Mike Shinoda, Post Traumatic: l’elaborazione del lutto in musica

Come pensate si possa sentire un cantante, quando un suo amico si suicida? Come si sentirebbe chiunque altro, ovviamente. Uno schifo.
Ma se il cantante in questione avesse condiviso il suo ruolo con la persona che è scomparsa, componendo una coppia di cantanti che trascinano una band in giro? Se la persona che si toglie la vita lo consideri un fratello da quasi due decenni, e al dolore per la sua scomparsa, si unisce la confusione riguardo il futuro della band?
Non sono domande da poco: è triste dirlo, ma spesso un musicista che scompare viene sostituito, all’interno di una band. Pensate ai Deftones, per dire.
Ma se scompare “il volto” della band, la voce più caratteristica, anche una carriera decennale e multi-platinata può fermarsi completamente. E’ cinico dirlo, ma è anche stupido negarlo: questi pensieri si fanno. Non li avete fatti anche voi, quando Chester Bennington il 20 Luglio 2017 si è suicidato?
“Oddio Chester, perché? E ora cosa succederà ai Linkin Park?”

Se l’avete fatto voi, questo pensiero, lo avranno fatto anche i membri dei Linkin Park stessi. Solo che è brutto dirlo, forse.

Nel giorno in cui i Linkin Park annunciano di avere tutte le intenzioni di andare avanti, dopo un periodo di “ricostruzione”, Mike Shinoda pubblica un EP di tre pezzi intitolato “Post Traumatic”, completamente dedicato al modo in cui sta cercando di elaborare il lutto. E’ un disco… dedicato a sè stesso.

Qui di seguito trovate i tre videoclip e i testi delle tre canzoni: soffermiamoci su alcuni passaggi, per capire cosa sta provando Mike.
Con “Place To Start”, il cantante sta cercando la motivazione per andare avanti. A livello umano, ma anche lavorativo: si chiede se in effetti ha potere decisionale sul suo futuro, se non sta vivendo una storia già scritta e che per forza deve andare in un certo modo. Si chiede se la sua vita non sia “definita da qualcun altro”. Insomma, se mancandogli una gamba su cui sorreggersi, si accorge che era quella gamba, a portarlo avanti: Chester. “Faccio parte di un progetto ideato da qualcun altro?”. E alla fine, si sente male per tutte queste domande: “finisco io a fare la parte di quello cattivo”.
Devastante. La salvezza arriva nell’outro, in cui fa ascoltare alcuni messaggi ricevuti in segreteria telefonica dopo la morte di Chester. Mike non è solo, la gente si preoccupa per lui.
Con “Over Again” il rap si fa più rabbioso, e racconta di come i Linkin Park fossero confusi, nei giorni dopo la scomparsa di Chester “al quale non hanno nemmeno potuto dire ‘ci vediamo presto'”. Viene narrato, in maniera cruda, di come non sapessero cosa fare, di come abbiano preso l’impegno del concerto in suo ricordo, senza nemmeno sapere come avrebbero fatto a salire su un palco di nuovo. Il giorno del concerto, un concerto che ha commosso decine di migliaia di persone, a Mike veniva da vomitare, e mentre cantava non era per niente concentrato, le parole uscivano per abitudine, ma intanto pensava all’amico che non aveva potuto salutare.
E’ una canzone rabbiosa, che si chiude colpendo chi gli ha detto in faccia “wow, deve essere difficile ora andare avanti, prendere decisioni sul futuro della band”. Che scoperta.
Nella finale “Watching As I Fall”, non c’è redenzione, solo confusione personale. Mike ammette che da sempre fa fatica a lasciar correre alcune cose (“mi incazzo ancora per cose di 15 anni fa”!), e che ultimamente scrive che farà una cosa, e poi fa tutt’altro. Dice che sta bene, ma evidentemente sta mentendo a chi glielo chiede. Si sente cadere, e dice che in effetti non ha nemmeno paura di farlo.
E’ decisamente il caso di tenere d’occhio Mike, in questi mesi: questa terza canzone si chiude in maniere piuttosto nichilista, e “se mi chiedete se ce la posso fare, rispondo che non lo so”.
Intanto, questa musica lo ha salvato, ha fissato i suoi demoni attuali. Sta a noi continuare ad aiutarlo, almeno ascoltandolo.

Post-Traumatic EP: la presentazione, nelle parole di Mike Shinoda

Questa è la presentazione dell’EP, nelle parole di Mike Shinoda.
“Gli ultimi sei mesi sono stati come un ottovolante, per me. In mezzo al caos, ho iniziato a provare una fortissima gratitudine per tutti i vostri tributi, per i messaggi di sostegno, per la carriera che mi avete consentito di avere, e per la semplice opportunità di poter continuare a creare.
Oggi condivido con voi tre canzoni che ho scritto e prodotto, con video del ho girato, colorato e montato da solo.
L’Arte è sempre stata il luogo in cui mi rifugio quando devo mettere ordine nella complessità della vita. Non so dove mi porterà questa strada, ma sono contento di condividerla con voi.
Il dolore è una cosa personale. Quindi, questa non è musica dei Linkin Park, nè dei Fort Minor – è musica mia.”

Place To Start: video e testo

I don’t have a leg to stand on
Spinning like a whirlwind nothing to land on
Came so far never thought it’d be done now
Stuck in a holding pattern waiting to come down
Did somebody else define me?
Can I put the past behind me?
Do I even have a decision
Feeling like I’m living in a story already written
Am I part of a vision made by somebody else?
Pointing fingers at villains but I’m the villain myself
Or am I out of conviction with no wind in the sail?
Too focused on the end and simply ready to fail

‘Cause I’m tired of the fear that I can’t control this
I’m tired of feeling like every next step’s hopeless
I’m tired of being scared what I build might break apart
I don’t want to know the end, all I want is a place to start
Oh, oh
I don’t want to know the end, all I want is a place to start
Oh, oh

[Outro] Hey Mike, uh, just calling to uh, you know, send my condolences
Hey man, it’s Mark, just calling to check in onn you, see how you’re doing
What up Mike? Just calling to see how you’re doing, check in with you a little bit
Wanna obviously send my love and support and, um, just let you know I’m here for you
I know you’re super busy, didn’t wanna bother you, um, just wanted to let you know I’m thinking about you
Give me a call back if you want, if not, I guess that too, um, but I’m sure I will see you and/or talk to you sometime soon. Alright bud, hope you’re hanging in there. See ya

Over Again: video e testo

Sometimes, sometimes you don’t say goodbye once
You say goodbye over and over and over again
Over and over and over again
Sometimes, sometimes you don’t say goodbye once
You say goodbye over and over and over again
Over and over and over again

It was a month since he passed, maybe less
And no one knew what to do, we were such a mess
We were texting, we were calling, we were checking in
We said we ought to play a show in honor of our friend
Well now that show’s finally here, it’s tonight
Supposed to go to the bowl, get on stage, dim the lights
With our friends and our family, in his name, celebrate
There’s no way that I’ll be ready to get back up on that stage
Can’t remember if I’ve cancelled any show
But I think about what I’m supposed to do and I don’t know
Cause I think about not doing it the same way as before
And it makes me wanna puke my fucking guts out on the floor
We rehearsed it for a month, I’m not worried about the set
I get tackled by the grief at times that I would least expect
I know what I should be doing when I’m singing but instead
We’ll be playing through a song and I’d remember in my head

Sometimes, sometimes you don’t say goodbye once
You say goodbye over and over and over again
Over and over and over again
Sometimes, sometimes you don’t say goodbye once
You say goodbye over and over and over again
Over and over and over again

What (are) they saying, I’m not raw?
What the fuck you take me for?
All the sudden you hear what I’ve said a hundred ways before?
I been pushed, I been trapped
Drug myself through hell and back and
Fallen flat and had the balls to start it all again from scratch
How do you feel, how you doing, how’d the show go?
Am I insane to say the truth is that I don’t know
My body aches head’s spinning this is all wrong
I almost lost it in middle of a couple songs
And everybody that I talk to is like, “wow
Must be really hard to figure what to do now”
Well thank you genius, you think it’ll be a challenge
Only my life’s work hanging in the fucking balance
And all I wanted was to get a little bit of closure
And every step I took I looked and wasn’t any closer
‘Cause sometimes when you say goodbye, yeah you say it
Over and over and over and over

Watching As I Fall: video e testo

Excuse me while I kiss the sky
Sing a song of sixpence, pocket full of lies
Thinking I’m okay, but they’re saying otherwise
Tell me how I look but can’t look me in the eyes
Watching as I say this and then I do that
Telling them the old words but in a new rap
Then I change my mind up and make them lose track
Shit I’m inconsistent I thought they knew that

Maybe I should be more grateful
That I had to watch it all come undone
Holding so tight to the edge is painful
But I can’t ignore it I know

They’re watching as I fall, they’re staring as I go
I gave until my soul hurt, and never told them so
They’re watching as I fall, to somewhere down below
But maybe I’m just falling, to get somewhere they won’t

Excuse me while I sympathize
Singing with the fat lady tell me what’s the time
You know what it is not afraid to cross the line
Nothing is forever don’t be mad at the design
Ask me if I can, I say I don’t know
And honestly I buy that I can sound cold
Still upset from shit that’s 15 years old
I don’t know what it takes to make me let go

1 Commento

  1. Tutto questo è struggente. Non solo per Chester adesso la preoccupazione si rivolge a Shinoda e ai Linkin Park che si ritrovano così, senza esserlo veramente. Non so come mi sentirei io se fossi in lui, forse non mi farei sentire per un pò, almeno fino a quando non riuscissi a fare ordine nella mia testa e a scacciare i brutti pensieri.

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