Frasi culTV: Antonella Clerici, Massimo Giletti, Gabriele Corsi, Federica Sciarelli, Carlo Freccero contro Daniele Luttazzi

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 7-13 luglio 2019

Giuliano Cipriani (amministratore delegato di Discovery Media): “Palinsesti? Partiremo da alcune conferme importanti. Riavremo on air tutti i nostri big, da Maurizio Crozza ad Antonino Cannavacciuolo, passando per Csaba dalla Zorza, per fare solo alcuni nomi. In pratica, con tutti i programmi che noi chiamiamo ‘pillar’, abbiamo raggiunto sia gli obiettivi di ascolto sia quelli di commercializzazione che ci eravamo prefissati. Come gli altri anni, però, cercheremo di sorprendere un po’ il mercato” (da Prima Comunicazione di luglio).

Federica Sciarelli (conduttrice di Chi l’ha visto?, in onda il mercoledì alle 21.20 su Rai3): “Volevo davvero mollare? Sì. Il mio direttore Stefano Coletta mi ha spiegato che non potevo lasciare: per i familiari, per la mia redazione e le persone che mi incontrano e mi dicono: non mollare. È un riconoscimento fare una battaglia per chi chiede giustizia. Se non ci fosse stato Chi l’ha visto? il corpo di Elisa Claps non sarebbe stato trovato. Critiche per l’ospitata di Pamela Prati? Ho fatto un’operazione coraggiosa che all’inizio non è stata compresa. Alla rassegna stampa di Radio Radicale avevo sentito parlare di Mark Caltagirone, Nicola Zingaretti aveva fatto pure la battuta: è come il governo che non c’è. Mi occupo da anni delle truffe romantiche, il tabellone sfiora i cento falsi profili. Così ho invitato Prati, senza darle la parola, per rendere protagoniste le donne invisibili. Quando è uscito il comunicato che sarebbe venuta, Dagospia ha scritto: Rai3 paga Pamela Prati. Ho dovuto fare la smentita: paghiamo treno e aereo ai familiari degli scomparsi. Caso Vannini e Franca Leosini? Abbiamo fatto un’inchiesta durissima e abbiamo sempre chiesto a Ciontoli l’intervista. Non ce l’ha data e l’ho voluto dire. Non c’è polemica. Il punto è come si affrontano i processi. Ciontoli ci accusava di fare i processi mediatici, poi in tv ci è andato lui” (da Repubblica del 7 luglio).

Marino Bartoletti (giornalista): “Quelli che il calcio nacque dalle suggestione di un bambino che guardava la radio. Guardarla era quasi più bello che ascoltarla, perché scatenava l’immaginazione: cosa c’era lì dentro? Una volta cresciuto, pensai a una versione televisiva di Tutto il calcio minuto per minuto. Portai il progetto ad Angelo Guglielmi, grande direttore di Rai3. Io e Carlo Sassi garantivamo la parte tecnica, ma non si trovava il conduttore. Proponevamo Fabio Fazio, che Guglielmi non voleva, Paolo Bonolis o Giorgio Comaschi che aveva condotto Galagoal dopo Alba Parietti. Guglielmi era convinto che Fazio non bucasse. Andammo da Gianni Morandi, da Gaspare e Zuzzurro. Poi a qualcuno venne in mente Dario Fo. Ci recammo in delegazione a Spoleto dove recitava il suo Mistero buffo. Illustrai il progetto ma alla fine Franca Rame sentenziò: ‘Il mio Dario una stron*ata così non la farà mai’. Aveva ragione, perché due anni dopo avrebbe vinto il Nobel per la letteratura. Ma quando venne ospite si divertì moltissimo. Fazio ha fatto la fortuna della trasmissione e la trasmissione la sua. Davamo un’immagine del calcio migliore di ciò che era realmente: sullo stesso divano sedevano gli esponenti del rigorismo tecnico e i tifosi più pittoreschi” (da La verità del 7 luglio).

Alessio Boni (attore protagonista della fiction su Giorgio Ambrosoli, in onda in autunno su Rai1): “È stato un onore. Lui non era un poliziotto, un carabiniere o un magistrato. Era un tecnico, che, pur capendo i rischi, ha fatto quello che doveva solo per etica, perché era suo dovere. Che esempio. Non ci sono materiali video su lui: curioso no? Anche nelle Teche Rai è tutto sparito. Fa paura. Ho trovato solo un’intervista. Per fortuna ci sono i figli, le persone che l’hanno conosciuto, che spiegano chi fosse” (dal Corriere della Sera dell’8 luglio).

Mogol (compositore): “Io direttore artistico di Sanremo 2020? Il problema è la Siae. Come presidente, qualcuno potrebbe chiedere perché privilegio alcuni nomi a scapito di altri. Ho proposto come direttori artistici al posto mio i miei più stretti collaboratori, Anastasi e Barbera. Dicono che non è la stessa cosa. Una soluzione si trova sempre. Bisogna capire se è quella giusta” (da Il Messaggero del 9 luglio).

Pier Silvio Berlusconi (vicepresidente Mediaset): “La stagione autunnale sarà piena di contenuti originali, unici ed esclusivi. La nostra è una tv moderna, calda. È tv viva ogni giorno. E questa sarà anche la tv del futuro. C’è un caso unico in tutta la televisione italiana, è Striscia la notizia: a settembre andrà in onda la 32esima edizione. È un pilastro della programmazione e lo dice il pubblico, soprattutto quello giovane. Ogni anno sa rinnovarsi, nei temi e nei linguaggi, senza mai tradire la sua promessa ai telespettatori: essere un irresistibile tg satirico che unisce allegria e credibilità. Averlo su Canale è un privilegio che ci distingue” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 9 luglio).

Christian Monaco (autore di Reazione a catena, in onda alle 18.50 su Rai1): “I Tre Forcellini hanno fatto un buon provino, erano giustamente sciolti, non scioltissimi davanti alle telecamere, mancava pochissimo per essere una squadra perfetta. Sono tre giovani preparati, con delle basi, solide famiglie, sono sportivi e hanno tanti interessi. Danno una bella immagine della gioventù” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 9 luglio).

Gabriele Corsi (conduttore): “Deal with it-Stai al gioco in onda da ottobre su Nove? Il meccanismo è semplice. Io e un ospite famoso, come Paolo Ruffini, Antonino Cannavacciuolo, Gabriele Bonci e altri personaggi del mondo dello spettacolo, andiamo in un luogo di incontro come un ristorante, un bar, un pub o anche una palestra… Individuiamo una coppia e con una scusa portiamo via uno dei due e gli spieghiamo che in realtà si tratta di un quiz dove si possono vincere dai 500 ai 2mila euro. Ma solo se riesce a convincere l’ignaro partner a fare quello che gli suggeriamo attraverso un auricolare. Se bara o si fa scoprire (il locale è pieno di telecamere nascoste) vengono eliminati entrambi. Ci sono cinque livelli di difficoltà e mano a mano che si sale, con richieste sempre più assurde e difficili grazie anche all’aiuto di alcuni ‘incursori’ che entrano in scena, la vincita aumenta. È un esperimento sociologico molto divertente, basato sull’improvvisazione, ma anche faticoso e complicato. Il format originale americano fa richieste molto forti, noi puntiamo più sulla comicità e l’ironia. Con il gruppo Discovery ho un debito di affetto enorme, sono stati i primi a scommettere su di me per una conduzione ‘singola’, un po’ glielo dovevo, anche se ero stato contattato da altri dopo l’esperienza in Rai. Reazione a catena è stata un’esperienza straordinaria. Certo, poi l’epilogo è stato… particolare. Io sono un artigiano, ho portato a casa il risultato, anche contro i Mondiali di calcio. Pensavo di avere detto la mia e di avere una possibilità, invece nella Rai del cambiamento l’unico ‘cambiato’ sono stato io, ma va bene lo stesso” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 9 luglio).

Massimo Giletti (conduttore): “Non è stata una scelta semplice. Dopo tanti anni in Rai, avere la possibilità di tornare e decidere di non farlo… è servito molto tempo per pensarci. La mia scelta è di credere in Cairo: ormai punto sui rapporti personali e il nostro è profondo. Preferisco avere un dialogo diretto. La Rai è fatta di tante persone: Teresa De Santis sa bene cosa vuole dire essere messa ai margini. Oltre a Non è l’Arena faremo anche altro, nuovi progetti. Se tanti tra i migliori nomi scelgono di restare a La7, qualcuno delle domande se le dovrebbe fare. La sera in cui ho battuto Rai1 e Fazio, il Paese era in un momento drammatico: Conte aveva rimesso il mandato e Di Maio parlava di impeachment per Mattarella. Era sconcertante vedere che dall’altra parte c’era una serata di varietà puro” (dal Corriere della Sera del 10 luglio).

Andrea Salerno (direttore de La7): “La nostra forza è il racconto del presente in maniera credibile, coerente e riconoscibile. Le aree su cui stiamo lavorando e in cui abbiamo margini di crescita sono il pomeriggio del sabato e della domenica. Poi stiamo studiando come la fascia di accesso che precede il tg possa diventare un traino per il telegiornale di Mentana” (dal Corriere della Sera dell’11 luglio).

Daniele Luttazzi (comico): “Due giorni fa, Freccero dichiara che le trattative con me si sono interrotte per tre motivi: 1) ‘Il poco tempo a disposizione, in 4-5 mesi non si possono fare miracoli’ (Miracoli? A maggio già si poteva concludere l’accordo, se davvero avessero voluto); 2) ‘La richiesta economica elevata’ (Lo ripeto per i finti tonti: NON C’È STATA ALCUNA TRATTATIVA ECONOMICA CON LA RAI); 3) ‘La satira di Luttazzi si basa su potere e sesso, che mi stanno bene, e sulla religione: in questa epoca pre-moderna ho ritenuto che quest’ultimo fosse un tema troppo difficile da affrontare’ (Oooh, ecco il vero motivo; e in ogni epoca, anche premoderna, questa si chiama censura)” (da Il Fatto Quotidiano dell’11 luglio).

Carlo Freccero (direttore di Rai2): “Se dovessi rispondere, la mia replica sarebbe piena di cattiveria per far fronte alle cattiverie delle considerazioni di Luttazzi. Non mi va, non mi piace giungere a questo punto, e nemmeno è questo il tempo. Spiegherò i miei rapporti con Daniele nel libro che scriverò su questa mia ultima esperienza in Rai” (da Il Fatto Quotidiano dell’11 luglio).

Antonella Clerici (conduttrice): “Non sono andata alla presentazione dei palinsesti perché non avevo nulla da presentare. Questo non significa però che non lavorerò. Ho un contratto, sono una professionista eclettica, in grado di spaziare dal calcio alla cucina, dall’intrattenimento ai programmi di attualità, e in Rai si sa che il pubblico mi ama e mi apprezza. Fabrizio Salini, l’amministratore delegato, è molto attento ai conti, sono sicura che questa situazione di mia apparente incertezza professionale si risolverà presto in un modo o nell’altro. Una volta avrei creato magari una polemica, ora sono attendista. So che mi aspettano cose belle. Lo sento. Gli ascolti dei miei ultimi programmi non sono stati strepitosi? Dovrei fare come certe mie colleghe e come loro rispondere che sono andata bene, anche se non è vero. Portobello è stato un programma che ho voluto riproporre come format originale e questo non ha giovato: la mia visione non era affatto azzeccata. Enzo Tortora contava sulla genuinità dell’uomo della porta accanto che andava in tv e con ingenuità e si barcamenava davanti alla telecamera. Di quegli sprovveduti lì non ce ne sono più e l’effetto comico che Portobello aveva si è fatalmente smarrito. Oggi 15 minuti di celebrità in televisione non si negano proprio a nessuno, e così è cambiata la percezione dell’uomo della porta accanto. L’ho capito tardi e ho ammesso di aver sbagliato. Poi, detto questo, ricordo che Portobello ha fatto comunque una media del 16,4 per cento di share, molto più di tantissimi programmi di prima serata di Rai e Mediaset. Io a Mediaset? A me piacciono i progetti. E se penso ad Amici o a C’è posta per te, non posso che fare i complimenti alla tv commerciale. E poi adorerei il bancone di Striscia la notizia perché io non lavoro in tv: mi diverto in tv! E lì so che mi divertirei da pazza” (da Oggi dell’11 luglio).

Ettore Andenna (conduttore): “Giochi senza frontiere su Canale 5? Credo che sia un flop annunciato. Come si fa a farlo in una sola località e perdipiù in studio? La caratteristica era di essere itinerante e di svolgersi all’aperto, con il sereno o con la pioggia. Al massimo potrà essere Bellezze al bagno” (da Qn del 12 luglio).

Federico Quaranta (conduttore): “Un anno fa sono stato io a sostituire Patrizio Roversi (dopo 5 edizioni): un grande professionista, un uomo colto, con un passato televisivo prestigioso. Ho preso io il testimone della conduzione di Linea verde, dopo una gavetta importante nel campo del turismo e dell’agricoltura, per meriti: era il mio sogno arrivarci e il programma ha registrato gli ascolti più alti degli ultimi decenni. Di solito quando uno fa molto bene viene confermato: la meritocrazia dovrebbe dire una cosa del genere, no? A me sta bene che Convertini sia stato promosso perché ha avuto il merito di aver raggiunto un buon risultato con La vita in diretta estate. Ma perché lui sì e io no? Non capisco io sia stato penalizzato pur avendo merito: questa è l’unica domanda che mi faccio” (da Spy del 13 luglio).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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