Frasi culTV: Piero Chiambretti, J-Ax, Costantino della Gherardesca, Piero Angela, Paola Cortellesi

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 5-11 luglio 2020

Federico Vespa (conduttore): “Prima del Covid c’erano delle idee: avrei dovuto condurre un programma sugli Europei di calcio. Ora riparto da zero. Mi piacerebbe avere uno spazio di approfondimento e intrattenimento in radio o in tv, i miei due media preferiti. Sono innamorato di due programmi: La vita in diretta, giusto misto tra il leggero e il profondo, e Non è l’Arena: Giletti ha gestito le puntate sulla magistratura in modo esemplare, portando a casa dei colpi giornalistici e assicurando un’altissima qualità” (da Libero del 6 giugno).

J-Ax (cantante): “Live non è la d’Urso nel testo della canzone Una voglia assurda? Non volevo essere polemico in realtà, io non guardo mai la televisione ma il video dell’inseguimento aereo visto a Pomeriggio Cinque mi ha lasciato pensare a come avrei reagito io se fossi stato inseguito dalle telecamere per aver violato la quarantena. Cito Barbara per ridere. All together now? Lo rifarei subito perché non c’è l’elemento del ‘dramma umano’. È raro vedere programmi così oggi… Il programma sembra un talent ma è a tutti gli effetti un varietà. Mi colpisce in particolar modo il fatto che i concorrenti, anche se vogliono vincere, non hanno alcuna angoscia addosso. Non è in gioco la loro carriera, c’è solo la voglia di divertire e di farlo ad alto livello. Per questo motivo mi diverto anche io. C’è uno sfizio che mi vorrei togliere in tv ed è quello di presentare un quiz o un game show. Non scherzo: mi divertirei troppo nel riportare in onda uno di quei format storici come La ruota della fortuna o Il pranzo è servito” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 7 giugno).

Costantino della Gherardesca (conduttore di Resta a casa e vinci, in onda su Rai2 dal lunedì al venerdì alle 14): “Pechino Express? Ci vorrà molto tempo. Quando si organizza il programma, prima partono i produttori italiani e belgi a fare i sopralluoghi. I belgi sono molto cauti. Quando è scoppiata l’emergenza Covid stavano registrando la versione francese e hanno bloccato tutto. Non credo che si potrà rifare prima di un anno” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 7 giugno).

Valerio Lundini (conduttore di Una pezza per Lundini, in onda su Rai2 dal 14 luglio in seconda serata): “Interpreterò un conduttore chiamato ogni giorno a tappare il buco di una trasmissione che misteriosamente salta, a metterci una pezza, insomma, una toppa. Lui vorrebbe fare un programma serio, ma si troverà affogato in situazioni di assoluta incompetenza, soprattutto sua, che cercherà di celare. Ma è tutto finto, eh!? Abbiamo una grande libertà di sperimentare. È in fondo una prova di coraggio, perché per leggerezza farò certe gaffe che potrebbero rovinare la vita di qualunque conduttore” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 7 giugno).

Maurizio De Giovanni (scrittore): “Lino Guanciale sarà il mio commissario Ricciardi per la tv. Al momento sono in corso le ultime riprese, mentre Serena Rossi sarà la protagonista di Mina Settembre e anche in questo caso il set è aperto, così come quello della terza stagione de I bastardi di Pizzofalcone con Alessandro Gassmann” (da Qn dell’8 luglio).

Piero Chiambretti (conduttore): “Come diceva Picasso ‘ci vogliono molti anni per diventare bambini’ e credo, a questo punto, di essere diventato uno di loro. Il desiderio di fare La repubblica dei bambini nasce dopo il Covid-19 ed è espressione di una voglia di leggerezza, di rinascita, di vedere il futuro attraverso i loro occhi. Si dice che i bambini saranno i grandi di domani ma, osservando i grandi di oggi, dico che i bambini lo sono già più di loro. La freschezza di un bambino darebbe alla tv la vitalità di cui ha bisogno. Per me programma di calcio? Il calcio è una passione, ma lavorare per il calcio è un lavoro. Quello che frequentavo negli Anni 90 è talmente lontano dallo sport di oggi che sembra di parlare della prima guerra mondiale. Oggi il calcio è viziato, fatto di star che si muovono con agenti, stylist, motivatori e cuochi. E parlare di calcio piace a tutti perché siamo un Paese di allenatori, il problema è che sono così tanti a farlo che differenziarsi è una bella sfida, ma tornare non mi dispiacerebbe. Una volta andavo nei ritiri, negli alberghi, a mostrare un mondo che era sconosciuto: ecco, in un’epoca in cui con l’Hd, il 4K e il 5G si vedono anche le tonsille dei calciatori, mi piacerebbe continuare a mettere sotto la lente ciò che non è visibile a tutti. Diciamo che, per il momento che sto attraversando, che è conosciuto da tutti visto che sono passato dalla pagina degli spettacoli a quella della cronaca, la tv sarebbe un toccasana per ritrovare energia e voglia di fare. Siamo umani e, nel dolore, non esiste il vip o il nip e non mi vergogno di dire che ho attraversato un momento delicatissimo, ma penso che la mia vita lavorativa debba continuare anche nel rispetto del pubblico” (da Chi dell’8 luglio).

Paola Cortellesi (attrice): “Mi piace cambiare, esplorare tutti linguaggi possibili. Ho avuto la fortuna di lavorare negli anni della tv in cui c’erano grandi programmi. Devo tantissimo alla Gialappa’s e a Serena Dandini. Dietro agli sketch c’è tanto lavoro, non si improvvisa. L’unico che sa farlo veramente è Rosario. Con Fiorello devi stare attentissimo e seguirlo. Mi è capitato anche con Laura Pausini. Bellissimo” (dal Corriere della Sera del 9 luglio).

Piero Angela (conduttore di Superquark, in onda su Rai1 dal 15 luglio il mercoledì alle 21.20): “40 anni fa noi andavamo in onda in quella che all’epoca era la seconda serata, alle 21.35. Prima di noi c’erano il Tg, i 10 minuti di Carosello e poi il piatto forte: Dallas. Ora, lei capisce che, in linea teorica, gli spettatori delle telenovelas, i patiti di J.R., quando comincia un programma che parla di scienza sono tentati di cambiare canale. A noi fu chiesto proprio questo: evitare che gli ascolti scendessero di uno ‘scalino’, trattenere gli spettatori su Rai 1. Bisognava fidelizzarli e allora forgiai il mio arsenale: varietà di argomenti per catturare un pubblico vasto, ritmo vivace come antidoto alla noia, esposizione limpida. Lavoro a due progetti in contemporanea: Superquark e Superquark+, che va in streaming su Rai Play. Poi la Rai vuole trasformare in un programma le conferenze che ho tenuto e terrò al Politecnico di Torino. Titolo: Prepararsi al futuro” (da Oggi del 9 luglio).

Elena Capparelli (direttore di RaiPlay): “Entro la fine dell’anno avremo tre titoli originali di fiction, prodotte appositamente per la piattaforma da Rai Fiction con una chiave estremamente innovativa e ben cinque serie tv internazionali in prima visione assoluta. E siamo attivi su tutti i segmenti di offerta, comprese le docu-serie. Dovremo essere ancora più bravi del solito e sono certa che saremo premiati dai risultati” (da Tivù di giugno).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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