato, siamo in contatto da anni, quando ero a X Factor ci scambiavamo spesso pareri” (da Il Giornale).

Gian Paolo Tagliavia (amministratore delegato di Rai Com): “Sul fronte delle fiction il linguaggio della serialità ha aperto la strada a modalità narrative che hanno generato prodotti innovativi molto apprezzati anche all’estero. Non va dimenticato che a Rai Fiction si deve più del 70% delle ore prodotte in Italia. L’obiettivo è quello di ‘serializzare’ lo straordinario patrimonio del nostro Paese, facendo raccontare l’Italia agli italiani. Puntiamo molto su Alberto Angela che si è affermato come il divulgatore delle eccellenze italiane all’estero grazie alla versione internazionale di produzioni come Stanotte a Firenze, Stanotte a Venezia e Le meraviglie” (da Il Sole 24 Ore).

Dichiarazioni tv 5 aprile 2018

Simona Ventura (conduttrice e nella commissione esterna del serale di Amici 17, dal 7 aprile su Canale 5): “C’è chi mi ha messo i bastoni fra le ruote persino professionalmente, seminando calunnie e cattiverie col solo scopo di non farmi lavorare. Non è stato affatto semplice capirlo e riemergere in qualche modo, ma ora sono qui. Pronta a ripartire a testa bassa. Lasciai la Rai per Sky nel 2011? Ero arrivata a un punto dove la decisione era anche e soprattutto personale. Familiare. I miei figli entravano nell’adolescenza e andavano seguiti più che mai in quella fase, iniziavo una relazione che sentivo finalmente essere quella giusta… dovevo restituire la centralità alla mia famiglia e l’ho fatto e lo rifarei ancora altre 100 volte. Quella di Sky è stata comunque un’esperienza appagante, in cui sono stata un’apripista all’intrattenimento in modo seriale. Isola dei famosi? Mi spiace che questa edizione venga ricordata per il canna-gate, che doveva essere certamente chiuso prima, piuttosto che per i personaggi. Il cast era buono. Francesca Cipriani mi diverte, finalmente dopo quattro anni è riuscita a partecipare. Alessia Marcuzzi mi piace moltissimo, capisco quanto sia pesante per lei, soprattutto dopo le difficoltà di questa edizione con tutti quelli che dicono ‘Ah, se ci fosse stata la Ventura…’. Io non penso di condurre più quel programma, almeno in Mediaset, la gente deve rassegnarsi” (da Oggi).

Alberto Angela (conduttore di Ulisse, il sabato sera su Rai3): “Cerchiamo sempre di non trasformare la storia in uno spettacolo. Piuttosto prendiamo elementi dello spettacolo, come effetti speciali, droni, ricostruzioni virtuali, per raccontare la storia. Ci poniamo anche noi domande e lavoriamo su temi che la gente conosce. Il segreto del mio successo? Credo che il carburante principale siano la scienza, la curiosità, le scoperte. E non solo del nuovo. È fantastico andare indietro nel tempo, si imparano cose che fanno sognare. Poi, certo, bisogna saperle trasmettere” (da Oggi).

Pablo Trincia (conduttore di Hello goodbye, dal 6 aprile in seconda serata su Real Time): “Il programma è molto nelle mie corde, perché stare in aeroporto è come viaggiare da fermi, è il mio contesto di vita ideale. Ho scoperto che le storie si possono raccontare anche in posti impensabili, come un aeroporto. Ho sempre creduto che le interviste richiedessero intimità. Ritenevo inconcepibile che le persone riuscissero ad aprirsi in un luogo pieno di carrelli, altoparlanti, luci… Invece, in un mondo in cui i nostri interlocutori sono distratti davanti allo schermo di un cellulare, a volte basta un po’ di attenzione per creare un’empatia che permetta alla gente di aprirsi ovunque. Soprattutto in posti come un aeroporto, che sono carichi di storie” (da Il Giornale).

Dichiarazioni tv 4 aprile 2018

Gerry Scotti (conduttore): “The wall in prima serata contro Che tempo che fa? La verità è che di serata comode non ce ne sono e io e Fabio Fazio abbiamo programmi e pubblici talmente diversi che non ho paura di dare fastidio. Del resto dovevo scegliere fra lui, Carlo Conti, la Champions League, Montalbano e Don Matteo. Questo significa che la tv generalista propone ogni sera un’offerta interessante e che, a differenza di quanto molti profetizzassero, non è superata. La Corrida? Se tornassi a farla io, dopo che con Maria De Filippi abbiamo cambiato il linguaggio del varietà partendo dai dilettanti allo sbaraglio, non avrebbe senso, ma per il pubblico di Rai1 Conti è l’esempio di una certa tv che dura nel tempo e La Corrida avrà ancora una sua bellezza proprio perché la fa lui. Chi vuol essere milionario? è un programma perfetto, che in America resiste da anni e mi piacerebbe rifarlo. Se dovessi celebrare un grande come Mike Bongiorno, di cui immeritatamente vendo definito l’erede, rifarei anche per un breve periodo La ruota della fortuna. Telegatti? Preferisco vincerne uno e stare seduto in prima fila ad aspettare di riceverlo, magari dalle mani di Pippo Baudo e Michelle Hunziker che vedrei bene come conduttori” (da Chi).

Carolyn Smith (presidente di giuria di Ballando con le stelle): “Ci lavoro con piacere, specialmente con Ivan Zazzaroni, Paolo Belli e Milly Carlucci: abbiamo un rapporto molto stretto e li sento vicini. Il resto lasciamolo stare… Parlo delle polemiche, delle liti tra giudici e concorrenti. Troppo spesso la simpatia o l’antipatia per una coppia è venuta fuori nel giudizio e questa cosa mi frustra, perché io so lo sforzo che questi vip fanno per arrivare lì ogni sabato sera. Spesso mi verrebbe voglia di urlare contro i miei colleghi, ma mi mordo la lingua. Ma non posso delegittimare nessuno, ciascuno di noi è lì con il suo compito: Guillermo Mariotto con la sua pazzia, Selvaggia Lucarelli con il suo peperoncino, Fabio Canino come showman, Zazzaroni come ex concorrente. A volte il mix viene fuori bene, altre volte vorrei strapparmi i capelli” (da Chi).

Brunori Sas (cantante e conduttore di Brunori Sa, dal 6 aprile in seconda serata su Rai3): “Volevo sperimentare questo mezzo. E nel delirio di onnipotenza che ormai mi caratterizza ho voluto proprio fare il conduttore. Ho amplificato il lato da showman che un po’ si vede nei miei spettacoli. Ho potuto fare tutto con leggerezza, come se fossi stato liberato da una serie di ansie. Non è un programma di inchieste, solo un mio modo di guardare le cose. In ogni puntata c’è anche mia mamma, che è stata bravissima perché è stata lei. Temo le offriranno di fare uno spin-off” (dal Corriere della Sera).

Dichiarazioni tv 3 aprile 2018

Maria De Filippi (conduttrice del serale di Amici 17, dal 7 aprile su Canale 5): “Il televoto del pubblico da casa obbliga alla diretta. Con Emma ed Elisa i ragazzi erano più ‘protetti’, non si esponevano in prima persona: se venivano attaccati per le scelte stilistiche o gli arrangiamenti ne rispondevano le due che facevano loro da scudo. Quest’anno i ragazzi non godono dello stesso privilegio: hanno dei preparatori che fornisce la scuola, ma non più le due artiste che stanno accanto a loro e si fermano a guidarli oltre l’orario di lavoro. Dovranno cavarsela da soli, insomma. Con tutte le loro fragilità e le loro insicurezze. Quest’anno non sono stati scelti dagli insegnanti, ma da una commissione esterna, i prof quindi se li sono ‘ritrovati’ e hanno nei confronti di ciascuno di loro dei giudizi molto diversi. La commissione esterna nasce per evitare una sorta di pregiudizio. Un commissario esterno vede l’esibizione per ciò che è, senza sapere tutta la cronistoria del rapporto del ragazzo con Alessandra Celentano o con Carlo Di Francesco, quindi dovrebbe dare un giudizio scevro da opinioni pregresse” (da Tv Sorrisi e Canzoni).

Barbara d’Urso (conduttrice del Grande Fratello 15, dal 17 aprile su Canale 5): “L’azienda me lo ha chiesto a settembre e io ho detto: ‘No, no, no’. A dicembre, per questo, avevo ribadito in diretta nel mio programma, che ringraziavo, ma che non avrei condotto il Grande Fratello. In questi mesi ho anche sentito Barbara Palombelli, le dicevo: ‘Fallo tu’. E lei: ‘No, devi farlo tu’. Alla fine ho capitolato. Ho esitato tanto perché tornare a condurre un programma — che all’epoca era stato un grandissimo successo e che mi era spiaciuto molto lasciare — dopo 15 anni non era una sfida facile. È anzi qualcosa di molto complicato per me. Ma quando mi sono convinta, sono entrata con le mie idee: con tutti gli autori c’è grande sintonia. Posso dire che stiamo cercando storie più che concorrenti e che, oltre ai ragazzi sconosciuti, ce ne saranno altri non famosi, ma in parte già noti, magari qualche fidanzato di…” (dal Corriere della Sera).

Alberto Matano (conduttore di Sono innocente, dall’8 aprile su Rai3): “Come scegliamo le storie? C’è un requisito indispensabile: l’innocenza dei protagonisti deve essere già stata dimostrata in tribunale al di là di ogni dubbio. Questo ci porta a fare una selezione a volte doverosa. Dopo la prima stagione abbiamo ricevuto centinaia di lettere di persone che chiedevano di raccontare la loro storia e di essere difesi. Ma finché c’è un processo in corso, questo non è compito nostro, ma della giustizia” (da Tv Sorrisi e Canzoni).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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