Megadeth, So Far, So Good… Gli Anni d’Oro: la recensione del libro

Esce un nuovo libro sui Megadeth, questa volta focalizzato sulla loro discografia e le storie che hanno portato alla composizione di ogni album della cosiddetta “Epoca d’Oro”, da Killing Is My Business (del 1985) a Cryptic Writings (1997). Tsunami Edizioni ha tradotto il lavoro del mega-giornalista Martin Popoff, e ora lo si può leggere in Italiano…

So Far, So Good… Gli Anni d’Oro, la recensione del libro

La frase che Tsunami ha scritto in quarta di copertina inizia con “I Megadeth non necessitano di troppe presentazioni”. In effetti questo lavoro sembra dedicato a chi ha già una discreta conoscenza del gruppo di Dave Mustaine, senza perdersi in troppi preamboli o approfondimenti per spiegare in dettaglio cosa ha portato alla formazione della band, o chi è questo o quel personaggio secondario citato ogni tanto. So Far, So Good è dedicato a chi un interesse per i Megadeth ce l’ha già, e vuole approfondire la propria conoscenza.

La forza del libro è la capacità di concentrarsi sui dischi, su cosa c’era attorno alla band in quel preciso momento storico (spesso, c’era attorno tanta droga, ad esempio), ricostruendo tutto a partire da interviste che Popoff svolse all’epoca, o da altre interviste recuperate negli anni e minuziosamente annotate nella biografia delle ultime pagine.
Il giornalista ha selezionato le dichiarazioni più interessanti, e più rivelatorie, riguardo alle varie incarnazioni della band, e non esita ad esprimere i proprio giudizi su qualche avvenimento.
Il libro è diviso in capitoli, ognuno intitolato ad uno dei sette album trattati, ed i momenti più interessanti sono quando un intero disco viene analizzato tramite le dichiarazioni del “membro nuovo” della band: Jeff Young ricorda il suo contributo (ai limiti del mobbing) su “So Far, So Good, So What”, tutto registrato da solo seguendo gli appunti di Dave Mustaine e Dave Ellefson, prima ridendone e poi chiudendo con degli insulti a MegaDave. I ricordi di Marty Friedman, invece, fanno da ossatura per il capitolo di “Rust In Peace”.
Nel resto dei capitoli, le dichiarazioni dei vari membri della band a volte sono contrastanti: se Friedman dice che il periodo di “Countdown To Exctintion” fu meraviglioso e pieno di soldi e idee, alla fine del capitolo Mustaine parla del suo tentativo di suicidio, perché non aveva più voglia di suonare. Ci sono tante dichiarazioni come questa, tanti dietro le quinte e riflessioni sugli album che hanno plasmato i Megadeth e la scena Thrash Metal, nel nuovo libro della Tsunami.

Il miglior modo per leggerlo è quello di dedicare una giornata alla lettura di un capitolo, seguito dall’ascolto serale del disco che si è analizzato: anche se alcuni pezzi si conoscono a memoria, forse qualche sfumatura balzerà all’orecchio, rendendo appagante sia la lettura, che l’ascolto. A volte è meglio assaporare le cose lentamente.

Una lieve critica al libro può essere rivolta alle foto: sono presenti 16 pagine a colori contenenti molte foto d’epoca, ma sono totalmente decontestualizzate e prive di didascalia. Quando sono state scattate? Chi c’è rappresentato? Cosa stava facendo? E’ anche curioso il fatto che, per quanto si parli nel dettaglio delle copertine e del loro processo di creazione, non siano riprodotte da nessuna parte. Ma d’altronde, questo libro non lo si deve certo acquistare per le foto, ma per il lavoro di investigazione musicale nel passato di una band…

Martin Popoff
MEGADETH
So Far, So Good… Gli Anni d’Oro

Traduzione: Stefania Renzetti

192 pagine + 16 a colori
19,00 Euro

So Far, So Good… Gli Anni d’Oro – la presentazione del libro sui Megadeth

I Megadeth non necessitano di troppe presentazioni. Nati nel 1984 per mano del carismatico, talentuoso e soprattutto irascibile Dave Mustaine all’indomani del suo brusco allontanamento dai Metallica, rappresentano uno dei gruppi di punta non solo dell’ondata thrash, ma di tutto il metal in generale.

In questo volume Martin Popoff ripercorre gli anni d’oro della band dagli esordi sino alla fine di quella che è stata la sua incarnazione più duratura, analizzando nel dettaglio assolute pietre miliari del genere come Killing Is My Business… And Business Is Good!, Peace Sells… But Who’s Buying?, So Far, So Good… So What!, il capolavoro immortale Rust In Peace, il campione di incassi Countdown To Extinction, Youthanasia e Cryptic Writings, condendo il tutto con aneddoti di prima mano, informazioni e curiosità di ogni tipo.

Dave Mustaine aveva giurato di rivalersi sui Metallica formando una band che fosse più veloce e più tosta di loro. Se ci sia o meno riuscito sta a chi ascolta deciderlo, ma di certo con i Megadeth ha concretizzato una propria visione del metal assolutamente tecnica, innovativa, d’impatto e memorabile, entrando a tutti gli effetti nella leggenda.

Martin Popoff: breve biografia dell’autore del libro

Martin Popoff è stato definito “il giornalista heavy metal più famoso del mondo”. Si dica abbia scritto più recensioni di chiunque altro nella storia del giornalismo musicale di tutti i generi, e inoltre è l’autore di circa cinquanta libri dedicati a hard rock, heavy metal, classic rock e collezionismo di dischi. Per quattordici anni è stato il caporedattore dell’ormai defunta Brave Words & Bloody Knuckles, la principale pubblicazione metal del Canada, e ha anche scritto per Revolver, Guitar World, Goldmine, Record Collector e molte altre testate. Attualmente vive a Toronto. Per Tsunami Edizioni sono stati pubblicati Scorpions – Uragano Tedesco e Whitesnake – Il Viaggio del Serpente Bianco.

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