Murder Falcon: recensione del fumetto sul metal che salva la vita (e il mondo)

Saldapress ha da poco annunciato la pubblicazione italiana di Murder Falcon, una miniserie a fumetti di otto numeri fondata sulla sacralità dell’heavy metal. L’avevo letto in inglese all’epoca, e non mi sarei aspettato una traduzione italiana, ma ora sento di volerne parlare, perchè se amate il metal e i fumetti, potrebbe molto interessarvi.

Murder Falcon: la recensione del fumetto

La trama è semplice quanto assurda: Jake ha abbandonato la chitarra (rompendola in due) qualche tempo fa, al culmine di un litigio con la sua band metal. Ha vari problemi nella vita, ma un giorno, totalmente a caso, nel suo appartamento compare un falco gigantesco, muscoloso e con un braccio bionico, che gli dice che dei mostri stanno per invadere la Terra, e che ci sono dei giganti buoni che si alimentano con la musica. Quindi, più Jake suonerà la sua chitarra, meglio la suonerà, meglio questi giganti potranno combattere i mostri, che arrivano da un’altra dimensione e si nutrono delle paure, dell’ansia e dei fallimenti degli umani.
Non si sa per quale motivo i giganti che si nutrono di musica hanno scelto Jake, ma l’obiettivo è quello di rimettere su la band, chiedendo scusa a tutti, e cercando gli strumenti magici che evocheranno altri protettori.

Ok, descritto così sembra una cavolata. E lasciatemelo dire: all’inizio è veramente una cavolata. Al netto della “ignoranza metallara” espressa dal falco (che si chiama “Murder Falcon”), che vuole ascoltare metal a tutte le ore e vuole bere birra in continuazione, le cose sono parecchio assurde, nei primi tre numeri. Ci sono questi mostri, ci sono molti “deus ex machina”, ci sono momenti in cui Jake e Falcon ascoltano i Racer X (di tutte le band, proprio quella fondata da Paul Gilbert negli anni Ottanta, che scelta interessante!), viene buttato lì che St. Anger è un pessimo album… tutti bocconi prelibati per un amante del metal, ma la storia è parecchio dozzinale – è il sogno bagnato di un quattordicenne che vorrebbe che l’heavy metal dominasse il mondo. Solo che accanto a questa narrazione, si fa largo pianissimo il motivo per cui la band si è divisa, i problemi personali di chi ha circa 30 anni e continua a suonare in un gruppo. Soprattutto nella prima metà della storia, i primi quattro numeri, sembra che il fumetto sia stato scritto appunto da un quattordicenne esaltato dal metal ma acerbo nella scrittura, accompagnato dal padre metallaro che decide di inserire una tematica molto adulta per dare profondità ai personaggi. Questa narrazione in principio funziona in maniera traballante, e se Murder Falcon fosse proposto come in America, ovvero un numero al mese, forse prima del quarto numero ci si sarebbe stancati. Proposto in un unico volume, invece, si “tiene duro”, e la storia diventa appagante dal quinto numero in poi, anche grazie all’arrivo di un nuovo personaggio:

Si apre un mondo: si scopre che i giganti che si nutrono di metal hanno scelto altri musicisti nel mondo, e questo swedish death metaller è quello che il Doc Manhattan definirebbe “il bassista carismatico” (anche se è un chitarrista) – quando è scena lui (che chiede di unirsi alla band, e comanda un albero gigante) si ruba tutta l’attenzione. Poi si scopre che il Giappone ha una orchestra sinfonica che suona metal, evocando un enorme samurai.
Accanto a questi eventi sempre più epici e la battaglia finale a suon di musica e pensieri positivi, si approfondiscono i problemi di Jake, e di quelli che gli stanno intorno. E qui si rischia il pianto finale. Sì: con un fumetto che nasce come “sogno di un quattordicenne metallaro”, si rischia addirittura di piangere nelle ultime pagine.
Se avete letto tanti fumetti “adulti” (primo fra tutti I Kill Giants), già dal secondo numero alcune cose che “non tornano” potranno farvi intuire alcuni sviluppi della trama, e ora del finale i conti torneranno quasi completamente. Ma anche se potrete immaginare alcune cose, se amate il metal non potrete rimanere indifferenti alla seconda parte della narrazione, e non solo perché ci sono statue dedicate a Lemmy o scene epiche come questa:

La vera chicca del fumetto è che la band, i Brooticus, hanno una pagina su bandcamp (brooticus.bandcamp.com), con una serie di riffoni metal tutti scritti dall’autore del fumetto.

Insomma, è consigliato? Sì, caldamente, se amate il metal. E anche se non lo amate. Una rilettura immediata, appena finiti gli otto numeri, sarà obbligatoria. E poi un altro giro ogni tanto, come quando si mette su un cd che si apprezza.

Come non apprezzare un fumetto le cui variant cover hanno questo aspetto?

Murder Falcon: la presentazione di Saldapress

Un assolo metal può salvare la vita. Un gigantesco falco può salvare il mondo.

Daniel Warren Johnson, creatore della serie Extremity candidata al Premio Eisner, firma un adrenalinico e geniale graphic novel dal cuore umano. Chitarre elettriche e Kung Fu per una favola epic-metal a velocità supersonica.
Un graphic novel folle e geniale in cui convergono chitarre elettriche heavy metal, giganteschi mostri in stile kaiju, l’amicizia, l’amore e il valore della vita, elementi che tutti insieme compongono una favola moderna, potente ma dal cuore umano.

Daniel Warren Johnson
MURDER FALCON
256 pagine a colori, edizione deluxe cartonata – 24.90 euro

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