Gloryhammer, la battaglia spaziale dell’Alcatraz: foto-report dal concerto di Milano, 2 Febbraio 2020

Mettere insieme band perfette per un tour non è sempre cosa facile, ma se qualcuno avesse mai dubitato che una proposta visiva particolare come quella dei Gloryhammer potesse trovare dei buoni compagni di viaggio, oggi ci sono quei nani dei Wind Rose e quei goblin dei Nekrogoblikon a rappresentare quello che si potrebbe definire “cosplay-metal”, anche se il termine sembra un po’ dispregiativo. Chiamiamolo “power metal vissuto intensamente tramite dei costumi per calarsi nella parte, che sia essa medievale, fantasy o fantascientifica“, e probabilmente saremo più vicini alla realtà.
Se pochi giorni fa avevamo assistito alla Grande Guerra dei Sabaton all’Alcatraz, questa sera la guerra è su scala minore (il Palco B, insomma, e comunque con una sala bella piena), ma la foga del pubblico è la stessa.

Gloryhammer, Nekrogoblikon, Wind Rose: la recensione del concerto di Milano

I Wind Rose oggi giocano in casa: il tour europeo li sta portando ovunque, ma loro sono Italiani, quindi il calore è doppio per gli opener della serata.
Ma ad essere onesti, visto il loro look e la capacità di mettere insieme canzoni con cori epici, il calore sarebbe stato uguale anche se fossero stati ucraini: hanno dei brani portentosi, e nel tempo hanno perfezionato il loro stile “dwarf metal”, con i testi indirizzati a chi è basso di statura ma scava delle gran buche e beve molto. Via libera, quindi, a Drunken Dwarves e Mine Mine Mine, ma il pezzo forte è Diggy Diggy Hole, che fa urlare tutti, ma proprio tutti, i presenti. Dal vivo rende quanto su disco, ed è un gran successo.

Sempre per rimanere legati all’Italia, i Nekrogoblikon da queste parti hanno un enorme problema, per i metallari ultraquarantenni: il loro leader è Lo Scrondo. Sì, Lo Scrondo, fatto e finito.

Quindi, già magari è difficile da digerire un Goblin sul palco, figuriamoci se lo associamo a Lo Scrondo. Ma d’accordo, l’immagine non è tutto, non è bello avere dei pregiudizi nei confronti dei Goblin. Purtroppo però, per portare avanti una proposta artistica di questo tipo, alla base bisogna avere una musica con le palle, che è proprio ciò che manca ai Nekrogoblin. Hanno della buona musica aggressiva, uno stile molto più moderno di quanto si possa immaginare, ed essenzialmente sono dei cazzoni che si divertono. Quindi, cosa puoi dire ad un gruppo così, vedendoli dal vivo? La loro utilità in questo tour è cercare di far dimenticare alla gente i cori “diggy diggy hole” di Wind Rose, perchè altrimenti si sarebbero sovrapposti a quelli dei Gloryhammer.

Ecco, volete sapere chi ha una proposta visuale bizzarra, delle storie assurde come testi, eppure ha una musica con le palle? I Gloryhammer. Non per niente sono headliner.
Angus McFife XIII ha un’ugola benedetta, capace di carica aggressiva e note alte al punto giusto, e il songwriting di questi maghi interdimensionali sa come si crea coro epico dopo coro epico. Il loro Power Metal fa stare bene, e c’è ben poco altro da dire.
E stiamo comunque parlando di un gruppo che afferma di essere venuto al concerto sulle ali di un drago magico “solo perché è la scelta più giusta per l’amiente” (però il batterista è arrivato su un sottomarino volante, sempre a detta loro). Un gruppo che, per regalare una maglietta ad un fan, lo sfida a fare crowdsurfing dalla prima fila al bar, prendere una birra, e poi tornare verso il palco facendo ancora crowdsurfing (la missione è compiuta: guardate qui il video dell’epica impresa). Un gruppo che richiama sul palco il goblin dei Nekrogoblikon, dice al pubblico che se urliamo forte (prima le ragazze, poi i ragazzi), la testa del goblin esploderà, e dopo un minuto di urla il goblin ci dice in italiano “cantate come delle puttanelle”.
Ma, ribadiamolo, parliamo anche di un gruppo che suona da paura, una prestazione fra le migliori che ricordo negli ultimi anni.

Tutto questo è pacchiano? Sì. Offenderà alcuni puristi del power metal? Probabilmente sì.
Ma c’è una nicchia per questo preciso genere di metal, e anche se i Gloryhammer forse non saranno mai headliner al Gods of Metal, saranno comunque nei cuori di tutti quelli che hanno bisogno di una forte spinta di follia fantasy, nella loro musica heavy.
Ringraziamoli anche per aver salvato l’universo – visto che sì, c’è anche una “trama” dietro i loro concerti.

Wind Rose, foto dal concerto all’Alcatraz

Nekrogoblikon, foto dal concerto all’Alcatraz

Gloryhammer, foto dal concerto all’Alcatraz

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