Frasi culTV: Amadeus, Fiorello, Caterina Balivo, Carlo Conti, Costantino della Gherardesca

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 9-15 febbraio 2020

Amadeus (direttore artistico e conduttore del 70° Festival di Sanremo, in onda su Rai1): “Non è una rivincita ma il tempo ha rimesso le cose al loro posto. Avevo detto che sarebbe stato un Festival anche femminile, e così è stato con le presenze sul palco delle 10 donne e i monologhi impegnati. Junior Cally meritava di stare in gara perché aveva una bella canzone, e lo ha dimostrato. Bis per me? Qualora accadesse mi metterò a pensare a un’idea altrettanto efficace artisticamente. Per ora mi godo questo Festival. Vertici Rai? Mi sono sentito assolutamente supportato. La grande famiglia Rai del Festival mi ha dato sostegno e spazio per realizzare il mio progetto. Il presidente invece non l’ho più sentito già da prima che iniziasse il Festival ma l’ho visto in sala e ho visto che la mia proposta artistica lo ha divertito…” (dal Corriere della Sera del 9 febbraio).
“Sono stato fortunato perché sono arrivato alla conduzione e alla direzione artistica del Festival dopo che da molti anni sono diventato pressoché un parente del pubblico, entrando nelle case tutti i giorni. Questo mi ha aiutato perché avere un rapporto strettissimo con il pubblico di Rai1 significa avere un legame forte con il pubblico base di Sanremo” (da Repubblica del 9 febbraio).

Fiorello (ospite fisso al 70° Festival di Sanremo, in onda su Rai1): “Qualsiasi altro programma al mondo non potrebbe durare 5 ore, non lo vedrebbe nessuno. Sanremo è una cosa tutta italiana che alla fine nel bene e nel male ci unisce, è davvero una festa nazionalpopolare. Mi hanno chiesto tante volte di fare Sanremo e ho sempre detto di no. Quest’anno sono stato sul palco per quattro serate e non l’avrei fatto con nessun altro, se non con Amadeus. In questo Festival ho dimostrato che il mestiere del presentatore non è il mio. Non avrei mai potuto fare per 5 ore quello che ha fatto Amadeus. Dicono che sono un battitore libero e mi ritrovo in questa definizione. Sanremo è talmente pazzesco che riesce a trasformare chiunque in un mostro, prima di Amadeus lo aveva già fatto con Gianni Morandi, no dico Morandi… Lui ha saputo accettare le critiche perché si sentiva a posto con la coscienza e sapeva che fanno parte del gioco. Tiziano Ferro? Ci eravamo chiariti nel dietro le quinte durante le prove. Il mio bacio con Tiziano non era costruito, non era una gag: è stata una cosa spontanea e di sincero affetto. Bis nel 2021? Amadeus deve sapere già da oggi che non ci sarò perché l’anno prossimo ho un appuntamento con il podologo in quel periodo…” (dal Corriere della Sera del 9 febbraio).
“Sanremo? Ho fatto di tutto: sono uscito come prete, come De Filippi, come coniglio e De Filippi insieme, ho inseguito Morgan che inseguiva Bugo che inseguiva Morgan. Un Festival irripetibile. Anche se lo facessimo di nuovo io e Amadeus, replicare le stesse sensazioni sarebbe impossibile. Non lo farò mai da presentatore, mi snaturerei. Ma non escludo di tornarci come cantante in gara per la libidine di fare tre minuti a sera e respirare l’atmosfera senza fare l’ospite. Canto e vado al ristorante a seguire il Festival” (da Repubblica del 13 febbraio).

Fabrizio Salini (a.d. della Rai): “Amadeus ha fatto un lavoro straordinario, ha dato prova — ma non avevamo dubbi — di grande capacità di gestione e direzione, ne dobbiamo ancora parlare, ma non possiamo non ripartire da Amadeus, che ha saputo superare polemiche assurde ed è riuscito a portare sul palco temi rilevanti e momenti di riflessione parlando a tutti. Un grande professionista umanamente impeccabile: coretto, sincero, diretto, onesto. In questo contesto Fiorello si muoveva da quel fuoriclasse che è. Con lui abbiamo un rapporto speciale, si è dato e speso per RaiPlay come nessun altro artista avrebbe fatto. Alessandro Cattelan è un grande talento, ci eravamo incontrati ma non per il Festival” (dal Corriere della Sera del 10 febbraio).

Stefano Coletta (direttore di Rai1): “Sanremo 2021? La decisione va condivisa con l’amministratore delegato Salini. Io sì, ci penso: Amadeus è stato una grande scoperta non come conduttore, ma dietro le quinte, come direttore artistico. È una persona perbene che sa ascoltare. Per me ci sono tutti i presupposti per fare il bis, ci dirà come la pensa. Futuro su Rai1? Penso a Federica Sciarelli, magari in uno show di cucina. Poi c’è Fiorello, il mio sogno da quando ero a Rai3. Abbiamo bisogno di lui, sa superare la televisione scritta. Vorrei costruire una rete che sia la più inclusiva e pluralista possibile e riproporre il grande show del sabato con volti meno prevedibili, penso a Pierfrancesco Favino, talento vero. Mi è capitato di vedere Luca Zingaretti fuori dalla televisione, è ironico: la coppia Zingaretti-Luisa Ranieri sarebbe perfetta per un varietà. Bolle non deve essere solo evento ma ci deve essere una serialità legata al suo talento” (da Repubblica del 10 febbraio).

Carlo Conti (conduttore de La Corrida, in onda su Rai1 dal 21 febbraio il venerdì alle 21.30): “La Corrida è stato il primo talent show e oggi in tutti i talent c’è una giuria. Quest’anno abbiamo tolto il balletto del pubblico e abbiamo inserito proprio i giudici. Prenderemo ogni sera un po’ di concorrenti delle passate edizioni e un po’ di pubblico. Saranno loro a commentare le esibizioni. Tutti i concorrenti sono dilettanti, a differenza degli altri talent dove ci vanno i bravi o chi pensa di esserlo… Vengono scartati quelli che hanno già fatto troppe apparizioni in altre trasmissioni o quelli che sono improponibili. Quelli scelti sono divertenti e soprattutto hanno lo spirito giusto per lasciarsi andare. Inoltre sono consapevoli che, anche se fischiati, hanno avuto la gioia di esibirsi e di essere protagonisti per una sera” (da Tv Sorrisi e Canzoni del 10 febbraio).

Antonio Marano (presidente di Rai Pubblicità): “Sanremo? Ha funzionato la capacità di Amadeus di stare al servizio dello spettacolo. Per me come conduttore era perfetto e l’ho detto alla direttrice di Rai1 Teresa De Santis, che mi ha dato retta. Ama è forte nella sua normalità. E ha inserito un genio, l’amico Fiorello” (da Repubblica del 12 febbraio).

Elena Capparelli (direttore di RaiPlay): “Sanremo? Abbiamo vissuto giornate di grande passione. RaiPlay ha avuto un ruolo su più fronti: contenuti extra, circa 350 clip con i momenti più belli della diretta e poi L’AltroFestival con Nicola Savino, un contenuto originale andato in onda in orari incredibili in un clima di totale divertimento e passione. Vogliamo aprire allo sport e persino alla radio: avremo i concerti di Radio2 con una regia esclusiva. Avremo molte esclusive anche fra i film, dal 28 febbraio avremo Il sindaco del rione Sanità e sarà solo il primo. Fiorello? È il mio sogno, spero che torni presto, stiamo definendo” (da Italia Oggi del 12 febbraio).

Claudio Cecchetto (talent scout): “Io non invitato a Sanremo? Sono scelte della Rai, probabilmente avevano già i loro esperti, sono contro i ‘pacchetti’ o le raccomandazioni, non doveva far piacere a me andare ma doveva far piacere a loro avermi, ma nella vita penso di aver dimostrato abbastanza, non mi attacco a queste cose. Resta il fatto che Fiorello e Amadeus lì ho scoperti io e ci sono cose che restano nel tuo curriculum e anche nel tuo cuore. Non ho dato consigli ad Amadeus perché il problema dei consigli è che rendono tutti uguali mentre il mondo va avanti proprio perché si spera che qualcuno faccia qualcosa di diverso. Jovanotti assente? Sicuramente Lorenzo aveva da fare cose che aveva pianificato già molto tempo prima e non poteva mandare tutto a monte. E poi l’amicizia non deve mai diventare un obbligo, altrimenti non è amicizia. Io giudice a X Factor? È tutta la vita che faccio X Factor, solo che lo faccio sul campo” (da Chi del 12 febbraio).

Caterina Balivo (conduttrice di Vieni da me, in onda su Rai1 dal lunedì al venerdì alle 14): “Questo programma cucito apposta su di me, su Rai1, la mia rete, dopo sei anni di tutorial a Detto fatto per Rai2: era il mio obiettivo e sono felice di averlo raggiunto. Stefano Coletta ha fatto riferimento a una sorpresa che mi avrebbe riservato? È una cosa troppo divertente, ma se la dico mi rubano l’idea. Non lo dico sennò non si avvera. Ci sono sei mesi di tempo…” (da Oggi del 13 febbraio).

Costantino della Gherardesca (conduttore di Pechino Express 8, in onda su Rai2 il martedì alle 21.20): “È circolata voce che avrebbe potuto sostituirmi Simona Ventura? Simona gioca a tennis ed è ancora in grandissima forma, ma Pechino è il programma psicologicamente e fisicamente più complicato che ci sia in tv. Bisogna alzarsi alle 4 del mattino, sopportare ritmi estremi. La vedo produttivamente difficile per un altro conduttore, a meno che non sia un atleta. Comunque per ora il pubblico vuole me. La gente sui social e fuori mi dice questo. Barbara d’Urso? È diventata un capro espiatorio per tutti gli addetti ai lavori che ne parlano male pensando di farsi belli. Non è che chi la critichi faccia dei film di Ken Loach. E poi il suo show è surreale, ha applicato il modello dei news network di destra americani all’intrattenimento. È un tipo di tv molto liberata e mi diverte molto. In tv non mi piacciono le polemiche, l’allarmismo, il gossip mascherato da giornalismo. Mi piace l’assurdo, tipo Temptation Island, visto da bagnini e scienziati, geniale. A volte penso che la mia tv sia diventata troppo seria. Vede, ho un imprinting bacchettone, un filino democristiano. È arrivato per me il momento di aggiornarmi ai gusti dei giovani. Il nuovo Costantino ha voglia di osare, con cattiveria” (da Il Giornale del 14 febbraio).

Mario Tozzi (conduttore di Sapiens-Un solo pianeta, in onda su Rai3 dal 15 febbraio il sabato alle 21.45): “Guardiamo i fatti dal punto di vista degli scienziati. Non facciamo un programma di denuncia, ma nemmeno di godimento. Abbiamo una puntata sul cibo, in cui parliamo di quanto forte sia l’impatto sul clima della produzione di carne. Un’altra sarà dedicata al confronto tra Wikipedia e Treccani, automobile e bicicletta, pellicola e fotografia digitale” (da Il Messaggero del 15 febbraio).

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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