Megadeth, Dave Mustaine ad AltroSpettacolo: “Suonare per il Papa? Perchè no!”

Trentacinque anni di Megadeth. E’ questo, ciò che ci porta il 2018 – insieme a due concerti della band in Italia.
Trentacinque anni di thrash metal senza compromessi, tirati avanti da un Dave Mustaine sempre carico. Abbiamo avuto il privilegio di fare una veloce chiacchierata proprio con il carismatico frontman, per parlare dell’anniversario, ma anche dei suoi legami con l’Italia, e di headbanging con il Papa. Di nuovo disco non si parla ancora, inutile anche chiedere: i Megadeth stanno ricaricando le pile dopo il successo di Dystopia, e per ora vogliono concentrarsi sul suonare dal vivo a testa bassa. Partiamo quindi dalla quotidianità di mister Mustaine…

Ciao Dave, come ti stai tenendo impegnato, in questi mesi in cui non sei in tour? Guardando la tua pagina Facebook, sembra che tu sia solo occupato con il tuo show radiofonico, ma c’è qualcos’altro che bolle sotto la superficie?
“Sto lavorando su un po’ di cose – sono tutte legate alla musica, perchè sono un musicista. Sto pensando ai nuovi piani per i Megadeth, ma poi ci sono dei piccoli progetti che seguo. Ad esempio, la carriera di mia figlia, che suona country, e poi altre piccole cose che non sono legate ai Megadeth – ma penso che tu mi abbia chiamato per parlare dei Megadeth, quindi concentriamoci su questo aspetto della mia vita musicale.”

Fra qualche mese le tue giornate, e la tua intera vita, saranno impegnate dal tour Estivo. Di questi tempi, cosa rappresenta per te un tour? Una compito da svolgere, qualcosa che non vedi l’ora di fare, o un’occasione per passare l’Estate in Europa?
“Direi che tutte e tre le tue proposte possono riassumere quel che penso della vita in tour. La maggior parte dei giorni, rappresenta proprio un bel modo di stare in vacanza e vedere posti straordinari. Alcune volte è una fatica, se ci sono condizioni difficili e impreviste prima di un concerto, e bisogna adattarsi, e poi ok, il viaggio in sè è sempre un momento faticoso e noioso. Quando arriviamo ad un festival, è sempre tutto molto bello, incontriamo vecchi amici e facce che non vedevamo da tempo, ci facciamo lunghe chiacchierate e qualche bevuta.”

Il 30 Giugno i Megadeth suoneranno al Rock The Castle festival qui in Italia: quella giornata è presentata come una “rivalità” fra gruppo thrash americani ed europei – ci saranno i Testament, Exodus, Sodom, Destruction e tanti altri. In qualità di uno dei pesi massimi della scena, tu hai mai percepito questa rivalità, o perlomeno differenza, fra gruppi americani ed europei?
“La differenza principale penso che risieda nei testi, abbiamo interessi e sensibilità diverse, dai due lati dell’Oceano. Ma la musica è piuttosto simile, a livello di aggressività, e penso che ci metta tutti sullo stesso piano. Sono consapevole che i Megadeth sono più famosi, e hanno venduto più copie, rispetto ad alcune delle altre band che suoneranno quel giorno, ma spero che a livello personale sia chiaro che noi rispettiamo tutti e vogliamo ascoltare e chiacchierare con tutte le band del bill di questo festival.
Ad esempio, mi fa piacere che tu abbia nominato i Sodom ed i Destruction, perchè nel mio programma radiofonico li ho da poco messi in rotazione, ed erano letteralmente anni che non li ascoltavo! Li sto riscoprendo ora, e sono delle ottime band, sono contento di poterli vedere al festival, e magari chiedere a loro com’è essere una band thrash metal europea.”

E’ bello sentire questo tuo entusiasmo – di sicuro qui in Italia quella giornata del Rock The Castle è molto attesa, visto che da molto tempo non si aveva un festival thrash metal di quel livello.
“Mi piace sempre tornare in Italia, perchè uno dei momenti migliori della mia carriera musicale è proprio legato al vostro Paese. Non lo dico perchè sto parlando ad un Italiano, ma perchè ho questo ricordo di un tour promozionale di interviste legate all’uscita di un disco, e sono venuto in Italia con mia moglie, quasi subito dopo il matrimonio. E’ stata una specie di luna di miele per noi, e siamo stati in tantissime città diverse. Sai, ormai quando veniamo in Italia, sono consapevole che suoniamo quasi sempre negli stessi posti – a Milano e Roma, poi magari un altro paio di città, ma le tappe sono sempre le stesse. In quel tour invece, abbiamo visto molti lati diversi dell’Italia, scoprendo ovviamente cibo diverso in ogni tappa, e paesaggi bellissimi.
Guarda, ti dico che a me piacerebbe fare un tour completo dell’Italia, anche suonando in locali più piccoli rispetto alla media dei posti dove suonano di solito i Megadeth, pur di raggiungere certe città che non si toccano mai con un tour.”

Visto che hai menzionato Roma, in effetti due giorni prima del Rock The Castle, il 28 Giugno, suonerete proprio al Rock In Roma. Ma non voglio chiederti di quel concerto, ma voglio parlarti di un’altra cosa legata a Roma. Non so se lo sai, ma ogni Dicembre in Vaticano viene organizzato un ‘concerto di Natale’ a cui presenzia anche il Papa. Ultimamente quel concerto, molto classico, ha aperto un po’ al pop e vagamente al rock (nel 2013 han suonato Patti Smith e Dolores O’Riordan, per esempio). Ecco, tu suoneresti a quel concerto? E che canzoni suoneresti, davanti ad un Papa che applaude entusiasta?
“Non ho nessun legame con nessuna religione organizzata, e penso che se ricevessimo un invito di quel tipo, lo accetteremmo perchè ci darebbe l’opportunità di dimostrare al mondo cattolico quanto sia di larghe vedute Sua Santità, invitando una band come i Megadeth al suo concerto natalizio! Sarebbe anche il momento giusto per suonare le canzoni del nostro “famoso” disco “Thrashing Through The Snow”!”

Sarebbe un bel modo per chiudere i festeggiamenti del 35esimo anniversario dei Megadeth, che cadono proprio quest’anno.
“Headbanging per il Papa? Sì!”

Al netto di questo, avete piani particolari per i festeggiamenti?
“Niente di particolare – anzi, il piano è di ridurre le scenografie al minimo, visto che per Dystopia avevamo un palco grande, con schermi e cose simili. Questa volta ci porteremo dietro solo il minimo indispensabile, uno striscione alle nostre spalle ed un backline essenziale, e sul palco suoneremo a testa bassa nel modo più potente e veloce possibile, con alcuni brani che non abbiamo mai eseguito prima dal vivo. E’ questo, il modo per festeggiare il thrash metal.”

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