Lacuna Coil a Trezzo: foto e commenti dal concerto al Live Club, 6 Novembre 2019

La storia dell’ascesa dei Lacuna Coil in Italia è stata lunga, ma finalmente ha raggiunto il culmine: la band è più compatta che mai, ha canzoni che mettono in luce ogni singolo componente, e sta mietendo soldout dopo soldout. Provincia di Milano compresa.

Al Live Club di Trezzo si fatica a muoversi, quando i Lacuna Coil salgono sul palco: un soldout sudato e meritato per tutti, con la band che torna a casa dopo un tour americano e una serie di tappe di avvicinamento fra Bari, Roma e Bologna. Anni e anni (e anni) di tour ci portano un gruppo affiatato (anche con i “nuovi” membri), che ormai è capace di mangiarsi il palco e stregare il pubblico con ogni brano.
Sono tutti in grande forma, avendo anche trovato un’estetica perfetta con il bodypaint per i musicisti e le divise coordinate per i cantanti, ma quel che conta è la musica: Black Anima, il nuovo album, è stato accolto da tutti con gran passione, e quindi sono tutti contenti se la maggior parte della setlist è dedicata proprio al nuovo lavoro. Fa impressione, comunque, il calore con cui viene accolta Spellbound, visto che quando uscì Shallow Life. Ma il tempo guarisce tutte le ferite, e si può guardare al (recente) passato dei Lacuna Coil trovando molte chicche nella discografia. Ci sarà sempre posto per una cover dei Depeche Mode, ci sarà sempre posto per ricordare che il Paradiso è una Bugia, e ci sarà sempre posto per il growl di Andrea Ferro, che nell’ultimo disco ruggisce molto più che in passato, alla faccia di chi immaginava un futuro Cristina-centrico per la band.
Cristina Scabbia, ovviamente, attira la maggior parte degli sguardi (grazie anche ad un fantastico makeup viola metallizzato e brillantinato), ed è lei che parla con il pubblico fra un brano e l’altro, ricordando ad esempio che è ora di accettarsi per quel che si è, senza preoccuparsi del giudizio degli altri. I Lacuna Coil per anni non si sono preoccupati dei giudizi della gente (a partire dal giudizio degli italiani), e ora sono in vetta al mondo.

Due parole sulle band di apertura, azzeccatissime: gli Infected Rain propongono una sorta di groove-metal intrigante, trascinato ovviamente dalla frontwoman che nasconde un grande asso della manica – è moldava (come tutta la band), ma parla italiano perfettamente. Si parla di discorsi completi e sensati, non di quattro parole pronunciate bene, e questo semplice fatto la rende amata anche da chi non li aveva mai sentiti prima. Lena Scissorhands sembra più a suo agio con le parti cantate che non sul growl, eppure le parti più pesanti trascinano molto bene la gente nel moshing. Questo tour decisamente farà un gran bene alla loro popolarità.

Gli Eluveitie hanno fatto il loro classico spettacolo, comprensivo di primi brani gravati da problemi tecnici e livelli del mixer che sparano a mille il flauto e annullano la voce. Quando tutto si sistema, si scopre che anche loro hanno l’asso nella manica legato all’Italia, facendo cantare a Fabienne Erni un brano nella nostra lingua. Il risultato è molto coinvolgente, al punto che fa strano poi tornare a sentire la voce aggressiva di Chrigel. Il loro folk-metal è rodato da anni on-the-road, e ora della fine dello show gli applausi sono meritati e fortissimi.

Lacuna Coil a Trezzo: foto dal concerto al Live Club

Eluvetie in apertura per i Lacuna Coil a Trezzo: foto dal concerto al Live Club

Infected Rain in apertura per i Lacuna Coil a Trezzo: foto dal concerto al Live Club

Lacuna Coil a Trezzo: la scaletta suonata al Live Club

Blood, Tears, Dust
Trip the Darkness
Our Truth
Layers of Time
My Demons
Downfall
Reckless
Veneficium
Spellbound
The House of Shame
Sword of Anger
Enjoy the Silence (Depeche Mode cover)
—–
Naughty Christmas
Heaven’s a Lie
Swamped
Nothing Stands in Our Way

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