Frasi culTV: All together now, Simona Ventura, Raffaella Carrà, Mara Maionchi, Stefano De Martino

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 5-11 maggio 2019

Mara Maionchi (giudice di talent show): “Mi trovo molto bene in questa Italia’s got talent, prima di tutto perché non è ansiogena come X Factor (sono vecchia e l’ansia mi fa male) e in secondo luogo perché c’è un’ottima intesa con gli altri giudici. Federica Pellegrini è una vera forza della natura, una combattente come ne ho conosciute poche, disciplinata e instancabile. Si fa alcune ore di piscina prima di venire in trasmissione, per lei una passeggiata, io sarei morta dopo venti minuti. Anche con Claudio Bisio e Frank Matano è un piacere lavorare, insieme ci divertiamo. Comunque devo grande gratitudine a X Factor perché è lì che è cominciata, dieci anni fa, la mia seconda vita. Ero con Simona Ventura, l’unica faccia nota della giuria, e con Morgan che mi colpì per come parlava bene. Pensavo ovviamente a una esperienza a termine, una volta nella vita. Mai avrei immaginato tutto quello che è venuto dopo” (dal Corriere della Sera del 5 maggio).

Simona Ventura (conduttrice di The Voice of Italy 6, in onda il martedì alle 21.20 su Rai2): “Ce la faremo a imporre un nuovo talento musicale. Penso che insieme alla rete e alla società di produzione abbiamo scelto le persone giuste. Gli inediti stanno già entrando in tendenza. The Voice è un piccolo gioiello che fa musica in modo ironico e giocoso. Differenze da X Factor? Molteplici. Quando X Factor cominciò in Rai il mercato era fermo. Io e Morgan, che eravamo giudici, dicevamo: ‘Ok, cantano le cover e poi?’. Così abbiamo inventato l’inedito che tutti i talent hanno adottato. Giusy Ferreri diventò la regina dell’estate. Dopo anche ad Amici sono arrivati i cantanti. A The Voice devi dire un sì o un no alla voce, il look non conta. In tutto il mondo ha grande successo, tranne che in Italia perché non si è riusciti a dare un seguito. La qualità di un talent si vede da quello che accade dopo. Reality? Io non ne faccio in diretta da una vita, Temptation Island Vip è stato registrato in 21 giorni ed è ancora il più visto della stagione di Mediaset, la Rai non ha reality e secondo me se n’è liberata un po’ presto, se li declini verso il basso non li recuperi più, se verso l’alto possono dire ancora qualcosa” (da La verità del 7 maggio).

Michelle Hunziker (conduttrice di All together now, in onda dal 16 maggio il giovedì alle 21.30 su Canale 5): “In studio c’è un muro alto otto metri composto da sei file di postazioni: sono 100 in tutto e sono i giudici del programma, tutti esperti di musica. Cantanti, producer, discografici, dj, ecc… I concorrenti sono dei cantanti che si esibiscono davanti al muro eseguendo un brano famoso. Se i giudici apprezzano l’esibizione, si alzano in piedi e cantano con il concorrente. Lo scopo è farli alzare tutti e 100, ma sarà difficile. Questo programma vive dello stupore: tutti e 100 i giudici sono microfonati e da casa si sentiranno sia i commenti che vengono fatti appena il concorrente entra in studio, sia quelli durante l’esibizione. E molto spesso succede che vedi il concorrente e non ti aspetti la voce che viene fuori da quel corpo” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 7 maggio).

J-Ax (presidente della giuria di All together now, in onda dal 16 maggio il giovedì alle 21.30 su Canale 5): “È diverso dai programmi che ho fatto finora, che erano orientati allo scovare un talento e poi a incanalarlo verso un ipotetico futuro nel mondo della musica. All together now è un programma per famiglie, di intrattenimento, ed è un gioco a premi dove i cantanti si misurano con gli altri e possono vincere un premio di 50 mila euro. Qui non c’è da garantire nessun futuro e questo ha cancellato tutte le ansie e le paranoie che ho avuto nelle mie altre esperienze” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 7 maggio).

Bruno Vespa (conduttore di Porta a porta, in onda dal martedì al giovedì in seconda serata su Rai1): “Avrei fatto a meno delle trasmissioni sulle stragi. Mentre rivendico l’intervista al figlio di Totò Riina. Grazie a quell’intervista si sono capite tante cose. Lo scoop della mia vita? La telefonata del Papa in diretta. Ci conoscevamo, ma è stato veramente il momento più emozionante” (da Chi dell’8 maggio).

Luca Zingaretti (attore, dà la voce al libro di Antonio Scurati in Mussolini, il figlio del secolo, in onda l’11 maggio alle 22.20 su Rai3): “Il libro è straordinario perché restituisce una figura storica con cui abbiamo fatto fatica a confrontarci. Per me Il figlio del secolo cattura la ferocia, la sete di sangue, il senso della fine del mondo. Racconta la Storia senza desiderio di criminalizzarla, né di assolverla” (da Repubblica del 10 maggio).

Raffaella Carrà (conduttrice di A raccontare comincia tu, in onda su Rai3): “Posso dire di avere sei amici in più. Ho sempre notato che nelle mie interviste le persone si lasciano andare. Per niente al mondo farei la giornalista, ma penso di saper portare la conversazione dove voglio io. Senza fare domande scomode ma stando lontana dal buonismo. In pratica sono me stessa. La televisione non mi mancava e non pensavo certo a questo programma. Non volevo tornare. Se ora faremo una nuova edizione non lo so, aspettiamo un attimo. I ritorni, in generale, sono orribili: tutti si aspettano i tripli salti mortali. Io non li ho fatti ed è andata bene lo stesso. Per il momento mi godo questo. Ho tante altre cose da fare, oltre alla tv” (dal Corriere della Sera-7 del 10 maggio).

Stefano De Martino (conduttore di Made in Sud, in onda il lunedì alle 21.20 su Rai2): “Di sicuro per la Rai è stata una scommessa. Se è andata in porto lo devo al coraggio di Freccero: in tv si fatica a osare, lui ha creduto in me. C’erano pochi elementi per farlo. Non mi ritrovo quando dicono che da ballerino sono diventato conduttore: è un mestiere per cui non penso di avere i giusti requisiti. Studio da showman. Vorrei portare in Rai uno show giovane e moderno ma che rimandi ai grandi varietà di un tempo. Sarà che sono un giovane-vecchio, ma trovo che in un’epoca in cui tutto corre bisognerebbe ritrovare quella eleganza” (dal Corriere della Sera dell’11 maggio).

Adriana Volpe (conduttrice di Mezzogiorno in famiglia, in onda il sabato e la domenica alle 11.10 su Rai2): “La Rai mi ha mandato una lettera di richiamo in cui mi chiedono di tenere un profilo basso e di non dare interviste. Mi hanno lasciata sola. Magalli dichiara su Diva e Donna del 5 febbraio: ‘L’ho subita per otto anni, professionalmente non la ritengo capace. Ho creato un incidente apposta’. Dice che lavoro in Rai da vent’anni grazie a una persona sola. Mi spostano a Mezzogiorno in famiglia, che il direttore di Rai2 Freccero chiuderà. Scelta legittima. Ma quale donna ha il coraggio di denunciare se viene demansionata e resta senza lavoro? (…). Quello che so è che in passato Magalli ha sempre cambiato le partner, il programma si identificava con lui. Forse ho offuscato qualcosa, non riesco a dare una giustificazione. Credo nella giustizia. Lunedì vedrò l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini, mi auspico che tuteli la mia dignità e quella di tutte le donne” (da Repubblica dell’11 maggio).

Stefano Coletta (direttore di Rai3): “Un palinsesto molto al femminile il cui impianto non è casuale, l’ho pensato e voluto fortemente, basato sul racconto delle persone, condotto da donne di peso culturale e professionale, anti veline, cresciute nelle redazioni giornalistiche e sui palcoscenici. Rai3 è il canale delle idee, è in crescita, sarebbe strano se venisse interrotto. Sono sereno e soddisfatto del lavoro che faccio. E non bado allo spettegolare mediatico” (da Prima Comunicazione di maggio).

Luca Mazzà (direttore di Radio Rai): “Enrico Mentana è un fuoriclasse, un vero innovatore, ha preso un tg all’1-2% e lo ha portato nelle serate migliori al 9%, tutto con le sue forze. Ma, a parte il caso del TgLa7 per la presenza di Mentana, non credo sia più la stagione dei telegiornali che si identificano con il conduttore. Il telegiornale oggi è un prodotto che si rinnova ogni giorno e può farlo se vive della coralità del gruppo di lavoro. One man show ha un senso nelle reti e nei telegiornali minori che per conquistare uno spazio di mercato devono essere fortemente identitari, ma di professionisti del genere conosco Mentana e pochi altri, tra cui Michele Santoro. Giovanni Floris ha un grande mestiere, lo conosco bene, siamo stati molto amici, fa il conduttore da vent’anni, all’inizio ha faticato ma poi è diventato bravissimo, uno dei migliori a portare avanti un talk show. Abbandonai da vicedirettore di Rai3 la responsabilità di Ballarò quando conduttore fu Massimo Giannini? Lui aveva un approccio molto ideologico e troppo spesso dissonante rispetto alle linee della redazione, con una vera ossessione antirenziana. Dopo un po’ ho capito che non c’era niente da fare e me ne sono andato a lavorare per Agorà” (da Prima Comunicazione di maggio).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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