Frasi culTV: Paola Perego, Pierluigi Diaco, Barbara Palombelli, novità dei palinsesti Mediaset

Ecco le dichiarazioni cult sulla televisione rilasciate a quotidiani o settimanali da personaggi dello spettacolo e/o addetti ai lavori.

Dichiarazioni tv 9-15 giugno 2019

Alessandro Salem (direttore generale contenuti Mediaset): “Il momento più delicato quest’anno? L’operazione legata ad Adrian, con Adriano Celentano. Non è stata solo una difficoltà di gestione, ma anche di aspettative. Pensavamo che il progetto potesse avere un riscontro superiore, invece per molti motivi che poi abbiamo analizzato con Celentano e col suo team di autori, non ci sono stati i risultati che ci aspettavamo. La considero naturalmente una partita ancora aperta: non dimentichiamo che stiamo parlando di Adriano Celentano. Lavoriamo perché il secondo tempo del match sia brillante e vincente: certo che abbiamo intenzione di tornare in onda. A settembre? La data non è precisa ma più o meno sarà quel periodo. Paolo Bonolis? È vero che lui è fuoriclasse e che potrebbe condurre qualsiasi cosa, ma sarei più generoso nei confronti di Ciao Darwin, perché è un programma che mescola sapori molto diversi. E in una tv generalista che fa intrattenimento pop, ha ancora oggi un grosso riscontro. Con Bonolis la rete non ha un rapporto statico, lui ha molta voglia di fare e noi stessi siamo i primi a volergli far fare le cose migliori, ma il pubblico ama vederlo alle prese con Ciao Darwin e non ci sono molti altri conduttori che potrebbero condurlo… Canale 5 in questa stagione è dursocentrico e Barbara d’Urso ha ascolti buoni, anche se non stellari. Ora c’è una presenza importante della d’Urso, peraltro con un buon riscontro di pubblico, ma ci sono anche tanti altri generi di programmi. Per la prima volta un conduttore ha quattro programmi su una rete. Due dei quattro sono in daytime, i due in prime time ora coincidono, ma per un arco temporale limitato. Non pensiamo che questa presenza importante sia eccessiva, anzi. Maria De Filippi ha chiesto una diversa collocazione per Amici? Amici è un programma formidabile per i suoi contenuti e ogni anno facciamo varie valutazioni che condividiamo con la Fascino. Quindi non è detto che nel 2020 vada di sabato. La domenica pomeriggio di Canale 5 cambierà? Dovrebbe rimanere così. Silvia Toffanin? Ha dimostrato di avere grande talento e la rete punta molto su di lei. È chiaro che non si può rinunciare a Verissimo perché come per Bonolis e Ciao Darwin c’è un forte processo di identificazione tra lei e programma, non sarebbe facile un passaggio di testimone” (da Il Fatto Quotidiano del 9 giugno).

Marco Paolini (direttore generale reti Mediaset): “Il prossimo autunno Canale 5 viaggerà con sei produzioni alla settimana. L’ideale sarà avere, almeno nei nove mesi chiave per la raccolta pubblicitaria, cinque o sei serate di produzione su Canale 5 e quattro o cinque su Rete 4, ci sarà più prodotto originale anche nel prime time di Italia 1. Faremo più intrattenimento, più infotainment e più informazione. Fiction? Continueremo a fare la sperimentazione per tarare meglio il linguaggio delle serie di Canale 5, strette tra Sicilia e Cariddi degli ott e di Rai1, e cercheremo anche di avere un prodotto un po’ più pop ma non banale e di buona fattura. Amici è un talent, ma ha il respiro del grande varietà con l’ospite, per definizione un talent musicale ha un pubblico d’elezione giovane, se prendiamo le migliori performance di un qualsiasi talent non superano l’11-12%, Amici fa il 20-21-22%, un vero miracolo. Reality in calo? Abbiamo messo in conto un po’ di consunzione del genere, conta l’imponderabile meccanismo del cast, ma restano una nostra linea di riferimento. Pio e Amedeo faranno un nuovo programma su Italia 1 ma probabilmente non in autunno, ci vogliono mesi per fare Emigratis, che è un intrattenimento senza studio e viene girato in vari Paesi, poi stiamo studiando con loro altre idee per programmi” (da Prima comunicazione di giugno).

Chef Rubio (cuoco): “MasterChef? Mi hanno cercato tutti, già durante la seconda stagione di Unti e bisunti, non c’entro niente con loro, volevano solo la controparte del popolo, quella più diretta, così avrei fatto parte di un meccanismo che nulla ha a che fare con il mio modo di pensare e il mio messaggio, è un format fatto e finito, se non ci metti una volta una donna, un’altra lo chef buono, non funziona più. A Camionisti in trattoria scontrini tarocchi? È tutto regolare al 100%, se qualcuno nel corso dei mesi successivi ha provato a guadagnarci non dipende da me, esigo sempre veridicità nei miei messaggi e programmi, un primo a 3,50 euro l’ho mangiato ed era buonissimo” (da Fq Millennium di giugno).

Marco Giusti (ideatore di Stracult, in onda il giovedì in seconda serata su Rai2): “Siamo passati attaverso sette direttori di rete, è un bel record. È l’eterna lotta con i cultori del cinema d’autore, quello che dagli anni 80 in avanti ha prodotto al massimo una serie di piccoli Nanni Moretti. Noi stiamo con l’altro cinema” (da Repubblica del 9 giugno).

Myrta Merlino (conduttrice de L’aria che tira di sera, in onda il martedì alle 21.15 su La7): “Mi sono messa a disposizione della rete e, quando mi hanno chiesto di sperimentare il prime time per tenere accesa La7 in un un momento politico così delicato, ho accettato volentieri. Inoltre per me questo è un modo per mettermi in gioco e provare nuove avventure” (dal Corriere della Sera del 10 giugno).

Ficarra e Picone (attori-conduttori): “Ricordiamo le prime dirette di Striscia, tremavano le gambe… E poi non dimenticheremo mai il Sanremo con Pippo Baudo: stare con lui sul palco, lui che è la televisione, con tutto quello che ha rappresentato, fu una sensazione straordinaria. Faremo un tour di oltre cento date dove proporremo il nostro nuovo spettacolo, con pezzi di repertorio, cose che già il pubblico conosce, e altre scritte apposta, nuove e inedite. Sarà la summa dei nostri 25 anni: abbiamo scelto di festeggiarli con la gente e tra la gente. Ne verranno fuori anche quattro serate televisive” (dal Corriere della Sera dell’11 giugno).

Ezio Bosso (musicista-conduttore di Che storia è la musica, in onda su Rai3): “Non me l’aspettavo ma me l’auguravo. Dimostra che il Paese è migliore di come viene descritto, questa regola del sapere cosa vuole l’altro non l’ho mai capita. Ho capito che esiste l’idea di aprire la porta alle cose per far vedere come sono. Ci ho messo il mio lavoro, il mio impegno, la passione, la musica, il racconto. Poi, pensando alla serata, il direttore di Rai3 Coletta ha avuto l’intuizione, più che giusta, degli ospiti” (da Repubblica dell’11 giugno).

Enrico Lucci (conduttore di Realiti, in onda il mercoledì in seconda serata su Rai2): “La bufera è scoppiata perché nessuno ha visto la trasmissione che affronta temi caldi, quello che avviene nello show umano mondiale. Ho invitato un pischelletto che prima di entrare mi ha detto: ‘Io non sono mafioso, ma dicendolo ho più follower’. Io questo dovevo far vedere, anche se va detto che io non sono l’autore. Gli ho chiesto quali sono i suoi miti e poi gli ho consigliato di studiare, gli ho detto che non conosceva la storia, gli ho detto che la mafia è merda, gli ho parlato dei grandi siciliani e dei nostri fratelli Falcone e Borsellino e qui è scattato l’applauso. Noi raccontiamo questo mondo urticante e terribile, ma dobbiamo farlo per sapere che queste situazioni esistono nell’indifferenza del mondo civile. Sul web questi neomelodici vengono osannati, imitati. E lì sta il male” (da La Stampa dell’11 giugno).

Carlo Freccero (direttore di Rai2): “Realiti? Io mi sono accorto della gravità subito, non dopo cinque giorni. E ho immediatamente provveduto con veemenza a porre il problema. Durante la pubblicità ho fatto presente la questione. Sono cose che accadono in diretta, più di così non si poteva fare. Il problema è subito apparso gravissimo, eravamo tutti costernati e infatti ne abbiamo già discusso subito dopo la puntata” (da Il Messaggero dell’11 giugno).

Paola Perego (conduttrice di Non disturbare, in onda dal 21 giugno il venerdì in seconda serata su Rai1): “All’inizio di ogni puntata, per capire meglio il mio interlocutore (tra le ospiti Elena Santarelli, Paola Barale, Sabrina Salerno, Rita Dalla Chiesa, Marisela Federici, ndr), apro il suo trolley e frugo tra i suoi abiti. Quest’anno abbiamo aperto la porta anche ad alcuni uomini a patto però che abbiano una sensibilità particolare verso il mondo femminile (Totò Schillaci, Pierluigi Diaco, Cristiano Malgioglio e Guillermo Mariotto, ndr). Ma non mi limito a guardare le foto o le canzoni che ascolta, che già forniscono ottime dichiarazioni su chi ho davanti, ma ricevo i messaggi e le telefonate che arrivano durante la registrazione. C’è una persona, di cui non faccio il nome nemmeno sotto tortura, che è sempre sul set: era impegnata l’anno scorso ed è impegnata adesso. Io voglio crederci, anche perché il programma è un’esperienza così bella che non si può rifiutare. Però…” (da Tv Sorrisi e Canzoni dell’11 giugno).

Alessio Boni (attore): “Sto girando una fiction per la Rai su Giorgio Ambrosoli e poi comincerò a girare, sempre per la Rai, un film tv su Enrico Piaggio, l’imprenditore che costruì la Vespa. In autunno dovrebbe andare in onda La strada di casa 2 che abbiamo finito di girare. E poi ci sarà la seconda serie de La compagnia del cigno, ma non so ancora quando cominceremo le riprese” (da Tv Sorrisi e Canzoni dell’11 giugno).

Barbara Palombelli (conduttrice di Forum, in onda su Canale 5 e Rete 4): “Abbiamo conquistato il daytime, abbiamo battuto Rai1. Siamo diventati il traino del Tg5 portandolo al 22-23% di share, riuscendo persino a superare il Tg1. È avvenuto un piccolo miracolo da quando sono arrivata sei anni fa. Ce l’abbiamo fatta tutte le mattine, Forum è il programma più visto d’Europa, all’inizio è stata dura, i social ci puntavano e la successione a Rita Dalla Chiesa, che è una persona fantastica, non è stata semplice” (da Repubblica del 12 giugno).

Sabina Guzzanti (attrice): “Io sono stata espulsa dalla Rai nel 2003, sono passati più di 15 anni e questa è sempre stata la scusa per ogni censura: la linea editoriale… Visto che non c’è un collettivo di intellettuali che guida la Rai, è chiaro che è il governo: è un modo di gestire il Servizio Pubblico contro cui mi sono sempre battuta. In tv è più problematico imitare un’autorità come Maria De Filippi che un politico come Berlusconi” (dal Corriere della Sera del 13 giugno).

Salvo Sottile (conduttore di Prima dell’alba, in onda dal 17 giugno il lunedì alle 21.20 su Rai3): “Saremo nel solco dell’esperienza felice della seconda stagione, ma con tante novità, a parte l’orario. Io sarò nella Rampa, un edificio abbandonato nel quartiere Prenestino a Roma, una struttura circolare a gironi che discenderò nel corso di ogni puntata. Starò fuori solo nei reportage a inizio e fine puntata: prima andavo io dalla notte, ora è la notte che viene da me. Avrò una serie di inviati che mi aiuteranno a raccontare il mondo notturno, ma anche tanti ospiti che commenteranno i fatti di attualità e le storie di ogni puntata. Avendo più tempo a disposizione rispetto ai consueti 40 minuti, i temi saranno trattati in maniera più approfondita, anche con una parte grafica. In autunno torneremo in seconda serata, con una nuova edizione al via a ottobre, mentre in estate saremo in prima” (da Libero del 13 giugno).

Pierluigi Diaco (conduttore di Io e te, in onda dal 17 giugno dal lunedì al venerdì alle 14 su Rai1): “Nella prima parte tenterò di cucinare un dibattito su argomenti popolari come l’amore o il rapporto genitori-figli. Nella seconda parte incontrerò una coppia over 60, chiederò l’album di nozze, le foto dei nipotini, il filmatino in bianco e nero, mi piacerebbe raccontare in modo anche carnale che cosa significhi scegliersi e onorare la fedeltà. E poi, ci sarà un faccia a faccia con un personaggio popolare” (da Oggi del 14 giugno).
“Non ci sarà copione, punto su una televisione jazz, all’insegna dell’improvvisazione che si costruisce in diretta. A Sandra Milo e Valeria Graci soltanto in tarda mattinata svelerò il tema della puntata. Voglio che tutti possano parlare, cerco tempi dilatati senza interruzioni. E sono ossessionato dal rispetto della lingua italiana. Maurizio Costanzo mi ha consigliato di andare lento, è affettuoso e presente, il suo sostegno mi commuove, d’altra parte la sua è una scuola rigorosissima” (da Il Giornale del 14 giugno).

 

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Fabio Traversa nasce a Bari l'11/01/1981 e, dopo alcuni mesi di vagiti e poppate, i suoi genitori si rendono conto che non riesce a fare a meno della lettura giornaliera di quotidiani, riviste, libri. Deve assolutamente essere a conoscenza dell'ultim'ora di cronaca, dei risultati di calcio e delle notizie sul panorama televisivo. E così al percorso scolastico (diploma al liceo classico e laurea in Giurisprudenza) si affianca il contatto diretto con il mondo del giornalismo (è pubblicista dal 21 ottobre 2003). Oltre a essere stato collaboratore di alcuni quotidiani locali o addetto stampa di enti pubblici o partiti ha curato (per oltre 10 anni) Reality&Show, fiore all'occhiello della blogosfera nella sezione spettacoli, e ha scritto per Tvblog.it, Soundsblog.it e GossipeTv.com. Da gennaio 2018 è autore su AltroSpettacolo.it.

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