Metalitalia Festival 2018: foto e commenti

Ottava edizione del Metalitalia Festival, seconda con la formula dei due giorni: è una macchina ormai ben rodata, dal quale ormai ci si aspettano grandi cose, e fortunatamente sempre le si ottiene. Lineup variegata, tanti stand per gli acquisti, ampio spazio esterno (con tanto di amache), molteplici scelte per cibarsi, e soprattutto meet and greet gratuiti con le band, e setlist particolari, che prevedono spesso la proposta di album interi, o show-anniversario.

Quest’anno la proposta dei due giorni presentava una divisione fra power metal (o perlomeno “metal tradizionale europeo”) il Sabato, e doom metal la Domenica: guardando l’affluenza, l’Italia si conferma patria del Power, visto che il primo giorno viaggiava ai limiti del soldout, mentre il secondo si notava un po’ meno affluenza (dal mixer in poi si poteva circolare tranquillamente, anche se in realtà in molti hanno trascorso quasi tutto il tempo fuori, fra bancarelle e beer garden).

Metto subito le cose in chiaro: per motivi di lavoro, sono riuscito ad arrivare solo per le ultime tre band delle due giornate – sì, ho in pratica seguito solo band straniere, ma non c’è nessun complotto anti-italiano, quanto piuttosto un complotto dei miei datori di lavoro durante il weekend. In ogni caso, come sempre per il Metalitalia Festival, il merito della cronaca super-dettagliata dei singoli concerti preferisco lasciarlo direttamente al team degli organizzatori: cliccando sui link trovate il report del warmup, primo giorno e secondo giorno.

Tolti i dettagli tecnici, non rimane che scrivere i dovuti apprezzamenti per un festival dei presi bene: pubblico (libero anche di uscire dal locale e rientrare a piacere), ma anche band, che trovano una atmosfera amichevole e un’orda di fan pronti ai meet & greet, preparandosi poi alle setlist speciali, quasi esclusive per questi show. Possiamo anche riportare qualche spigolatura, qualche flash non catturato dalle foto che potete vedere qui sotto:
* lo stupore per la mancata comparsata di Manni Schmidt per qualche brano con i Grave Digger, visto che il chitarrista era già presente per la reunion dei Refuge/Rage (ma forse qui siamo abituati troppo bene dal festival e dalle reunion impreviste!)
* la goduria pura nel cantare, tutti insieme, Rebellion dei Grave Digger. Il pubblico ha reagito ai Grave Digger come se ci si trovasse di fronte ai Manowar, e c’è stato anche qualche “Sign Of The Hammer” in segno di rispetto. A conti fatti, nella giornata di Sabato è stato proprio il gruppo di Chris Boltendahl ad avere più pubblico in assoluto, anche più rispetto agli headliner.
* alla fin fine Peavy Wagner ha fatto bene, a dividere nettamente il set dei Rage da quello dei Refuge, partendo proprio con questi ultimi. Aprire il concerto con Don’t Fear the Winter è stato da pelle d’oca.
* Peavy era poi in giro per il Live Club anche la Domenica.
* gli Hammerfall si sono dimenticati dell’esistenza di un album chiamato “Glory To The Brave”. Ha appena compiuto 21 anni ed è il loro primo disco, non si capisce bene perchè in un concerto di Greatest Hits, non si sia trovato il posto per nemmeno un brano.
* Tiamat. Johan Edlund. Concerto amato e odiato, dai fan più accaniti: la band ha suonato alla grande, il frontman ha dato il giusto carisma e personalità sul palco. Peccato che in più momenti abbia modificato intere parti delle canzoni, scambiando parole, inventandole, tagliando corto. Sicuramente, il personaggio più controverso del festival – nel contesto di un festival questi atteggiamenti ci stanno, ma uno show headliner da soli non so, ora, quanto attirerebbe…
* è stato una meraviglia ascoltare in diffusione i Type O Negative prima del concerto dei Candlemass. Black No. 1 sparata da amplificatori potenti, come non sentivo da anni.
* Johan Langquist tornato con i Candlemass. E’ bello vedere qualcuno così felice di stare su un palco, era evidente che si stava godendo ogni momento di questo suo ritorno – questo era solo il suo secondo concerto, dopo la reunion. Sui brani di Epicus Doomicus Metallicus (i “suoi” brani) ha fatto una gran figura.

E’ già alta, quindi, la curiosità per l’edizione 2019 – il Metalitalia Festival sa sempre stupire!

Foto Metalitalia.com Festival 2018 – giorno 1, 15 Settembre

Grave Digger

Refuge meets Rage

Hammerfall

Foto Metalitalia.com Festival 2018 – giorno 2, 16 Settembre

Tiamat

Candlemass

Metalitalia.com Festival 2018 – qualche live video

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