Metalitalia Festival 2019: foto e commenti dai due giorni di concerti

Il Metalitalia Festival raggiunge l’ottava edizione, tornando (dopo tre anni di date in Settembre) a posizionarsi come “festival che inaugura la stagione concertistica estiva” e proponendo due giorni di metal – questa volta, la prima giornata è più improntata verso sonorità vicine al death (in tutte le sue mille sfumature), mentre la seconda sarà rivolta agli amanti dell’hard rock.
Come sempre per il Metalitalia Festival, il merito della cronaca super-dettagliata dei singoli concerti preferisco lasciarlo direttamente al team degli organizzatori: cliccando qui troverete il report del primo giorno di fest,, mentre qui c’è il secondo, e onestamente non c’è niente di più tecnico e dettagliato che possa scrivere, riguardo le esibizioni delle band.

Tolti i dettagli tecnici, non rimane che sottolineare come il festival continui con i miglioramenti: il mega-stand dei padroni di casa ora si trova nell’area esterna, rendendo più vivibile l’interno (nel quale sono concentrati tutti gli stand del metal market), la proposta culinaria è sempre più abbondante (compreso un kebab vegetariano!), l’attività di meet&greet ha coinvolto tutti i nomi in una organizzazione ormai rodata.
Quel che è un po’ venuto a mancare, purtroppo, è il pubblico: seppure il locale risultasse pieno in entrambe i giorni, non si è arrivato al soldout a cui ci si era abituati nelle scorse edizioni, e si ha l’impressione che la gente sia stata più attirata dal singolo nome dell’headliner, piuttosto che dal bill o (sarebbe ancora meglio) dal semplice fatto che questo è un festival fatto bene, a misura di fan e che fa sentire bene chi ci va, indipendentemente dai gruppi proposti.

Possiamo solo riportare, adesso, degli appunti mentali presi durante i gruppi che abbiamo visto, qualche flash non catturato dalle foto che potete vedere qui sotto

* L’esibizione dei The Crown ti riappacifica con tutte le strane derive prese dalla scena death-thrash svedese. Hanno picchiato duro, hanno picchiato tutti, e sono riusciti anche a lanciare un sondaggio su chi fosse il favorito dal pubblico, fra Gesù e Satana.
* Meno di un anno fa, i Fleshgod Apocalypse hanno subìto un devastante furto di tutta l’attrezzatura, mentre erano in tour all’estero (insomma: queste cose non succedono “solo in Italia”). Eppure, eccoli qui, completamente ripresi, con all’attivo un nuovo disco solidissimo come Veleno, e pronti a conquistare i palchi. La cover di Reise Reise dei Rammstein è la ciliegina sulla torta.
* Gli Arch Enemy avevano il camion più arrogante e spettacolare visto negli ultimi anni, parcheggiato in bella mostra fuori dal club (lo vedete anche nella foto). A rifletterci, però: la scenografia mostrata non richiede un trasporto eccezionale… forse si tratta del cartello pubblicitario su ruote migliore che si sia mai visto, ecco.
* Sì, Alissa White-Gluz sta molto bene con la nuova giacca che la fa sembrare un pipistrello. Ma in effetti, starebbe bene con qualsiasi cosa.

*Urge segnalare che Phil Campbell indossava una maglietta di Sheldon Cooper in versione trapper.
* Si segnala anche che i suoi “the Bastard Sons” hanno la carica di chi ha tutto da dimostrare, e se suoni pezzi originali accanto a quelli dei Motorhead, vuol dire che hai le palle e la capacità per farlo. Poi certo, i metallari della domenica si alzano solo per urlare “Ace Of Spades”, ma chi apprezza la musica, un ascolto al disco di Phil Campbell dovrebbe darlo.
* Gli Hardcore Superstar sono stati l’unica band a suonare in ritardo di tutto il festival. Non hanno suonato con poco ritardo, ma con ben 45 minuti, accumulati per un imprevisto tecnico che, guardando il palco, sembra aver fatto impazzire tutti i tecnici. Ah, va segnalato che fra i roadies del festival c’era Tommy Massara degli Extrema.
* In ogni caso, gli HCSS non hanno tagliato niente dalla scaletta. Proprio niente. Tanto, era chiaro che la gente fosse lì principalmente per loro, visti i cori ed il calore del pubblico. 45 minuti di ritardo? No problem. Problemi di chi verrà dopo – anche se durante l’ultima canzone, è successa una cosa mai vista (e, si presume, concordata per scherzo con la band): per “risparmiare tempo”, è stata smontata la batteria mentre ancora veniva suonata, pezzo per pezzo, fino a rimanere con cassa e un piatto.
* In effetti, chi è venuto dopo i problemi li ha avuti: i Gotthard hanno suonato con 40 minuti di ritardo, davanti ad un pubblico oggettivamente stremato e molto ridotto nella quantità. Guardando dall’alto, sembra che un 30% della gente sia andata via dopo il concerto della band svedese! Un vero peccato, visto che il gruppo svizzero è uscito dallo studio quasi unicamente per questa data, e ha suonato con grinta – dietro alla batteria, inoltre, sedeva Daniel Loeble degli Helloween, una chicca “rara” per lo show.

*Durante i Gotthard, qualche coglione ubriaco ha lanciato un bicchiere di birra dal piano rialzato del Live Club. Il bicchiere si è schiantato fortunatamente per terra, ma ha rovesciato parecchio liquido sui dischi in vendita di una delle distro. Le madonne che sono volate hanno oscurato temporaneamente “Feel What I Feel”.

E questo, è tutto quel che c’è da sapere “bonus” sul festival – non rimane che attendere le date del 2020…

Foto Metalitalia.com Festival 2019 – 1 Giugno (Day 1)

Arch Enemy

Fleshgod Apocalypse

The Crown

Foto Metalitalia.com Festival 2019 – 2 Giugno (Day 2)

Gotthard

Hardcore Superstar

Phil Campbell and the Bastard Sons

Metalitalia.com Festival 2019 qualche live video

Su YouTube si trovano già spezzoni dei concerti, per chi fosse curioso di vedere com’è andata, o volesse rivivere le emozioni…

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